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26 aprile 2013 5 26 /04 /aprile /2013 07:00

Immagini che provano che il doppio amputato degli attentati a Boston era un attore

 

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Ecco le immagini sequenziali del modo in cui il veterano doppio amputato dà l'"illusione" di avere le gambe amputate durante l'esplosione avvenuta in occasione della maratona di Boston.

 

Tutte le persone che hanno partecipato a quest'avvenimento organizzato devono presentarsi e dire la verità - altrimenti dovrebbero essere arrestati e messi in prigione per tradimento - per complicità con il nemico "domestico"! Vogliate verificare e che tutti sappiano. Condividete!

 

È la sostanza che essi non vogliono farci conoscere. Condividete questa informazione (attenzione, alcune immagini sono orribili ad un primo approccio. Vi assicuro tuttavia che il sangue è assolutamente falso).

 

Ecco una fotografia dell'attore amputato:

 

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Se perdete le vostre due gambe a seguito di un'esplosione metà del vostro sangue se ne va in un minuto attraverso le arterie femorali, in due minuti siete morti. Il disanguamento a seguito di un traumatismo contundente (come le esplosioni da obici) perché la carne si lacera invece di essere tagliata, esponendo più tessuto arteriale e vascolare. Il corpo umano contiene dai 5 ai 6 litri. Se quanto è accaduto fosse reale, dovreste vedere del sangue ovunque, le persone ne sarebbero impregnate. Dovreste anche vedere ciò che è chiamato lo shock arterioso da ferita. Molto probabilmente, avrebbe vomitato dopo essere sbiancato per il trauma come un fantasma, poi strabuzzando gli occhi delirare o svenire. Per quanto riguarda il laccio emostatico non vi è compressione applicata. Non vi è laccio con un bastone intorno alla gamba. Potete osservare chiaramente una lacuna nel lavoro di avvolgimento inesistente sulla coscia sinistra. Le sue mani non presentano sangue. Non c'è sangue al suolo. Il coloro sulle mani e sulle labbra mostrano una buona circolazione. È un attore. Questa è una messa in scena.

 

 

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Qui sotto sulla sinistra vediamo l'uomo con un cappuccio sistemare le false protesi della gamba. La sua attenzione e le sue mani sono proprio lì. La donna funge da copertura per quanto sta accadendo.

 

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Qui sopra le strutture protesiche vengono posizionate. In mezzo a tutto questo caos alcuni secondi dopo l'esplosione l'uomo con il cappuccio si sistema gli occhiali da sole che è un segnale.

 

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Qui sopra l'uomo con il cappuccio e gli occhiali e la donna stabiliscono un segnale visivo, di segnale ricevuto.

 

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Dopo aver ricevuto il segnale di via la donna fa un gesto con la mano aperta verso due di loro che sono alla ricerca, segnalando le ferite messe in scena per le camere. L'amputato solleva la sua protesi da ferita sinistra in alto al di sopra della spalla della donna. Il sangue non è affatto presente. L'osso è asciutto, niente sangue sulla sua gamba al di sopra del ginocchio, niente sangue sulla donna, nessuna schizzo arterioso, niente.

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Qui sopra, la donna gira la testa a destra, ma mantiene ancora il segnale della mano destra aperta. L'uomo con il cappuccio si dà da fare nel far scorrere sull'asfalto del falso falso sangue da dietro la donna. L'amputato ha delle false ferite ora in aria. Non c'è tuttavia del sangue sulle sue gambe. La sua pelle al di sopra della ferita è pulita e asciutta.

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Il sangue e le protesi false sono al loro posto. L'amputato fa un segno con la mano aperta alla donna affinché riprenda con le camere. Il sangue è sempre assente malgrado l'amputazione delle due gambe. Le sue gambe sono asciutte, anche la donna lo è. Entrambi compiono lo stesso gesto con la mano. Sono degli attori. Questa è una messa in scena. È polvere negli occhi. Non c'era nessuna bomba caricata a chiodi. Nessuna bomba. Soltanto un inganno.


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Comparate ora tutto ciò con un'altra foto scattata alcuni secondi dopo. Collocarle una accanto all'altra è molto utile. L'uomo con il cappuccio e gli occhiali da sole, che è rimasto seduto e ad osservare attentamente ed è in buona salute, dopo aver affisso le protesi all'attore amputato, si presenta ora di schiena posto sotto osservazione da parte di due persone. Notate gli strappi sui suoi pantaloni che non hanno alcun segno di sangue o di ferite sulla pelle. La donna dai capelli rossi è tuttavia nell'identica posizione come un minuto prima. Nel frattempo l'attore dalla doppia amputazione è completamente ignorato da tutti quando è chiaramente il più bisognodo di attenzioni. Vi è una piccola quantità di sangue intorno a lui dove era presente la donna di colore, ora scomparsa. Cosa le è accaduto?

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La donna di colore che era seduta a terra, e che proteggeva l'uomo con il cappuccio e tolto le protesi all'attore amputato, che ha fatto dei segni con la mano, guardando a destra e a sinistra e che non aveva sangue su di sé né ferite evidenti, è ora ricoperta di sangue e legata su di una barella per problemi alla spina dorsale.

 

In uno scenario medico reale, l'amputato dovrebbe ricevere un soccorso medico immediato altrimenti morirebbe dissanguato. Il fatto che la donna attrice è portata via dalla scena tramite barella mentre il doppio amputato è lasciato sul posto non è una cosa reale. Egli sarebbe morto per la perdita del suo sangue, prima ancora che avessero avuto inizio le procedure di valutazione spinali necessarie per lo spostamento di un paziente. Senza contare che avrebbe perso più di cinque litri di sangue, sufficienti a coprire l'intera scena di una pozza molto spessa.

 

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In tutto ciò c'è sicuramente qualcosa di molto sinistro. Forse c'erano delle persone uccide o ferite - ma non vi erano evidentemente nessuna ambulanza, soltanto veicoli di tipo militare neri. Sembra dunque che il nostro "governo ombra" è stato di nuovo all'altezza!

 

 

 

 

 

[Traduzione di ArioLibert]

 

LINK:

Images qui prouvent que le double amputé était un acteur au attentats de Boston

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19 agosto 2011 5 19 /08 /agosto /2011 07:00

Pakistan: I droni USA assassinano centinaia di bambini e di civili

 


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Un crimine contro l'umanità che ha carta bianca



I droni [aerei senza pilota umano] degli raid aerei americani contro degli "obiettivi" in Pakistan hanno ucciso 775 civili, di cui 170 erano bambini- ha comunicato l'IAR.

 

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Secondo un rapporto preparato da un centro indipendente di Londra dal 2004, gli Stati Uniti avrebbero inviato per 291 volte le loro macchine nelle zone tribali pashtun, vicino alla frontiera con l'Afganistan.

 

Le autorità pachistane condannano ufficialmente questi attacchi e li considerano una violazione della sovranità nazionale, ma non li impediscono- fa notare l'agenzia.


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Drone da ricognizione

 

Il direttore dell'informazione nazionale degli Stati Uniti non ha l'intenzione di abbandonare la sua missione omicida perché la riconosce come il miglior modo di combattere i campi base e di addestramento dei talebani.


drone_mulo.jpgDrone mulo

 

Quando potrà essere riconosciuto che quest'uso dei droni rende colpevoli i suoi responsabili di crimini contro l'umanità? Quanti bambini devono ancora morire prima che queste pratiche siano condannate e fermate dalla pressione internazionale? È anche per questo che dobbiamo scendere in strada ed organizzarci per cambiare la società- gettate via il vostro televisore, il mondo non può più aspettare!

 

 

Fonte: Centrum Informacji Anarchistycznej

 

 

[Traduzione di Ario Libert]


 

 

Tutto ciò non è comunque una novità:

Drone USA fa decine di vittime (22 aprile 2011)

 

 

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LINK al post originale:

Pakistan: Les drones états-uniens assassinent des centaines d'enfants et de civils

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29 aprile 2011 5 29 /04 /aprile /2011 17:00
Gli eserciti segreti della NATO [VI]
 
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 La guerra segreta in Italia 



di Daniele Ganser* 

 

  

Dwight-Eisenhower.jpgColby condivideva l'entusiasmo del presidente Dwight Eisenhower per le operazioni segrete in seguito ai successi dei colpi di Stato condotti congiuntamente con l'M16 che rovesciarono i governi di Mossadegh in Iran nel 1953 e di Arbenz nel Guatemala l’anno seguente. In Italia, la manipolazione delle elezioni ed il finanziamento segreto della DC "erano così efficaci che coloro che beneficiavano del nostro aiuto ne ignoravano a volte la provenienza", raccontava Colby, non senza una certa fierezza. "Le operazioni politiche che condusse la CIA in italia ed in altri paesi negli anni che seguirono, in Cile ad esempio, sono oggi oggetto di critiche veementi", osserva retrospettivamente Colby. "Non si può più negare a presente l'illegalità di una tale "ingerenza". Le leggi in vigore nella maggior parte dei paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti, proibiscono ad ogni governo straniero di immischiarsi nel processo politico interno del paese in questione". Tuttavia, il veterano della Guerra fredda sostiene che "aiutare i movimenti democratici italiani a rispondere ad una campagna di sovversione filosovietica si giustifica moralmente" [40].

  

aiuti-americani.jpgGrazie ad una direttiva top secret, il Pentagono, che condivideva visibilmente questa concezione, ordinò alla CIA di lanciare l'"Operazione Demagnetize". Si trattava di intraprendere, in collaborazione con i servizi segreti militari francesi e italiani, delle "operazioni politiche, paramilitari e psicologiche" miranti ad indebolire i comunisti in questi due paesi. La direttiva del Joint Chiefs of Staff datata al 14 maggio 1952 sottolineava: "Limitare l'influenza dei comunisti in Italia ed in Francia è un obiettivo prioritario. Deve essere raggiunto con tutti i mezzi" compresi con il ricorso ad una guerra segreta e a delle operazioni terroriste. "Non è indispensabile che i governi italiani e francesi siano informati del piano "Demagnetize" perché esso potrebbe essere percepito come una violazione della loro sovranità nazionale" [41].

  

stay-behind.jpgDopo il trasferimento di Colby nel Vietnam, il direttore del SIFAR De Lorenzo proseguì la sua lotta contro il PCI ed il PSI. Un documento top secret intitolato Le Forze Speciali del SIFAR e l’Operazione Gladio e datato 1° giugno 1959 descriveva come il programma di guerra non convenzionale della NATO e le operazioni segrete anticomuniste erano coordinate dal CPC, esso stesso strettamente legato allo SHAPE [42]. Indicava che, oltre ad un'invasione sovietica, la NATO temeva anche "una sovversione interna" e, soprattutto in Italia, una progressione del partito comunista. "A livello nazionale, la possibilità di una situazione d'urgenza così come descritta sopra è stata e rimane la giustificazione delle attività speciali del SIFAR. Quest'ultime sono condotte dalla sezione SAD dell'Ufficio "R", specificava il documento, facendo così riferimento all'esercito segreto Gladio. "Parallelamente a questa risoluzione, il direttore del SIFAR ha deciso, con l'approvazione del ministro della Difesa di confermare gli accordi precedenti conclusi a questo proposito tra i servizi segreti italiani e statunitensi, conformemente al principio di collaborazione reciproca convenuto nel quadro delle attività S/B (stay-behind), in vista di condurre un'operazione congiunta". Il generale De Lorenzo precisava in conclusione che gli accordi passati tra la CIA ed il SIFAR e datati 26 novembre 1956 costituivano "il documento di riferimento dell'Operazione 'Gladio' (nome dato alle operazioni sviluppate dai due servizi segreti)" [43].

 

John-f-kennedy.jpgQuando John F. Kennedy fu eletto presidente nel gennaio 1961, la politica degli USA nei confronti dell'Italia si ritrovò ad essere modificata perché, contrariamente ai suoi predecessori Truman e Eisenhower, Kennedy non provava alcuna ostilità nei confronti del PSI. Condivideva un'analisi della CIA secondo la quale "la progressione dei sociualisti, anche senza intervento esterno, è la prova che la sensibilità di sinistra tende, in Italia, verso una forma democratica di socialismo" [44]. Tuttavia le ambizioni di riforma di Kennedy entravano in urto con la tenace resistenza del dipartimento di Stato e della CIA. Il segretario di Stato Dean Rusk riferì con orrore al presidente che Riccardo Lombardi del PSI aveva pubblicamente richiesto il riconoscimento della Repubblica popolare conese ed il ritiro delle basi militari USA dall'Italia, comprese quella della NATO situata vicino Napoli, e aveva dichiarato che il capitalismo e l'imperialismo erano dei nemici da combattere. "È con questo partito che gli Stati Uniti dovevano trattare?" [45].

 

Frederick-Reinhardt.jpgA Roma l'ambasciatore Frederick Reinhardt ed il  COS Thomas Karamessines discutevano di un mezzo per fermare Kennedy. Essi si rivolsero a Vernon Walters della CIA, un sostenitore accanito della lotta anticomunista, "avente partecipato direttamente o indirettamente a più colpi di Stato di chiunque altro nell'amministrazione statunitense" [46]. Egli dichiarò che se Kennedy permetteva al PSI di conseguire la vittoria, gli USA avrebbero dovuto invadere il paese. Più sottilmente, Karamessines suggeriva di rafforzare i movimenti di opposizione alla sinistra presenti in Italia [47]. "Ciò sarebbe sfociato ad una situazione assurda in cui il presidente Kennedy si trovava opposto al suo segretario di Stato ed al direttore della CIA" [48].  

 

Thomas-Karamessines.jpgKennedy aveva permesso all'Italia di spostarsi a sinistra. I socialisti si erano  visti attribuire dei portafogli ministeriali, i comunisti italiani, invocando i loro buoni risultati alle elezioni, reclamarono anch'essi l'entrata al governo. Nel maggio 1963, il sindacato degli operai edili manifestò a Roma a questo scopo. La CIA si preoccupò ed incaricò i membri dell'esercito segreto Gladio vestiti da poliziotti e da civili di reprimere questi movimenti; più di 200 manifestanti furono feriti [49]. Ma per l'Italia, il peggio doveva ancora venire. Nel novembre del 1963, il presidente Kennedy fu assassinato a Dallas, nel Texas, in circostanze torbide. Cinque mesi dopo, la CIA, il SIFAR, l'esercito segreto Gladio ed i carabinieri organizzarono un colpo di Stato che costrinse i socialisti a rinunciare ai loro ministeri.

 

mossadegh-time.jpgColby condivideva l'entusiasmo del presidente Dwight Eisenhower per le operazioni segrete in conseguenza dei colpi  di Stato condotti congiuntamente dal MI6 che rovesciarono i governi di Mossadegh in Iran nel 1953 e di Arbenz nel Guatemala l’anno successivo. In Italia, la manipolazione delle elezioni ed il finanziamento segreto della DC "erano così efficaci che coloro che beneficiavano del nostro aiuto ne ignoravano a volte la provenienza", racconta Colby, non senza una certa fierezza. "Le operazioni politiche che la CIA condusse in Italia ed in altri paesi negli anni che seguirono. in Cile ad esempio, sono oggi l'oggetto di critiche veemente", osserva retrospettivamente Colby. "Non possiamo più negare a presente l'illegalità di una tale "ingerenza". Le leggi in vigore nella maggior parte dei paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti, proibiscono ad ogni governo straniero di immischiarsi nel processo politico interno del paese in questione". Tuttavia, il veterano della Guerra fredda sostiene che "aiutare i movimenti democratici italiani a rispondere ad una campagna di sovversione filosovietica si giustifica moralmente" [50].

 

piano-solo-libro-copia-1.jpgQuesto putsch dal nome in codice "Piano Solo" era diretto dal generale Giovanni De Lorenzo, il vecchio capo del SIFAR, che, su ordine del ministro della Difesa Giulio Andreotti, un democristiano, era stato nominato alla testa dei carabinieri. Collaborando strettamente con l'esperto in guerra segreta della CIA Vernon Walters, il capo dell'antenna romana della CIA William Harvey ed il commandante delle unità Gladio in seno al SID Renzo Rocca, De Lorenzo intensificò la guerra clandestina. Rocca impiegò per la prima volta il suo esercito segreto per far esplodere gli uffici della DC e la sede di diversi giornali prima di accusare la sinistra allo scopo di screditare i comunisti e i socialisti [50]. Il 25 marzo 1964, poiché il governo non vacillava, De Lorenzo ordinò ai suoi soldati ombra "di occupare al suo segnale le agenzie governative, i principali centri di comunicazioni, le sedi dei partiti di sinistra, i locali dei quotidiani di sinistra più noti così come le sedi della radio e della televisione. Le agenzie di stampa dovevano essere investite unicamente il tempo necessario per distruggere le rotative e rendere impossibile la pubblicazione dei giornali" [51]. De Lorenzo insistette affinché l'operazione fosse condotta "con tanta determinazione e vigore possibile e non lasciare nessuno spazio all'esitazione o al dubbio" e, secondo i termini del rapporto di inchiesta su Gladio, giunse a rendere i suoi soldati "arrabbiati ed esaltati" [52].

 

piano-solo-libro-2.jpgI Gladiatori, che si erano visti affidare una lista di proscrizioni di molte centinaia di nomi, avevano ordinato di catturare i socialisti ed i comunisti che vi figuravano, arrestarli e deportarli in Sardegna dove dovevano essere incarcerati al CAG. Il documento intitolato Le Forze Speciali del SIFAR e l'Operazione Gladio specificava che: "Poiché il quartier generale delle Operazioni, il Centro di addestramento al sabotaggio CAG è protetto da un sistema di sicurezza particolarmente efficace ed equipaggiato di installazioni e di materiale concepito specialmente per i casi d'urgenza" [53].

 

Segni-e-Kennedi--Napoli-2-Luglio-1963.jpgIn un'atmosfera di grande tensione, l'esercito segreto si apprestava a passare all'azione. Il 14 giugno 1964, De Lorenzo diede via libera ed entrò a Roma con blindati, trasporto di truppe, jeep e lancia granade mentre le forze della NATO si dedicavano in manovre militari nella regione, allo scopo di intimidire il governo italiano. Il generale dichiarò abilmente che questa dimostrazione di forza aveva luogo alla viglilia del 150° anniversario della creazione del corpo dei carabinieri, e, in compagnia del presidente italiano Antonio segni, provveniente dall'ala destra della DC e fanatico anticomunista, assistettero, radiosi, alla sfilata delle truppe. I socialisti italiani evidenziarono che, contrariamente all'usanza, i carri armati ed i lancia granada non furono ritirati dopo la sfilata ma rimasero dispiegate dentro Roma durante tutto il mese di maggio ed una parte di giugno del 1964 [54].

 

aldo-moro.jpgMolto preoccupato per la situazione, il Primo ministro Aldo Moro incontrò segretamente il generale De Lorenzo a Roma. Fu maturalmente un "colloquio molto insolito tra un Primo ministro nel cuore di una tempesta politica ed un generale che sognava di sostituirlo per instaurare un regime più autoritario" [55]. Dopo questo incontro, i socialisti abbandonarono i loro ministeri senza protestare e proposero i loro rappresentanti più moderati per la composizione del secondo governo Moro. "Questi partiti politici compresero subito che potevano essere cacciati dal potere. In caso di vacanza del potere in conseguenza di uno scacco della sinistra, la sola alternativa sarebbe stata un governo di crisi", ricordò il socialista Pietro Nenni anni più tardi, "il che nel contesto politico del paese avrebbe significato un governo di destra" [56].

 

rocca.jpgDopo questo colpo, le tracce di Gladio furono coperte. Qualche anno dopo, nel luglio del 1968, degli inquirenti vollero interrogare il comandante Renzo Rocca. Il Gladiatore si disse pronto a cooperare, ma la vigilia del giorno convenuto per l'audizione, fu ritrovato morto, una pallottola in testa, nel suo appartamento privato di Roma. Un giudice che tentava di chiarire l'assassinio fu destituito dal suo incarico dalla sua gerarchia [57]. "Non c'è alcun dubbio che quest'operazione serviva gli interessi di alcuni servizi dell'amministrazione statunitense", non poterono che constatare gli inquirenti, mentre lo storico Bernard Cook osservò a giusto titolo che Piano Solo "recava la firma di Gladio" [58]. In seguito alla scoperta degli eserciti segreti, Ferraresi, uno specialista dell'argomento, conclude che "la natura veramente criminale di questo piano è oggi infine riconosciuta" e denuncia le drammatiche conseguenze di Piano Solo che "ha tenuto in scacco e rovinato gli sforzi della prima coalizione di sinistra- forse il solo vero tentativo di progetto riformista in Italia dal dopoguerra" [59].

 

cia_langley_aerial.jpgOltre il colpo di Stato fomentato, il generale De Lorenzo spiava anche, su ordine del COS Thomas Karamessines l'insieme della classe dirigente italiana. Era soprattutto interessato dai "comportamenti anormali", cioè le relazioni extraconiugali, omosessuali e la frequentazione di prostitute, uomini o donne. Secondo il linguaggio fiorito di Langley, ciò permetteva alla CIA ed al SIFAR di tenere le elite italiane "per i coglioni". Minacciando di rivelare alcune informazioni compromettenti in loro possesso, essi poterono così far pressione per anni su dei politici, degli ecclesiastici, degli uomini d'affari, dei responsabili sindacali, dei giornalisti o dei magistrati. De Lorenzo giunse sino a collocare dei microfoni in Vaticano e al Palazzo del Primo ministro, il che permise alla CIA di ascoltare e registrare le conversazioni sin nelle più alte sfere del potere italiano. La scoperta degli eserciti segreti provocò un trauma considerevole tra la popolazione ed un'inchiesta parlamentare sulle manovre del SIFAR rivelò l'esistenza di fascicoli molto documentati sulle vite di più di 157.000 cittadini italiani. Alcuni di questi fascicoli erano enormi, quello riguardante il professore Amintore Fanfani, un senatore della DC che aveva assunto alte funzioni tra cui quelle di Primo ministro, era composto di 4 volumi, ognuno spesso quanto un dizionario.

 

Ganser--generale-Aldo-Beolchini.jpg"Le persone erano spiate da telecamere capaci di realizzare primi piani da una lunga distanza, la loro corrispondenza era controllata, le loro conversazioni telefoniche registrate, e delle fotografie relative alle loro relazioni extraconiugali o alle loro abitudini sessuali archiviate". La Comissione parlamentare presieduta dal generale Aldo Beolchini confermò anche che "erano conservati come prioritari i dati suscettibili di fornire un mezzo di pressione" [60]. Ascoltato dagli inquirenti, De Lorenzo fu forzato a riconoscere di aver costituito quei fascicoli su ordine degli Stati Uniti e della NATO [61]. Questa dichiarazione suscitò l'indignazione dei parlamentari della commissione. "La cosa più grave in questa faccenda", insistettero i suoi membri, "è che la raccolta delle informazioni per conto dei paesi della NATO e del Vaticano è diventata una delle attività principali del SIFAR". I senatori erano veramente indignati. "Questa situazione calpesta la Costituzione. È una violazione provata della sovranità nazionale, una violazione dei principi di libertà e di eguaglianza dei cittadini ed una minaccia costante per l'equilibrio democratico del nostro paese" [62].

 

ganser--henke.jpgLa guerra segreta della CIA, in compenso, si situava al di fuori del campo d'indagine dei parlamentari italiani. In seguito allo scandalo, il SIFAR fu ribattezzato SID e affidato alla direzione del generale Giovanni Allavena. Il Parlamento ordinò a De Lorenzo di distruggere integralmente i dossier segreti. Ed è quanto fece, non senza aver preso la precauzione di rimetterne una copia al rappresentante locale della CIA Thomas Karamessines ed al generale Giovanni Allavena stesso. Era un regalo di un valore inestimabile che permetteva di controllare l'Italia dall'interno. Nel 1966, Allavena fu sostituito nelle sue funzioni dal generale Eugenio Henke, ma non rinunciò alla lotta anticomunista battezzata "Propaganda Due", o P2, e fece dono al suo Venerabile, Licio Gelli, il dono di una copia dei 157.000 dossier segreti.

 

ganser--gelli.jpgAnni più tardi, si scoprì sino a qual punto il Venerabile di "Propaganda Due", Licio Gelli e la CIA avevano manipolato la vita politica italiana allo scopo di impedire ai comunisti di accedere al potere. Nato nel 1919, Gelli non aveva ricevuto che una educazione parziale, essendo stato escluso dalla scuola all'età di 13 anni per aver colpito il direttore. All'età di 17 anni, si arruolò nelle Camicie nere e partì a combattere in Spagna a fianco dei franchisti. Durante la Seconda Guerra mondiale, servì come sergente maggiore nella Waffen SS di Hermann Gœring e, alla fine del conflitto, sfuggì per pocoai partigiani della sinistra italiana raggiungendo l'esercito statunitense.

 

Ted-Shackley.jpegFranck Gigliotti della loggia massonica statunitense reclutò personalmente Gelli e gli affidò la missione di stabilire un governo parallelo anticomunista in Italia con l'aiuto dell'antenna romana della CIA. Secondo un rapporto interno dell'antiterrorismo italiana, "È Ted Shackley, l’uomo che diresse tutte le operazioni segrete della CIA in Italia negli anni 70, che presentò il capo della loggia massonica ad Alexander Haig". Il generale Haig, consigliere militare di Nixon, che commandò delle truppe in Vietnam prima di occupare le funzioni di SACEUR [Supreme Allied Commader Europe] della NATO tra 1974 e 1979, ed il consiglio per la Sicurezza nazionale Henry Kissinger "autorizzarono Gelli, nell'autunno del 1969, a reclutare in seno alla sua loggia 400 ufficiali superiori dell'esercito italiano e della NATO" [63].  

 

reagan.gifDurante tutta la durata della Guerra fredda, quest'ultimo intrattenne eccellenti relazioni con gli Stati Uniti. In segno di fiducia e di rispetto, Gelli fu invitato ad assistere, nel 1974, alla cerimonia di investitura del presidente Gerald Ford così come a quella di Carte tre anni dopo. Quando Ronald Reagan fu eletto alla Casa Bianca nel 1981, è con fierezza che Gelli ricevette l'invito di sedersi in prima fila. Era l'uomo di Washington in Italia e, ai suoi occhi, proteggeva il paese dalla sinistra e pretendeva a questo titolo di "meritare una medaglia" [64].

 

 

 

Daniele Ganser 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

 

 

NOTE


[40] Ibid., p. 109–120.

[41] Il documento è citato in Faenza, Malaffare, p. 313. Negli anni settanta, lo storico italiano Roberto Faenza ottenne in virtù del FOIA l’accesso al documento Demagnetize che rivelava per la prima volta "questa grave deriva dei segreti italiani". 

[42] Supreme Headquarters Allied Powers in Europe (SHAPE), cioè il Quartier maggiore delle potenze alleate in Europa. 

[43] Stato Maggiore della Difesa. Servizio Informazioni delle Forze Armate. Ufficio R – Sezione SAD: Le forze speciali del SIFAR e l’operazione Gladio. Roma, 1 Giugno 1959. Questo documento fu scoperto dal giudice Casson negli archivi del SIFAR a Roma nel 1990 e fu all'origine delle rivelazioni in Italia ed in tutta Europa. 

[44] Cobly, Honourable Men, p. 136. 

[45] Telegramma inviato dal segretario di Stato all'ambasciata degli Stati Uniti a Roma il 18 ottobre 1961. Ritrascritto in Faenza, Malaffare, p. 311. Faenza effettua un'analisi molto pertinente del progetto di Kennedy di favorire l'apertura a sinistra in Italia. Vedere Faenza, Malaffare, p. 307–373, "L’apertura a sinistra". 

[46] Estratto da Regine Igel, Andreotti. Politik zwischen Geheimdienst und Mafia (Herbig Verlag, Munich, 1997), p. 49. La sua fonte non datata è la rivista statunitense New Statesman.

[47] Faenza, Malaffare, p. 310. 

[48] Igel, Andreotti, p. 50. Il giorno delle elezioni nell'aprile 1963, l'incubo della CIA si realizzò: i comunisti guadagnarono terreno mentre tutti gli altri partiti persero dei seggi. La DC sostenuta dagli USA cadde al 38%, la sua percentuale più bassa dalla sua creazione nel dopoguerra. Il PCI che raccolse il 25% dei suffragi ed il PSI ottenne un buon 14%, si allearono per formare la prima maggioranza di sinistra al Parlamento italiano. Gli elettori della sinistra italiana festeggiarono per le strade la nomina per la prima volta di socialisti all'interno del governo del Primo ministro Aldo Moro dell'ala sinistra della DC. Il presidente Kennedy fu immensamente soddisfatto di questi risultati e decise nel luglio del 1963 di effettuare una visita ufficiale a Roma per la grande gioia di numerosi Italiani. L'aeroporto era affollato ed una volta di più, gli Stati Uniti furono accolti da bandiere e acclamazioni. "È un uomo formidabile. Non dimostra affatto la sua età. Mi ha invitato a fargli visita negli Stati Uniti", dichiarò con entusiasmo Pietro Nenni, capo del PSI. [Faenza, Malaffare, p. 356].

[49] Jens Mecklenburg (ed.), Gladio: Die geheime Terrororganisation der Nato (Elefanten Press, Berlin, 1997), p. 30. E Coglitore, Gladiatori, p.185. È un anziano generale del SID che, ascoltato negli anni ottanta nel quadro dell'affare Propaganda Due, rivelò che questi criminali erano dei Gladiatori. 

[50] Jean Francois Brozzu-Gentile: L’Affaire Gladio (Editions Albin Michel, Paris, 1994), p. 77. E Faenza, Malaffare, p. 315. Vedere anche Willan, Puppetmasters, p. 84. 

[51] Rapporto dell'indagine senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati, p. 85. 

[52] Ibid.

[53] Le forze speciali del SIFAR e l’operazione Gladio, documento scaricabile in fondo a questa pagina. Le indagini condotte sull'operazione Piano Solo indicano che 731 persone dovevano essere deportate, la commissione di inchiesta senatoriale ha stabilito che la cifra andava dai 1.100 ai 1.200 cittadini influenti che dovevano essere imprigionate al CAG, il quartier generale di Gladio. I servizi segreti militari rifiutarono di trasmettere alla commissione la lista delle proscrizioni. "La situazione è molto grave perché si può ragionevolmente pensare che la lista contiene dei nomi di parlamentari e di responsabili politici e che l adivulgazione permetterebbe di infirmare definitivamente la tesi secondo la quale gli eventi del 1964 erano delle operazioni di prevenzione condotte allo scopo di evitare disordini nell'ordine pubblico", conclusero i senatori. Vedere il Rapporto dell'inchiesta senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati, p. 89.

 

[54] Una molto buona descrizione del colpo si trova in Richard Collin, The De Lorenzo Gambit: The Italian Coup Manqué of 1964 (Sage, Beverly Hills, 1976). Diplomato ad Harvard, questo specialista di questioni militari ha dato delle conferenzenel Maryland prima di lavorare per il ministero della Difesa poi in quanto consigliere dell'addetto militare dell'ambasciata USA a Roma e di diventare infine consulente presso le forze armate saudite. In una sessantina di pagine, egli offre un eccellente esposizione dell'operazione Piano Solo. Ahimè, occulta quasi totalmente il ruolo svolto dagli USA negli avvenimenti. 

[55] Collin, Coup, p. 60. 

[56] Ibid. La sua fonte è il giornale italiano Avanti! del 26 luglio 1964. 

[57] Coglitore, Gladiatori, p. 186. Vedi anche Willan, Puppetmasters, p. 85. 

[58] Rapporto dell'indagine senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati, 1995, p.87. Bernard Cook, "The Mobilisation of the Internal Cold War in Italy", in: History of European Ideas. Vol. 19, 1994, p. 116. 

[59] Franco Ferraresi, "A Secret Structure Codenamed Gladio", in Italian Politics. A Review, 1992, p. 41. Il colpo di Stato silenzioso di Gladio non sarebbe mai stato reso pubblico senza il lavoro dei giornalisti investigativi. Sin dallal primavera del 1967, Raffaele Jannuzzi (che diventerà più tardi deputato socialista) informò i lettori del settimanale Espresso che erano scampati per poco ad un colpo di Stato (Complotto al Quirinale), Espresso del 14 maggio 1967). Il tentativo di De Lorenzo di far tacere Jannuzzi intentandogli un processo per diffamazione si rivelò controproduttivo poiché l'istruzione pose in luce una tale quantità di prove che il governo non ebbe scelta che di autorizzare l'apertura di un'inchiesta parlamentare sugli "avvenimenti del 1964". (Commissione parlamentare d’inchiesta sugli eventi del giungo-luglio 1964. Rapporto in due volumi edito a Roma nel 1971). 

[60] Relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli eventi di giugno-luglio 1964, Roma 1971, p. 67. Citato in Igel, Andreotti, p. 51. Ed in Willan, Puppetmasters, p. 38.

[61] Commissione parlamentare d’inchiesta sugli eventi del giugno-luglio 1964, Relazione di minoranza, Roma 1971, p. 307. Voir Igel, Andreotti, p. 53.

[62] Estratto da Igel, Andreotti, p. 52.

[63] Avendo stabilito il legame tra Licio Gelli e dei terroristi di estrema destra, il giudice italiano Carlo Palermo ordinò alla sezione antiterrorismo del SISMI di aiutarlo nella sua indagine. Il 16 aprile, quest'ultima fornì delle informazioni sull'intervento statunitense in Italia. Era forse la prima volta che la sezione si dedicò alla sua missione, essa fu inoltre immediatamente bloccata. La carriera promettente di Emilio Santillos, il direttore della sezione antiterrorismo del SISMI, fu immediatamente interrotta e molti dei suoi collaboratori conobbero una sorte tragica, Il colonnello Florio, del SISMI, morì in un misterioso incidente d'auto, il colonnello Serrentiono abbandonò i servizi per "motivi di salute", il maggiore Rossi si suicidò. Soltanto il maggiore Antonio de Salvo lasciò la sezione indenne per raggiungere la massoneria. Fonte: Igel, Andreotti, p. 232.

 

 

Documenti allegati:

 



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Stato Maggiore della Difesa. Servizio Informazioni delle Forze Armate.


Ufficio R – Sezione SAD :
Le forze speciali del SIFAR e l’operazione Gladio. Roma, 1 Giugno 1959.

 


 

 

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 Stato Maggiore della Difesa. Servizio Informazioni delle Forze Armate. Ufficio R – Sezione SAD: Le forze speciali del SIFAR e l’operazione Gladio. Roma, 1° Giugno 1959.

 

Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause dell’occultamento di fascicioli relativi a crimini nazifascisti (2006)

 


 

LINK al post originale:
Les armées secrètes de l’OTAN

 

 

LINK alla prima parte del presente saggio:

Gli eserciti segreti della NATO. La guerra segreta in Italia, 01 di 03

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23 agosto 2010 1 23 /08 /agosto /2010 21:14


Gli eserciti segreti della NATO [VI] 

 
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La guerra segreta in Italia

 



di Daniele Ganser*

 


Mentre gli Stati Uniti si presentano come i difensori della Democrazia, essi hanno organizzato i brogli delle elezioni in Italia, due colpi di Stato invisibili e non hanno esitato ad eliminare fisicamente il Primo ministro Aldo Moro. In questa sesta parte del suo studio su Gladio, lo storico svizzero Danièle Ganser rintraccia il modo in cui Washington ha controllato nascostamente la vita politica italiana, all'insaputa degli Italiani, per cinquanta anni.JPEG - 23 ko

Nel 1978, gli Stati Uniti hanno fatto rapire ed assassinare il Primo ministro italiano, Aldo Moro. La sua esecuzione è stata rivendicata dalle Brigate rosse, ma l'operazione era manipolata da Gladio.



Quest'articolo è il sesto capitolo di un'opera e fa seguito a questi non tradotti:

1. « Quand le juge Felice Casson a dévoilé le Gladio… [Quando il giudice Felice Casson ha svelato la Gladio]
2. « Quand le Gladio fut découvert dans les États européens… [Quando la Gladio fu scoperta negli Stai europei]
3. « Gladio: Pourquoi l’OTAN, la CIA et le MI6 continuent de nier [Gladio: Perché la NATO, la CIA e l'M16 continuano a negare]
4. « Les égouts de Sa Majesté [Le fogne di Sua Maestà]
5. « La guerre secrète, activité centrale de la politique étrangère de Washington [La guerra segreta, attività centrale della politica straniera di Washington]

 

 




Yalta.jpgL’anticomunismo statunitense fu all'origine di numerose tragedie che segnarono la storia della Prima Repubblica italiana (1945-1993). Le prove scoperte nel corso degli ultimi dieci anni attestano che l'esercito Gladio diretto dai servizi segreti italiani prese, con la complicità dei terroristi di estrema destra, una parte attiva a questa guerra non dichiarata. In assenza di invasori sovietici, le unità paramilitari anticomuniste formate dalla CIA si ripiegarono su delle operazioni interne miranti a condizionare la vita politica nazionale. Un'inchiesta parlamentare incaricata dal Senato italiano di far luce su Gladio e su una serie di attentati misteriosi conclude  che alla fine della Guerra fredda che, nel paese, "la CIA aveva potuto beneficiare di una libertà massima" dovuta al fatto che l'Italia aveva, durante la Prima Repubblica, vissuto "in una situazione di divisione difficile cioè tragica". Questa divisione opponeva le due ideologie dominanti della Guerra fredda: a sinistra, si trovava il molto popolare e molto influente PCI, il Partito comunista italiano, finanziato segretamente dall'URSS così come il potente Partito socialista [1] mentre dall'altra parte della scacchiera si attivavano la CIA, i servizi segreti militari italiani ed il loro esercito Gladio ma anche dei movimenti terroristi di estrema destra che ricevevano il sostegno politico della DC conservatrice [2].

  

Lucky-Luciano.jpgDurante la Seconda Guerra mondiale, l'Italia del dittatore fascista Benito Mussolini si era alleata ad Hitler. Dopo la sconfitta delle potenze dell'Asse, il presidente Franklin Roosevelt, il Primo ministro britannico Winston Churchill ed il dirigente dell'Urss Joseph Stalin si incontrarono a Yalta, in Crimea, nel febbraio del 1945, per discutere della sorte dell'Europa e presero la decisione, cruciale per l'Italia, di porre la penisola nella sfera di influenza statunitense. Allo scopo di limitare il potere dei comunisti, la CIA non esitò ad allearsi alla Mafia ed ai terroristi di estrema destra. Victor Marchetti, un agente della CIA, spiegò un giorno: "La CIA si è appoggiata sull'anticomunismo viscerale della Mafia per controllare l'Italia" [3]. Prima della stessa fine della guerra, Earl Brennan, il capo dell'OSS in Italia, era intervenuto presso il ministro della Giustizia USA affinché quest'ultimo riducesse la pena a 50 anni pronunciata contro Charles "Lucky" Luciano allo scopo di concludere un accordo segreto: in cambio della sua liberazione, Luciano forniva all'esercito statunitense una lista di mafiosi siciliani più influenti che dovevano appoggiare lo sbarco americano del 1943 in Sicilia [4]. Dopo la guerra, la CIA "ebbe a cuore di mantenere quest'amicizia  segreta con la Mafia siciliana" ed è così che "in nome della lotta contro il comunismo in Italia ed in Sicilia, gli Americani abbandonarono l'isola ai criminali che la controllano ancora oggi" [5].

brigate-nere.jpgLe truppe USA che liberarono il paese ed instaurarono al posto della dittatura una democrazia fragile furono accolti dagli Italiani con bandiere, pane e vino. Malgrado ciò, gli Alleati "erano preoccupati della fragile situazione dell'Italia e soprattutto della minaccia del partito comunista la cui influenza non smetteva di crescere, una situazione già osservata in passato in Grecia ed in Iugoslavia". È per questo Londra e Washington decisero di cambiare politica smettendo di assistere i partigiani italiani, in maggioranza comunisti, che godevano di un certo prestigio presso la popolazione in ragione della loro eroica resistenza al fascismo. "Questo cambiamento di politica fu vivamente deplorato" dagli ufficiali di collegamento britannici ed americani che avevano combattuto dietro le linee nemiche a fianco dei comunisti e "tra gli Italiani stessi" [6]. Ed il malcontento crebbe anche quando i comunisti italiani videro i loro vecchi alleati reclutare segretamente dei fascisti e dei membri dell'estrema destra all'interno dell'apparato dello Stato. "l'anticomunismo virulento, sul quale si erano appoggiati i fascisti per accedere al potere, era al presente una qualità molto ricercata" [7].

  

de_gasperi.jpg"È probabile che dei gruppuscoli di estrema destra furono reclutati ed integrati alla rete Stay-behind allo scopo di poterci avvertire se una guerra si preparava", confermerà più tardi Ray Cline, direttore aggiunto della CIA dal 1962 al 1966, in un servizio giornalistico su Gladio. "In quest'ottica, l'utilizzazione di estremisti di destra, a finalità informative e non politiche, mi sembra non porre alcun problema" [8]. Ma, lungi dal limitarsi alla raccolta di informazioni, costoro ricevettero verosimilmente le chiavi del potere. Gli Stati Uniti eressero la DC, la Democrazia cristiana, come un baluardo di fronte al comunismo, "un'accozzaglia di collaborazionisti, di monarchici e di fascisti irriducibili" [9]. Alcide De Gasperi, della DC, del nominato Primo ministro e diresse otto governi successivi tra 1945 e 1953 [10]. "In assenza di una vera purga, la vecchia burocrazia fascista riuscì a sopravvivere" [11]. Il Primo ministro De Gasperi ed il ministro degli Interni Mario Scelba supervisionarono personalmente "la reintegrazione di funzionari profondamente compromessi con il regime fascista" [12].

 

Jiunio-Borghese.jpgIl principe Valerio Borghese, soprannominato "il Principe nero", fu uno dei fascisti notori reclutati dagli Stati Uniti. Alla testa della Deima MAS (XMAS), un corpo d'elite di 4.000 uomini creato nel 1941 e posto sotto comando nazista, egli aveva diretto una campagna di sterminio dei resistente durante la Repubblica di Salò e si era specializzato nello stanamento ed esecuzione dei comunisti italiani. Catturato da resistenti verso la fine della guerra, fu sul punto di essere impiccato quando il 25 aprile 1945, l'ammiraglio Ellery Stone, proconsole statunitense dell'Italia occupata ed intimo amico della famiglia Borghese, ordinò a James Angleton, un impiegato dell'OSS che sarebbe diventato il più celebre degli agenti della CIA, di aiutarlo. 

  

Angleton.jpgAngleton fornì al Principe nero un'uniforme da ufficiale US e lo scortò sino a Roma dove doveva rispondere dei suoi crimini di guerra. Grazie alla protezione degli Stati Uniti, Borghese fu infine dichiarato "non colpevole" [13]. L'agente della CIA Angleton fu insignito della Legion of Merit dell'esercito degli Stati Uniti per i suoi atti "eccezionalmente meritori" e proseguì la sua carriera nella direzione del controspionaggio della CIA, "diventando l'incarnazione stessa del controllo esercitato dagli USA sui movimenti politici ed i gruppi paramilitari neofascisti e d'estrema destra dell'Italia del dopoguerra" [14]. Come numerosi soldati della Guerra fredda, "il nemico aveva semplicemente cambiato forma agli occhi di Angleton" dopo la sconfitta dell'Asse, come scrissero i suoi biografi, "la falce ed il martello avevano sostituito la croce uncinata" [15].

  

cia-seal.jpgNel 1947 furono creati a Washington la NSC e la CIA. L’Italia, a motivo dei "continui attacchi del suo potente partito comunista" di cui era il bersaglio, ebbe il triste privilegio di essere il primo paese ad essere oggetto di una guerra segreta e non dichiarata della CIA. La missione che si era riproposta l'Agenzia era chiara: impedire alla sinistra italiana di vincere le prime elezioni nazionali del dopoguerra, che dovevano svolgersi il 16 aprile 1948. Il presidente Harry Truman era molto contrariato perché il PCI, il più grande partito comunista dell'Europa occidentale, ed il PSI si erano alleati per formare il Fronte Democratico Populare (FDP). Gli osservatori prevedevano una vittoria del FDP in Parlamento, basandosi sulle buone percentuali ottenute dalla coalizione di sinistra durante le ultime elezioni municipali in cui la DC sostenuta dagli Stati Uniti era stata sconfitta. l'OPC, il dipartimento delle operazioni speciali della CIA, che, sotto la direzione Frank Wisner, mise in piedi la rete Gladio, iniettò dunque 10 milioni di dollari nel partito democratico cristiano. Allo stesso tempo, comunisti e socialisti furono il bersaglio di campagne di diffamazione.

 

1948--01.jpgTra i tanti colpi sporchi, la CIA pubblicò degli opuscoli calunniosi ed anonimi sulla vita sessuale e privata dei candidati del PCI attribuendo loro dei contatti con i fascisti e/o dei movimenti anticlericali. Questa strategia consistente a prendere di mira in modo specifico i seggi suscettibili di apportare una maggioranza alla DC invece di puntare ad un'ampia vittoria portò i suoi frutti in ognuna delle più di 200 circoscrizioni ad eccezione di due. Durante il voto, la DC ottenne il 48,5% dei voti e 307 seggi al Parlamento mentre il FDP dovette accontentarsi del 31% dei voti e di 200 seggi [16]. La repressione brutale che rispose alle proteste della popolazione e della sinistra in particolare fecero "un numero notevole di vittime durante le manifestazioni e le occupazioni di locali" [17].

  

1948--05.jpgIl presidente Truman fu molto soddisfatto dei risultati ottenuti e divenne un adetto alle operazioni clandestine. Nella sua famosa "Dottrina Truman" del marzo 1947, egli aveva specificato: "Non dobbiamo riconoscere nessun governo imposto ad una nazione da una forza o una potenza straniera", fondando così la politica estera degli Stati Uniti sul "Diritto e la Giustizia" e rifiutando ogni compromesso con il male" [18]. Tuttavia, se le elezioni italiane si erano risolte altrimenti che con una vittoria della DC sostenuta dagli USA, l'Italia avrebbe potuto allora sprofondare, come la Grecia, nella guerra civile. Durante e dopo le elezioni, delle navi da guerra USA pattugliarono al largo della penisola e delle forze di terra rimasero in alerta. George Kennan, il capo dell'ufficio di pianificazione del dipartimento di Stato incaricato di sviluppare i programmi a lungo termine necessari al raggiungimento degli obiettivi di politica estera, preconizzava puramente e semplicemente un intervento militare degli USA nel caso di una vittoria dei comunisti alle elezioni [19].

 

Cossiga_Francesco.jpgIn seguito alle rivelazioni su Gladio, il presidente italiano Francesco Cossiga  confermò che una fazione paramilitare della DC si teneva pronta ad intervenire se ciò si fosse verificato. Dotato di un fucile automatico Stern, di caricatori e di molte "granate a mano"; Cossiga faceva egli stesso parte del commando. "Ero armato sino ai denti e non ero il solo". L'armamento dei paramilitari della DC era stato "acquistato grazie a del denaro messo a loro disposizione dal partito" [20].

 

decima_mas.jpgDopo che il PCI fu eliminato dal governo, l'Italia governata dalla DC filo-USA fu invitata, il 4 aprile 1949, a raggiungere la NATO creata da poco, in qualità di membro fondatore. Soltanto alcuni giorni prima, il 30 marzo 1949, l'Italia si era dotata del suo primo servizio di informazioni militare dal 1945, nato dalla collaborazione con la CIA. Integrata al ministero della Difesa, l'unità segreta fu battezzata SIFAR e posta sotto la direzione del generale Giovanni Carlo. Durante la Prima Repubblica, il SIFAR interferì in diverse riprese negli affari politici  dell'Italia e la sua divisione "Office R" si incarico del comando dell'esercito anticomunista stay-behind Gladio [21]. "La coincidenza tra l'adesione dell'Italia alla Nato e la restaurazione della sua capacità di informazione è lungi dall'essere fortuita", osserva a giusto titolo l'esperto in servizi segreti Philipp Willan, "ci informa sugli scopi fondamentali dei servizi segreti dell'Italia del dopoguerra e sulle intenzioni di coloro che hanno permesso il loro ristabilimento" [22].

 

1948--03.jpgIl SIFAR fu una sua creazione "regolata da un protocollo topo secret imposto dagli Stati Uniti che costituisce una rinuncia totale alla sovranità nazionale". Secondo questo protocollo, stabilito in coordinamento con il programma della NATO, gli obblighi del SIFAR nei confronti della direzione della CIA negli USA avrebbero compreso la condivisione dell'informazione raccolta ed il rispetto di un diritto di  osservazione sul reclutamento del personale, il quale doveva imperativamente ricevere l'approvazione della CIA [23]. Infatti, il SIFAR non era indipendente ma sotto la cappa della CIA. O piuttosto, come scrive Paolo Taviani, ministro della Difesa italiano tra il 1955 ed il 1958: i servizi segreti italiani erano diretti e finanziati dai "tipi di Via Veneto", detto altrimenti, la CIA e l'ambasciata degli Stati Uniti a Roma [24]. I senatori italiani evidenziarono anche quest'egemonia della CIA: "Gladio è stata creata in seguito ad un accordo tra due servizi segreti, uno molto importante, lo statunitense, l'altro meno, l'italiano" [25].

  

harry-truman.jpgNel 1951, il generale Umberto Broccoli fu nominato direttore del SIFAR e, nella sua qualità di membro di un "Comitato Segreto", incontrò regolarmente dei rappresentanti della CIA, il responsabile del comando della NATO per l'Europa del Sud così come dei responsabili dell'esercito, della Marina e dell'esercito dell'Aria italiana [26]. La NATO temeva l'influenza del PCI, il SIFAR aveva vocazione a garantire la stabilità dell'Italia. In quest'ottica, l'esercito segreto Gladio era il suo pezzo forte. L'8 ottobre 1951, Broccoli scrisse al ministro della Difesa Efisio Marras a proposito del'esercitazione dei Gladiatori al Regno Unito e della fornitura di armi e di esplosivi da parte della CIA. Nella sua lettera, il generale spiegava che il SIS aveva offerto di addestrare i quadri della Gladio italiana in cambio dell'acquisto di armamenti britannici attraverso l'Italia. Allo stesso tempo, la CIA proponeva di fornire le armi gratuitamente, ma non era in grado di fornire una formazione del livello di quella che offrivano gli Inglesi. Gli Italiani scelsero di non scegliere: essi inviarono i loro ufficiali a ricevere la prestigiosa istruzione dei centri di addestramento britannici e conclusero simultaneamente con gli Stati Uniti un accordo segreto che garantiva loro un approvvigionamento gratuito in armi. Ciò non piacque ai Britannici. Quando il generale Ettore Musco, che succedette a Broccoli alla testa del SIFAR si recò in Inghilterra per visitare il forte Monckton, l’accoglienza fu particolarmente fredda: "Nel 1953, i Britannici, arrabbiati di essersi fatti giocare, rimproverarono al generale Musco che "il suo servizio si era votato anima e corpo agli Stati Uniti" [27].

 

Patto-Atlantico.JPGOperando per la politica anticomunista segreta della NATO, i rappresentanti del SIFAR parteciparono regolarmente alle riunioni di Gladio degli organi di comando della NATO, l'ACC e il CPC [28]. Poco tempo prima di lasciare le sue funzioni, il presidente Cossiga pretese durante un'intervista televisiva che l'esercito segreto Gladio era nato in Italia nel 1951 dalla preoccupazione "di quanto poteva accadere se l'Europa venisse invasa". "Si convenne che tre paesi. gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia, fossero membri permanenti e che gli altri fossero membri associati, la qual cosa riguardava la Danimarca, la Norvegia, i Paesi Bassi, il Belgio, il Lussemburgo, la Grecia e la Turchia", spiegò Cossiga facendo riferimento al CPC, il comitato di direzione della rete Gladio. "L'Italia fu invitata a partecipare in qualità di membro associato. Essa declinò l'offerta e chiese di diventare un membro permanente ma non ricevette allora risposta. Nel 1956, la Germania raggiunse il gruppo". Il presidente insisteva sul segreto concernente queste operazioni. "La linea di condotta della NATO consisteva nel negare l'esistenza su tutto quel che veniva convenuto" [29].

 

Garibaldi-DC.jpgIn un documento top secret del NSC, il Consiglio Nazionale di Sicurezza statunitense, firmato da Truman il 21 aprile 1950, il presidente sottolineava che "L'Italia è la chiave della sicurezza americana", gli USA dovevano dunque "essere pronti ad utilizzare tutto il loro potere politico, economico e, al bisogno, militare" per combattere il PCI [30]. "Nel caso in cui i comunisti riuscissero ad entrare nel governo in modo democratico o se questo governo dovesse cessare di opporsi fermamente al comunismo all'interno ed all'esterno del paese, gli Stati Uniti dovevano prepararsi a prendere le misure necessarie", Truman menzionava anche esplicitamente la possibilità di un'invasione se "una parte del territorio italiano cadesse sotto il controllo comunista in seguito ad un'insurrezione armata". All'avvicinarsi delle elezioni, il piano concepito dagli USA prevedeva, in fase 1: il rafforzamento della "presenza militare americana nel Mediterraneo"; fase 2: "la fase d'alerta", le truppe USA dovevano invadere l'Italia "dietro richiesta del governo italiano e dopo consultazione della Gran Bretagna e degli altri paesi della NATO". Dovevano spiegarsi "nelle zone della penisola controllate dal governo per una dimostrazione di forza". Infine, la "fase 3", allarme rosso: le forze armate (statunitensi) con effettivi sufficienti" dovevano "sbarcare in Sicilia e/o in Sardegna" allo scopo "di occupare e di difendere il territorio contro la resistenza comunista locale" [31].

   

William-Colby.jpgI timori di Washington crebbero ancora durante le elezioni del giugno 1953 in cui, malgrado le operazioni speciali della CIA, la DC, con il 40% dei voti, ottenne soltanto 261 seggi al Parlamento, ossia 46 meno del 1948. La coalizione di sinistra conquistò, in quanto ad essa, 218 seggi con il 35% dei voti. La CIA intensificò la sua guerra segreta perché "vi erano delle valide ragioni di dubitare che se questa tendenza osservata tra 1948 e 1953 fosse proseguita (...) la coalizione formata dai comunisti ed i socialisti avrebbe finito con il diventare la principale forza politica del paese", secondo l'analisi effettuata da William Colby, che fu più tardi scelto per dirigere la CIA durante la presidenza di Nixon [32]. Il primo luogo, fu deciso che bisognava nominare un capo del SIFAR più aggressivo. Nel 1955, Carmel Offie, alto responsabile della CIA e intimo collaboratore del direttore di allora Allen Dulles, si recò in Italia dove, con il direttore dell'antenna locale, il COS Gerry Miller, affidò a Claire Boothe Luce, l'affascinante ambasciatrice degli Stati Uniti a Roma, la missione di convincere il ministro della Difesa italiano Emilio Tavani di nominare il generale Giovanni De Lorenzo a capo del SIFAR. L'anno successivi, De Lorenzo, un avversario accanito del comunismo acquisito alle idee di Washington, assunse dunque il comando del SIFAR e dei suoi eserciti segreti [33].

  

Giovanni-De-Lorenzo.jpgCon i suoi baffi, i suoi occhiali ed i suoi modi militareschi, De Lorenzo incarnava la figura del generale all'antica. In un documento top secret datato 26 novembre 1956 e firmato da lui, il capo del SIFAR evoca degli "accordi precedenti" intercorsi tra la CIA ed i suoi servizi e precisa che l'operazione Gladio è sulla buona strada [34]. Il documento, contenente dei dati altamente sensibili, non fu svelato ai senatori incaricati dell'inchiesta parlamentare. "L'accordo concluso tra il SIFAR e la CIA nel 1956 riguardante l'organizzazione stay-behind non può al presente essere reso pubblico poiché si tratta di un impegno bilaterale classificato top secret", spiegherà l'ammiraglio Fulvio Martini, direttore del SIFAR, a dei senatori interdetti che avevano creduto, a torto, che il SIFAR doveva rendere conto al Parlamento italiano e non alla CIA. "La declassificazione del documento, che ho già chiesto il 13 dicembre 1990", precisò, "necessita imperativamente dell'accordo dell'altra parte implicata" [35].

  

Vota-per-il-tuo-paese.jpgSulla lista dei progetti prioritari del SIFAR, De Lorenzo pose la costruzione di un nuovo quartiere generale per l'esercito segreto, per la quale la CIA non esitò a sborsare 300 milioni di lire. Stati Uniti ed Italia avevano convenuto che per ragioni di discrezione e di funzionalità, il nuovo centro di Gladio non doveva essere edificato sul continente ma su una delle grandi isole della costa Ovest dell'Italia. Fu scelta la Sardegna ed il terreno acquistato. Il colonello Renzo Rocca, capo dell'Ufficio R, che dirigeva la Gladio locale, fu incaricato di supervisionare la costruzione della nuova base in cui dei soldati anticomunisti sarebbero stati equipaggiati e addestrati da istruttori delle Forze Speciali USA e britanniche [36]. Il "Centro di addestramento al sabotaggio" (in italiano CAG- Centro Addestramento Guastatori) era situato a Capo Marragiu, vicino al villaggio di Alghero. Dietro le mura e le recinzioni elettrificate, si costruì un piccolo forte e dei bunker sotterranei, si installarono  dei potenti trasmettitori radio a lunga distanza così come delle installazioni sottomarine destinate all'addestramento di subacquei da combattimento; infine, furono costruiti anche due brevi piste di atterraggio ed un eliporto. Altre costruzioni furono anche aggiunte per l'addestramento all'uso delle armi e di esplosivi e per la formazione ideologica [37].

  

Vota-o-sara-il-tuo-padrone.jpg"Mi sono recato per la prima volta a Capo Marragiu nel 1959", testimoniò il Gladiatore Ennio Colle in seguito alla scoperta degli eserciti segreti. Il 27 novembre 1990, Colle aveva ricevuto una lettera del direttore del SISMI che lo informava che "l'esercito segreto era stato sciolto". Il vecchio combattente affermò che i membri dell'unità speciale erano tenuti all'oscuro a proposito della dimensione internazionale della rete e che essi ignoravano dove essi avevano ricevuto il loro addestramento: "Non sapevo dove fossi perché ci trasportavano con aerei dagli oblò oscurati". Decimo Garau, un istruttore del CAG, formato in Gran Bretagna, confermò a dei giornalisti che i Gladiatori italiani erano letteralmente tenuti all'oscuro: "Essi giungevano a bordo di un apparecchio mimetizzato ed erano in seguito portati con delle navi dai vetri oscurati che li depositavano davanti ai loro quartieri. L'addestramento poteva allora cominciare" [38].

  

Elezioni_Camera_1958.png"Riassumendo, il mio lavoro consisteva nell'impedire che i comunisti si impadronissero dell'Italia alle prossime elezioni del 1958", scriveva l'agente della CIA William Colby nelle sue memorie. Nell'autunno del 1953, egli fu inviato a Roma e posto agli ordini del COS Gerry Miller. Gli eserciti segreti Gladio dovevano permettere alla CIA di "evitare che le difese militari della NATO non siano cortocircuitate politicamente da una quinta colonna sovversiva, il Partito Communista Italiano (o PCI)", nel quadro di ciò che Colby descrive come "il più vasto programma di azione politica clandestina mai intrapresa dalla CIA". Come i comunisti, i socialisti italiani subivano anch'essi gli attacchi della CIA che orchestrava delle campagne di diffamazione nei loro confronti continuando a finanziare la DC. "Non avremmo comunque abbandonato la DC che controllavamo al posto dei socialisti imprevedibili". Le manovre di Colby portarono i loro frutti e, nel 1958, la DC consolidò il suo potere con il 42% dei voti e 273 seggi mentre i comunisti, con il loro 23%, dovevano accontentarsi di 140 seggi ed i socialisti di 84 [39].

 

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Lo studio di vasto respiro di Daniele Ganser sugli eserciti segreti della NATO al servizio dell'imperialismo anglo-americano e quindi negatori di una qualunque forma di "democrazia" all'interno del quadro storico capitalistico è stato integralmente tradotto dall'editore Fazi di Roma nel 2008.

  

  

Daniele Ganser

 

 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

  

  

NOTE


[1] Se è vero che il PCI ha ricevuto un importante sostegno finanziario da Mosca, le relazioni esatte tra quest'ultimo ed il Partito comunista sovietico durante la Guerra fredda sono oggetto di discussione tra gli storici. Sergio Romano, ambasciatore d'Italia in URSS dal 1985 al 1989, riportò che sino alla fine degli anni 70, la maggior parte delle risorse finanziarie del PCI provenivano dal Partito comunista sovietico. Tra le inchieste condotte su questi legami tra il PCI e Mosca figurano: Joan Barth Urban, Moscow and the Italian Communist Party: From Togliatti to Berlinguer (Cornell University Press, Ithaca, 1986); Gianni Cervetti, L’Oro di Mosca: La Verità sui Finanziamenti Sovietici al PCI Raccontata dal Diretto Protagonista (Baldini & Castoldi, Milano, 1993, riedito nel 1999) e Valerio Rima, Oro da Mosca. I Finanziamenti Sovietici al PCI dalla Rivoluzione d’Ottobre al Crollo dell’ URSS (Mondadori, Milano, 1999).

[2] Senato della Repubblica. Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi: Il terrorismo, le stragi ed il contesto storico politico. Redatta dal presidente della Commissione, Senatore Giovanni Pellegrino. Rome, 1995, p. 20. Questo rapporto del Senato italiano costituisce uno dei documenti di riferimento su Gladio e più generalmente sulle azioni clandestine condotte dagli Stati Uniti in Italia. Tratta di Gladio, del terrorismo e di attentati non risolti. Allo scopo di evitare confusione con il secondo rapporto senatoriale, anch'esso molto interessante, presentato nel 2000, il primo documento sarà chiamato Rapporto dell'inchiesta senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati.

  

[3] Settimanale italiano Panorama del 10 febbraio 1976. Citato in Rapporto dell'inchiesta senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati, p. 13.

 

[4] Roberto Faenza, Gli americani in Italia (Editore Feltrinelli, Milano, 1976), p. 10–13. Le connessioni tra gli USA e la mafia erano già state rivelate da un'inchiesta del Senato degli Stati Uniti diretta dal senatore Kefauver. Vedere gli US Senate Special Committee, Hearings on Organised Crime and Interstate Commerce, part 7, p. 1181 (1951). Lo storico italiano Roberto Faenza fu uno dei primi a valutare l'impatto notevole delle operazioni clandestine in Italia. La sua prima opera, scritta com Marco Fini ed apparsa nel 1976, si concentrava sugli anni del dopoguerra e si intitolava sobriamente: Gli Americani in Italia. Si poteva leggere nella prefazione: "Per numerose persone nel mondo intero, compreso il cittadino statunitense medio, fu difficile e doloroso ammettere che gli Stati Uniti costituivano la forza più conservatrice e più controrivoluzionaria del mondo. È tuttavia quanto dimostra questo libro rivelando gli interventi segreti del governo USA negli affari interni del popolo italiano (...) la situazione è comparabile a quanto hanno rivelato altre inchieste in Grecia, in Iran, in Guatemale, nella Repubblica Domenicana ed in numerosi altri paesi (...). È particolarmente difficile guardare questa verità in faccia".

  

[5] Quotidiano britannico The Observer del 10 gennaio 1993. Riferimento al documentario Allied to the Mafia, diffuso nel gennaio 1993 sul canale BBC2. 

 

[6] Mackenzie, W. J. M., History of the Special Operations Executive: Britain and the resistance in Europe (British Cabinet Office, Londres, 1948), p. 842 e 853. Gli USA hanno applicato nella zona del Pacifico, e soprattutto nelle Filippine, questa strategia consistente nell'appoggiare e poi nell'indebolire delle guerriglie di estrema sinistra durante la Seconda Guerra mondiale. Il Giappone aveva invaso le Filippine nel gennaio 1942. Gli Stati Uniti sostenevano ed addestravano dei partigiani dai diversi orientamenti in lotta contro l'opposizione giapponese, tra cui il movimento rivoluzionario di sinistra Huk che rappresentava una potente leva per la rivoluzione sociale. Ma, come in Italia ed in Grecia, i vecchi fratelli d'armi furono sacrificati. Una volta il Giappone vinto, gli USA confiscarono le armi della guerriglia e gli Huk furono massacrati in presenza di ufficiali USA, un'operazione che durò almeno sino al 1945. Lo storico statunitense Gabriel Kolko commenta: "I dirigenti Huks credevano ingenuamente che gli Americani li avrebbero tollerati". Vedere Gabriel Kolko, Century of War Politics, Conflict, and Society since 1914 (The New Press, New York, 1994), p. 363.

  

[7] Geoffrey Harris, The Dark Side of Europe: The Extreme Right Today (Edinburgh University Press, Édimbourg, 1994), p. 3 e 15.

  

 [8] Allan Francovich, Gladio: The Ringmasters. Primo dei tre documentari di Francovich dedicati a Gladio, diffuso il 10 juin 1992 sulla BBC2.

  

 [9] William Blum, Killing Hope: US Military and CIA Interventions since World War II (Common Courage Press, Maine, 1995), p. 28.

  

 [10] A proposito di Alcide de Gasperi, vedere L’Opus Dei e l’Europa - Dal riciclaggio dei fascisti al controllo delle democrazie, di Thierry Meyssan, 22 marzo 1995.

  

[11] Martin Lee, The Beast Reawakens (Little Brown and Company, Boston, 1997), p. 100.

 

[12] Jonathan Dunnage, "Inhibiting Democracy in Post-War Italy: The Police Forces, 1943–48", in: Italian Studies, n° 51, 1996, p. 180.

 

[13] Stuart Christie, Stefano delle Chiaie (Anarchy Publications, Londres 1984), p. 6.

 

[14] Ibid., p. 4.

 

[15] Tom Mangold, Cold Warrior: James Jesus Angleton; The CIA’s Master Spy Hunter (Simon & Schuster, Londres, 1991), p. 20. Mangold, il biografo di Angleton non fornisce sfortunatamente nessun dettaglio sulla collaborazione dell'agente con i fascisti dopo il 1945 e non riferisce del salvataggio di Borghese da parte di Angleton. Il personaggio di James Angleton è stato interpretato al cinema da Matt Damon nel film di Robert De Niro The Good Shepherd (2006), in italiano L'ombra del potere, ed alla televisione da Michael Keaton nella serie The Company (2006).

 

[16] William Corson, The Armies of Ignorance: The Rise of the American Intelligence Empire (The Dial Press, New York, 1977), p. 298 e 299. Per la sua natura clandestina, l'operazione fu finanziata con del denaro sporco che si dovette riciclare. Corson spiega che 10 milioni di dollari furono dapprima ritirati in specie di Fondi di Stabilizzazione Economica prima di transitare su conti personali per essere infine riversati sotto forma di doni a degli organismi schermi della CIA.

 

 

[17] Christie, delle Chiaie, p. 175.

 

[18] Denna Frank Fleming, The Cold War and Its Origins 1917–1960 (Doubleday, New York, 1961), p. 322.

 


[19] Thomas Powers, The Man Who Kept the Secrets : Richard Helms and the CIA (Weidenfeld and Nicolson, Londres, 1980), p. 30.


[20] Quotidiano britannico The Guardian del 15 gennaio 1992.

 

[21] Durante la Prima Repubblica italiana il servizio di informazione militaredovette cambiare nomemolte volte per via di numerosi scandali in cui fu coinvolto. Dalal sua creazione nel 1949 al primo grande caso nel 1965, portò il nome di SIFAR, fu in seguito ribattezzato SID, conservando la maggior parte del suo personale. Nel 1978, in seguito ad un nuovo scandalo, il SID fu diviso in due servizi che sono oggi sempre attivi. Il ramo civile fu posto sotto il controllo del ministero dell'Interno e battezzato SISDE (Servizio Informazioni Sicurezza Democratica) mentre il ramo militare rimase collegato al minsitero della Difesa con il nome di SISMI.


Direttori dei servizi segreti militari

generale Giovanni Carlo 1949–1951 SIFAR
generale Umberto Broccoli 1951–1953 SIFAR
generale Ettore Musco 1953–1955 SIFAR
generale Giovanni De Lorenzo 1956–1962 SIFAR
generale Egidio Viggiani 1962–1965 SIFAR
generale Giovanni Allavena 1965–1966 SID
generale Eugenio Henke 1966–1970 SID
generale Vito Miceli 1970–1974 SID
generale Mario Casardi 1974–1978 SID
generale Giuseppe Santovito 1978–1981 SISMI
generale Nino Lugaresi 1981–1984 SISMI
ammiraglio Fulvio Martini 1984–1991 SISMI
Sergio Luccarini 1991 SISMI
generale Luigi Ramponi 1991–1992 SISMI
generale Cesare Pucci 1992–1993 SISMI
generale Sergio Siracusa 1994-1996 SISMI
ammiraglio Gianfranco Battelli 1996-2001 SISMI
generale Nicolò Pollari 2001-2006 SISMI
ammiraglio Bruno Branciforte 2006-2007 SISMI
ammiraglio Bruno Branciforte 2008… AISE

 

 

[22] Philip Willan, Puppetmasters: The Political Use of Terrorism in Italy (Constable, Londres, 1991), p. 34.


[23] Mario Coglitore (ed.), La Notte dei Gladiatori. Omissioni e silenzi della Repubblica (Calusca Edizioni, Padova, 1992), p. 34.


[24] Quotidiano britannico The Observer del 18 novembre 1990.


[25] Rapporto dell'inchiesta senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati, p. 49.


[26] Coglitore, Gladiatori, p. 133.


[27] Pietro Cedomi, "Service secrets, Guerre froide et ‘stay-behind. 2e partie’: La mise en place des réseaux" nella rivista belga Fire ! Le Magazine de l’Homme d’Action, septembre/octobre 1991, p. 80.


[28] Allied Clandestine Committee (ACC) e Clandestine Planning Committee (CPC).

 

[29] Quotidiano britannico The Observer del 7 giugno 1992.


[30] Memorandum, National Security Council to Harry S. Truman, April 21, 1950, Bibliothèque du Réseau Voltaire.


[31] Il documento fu declassificato nel 1994 e provocò un'ondata di protesta in Italia. Vedere il quotidianoitaliano La Stampa del 27 novembre 1994.

  

[32] William Colby, Honourable Men: My Life in the CIA (Simon & Schuster, New York, 1978),  p. 110; Tr. it.: La mia vita nella CIA, Mursia, Milano, 1981.

 

[33] Roberto Faenza, Il malaffare. Dall’America di Kennedy all’Italia, a Cuba, al Vietnam (Editore Arnoldo Mondadori, Milan, 1978), p. 312.


[34] L’esistenza di questo documento fu rivelata al momento delle rivelazioni su Gladio nel 1990. Il rapporto dell'inchiesta senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati, p. 25.

  

[35] Settimanale italiano L'Europeo del 18 gennaio 1991. La commissione d'inchiesta parlamentare non apprese l'esistenza del documento del 1956 su Gladio che entrando in possesso di un testo datato  26 novembre 1956 ed intitolato Accordo fra il Servizio Informazioni Italiano ed il Servizio Informazioni USA relativo alla organizzazione ed all’attività della rete clandestina post-occupazione (stay-behind) italo-statunitense. [Accordo concluso tra il SIFAR e la CIA concernente l’organizzazione e l'attività di una rete post occupazione italo-statunitense segreta (stay-behind)]. Il contenuto del documento originale figura in Coglitore, Gladiatori, p. 118–130.


[36] Giornale belga Fire, gennaio 1992, p. 59.


[37] Ibid., p. 62.


[38] Allan Francovich, Gladio: The Puppeteers. Secondo dei tre documentari di Francovich dedicati a Gladio, diffusi sulla BBC2 il 17 giugno 1992. Version française: Gladio, les Marrionettistes.

  

[39] Colby, Honourable Men, p. 128.

 

 

LINK:
Les armées secrètes de l’OTAN 

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18 agosto 2010 3 18 /08 /agosto /2010 08:02

 

 

 

 

In memoria di Giorgiana Masi

e tanti/e altri/e

  

  

Giorgiana-Masi-copia-1.jpgCome potevamo noi di "Storia Soppressa" esimerci dal rendere omaggio ad una delle numerose colonne portanti della democraticissima Prima Repubblica?

 

Gli stessi mezzi di informazione, non hanno usato mezzi termini nel descrivere le sue sulfuree appartenenze ed il suo operato con apparati ben più che strani e che di "democratico" avevano ben poco, se non al limite il nome (flatus voci). Si sono comportati benissimo potremmo anche dire, quasi si trattasse di descrivere un fondale oceanico o una catena montuosa: con vera obiettività. A mancare come sempre, (ma allora non si è più obiettivi), i giudizi, e soprattutto, le condanne.

 

Pazienza! Così vanno le cose nel Bel Paese, e non certo da oggi.  

  

  

  

  

  Francesco Cossiga: un "uomo" per tutte le stagioni (o regimi) 

  

  

Kossiga-boia-.jpg

Siamo nel 1977, si sapeva già molto se non tutto su certa gente: cosa è stato fatto dalle democraticissime istituzioni e dalla grandiosa e sedicente democratica sinistra italiota?

 

 

 

kossiga--manifesti-partito-radicale.jpg

Esempio di denuncia politica e controinformazione.

Per il filmato di cui parla il manifesto vedere il video You Tube intitolato: "Poliziotti armati e che sparano alla folla".

 

 

 

Da YOU TUBE:

 mega florilegio Kossighiano (si raccomandano antiemetici a portata di mano):
 

 

 

Sequestro Moro, Cossiga cita Loggia P2 e Piano Solo

 


 

 

 

Video degli scontri del 12 maggio 1977 quando venne assassinata Giorgiana Masi:

impunità agli assassini ed ai mandanti: licenza di uccidere...

 

 

 

 

Poliziotti armati e che sparano alla folla travestiti da "estremisti".

Un esempio di controinformazione reale: le menzogne del potere smascherate dal movimento in tempo reale.

 


 


  

 

Marzo 1977: Carrarmati a Bologna!!!

Scontri a Bologna dopo l'assassinio di Francesco Lo Russo

Impunità agli assassini ed ai mandanti: licenza di uccidere...

 

 

 

 


 

 

Torna Kossiga boia! 1

 


 

 

Torna Kossiga boia! 2

 


 

 

  Cossiga: "Massacrare i manifestanti senza pietà!"

 


 

 

 

LINK relativo dal sito "Governo Italiano":

 

"BISOGNA FERMALI, ANCHE IL TERRORISMO PARTI' DAGLI ATENEI"

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16 aprile 2010 5 16 /04 /aprile /2010 13:51

Bloody US Bastards

 

  

Video Choc Del Mitragliamento di Giornalisti e Civili Iracheni

 

 

Wikileaks.jpg

 

 

Cliccare qui per vedere il Video

 

 

Il sito di Wikileaks ha posto in rete un video girato dalla una postazione di tiro di un elicottero Apache US. Questi mitragliamenti "live" di giornalisti e civili iracheni costituiscono dei crimini di guerra commessi il 12 luglio 2007 e sino ad allora nascosti al pubblico. Attenzione le immagini sono traumatiche.
 
Mentre il branco di cani mediatici organizza una curia papale per fare diversione e nascondere i crimini di guerra commessi dall'esercito americano in tutta impunità, il sito di Wikileaks- che è stato fatto di recente oggetto di attacchi dei servizi della sicurezza interna americanofasciste- ha posto in rete un video classificato topo secret dall'esercito USA descrivente dal vivo il massacro di più di una dozzina di persone in un quartiere della periferia di Bagdad tra cui due giornalisti di Reuters.
 
Reuters ha cercato invano dall'attacco del 12 luglio 2007 di ottenere il video utilizzando il Freedom of Information Act. Il video girato dalla postazione di tiro di un elicottero Apache mostra chiaramente il massacro perpetrato a sangue freddo mentre nessuna delle persone abbattute rappresentava una minaccia e come quei cani di Yankee in uniforme hanno finito il giornalista di Reuters mentre delle persone gli portavano soccorso uccidendo i soccorritori e ferendo gravemente due bambini iracheni che si trovavano nel veicolo .
 
L'esercito americano ha sceintemente mentito su questi massacri come su altri d'altronde come si è potuto constatare in Afghanistan dove diverse persone sono state abbattute tra cui due donne incinte ed un'adolescente, durante un raid americano.
 
In Iraq l'esercito americano è arrivato persino a discolparsi dopo aver condotto condotto un simulacro di inchiesta concludendo che gli atti di questi soldati- che durante tutta la durata del video udiamo e le cui parole suonano in modo osceno in rapporto alle immagini che si vedono- erano conformi alle regole di coinvolgimento di un conflitto armato e all esue proprie "regole di coinvolgimento". Il che è evidentemente falso come il video prova.
 
Affinché questo punto sia chiaro, Wikileaks ha pubblicato le regole di coinvolgimento classificate top secret- per il 2006-2007- 2008- dunque prima durante e dopo i massacri.
 
Il sito ha anche pubblicato la versione video di 38 minuti ed una versione più corta con un'analisi di presentazione. Dei sottotitoli (in inglese) sono stati aggiunti nelle due versioni che riportano le conversazioni via radio dei militari.
 
Wikileaks ha ottenuto questo video così come dei documenti di accompagnamento di diversi "whistleblowers" militari- persone che rivelano delle informazioni top secret a volte a rischio della loro vita o della loro carriera). Wikileaks ha verificato le informazioni ricevute con dei testimoni e dei giornalisti direttamente implicati in quest'affare.
 
Pubblicando tali informazioni, Wilileaks tiene a che esse siano accolte con tutta l'attenzione che meritano informazioni che sfortunatamente i media di massa occultano.
 
In questo caso particolare, due delle persone uccide erano dei giornalisti onesti come ne esistono ancora pochi che fanno semplicemente il loro mestiere mettendo la loro vita in pericolo per informare su quanto accade realmente in un paese che rimane occupato ed in guerra.
 
L'Iraq è un paese pericoloso per i giornalisti integri che vogliono fare il loro mestiere onestamente.
 
Dal 2003 al 2009, 139 giornalisti sono stati uccisi nell'esercizio della loro professione.
 
Mireille Delamarre
 
[Traduzione di Ario Libert] 
 
 
LINK al post originale:
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