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27 ottobre 2009 2 27 /10 /ottobre /2009 08:24
 Le origini e la diffusione del patrismo in Saharasia


deserto-marocco.jpg
Intorno al 4000 prima della nostra era: evidenziazione di un modello mondiale di comportamento umano, geograficamente legato al clima*


di  James DeMeo**


*Pubblicato originariamente in: Kyoto Review 23, pp. 19-38, Primavera 1990 (Giappone); Emotion 10, 1991 (Germania); World Futures: The Journal of General Evolution, 30: 247-271, 1991: e Pulse of the Planet 3: 3-16, 1991. Una più ampia presentazione del lavoro del Dr. DeMeo su questo progetto è disponibile nel libro Saharasia: The 4000 BCE Origins of Child Abuse, Se-Repression, Warfare an Social Violence, in the Deserts of the Old World, Natural Energy Works, 1998.

 

 ** Direttore, Laboratorio di Ricerca Biofisica sull'Orgone, PO Box 1148 Ashland, Oregon 97520 USA. demeo@mind.net

 

Tutto il testo e tutti i grafici sono protetti da diritti di copia (C) 2000 e non devono essere duplicati o copiati o utilizzati senza il permesso dell'autore.


RIASSUNTO


Attraverso un'analisi sistematica dei dati antropologici su 1170 culture a livello di sussistenza, abbiamo correlato e sviluppato dei modelli geografici globali delle istituzioni sociali di comportamento patristici, corazzati, violenti, traumatici, dolorosi e repressivi che impediscono i legami madre-figlio e uomo-donna. Quando i dati sul comportamento sono stati cartografati, abbiamo scoperto che la cintura desertica iperarida circondante l'Africa del Nord, il Vicino Oriente e l'Asia centrale, che io chiamo Saharasia, possiede la più vasta estesa territoriale delle istituzioni sociali e dei comportamenti patristi più estremi sulla Terra. Abbiamo scoperto che le regioni più lontane dalla Saharasia, in Oceania e nel Nuovo Mondo, possiedono i comportamenti più matristi, non corazzati e dolci che sostengono e proteggono i legami madre-figlio e uomo-donna. Una rivista sistematica dei materiali archeologici e storici suggerisce che il patrismo si è sviluppato in primo luogo in Saharasia all'incirca 4000 anni prima della nostra era, l'epoca di una transizione ecologica maggiore da condizioni relativamente umide di praterie-foreste verso condizioni di deserto arido. Dei modelli di popolamento e di migrazione dei popoli patristi sono stati delineati, a aprtire dai loro focolari più antichi in Saharasia, allo scopo di spiegare l'apparizione successiva del patrismo nelle regioni situate fuori dalla Saharasia. Prima dello stabilirsi di condizioni di siccità in Saharasia, la prova dell'esistenza del matrismo è ampiamente estesa, mentre quella del patrismo in generale inesistente. È provato che il matrismo costituisce la forma più antica, più primitiva e più innata di comportamento umano e dell'organizzazione sociale, mentre il patrismo, perpetuato attraverso istituzioni sociali traumatizzanti, si è innanzitutto sviluppato tra gli Homo Sapiens in Saharasia, sotto la pressione di una desertificazione e di una carestia durissime e da migrazioni forzate. Le osservazioni psicologiche di Wilhelm Reich permettono di comprendere il meccanismo attraverso il quale i comportamenti patristi (corazzati, violenti) si sono stabiliti e sono proseguito a lungo dopo che il trauma iniziale era passato.


INTRODUZIONE

deserti-del-mondo.jpgIl presente articolo riassume l'evidenza e le conclusioni del mio studio, durato sette anni nel mondo intero, della variazione regionale del comportamento umano e dei fattori relativi socio-ambientale, uno studio che ha costituito la mia tesi di dottorato (DeMeo 1985, 1986, 1987). Nella mia ricerca, mi sono specificatamente focalizzato su un complesso maggiore di atteggiamenti repressivi e traumatizzanti, di comportamenti, di abitudini sociali e di istituzioni che hanno una correlazione con la violenza e la guerra. Il mio studio è consistito in osservazioni cliniche e incroci culturali sui bisogni biologici dei bambini di pochi anni, dei bambini e degli adolescenti, e sugli effetti repressivi e devastanti che alcune istituzioni sociali e classi di ambiente naturale brutale hanno su questi bisogni e anche sulle conseguenze comportamentali di una tale repressione e di un tale danno.

L'approccio geografico delle origini del comportamento umano, così come è qui presentato, ha permesso la ricostruzione di una descrizione globale più chiara della nostra più antica storia culturale. La relazione causale tra le istituzioni sociali traumatizzanti e repressive e la guerra e l'aggressione distruttrice è stata verificata e rafforzata nel mio approccio, il che ha confermato l'esistenza di un periodo antico nel mondo intero di condizioni sociali relativamente tranquille, in cui la guerra, la dominazione maschile e l'aggressione distruttrice erano sia assenti sia a livelli particolarmente bassi. E quel che è più importante, è che è stato possibile determinare i due periodi e regioni precisi sulla Terra in cui la cultura umana ha trasformato per la prima volta delle condizioni tranquille, democratiche, egualitarie, in condizioni violente, dispotiche, guerriere.

Queste scoperte sono state rese possibili soltanto grazie a studi di terreni recenti, paleo-climatici ed archeologici (che hanno rivelato delle condizioni sociali ed ambientali precedentemente mascoste) ed in ragione dello sviluppo delle grandi basi di dati culturali provenienti da centinaia e addirittura migliaia di culture attraverso il mondo. Il computer, anch'esso una recente innovazione, ha permesso un accesso più facile a tali dati e la preparazione in pochi anni di mappe globali di comportamento che altrimenti avrebbero necessitato una vita intera per essere approntate. Il mio approccio su queste questioni ha costituito egualmente una delle prime revisioni geografiche globali sistematicamente derivate dalle istituzioni sociali e del comportamento umano, evidenziando un modello globale sino ad ora inosservato nettamente disegnato del comportamento umano. Prima di presentare le mappe, che rappresentano in forma spaziale il nucleo delle mie scoperte, una discussione sulle variabili di interesse e la teoria dietro le mappe è necessaria.

 

La cultura matrista contro la cultura patrista:

Le radici della violenza nel traumatismo dell'infanzia e la repressione sessuale


Reich--01.jpgLa ricerca verteva inizialmente sullo sviluppo di un'analisi geografica globale dei fattori sociali in relazione con la repressione primitiva, sessuale e del traumatismo dell'infanzia, come test della teoria sessuo-economica di Wilhelm Reich (1935, 1942, 1945, 1947, 1949, 1953, 1967, 1983). La Teoria di Reich, che si sviluppò divergendo dalla psicoanalisi, designò l'aggressione distruttrice e la violenza sadica dell'Homo Sapiens come una condizione anomala, risultando dalla inibizione cronica indotta in modo traumatizzante dalla respirazione, dall'espressione emotiva e dagli impulsi diretti verso il piacere. Secondo questo punto di vista, l'inibizione è cronica presso gli individui in virtù della pena specifica, dei riti censuranti il piacere e delle istituzioni sociali che consciamente o inconsciamente interferiscono con i legami madre-bambino e uomo-donna. Questi riti e istituzioni esistono allo stesso tempo tra le società "primitive" e le società "civilizzate" tecnologicamente sviluppate.

 

Alcuni esempi sono: un'afflizione razionalizzata o inconscia della sofferenza verso i bambini neonati ed i bambini attraverso diversi mezzi; la separazione e l'isolamento del bambino dalla madre, l'indifferenza verso il bambino che piange, la sua immobilizzazione, la fasciatura per 24 ore; il rifiuto di dargli il seno  e svezzamento prematuro del bambino; il fatto di tagliare la carne del bambino, solitamente gli organi genitali; l'esercizio di un lavaggio traumatizzante e le tendenze al silenzio, alla non curiosità e di obbedienza, rafforzate con paure o una punizione fisica. Altre istituzioni sociali hanno per scopo di controllare o di eliminare le influenze del risveglio sessuale del bambino come il tabù della virginità femminle esatto da ogni cultura riverente un grande dio patriarcale, così come la punizione ed il matrimonio compulsivo o sistemato attraverso una colpevolezza rinforzata.


burka_graduation.jpgLa maggior parte di queste restrizioni e punizioni rituali ricadono soprattutto sulla donna benché gli uomini siano anch'essi molto colpiti. Le richieste per una resistenza al dolore, la soppressione dell'emozione ed un'obbedienza senza restrizione ai rappresentanti dell'autorità degli anziani (solitamente degli uomini) riguardanti le decisioni basilari di vita sono degli aspetti integrali di tali istituzioni sociali, tendenti a controllare anche il comportamento dell'adulto. Queste istituzioni sono aiutate e difese dall'individuo medio in seno ad una società data, irrispettosa del loro dolore, della riduzione del loro piacere o delle conseguenze della minaccia sulla vita e sono considerate senza discernimento come "valide", come esperienze che "forgiano il carattere", come parte della "tradizione". Tuttavia, a partire da un tale complesso di istituzioni sociali dolorose e repressive, è provato che i componenti nevrotici, psicotici, autodistruttivi e sadici del comportamento umano sono espressi in sovrabbondanza sia in modo occultato o inconscio sia in modo palese o attraverso mezzi evidenti.

 

Secondo il punto di vista sessuo-ecomomico di Reich, una corazza caratteriologica e muscolare cronica si forma nell'essere umano in crescita secondo il tipo e la gravità del trauma doloroso provato. I processi biofisici che normalmente conducono ad una respirazione totale e completa, ad un'espressione emotiva ed una scarica sessuale durante l'orgasmo sono bloccati in modo cronico da questa corazza sino ad un punto più o meno prolungato, conducendo all'accumulazione di una tensione (bioenergetica) emotiva e sessuale repressa. La riserva contenuta di tensione interna conduce l'organismo a comportarsi in modo generalmente inconscio, in modo tormentato, autodistruttivo e/o sadico (Reich 1942, 1949).

 

I processi descritti si producono ogni volta e soltanto ogni volta che dei tentativi sono effettuati per deviare o ammorbidire i bisogni biologici primari dell'uomo o gli impulsi secondo le domande di "cultura". Il rifiuto del seno per un bambino, il fatto di battere un piccolo bambino per una defecazione o un comportamento d'ordine sessuale o il matrimonio forzato di giovani donne con uomini attempati ("fidanzamenti del bambino", "premio della fidanzata") ne sono degli esempi. I rituali per infliggere dei dolori o censurare i piaceri e le istituzioni sociali sono stati presenti nella maggior parte delle culture storiche e contemporanee, ma in alcun modo in tutte le culture. Ci sono state, ad esempio, alcune culture (una minoranza, certo) che non hanno mai inflitto dolore ai bambini piccoli ed agli adolescenti, coscientemente o in altro modo, né hanno represso gli interessi sessuali dei ragazzi o degli adulti. Molto importante è il fatto che quest'ultimo sono state delle società non-violente, con dei legami famigliari monogami stabili e dell erelazioni sociali convenienti ed amichevoli.

 

Iside_horus.jpgMalinovski (1927, 1932) suppose per primo che tali culture erano una confutazione dell'asserzione di Freud di una natura biologica, pan-culturale per spiegare lo stato sessuale latente dell'infanzia ed il conflitto di Edipo. Reich (1935) dimostra che queste condizioni all'interno della società Trobriand provavano l'esatezza delle sue scoperte cliniche e sociali legando la repressione sessuale al comportamento patologico. Altre descrizioni etnografiche di culture simili sono state fatte (Elwin 1947, 1968; Hallet & Relle, 1973; Thurnbull, 1961). Gli studi transculturali globali di Prescott (1975) e i miei studi (DeMeo, 1986, pp.114-120) confermarono queste scoperte. Le società che caricano di dolore e traumi i loro bambini in tenera età ed i ragazzi e che reprimono successivamente l'espressione emotiva e gli interessi sessuali dei loro adolescenti, mostrano invariabilmente uno spettro di comportamenti nevrotici, autodistruttivi e violenti.

 

Al contrario, delle società che trattano i loro bambini in tenera età e i loro ragazzi con grande affetto fisico ed una gentile tenerezza e che considerano l'espressione emotiva e la sessualità come positiva con uno sguardo illuminato, sono al contrario psichicamente sani e non violenti. Infatti, la ricerca transculturale ha dimostrato la difficoltà, addirittura l'impossibilità, di localizzare ogni società disturbata, violenta, che non soltanto traumatizza la sua gioventù e/o la reprime sessualmente. Uno sguardo sistematico della letteratura storica globale ha confermato in modo indipendente le correlazioni precedenti, tra i traumi dell'infanzia, la repressione sessuale, la dominanza dell'uomo e la violenza familiare, nelle descrizioni di diversi stati centrali guerrieri, autoritari e dispotici (DeMeo, 1985, capitoli 6 & 79 [1]. A partire da dati storici simili, Taylor (1953) sviluppò uno schema dicotomico del comportamento umano in diverse società. Utilizzando la terminologia di Taylor ed allargandola sul suo proprio schema secondo le scoperte sessuo-economiche, tali società violente, repressive, sono chiamate patriste e differiscono da tutte le culture matriste, le cui istituzioni sociali sono designate per proteggere e consolidare i legami di piacere madre-figlio e uomo-donna [2]. La tabella 1 fornisce un contrasto tra le forme estreme di patrismo (corazzate) e di culture matriste (non corazzate).

 



Tabella 1: COMPORTAMENTI, ATTEGGIAMENTI E ISTITUZIONI SOCIALI DICOTOMICHE




Tratti

Patrista

(corazzato)

Matrista

(non corazzato)

Bambini di bassa età Bambini & Adolescenti

Meno indulgenza

Più indulgenza

 

Meno affetto fisico

Più affetto fisico

 

Bambini traumatizzati

Bambini non traumatizazti

 

Iniziazione al dolore

Assenza di iniziazione al dolore

 

Dominati dalla famiglia

Democrazia dei bambini

 

Case di isolamento sessuale o villaggi militari o di segmenti di età dei bambini

Case di prosmicuità sessuale

Sessualità

Atteggiamento restrittivo

Atteggiamento permissivo


Mutilazioni genitali

Nessuna mutilazione genitale

 

Tabù della verginità femminile

Nessun tabù della virginità femminile

 

Amore adolescenziale severamente censurato

Amore adolescenziale liberamente permesso

 

Tendenza omosessuale tabù più grave

Assenza di tendenza omosessuale o di forte tabù

 

Tendenza incesto   tabù più grave

Assenza di tendenza all'incesto o di forte tabù

 

Esistenza del concubinaggio/prostituzione

Assenza di concubinaggio/prostituzione

Donne

Limitazioni della libertà

Più libertà

 

Status inferiore

Status eguaglianza

 

Tabù del sangue vaginale (sang imenale, mestruale & del parto)

Nessun tabù del sangue vaginale

 

Non possono scegliere il loro compagno

Possono sceglierlo

 

Non possono divorziare a volontà

Possono divorziare a volontà

 

Gli uomini controllano le donne in età fertile

Le donne controllano la fertilità

Struttura culturale & Familiare

Autoritaria

Democratica

 

Gerarchica

Egualitaria

 

Patrilineare

Matrilineare

 

Patrilocale

Matrilocale

 

Monogamia compulsiva vivace

Monogamia non compulsiva

 

Souvent polygame

Raramente poligama

 

Struttura militare

Nessuna struttura militare  a tempo pieno

 

Violenza, Sadica

Non violenza

Religione & Credenze

Orientate Uomo/padre

Orientata donna/madre

 

Ascetismo, assenza di piacere

Piacere approvato ed istituzionalizzato

 

Inibizione, paura della natura

Spontaneità, culto della natura


Specialisti religiosi a tempo pieno

Nessun specialisti religiosi a tempo pieno

 

Sciamani uomini

Sciamani uomini o donne

 

Codici di comportamento rigorosi

Assenza di codici rigorosi




kupka--Resistance--or-The-Black-Idol--19Molti aspetti del patrismo interferiscono con la biologia del bambino in tenera età o del bambino in modo in generale sconosciuto nel mondo animale ed accrescono molto chiaramente la morbilità e la mortalità infantile e materna. Per di più dei riti riduttori di dolore o di piacere riportati nella tabella 1, è importante notare che la maggior parte delle società patriste possedevano, ad un momento dato nel loro recente o remoto passato, degli squilibri sociali psicopatologici seri destinati allo scaricamento organizzato, socialmente approvato, di rabbia omicida verso bambini e donne (come l'uccisione rituale dei bambini, delle vedove, delle "streghe", delle "prostitute", ecc.), con una deificazione completa dei maschi più aggressivi e più sadicamente crudeli (totalitarismo, regalità divina). Un piccolo numero di culture contemporanee esprime tali condizioni in una forma totalmente sbiadita oppure esibisce dei resti di tali condizioni e sono fatti che hanno delle implicazioni geografiche distinte.

 

steinlen_vache.jpgAd esempio, essendo noto che questa evidenza clinica, transculturale e storica indica che la violenza adulta yìtrova le sue radici nei traumi della prima infanzia e la repressione sessuale e che non esiste là dove i legami madre-figlio e uomo-donna sono protetti e sostenuti dalle istituzioni sociali matriste, una questione si pone naturalmente e cioè come la formazione culturale del trauma, la repressione e la violenza (patrismo) abbiano potuto avere inizio. Il Patrismo, con il suo eccessivo carico di violenza verso i bambini in tenera età, i ragazzi e le donne e che viene trasmesso da una generazione all'altra attraverso delle istituzioni dolorose e minacciose per la vita, deve aver avuto delle origini peculiari nel tempo e nello spazio tra alcune, ma non tutte le società umane più antiche. L'assenza assunta di un carattere innato del patrismo, che deriva dal blocco cronico, dall'inibizione e dal contenimento degli stimoli biologici, richiede che ciò sia così.


Torre-Babele.jpgTuttavia il matrismo, che si stabilì a partire da un impulso biologico libero e espresso senza costrizioni e che dunque è innato, ha dovuto essere globale per natura ed incontrarsi dappertutto in tutta l'umanità nei tempi più remoti. Infatti, la selezione naturale avrebbe dovuto favorire il matrismo, dato che non genera gli impulsi sadici che conducono ad un violenza mortale verso l edonne ed i bambini, né sconvolge i legami emotivi tra le donne ed i bambini, il che dà dei vantaggi di sopravvivenza psico-fisiologici distinti (Klaus & Kennel, 1976; LeBoyer, 1975; Montagu, 1971; Stewart & Stewart, 1978a; Reich, 1942, 1949).

 

Il-potere-cieco--Schlichter.jpgUna conferma ed un appoggio alle supposizioni e deduzioni riportate esistono negli aspetti geografici dei dati globali antropologici ed archeologici e l'esame degli aspetti spaziali dei fatti ed osservazioni raccolte da diversi ricercatori sull'argomento fu oggetto di una focalizzazione centrale della mia ricerca [3]. Ad esempio, alcuni aspetti del matrismo e delle condizioni sociali pacifiche sono state precedentemente identificate negli strati archeologici di alcune regioni, che dimostrano delle transizioni verso delle condizioni violente, di dominio maschile negli anni successivi. Mentre alcuni ricercatori sia che non siano al corrente di queste nuove scoperte o che abbiano avuto propensione ad ignorarle oppure abbiano fatto obiezione sulle loro implicazioni, un numero crescente di studi ha dimostrato delle transizioni sociali maggiori nei tempi remoti, da condizioni di tranquillità, democratiche ed egualitarie verso condizioni violente a dominio maschile e guerriere (Bell, 1971; Eisler, 1987a, 1987b; Huntington, 1907, 1911; Gimbutas, 1965, 1977, 1982; Stone, 1976; Velikovsky, 1950, 1984). Gli aspetti geografici di queste scoperte sono molto eloquenti.

 

Una critica sistematica e globale di una tale evidenza (DeMeo, 1985, Capitoli 6 & 7; DeMeo, 1986) ha rivelato dei modelli globali distinti in queste transizioni archeologiche, nelle quali delle intere regioni passate dal matrismo al patrismo all'interno degli stessi periodi di tempo oppure in cui la transizione verso il patrismo ha spazzato via tutto in vaste aree di un continente, da un capo all'altro, in un periodo di alcuni secoli. La scoperta, che vuole che la più antica di queste trasformazioni culturali si sia verificata nelle regioni del Mondo Antico (soprattutto nell'Africa del Nord, nel Vicino Oriente ed in Asia Centrale intorno al 4000-3500 prima della nostra era), in concomitanza con delle trasformazioni ambientali maggiori, a partire da condizioni relativamente umide verso condizioni aride, ha un significato maggiore. Più tardi le trasformazioni si sono prodotte generalmente in regioni esterne ai deserti di nuova formazione, in associazione con l'abbandono delle zone nuovamente aride e l'invasione conseguente di territori di confine più umidi. L'esistenza di queste transizioni ambientali e culturali definite nel tempo era della massima importanza dato che un'altra evidenza che suggerirà che una grave siccità e desertificazione aveva il potenziale di distruggere in modo traumatico i legami madre-figlio e uomo-donna, in modo certo indipendentemente dall'stituzione sociale patrista brutale e dolorosa.

 


Devastazione sociale nelle regioni di siccità, desertificazione e carestia


Altre evidenze conducono alla conclusione che una siccità ed una desertificazione grave e ripetuta, che producono carestia, privazione e migrazioni di massa tra le culture a livello di sussistenza, devono aver avuto un fattore cruciale che avrebbe dovuto, gradualmente o anche rapidamente, aver spinto delle culture matriste verso il patrismo. Ad esempio:

 

1) Recenti rapporti di testimoni oculari di cambiamento di cultura durante delle condizioni di carestia e di privazione indicano un deterioramento dei legami sociali e familiari. La relazione, che spezza il cuore, di Turnbulla (1972) sui popoli Ik dell'Africa Orientale è il più chiaro su questo punto, ma altre osservazioni simili sono state fatte (Cahill, 1982; Garcia, 1981; Garcia & Escudero, 1982; Sorokin, 1975). Durante gli stati di carestia più gravi, i mariti spesso lasciano le loro mogli e bambini alla ricerca di cibo e l'edificio sociale rimanente è completamente abbandonato. Il legame madre-figlio sembra durare più a lungo, ma delle madri eventualemnte fameliche potrebbero anche abbandonare i loro figli.

 

2) La ricerca clinica sugli effetti di una malnutrizione grave in proteine-calorie dei bambini in tenera età e dei ragazzi indica che la privazione è un trauma che presenta le più gravi proporzioni. Un bambino sofferente di marasma o di kwashiorkor [*] manifesterebbe dei sintomi di immobilità e di assenza di contatto con, nei casi più estremi, una cessazione della crescita del corpo e del cervello. Se la privazione durasse a lungo, il recupero del potenziale completo non sopraggiunge nemmeno dopo l'apporto di nutrimento e di conseguenza un ritardo emotivo e fisico poco grave o grave fa la sua comparsa. Altri effetti da carestia e privazione persistono anche dopo che si è restaurato il nutrimento. In modo importante, il bambino si ripiega bio-fisicamente ed emotivamente e si contrae in condizioni di carestia in modo quasi identico agli effetti egualmente traumatizzanti di privazione materna e di isolamento. I due insiemi di esperienza hanno degli effetti chiari e duraturi che turbano la capacità degli adulti di creare un legame emotivo con allo stesso tempo la compagna e la progenitura (Aykroyd, 1974; Garcia & Escudero, 1982; Prescott, Read & Coursin, 1975).


Bambini normali contro marasmatici


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A destra, bambino marasmatico dell'età di 7 mesi.

A sinistra, bambino in buona salute dell'età di 5 mesi.

Riprodotto con il permesso di F. Monckeberg (in Prescott, et al. 1975).

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Transilluminazione dei crani di bambini normali (sinistra), malnutriti (centro) e marasmatici (destra) in stato di privazione.  Il cranio è illuminato in proporzione con la quantità di spazio riempito di fluido tra il cervello ed il cranio. Un bambino ben nutrito ha un cervello ben sviluppato con poco spazio riempito di fluido tra cervello e cranio. Il che non è il caso con un bambino malnutrito o privo di nutrimento.

Riprodotto con il permesso di F. Monckeberg (in Prescott, et al. 1975).



3) Un numero di fattori soprattutto in relazione con la vita dura nei deserti e nelle regioni aride sono stati identificati. Un esempio maggiore era l'utilizzazione di una culla portatile costringente, che blocca la testa, portata come un pacco sulla schiena dai popoli migranti dell'Asia Centrale che sembrano aver condotto per inavvertenza ai doppi traumi della deformazione cranica ed alla fasciatura del bambino. La deformazione cranica del bambino in quanto istituzione sociale è scomparsa intorno al cambiamento del secolo, ma la fasciatura sembra resistere oggi nelle stesse regioni generali. Normalmente un bambino soggetto ad un dolore lotta per liberarsene e griderà in modo pronunciato, attirando rapidamente l'aiuto dei custodi. Non deve essere il caso, suppongo, tra i bambini insaccati in un pacco portato sulla schiena e che avvolge il corpo (e spesso anche la testa) per una lunga marcia durante una torrida siccità.

 

In condizioni di estrema siccità e carestia, i custodi saranno meno attenti ed avranno meno volontà di impedire e di far tacere costantemente un bambino che si ferisce nelle fasciature deformando il cranio in una culla portata sulla schiena come un pacco. Poiché la desertificazione progrediva in Asia, la migrazione da una regione ad un'altra divenne un modo di vita relativamente permanente. Gli archivi archeologici suggeriscono che le deformazioni del cranio e la fasciatura divennero di conseguenza delle usanze istituzionalizzate della tradizione del trasporto sulla schiena del bambino in queste stesse zone (DeMeo 1986, pp. 142-152; Dingwall 1931; Gorer & Rickman 1962).


Infatti, le deformazioni dolorose del cranio e la fasciatura divennero un segno di identificazione ed una istituzione sociale delle più gradite da alcune popolazioni, persistendo anche dopo che esse avevano abbandonato l'esistenza nomade per un modo di vita sedentario. Altre istituzioni siociali maggiori, come le mutilazioni genitali dell'uomo e della donna (circoncisione, infibulazione), sono state scoperte per essere centrate geograficamente ed aventi le loro origini più antiche tra la cintura del grande deserto del Vecchio Mondo, benché per ragioni che siano meno chiare.

 

 

La fasciatura ed il cranio deformato artificialmente appaiono come delle pratichecomplementari, sviluppate all'inizio in Asia Centrale con l'utilizzazione della culla portata come un pacco sulle spalle da parte delle popolazioni in migrazione. La deformazione del cranio è scomparsa, ma la fasciatura, una pratica rimasta, persiste nella maggior parte delle regioni influenzate da tali popoli.


 

 

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Il bambino fasciato disegnato da Deborah Carrino, a partire da una foto di Dean Conger.

 

 

 


 


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Tipi di deformazioni craniche da Dingwall (1931)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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NOTA: tutte le carte sono composte da dati a partire dalle popolazioni indigene ed aborigene. In America ed in Oceania, questi dati riflettono delle condizioni in generale anteriori all'arrivo degli Europei.


Nelle procedure per compiere le determinazioni sopra riportate, diventava chiaro in modo evidente per me che i legami sociali matristi primitivi dovevano in primo luogo essere stati spezzate tra culture a livello di sussistenza che erano sopravvissute agli effetti devastanti di siccità consecutive, di desertificazione e di carestia prolungata. Con la rottura progressiva, generazione dopo generazione, dei legami madre-bambino e uomo-donna a causa della iperaridità, della carestia, della privazione e delle migrazioni forzate, ci sarebbe stato uno sviluppo ed una 'intensigìficazione degli atteggiamenti, comportamenti ed istituzioni sociali patriste. E queste ultime dovevano gradualmente sostituire le vecchie istituzioni matriste.

 

Il patrismo doveva essere stato fissato nella struttura del carattere giusto al momento in cui le condizioni del deserto iperarido si fissavano sul terreno. ed una volta così fissato, il patrismo restava con la popolazione afflitta, indipendentemente dal clima successivo o dalla fornitura del nutrimento, dato il comportamento artificiale ed auto-duplicato delle istituzioni sociali. Il patrismo doveva apparire successivamente nelle regioni abbondantemente umide in virtù delle irruzioni di popolazioni migranti, guerriere dalle regioni adiacenti desertiche.

 

A partire dalle considerazioni descritte, un test geografico molto chiaro era suggerito da questo fatto. Se una correlazione spaziale cartografata e mondiale esisteva tra gli ambienti di grave desertificazione e la cultura patrista estrema, allora un meccanismo chiaro per l'inizio dei primi traumi tra le culture umane antiche sarebbe identificato. Questo corroborerebbe anche direttamente la teoria del "corrazzamento". Le correlazioni spaziali che emergevano da questo approccio erano terribili.


 

 

James DeMeo

 

 

[Traduzione di Ario Libert]



NOTE


[1] La mia prospezione implicava più di 100 fonti separate, per includere un certo numero di lavori sessuologici classici: Brandt 1974; Bullough 1976; Gage 1980; Hodin 1937; Kiefer 1951; Levy 1971; Lewinsohn 1958; Mantegazza 1935; May 1930; Stone 1976; Tannahill 1980; Taylor 1953; Van Gulik 1961.


[2] Poco tempo dopo che la mia dissertazione fosse completata, ho saputo dello studio di Riane Eisler, Chalice and the Blade [Il calice e la spada], che identificava i tipi di dominazione e di partenariato dell'organizzazione sociale. Sono quasi identiche su lpiano concettuale alle foprme di organizzazione sociali rispettive patriste e matriste definite qui.


[3] La struttura dell'argomento richiede che facciamo una netta distinzione tra i fatti e le teorie concernenti i fatti. Tutte le teorie della scienza del comportamento tendono a spiegare una varietà di fatti sociali e clinici osservati. Un piccolo numero tende ad incorporare nella teoria i fatti di antropologia, cioè il comportamento in altre culture. Tuttavia, la maggior parte di tali teorie falliscono nell'essere sia globali sia geografiche per natura. È perché non tendono a spiegare simultaneamente il comportamento umano tra un numero significativo di culture le meglio studiate all'interno di ogni regione del mondo. Le teorie più comportamentali, se affrontano la letteratura antropologica  di tutte, focalizzano soltanto le culture patriste e falliscono nel superare il test esigendo il fatto di essere al contempo globali e derivate sistematicamente. Gli studi culturali incrociatno un grande passo in queste materie, ma l'approccio combinato geograficamente globale e culturalmente incrociati è inoltre un raffinamento necessario , che forzerà tutte le teorie comportamentali ad affrontare oramai i fatti specifici della storia, della migrazione, del contatto culturale e dell'ambiente naturale.


[*] Kwashiorkor, sindrome da malnutrizione proteinico-calorica molto grave della prima infanzia. Il termine, che significa bambino (kwashi) e rosso (orkor) nella lingua degli Ashanti del Ghana, si riferisce alla colorazione rossa della pelle dei bambini che ne sono colpiti. Questa forma di malnutrimento si accompagna anche ad un abbassamento dei tassi sanguigni di magnesio, potassio, ferro, zinco e delle vitamine. Il passaggio brusco ad uno svezzamento precoce, spesso dovuto alla nascita di un fratello, è la causa principale nella maggior parte del mondo, soprattutto in quelle aree in cui l'agricoltura produce tipi di cibo carenti di proteine come i cereali tipo la manioca, il miglio, il mais o il riso. Un intervento rapido può ridurre sia la mortalità infantile sia le conseguenze fisiche e intellettuali, che in seguito a ritardo tendono a rimanere permanenti condannado il soggetto ad una taglia ridotta rispetto alla norma ed a gravi ritardi mentali [N. d. T.]




Link al post originale:

Les Origines et la Diffusion du Patrisme en Saharasie


 


LINK pertinenti alla tematica trattata:


Ai tempi della dea

C'era una volta l'isola di Creta

La teoria dei Kurgan

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  • : STORIA SOPPRESSA. Blog di storiografia e critica ideologica libertaria
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  • : Blog di controinformazione storico-critica dei processi teorico-politici connessi alla cancellazione di culture, civiltà, eventi, saperi e personalità ritenuti non degni di considerazione da parte dell'establishment.
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  • Amante e ricercatore della verità storica e sociale
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