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28 luglio 2009 2 28 /07 /luglio /2009 10:32

 

All'origine del genocidio amerindiano: colonialismo e industrializzazione

Lo sterminio degli Indiani dell'America del Nord è stata effettuata metodicamente su un periodo lungo, incontrando una resistenza disperata degli Indiani delle Pianure, i Sioux. Qual è la parte dell'industrializzazione, della demografia, dell'espansionismo dei coloni americani sulla disfatta degli Indiani delle Pianure? Un esempio storico tragico dei "benefici della civiltà".

A l’Origine du Génocide amérindien : colonialisme et industrialisation


All'origine del genocidio amerindiano: colonialismo e industrializzazione


Lo sterminio degli Indiani del Nord America è avvenuto in modo sistematico in un lungo arco di tempo incontrando una resistenza disperata da parte degli Sioux. gli Indiani delle Pianure, le cui rivolte contro i coloni nel Minnesota nel 1862 condotte dai capi Sioux Piccolo Corvo, Shakopee e Voce Rossa del Mezzo e chiamati "Massacri del Minnesota" terminarono nel 1890 con la sconfitta finale degli Sioux a "Wounded Knee" nel sud Dakota.

La battaglia di Wounded Knee è stata l'ultimo capitolo di una lunga lotta degli amerindi contro il governo coloniale statunitense per preservare una parte delle loro terre ancestrali ed il loro modo di vita tribale.

Qual è la parte dell'industrializzazione e della superiorità in numero dei coloni americani sulla sconfitta degli Indiani delle Pianure?

Nel 1865, il capo Shakopee, uno dei capi dei sollevamenti del Minnesota è stato impiccato a Fort Snelling. Gli Indiani delle Pianure avevano sin dall'inizio adottato un atteggiamento difensivo contrariamente a quel che vorrebbe farci credere tutta quella propaganda sapientemente orchestrata dall'industria cinematografica hollywoodiana. Essi erano costantemente minacciati dall'installazione di nuove colonie e dallal loro espansione. La ferrovia costituiva allora il simbolo di questo espansionismo verso ovest, dell'industrializzazione sfrenata e delle loro conseguenze economiche, quel che il mondo "civilizzato" ha chiamato il "progresso" e la "civiltà".

Una delle città chiave nella rivolta indiana del 1862 nel Minnesota, è stata New Ulm, una comunità fondata ed abitata soprattutto da tedeschi. La popolazione era in crescente e rapido aumento. Nel 1862, New Ulm contava 900 abitanti. Gli Indiani delle Pianure non potevano contrastare l'immigrazione e la colonizzazione. Degli immigranti europei arrivavano quotidianamente e gli Indiani delle Pianure, stavano perdendo la battaglia demografica. Così si stima a circa 2.5 milioni il numero degli indiani nel Nord America all'inizio del XIX secolo. Nel 1860, non erano più che 350.000 e nel 1890 la popolazione indiana era stata ridotta a 250.000 persone.

Il capo indiano Piccolo Corvo
Questa enorme riduzione della demografia indiana si spiega con l'interazione nefasta dei coloni bianchi. Questi Coloni hanno portato con sé diverse malattie come il colera, l'influenza, il vaiolo ed altre malattie contre le quali gli Indiani delle Pianure non avevano alcune immunità. Le epidemie hanno devastato queste popolazioni indiane per tutto il XIX secolo soprattutto negli anni tra il 1850 ed il 1860. I combattimenti contro le truppe USA ed i coloni hanno egualmente contribuito a decimare queste popolazioni così come le guerre intertribali soprattutto quando le tribù dell'est sono state trasferite nelle riserve su terre già occupate da altre tribù.

L'intrusione della "civiltà" occidentale e dell'economia di mercato hanno anch'esse contribuito a distruggere la cultura e gli stili di vita degli Indiani delle Pianure. Quest'economia ha distrutto il modo tradizionale di sostentamento caccia/raccolta. Sterminate mandrie di bufali sono state distrutte da cacciatori "clandestini" incoraggiati dall'esercito americano poiché ciò privava gli indiani del nutrimento e di conseguenza indeboliva il nemico. Si valuta in circa 15 milioni il numero di bufali uccisi la cui sparizione era quasi compiuta verso il 1880. La distruzione del patrimonio bovino indiano è stato l'elemento primario nella distruzione di una delle principali fonti di nutrimento degli Indiani delle Pianure e nella degradazione dei loro modi di vita.

Il processo di "detenzione nelle riserve" ha infine completato il processo di distruzione della società indiana e della sua popolazione nel corso di un lento processo, una morte lenta genocidiaria. Il sistema delle riserve ha isolato gli Indiani, distrutto le loro culture, i loro modi di vita e di sostentamento. Benché alcuni aspetti delle riserve pretendevano "preservare" i modo di sussistenza degli indiani come la distribuzione di lotti di terra, questi metodi si sono rivelati completamente inefficaci in materia di sfruttamento agricolo. Il sistema delle riserve costituiva di fatto una ghettizzazione su vasta scala nel senso primitivo della parola ghetto così come era concepito dagli Italiani per racchiudere ed isolare gli ebrei a Venezia: una zona in cui vive un gruppo etnico separato dalla comunità nazionale, un gruppo escluso dalla vita corrente della nazione.

Questo sistema di riserve ha creato un lento processo di sterminio etnico.

Per combattere i coloni e il governo USA ed il suo esercito, gli Indiani delle Pianure avevano bisogno di risorse e di persone. Benché la popolazione fu lentamente decimata, le risorse non mancavano soprattutto dopo le scoperte del 1861 di filoni d'oro che provocarono la celebre "corsa all'oro". Questi filoni erano situati sul territorio di una riserva Cheyenne, la riserva di Sand Creek. All'inizio, le relazioni tra i coloni ricercatori e gli Indiani erano amichevoli. Ma, poiché arrivavano sempre più ricercatori , essi cominciarono ad impadronirsi di terre riservate dal Trattato di Fort Laramie agli Cheyenne ed agli Arrapao. Questo Trattato dava anche diritto ai coloni USA di attraversare queste terre. I coloni approfittarono di questo diritto per impadronirsi semplicemente delle terre. Misero mano su terre destinate all'agricoltura, per la costruzione di fattorie e di abitazioni per la popolazione indiana. Dei villaggi e di abitazioni per l apopolazione indiana. Dei villaggi e città di coloni bianchi cercatori d'oro sono apparsi velocemente su queste terre diventate molto ambite, seguirono degli scontri. Il primo ebbe luogo l'11 aprile del 1864. Un proprietario di ranch il colono bianco Ripley accus gli Indiani di aver rubato le sue greggi il che portò ad uno scontro tra Indiani e coloni. Furono i primi scontri di quel che sarà la guerra di Sand Creek. Questa guerra è conosciuta per via del massacro del colonnello John Chivington di molte centinaia di civili indiani, uomini, donne e bambini. I loro corpi furono mutilati e privati dello scalpo.

Il criminale USA John Chivington.
La "battaglia di Sand Creek" fu in effetti un vero massacro fatto di attrocità. Nel novembre del 1864, 800 soldati del Colorado hanno attaccato un villaggio indiano a Sand Creek. Gli uomini del villaggio erano andati a caccia, erano rimasti soltanto le donne, i bambini e le persone anziane. Il capo Cheyenne Black Kettle ha innalzato la bandiera bianca in cima  al suo teepee per mostrare che si arrendevano ed anche la bandiera americana. I soldati del colonnello Chivington hanno circondato il villaggio armati sino ai denti con tonnellate di munizioni a loro disposizione. Hanno cominciato a sparare sul villaggio senza difesa poi hanno attaccato le donne, i bambini ed i vecchi con la sciabola ed il pugnale.

Il vice presidente della tribù nord degli Cheyenne a Lame Deer, Montana, Steve Brady ricorda questi terribili avvenimenti: "Pezzi di corpi e di scalpi tagliati dai soldati sono stati esibiti in mezzo ad una folla esultante per le strade di Denver. Degli ufficiali di Fort Lyon avevano detto a Chivington che il villaggio di Sand Creek era pacifico, ma non fece nulla. I miei bisnonni si sono svegliati ai colpi dei fucili e dei cavalli al galoppo nel campo. Il mio bisnonno  materno si è impadronito di un cavallo benché ferito alla spalla e dopo aver preso sua moglie è fuggito cantando un canto di morte 'Solo le pietre vivranno in eterno', un canto che cantiamo da sempre sino ad oggi".

Il suo bisnonno paterno, Black Kettle è andato alla ricerca di sua moglie incinta del suo primo figlio. L'Ha ritrovata in un bagno di sangue ma è sopravvissuta al massacro. Il villaggio intero è stato distrutto. Vi erano pile di corpi bruciati. Dei cani sono stati visti mangiare dei cadaveri.

Il colonnello americano John Chivington vero adoratore di questo massacro, ha allestito uno scenario teatrale a Denver nel corso del quale raccontava gli avvenimenti di questo massacro ed ha pubblicamente esibito 100 scalpi di indiani, comprendenti quelli delle parti intime di donne indiane. Alcuni di questi resti macabri possono essere visti in certi musei tra cui quello di Denver.


Il capo indiano Black Kettle



La battaglia di Sand Greek mostra il carattere reale di queste "battaglie" celebrate dai coloni USA e dalla loro armada cinematografica hollywoodiana. La maggior parte erano dei veri massacri di popolazioni senza difesa, ma tutto questo è stato dissimulato e non fa parte del curriculum scolastico americano mentre la Shoah è insegnata.

 
Le battaglie condotte dagli Indiani delle Pianure erano principalmente dei combattimenti difensivi, una semplice questione di sopravvivenza. Non erano "guerre" o "scontri militari" secondo il senso corrente di questi termini e come vorrebbe farlo credere la storiografia coloniale USA. La rivolta del Minnesota ha avuto inizio perché il governo USA aveva violato i suoi impegni commerciali non versando i fondi annui dovuti e non approviggionando gli Indiani. La rivolta del 1862 ha cominciato quando gli Indiani sono penetrati in un edificio di stoccaggio e si sono impadroniti dei sacchi di farina immgazzinativi, In breve questa rivolta è stata causata dalla fane. Le "battaglie" condotte dal governo USA miravano principalmente alla distruzione delle riserve di cibo degli Indiani, delle campagne condotte l'inverno contro i villaggi colpendo i civili. Queste "battaglie" non miravano alla sconfitta degli Indiani delle Pianure ma allo sradicamento delle popolazioni civili su base etniche. Gli Indiani vivendo nelle riserve economicamente povere in cui erano alla mercè del governo USA, che poteva agire agire con essi come meglio gli pareva soprattutto grazie alla sua superiorità demograficamente schiacciante, l'immigrazione forniva una riserva senza fine di coloni.

Gli Indiani delle Pianure hanno condotto una lotta disperata contro la colonizzazione di europei venuti ad installarsi sulle loro terre. Non era una guerra ma semplicemente un genocidio che era stato avviato nel 1850. L'industrializzazione ha dato ai coloni il vantaggio tecnologico per dominare militarmente, ma ha anche contribuito alla colonizzazione stessa, le espropriazioni, gli spostamenti di popolazioni indiane per lo sfruttamento delle ricchezze naturali e l'espansionismo yankee. La ferrovia ha permesso la colonizzazione di un vasto territorio a detrimento delle popolazioni indiane autoctone di cui costituiva il terreno di caccia, la fonte del nutrimento. La sola vera ricchezza degli Indiani delle Pianure erano le loro terre che il governo USA ed i suoi coloni bramavano e di cui si sono impadroniti a prezzo di massacri e di un genocidio sistematico nei confronti di un'intera popolazione. La tragica storia degli amerindiani è un esempio dei "benefici della civiltà" sfortunatamente in corso di ripetersi altrove, in Palestina, e che bisogna ad ogni costo combattere e fermare.


Non dimenticate: gli Stati Uniti sono stati costruiti su un genocidio, quello degli amerindiani.


Fonte delle informazioni: Ralph K. Andrist The Long Death: The Last Days of the Plains IndiansI edizione 1964, riedito nel 2001 dalla Casa editrice Universitaria dell'Oklahoma.
 
Post originale datato Domenica 10 Settembre 2006.



[Traduzione e cura iconografica di Ario Libert]



APPENDICE:

 

Brani tratti dal seguente link in lingua italiana ed altamente raccomandabile:  Il massacro di Sand Creek


All'alba del 29 novembre 1864, il colonnello Chivington fece circondare l'accampamento, nonostante gli accordi presi e anche se nel mezzo del villaggio sventolava la bandiera americana, comandò l'attacco contro una popolazione inerme che quasi niente fece per reagire. (...) Gli uomini vennero scalpati e orrendamente mutilati, i bambini usati per un macabro tiro al bersaglio, le donne oltraggiate, mutilate e scalpate. (...) In nessun modo si riuscì legalmente a rendere giustizia ai pellerossa.

Sembrava una carneficina indiscriminata di uomini, donne e bambini. Vi erano circa trenta o quaranta squaws che si erano messe al riparo in un anfratto; mandarono fuori una bambina di sei anni con una bandiera bianca attaccata a un bastoncino; riuscì a fare solo pochi passi e cadde fulminata da una fucilata. Tutte le squaws rifugiatesi in quell'anfratto furono poi uccise, come anche quattro o cinque indiani che si trovavano fuori. Le squaws non opposero resistenza. Tutti i morti che vidi erano scotennati. Scorsi una squaw sventrata con un feto, credo, accanto. Il capitano Soule mi confermò la cosa. Vidi il corpo di Antilope Bianca privo degli organi sessuali e udii un soldato dire che voleva farne una borsa per il tabacco. Vidi un squaws i cui organi genitali erano stati tagliati... Vidi una bambina di circa cinque anni che si era nascosta nella sabbia; due soldati la scoprirono, estrassero le pistole e le spararono e poi la tirarono fuori dalla sabbia trascinandola per un braccio. Vidi un certo numero di neonati uccisi con le loro madri. "
Testimonianza di Robert Bent, che si trovava a cavallo con il colonnello Chivington

Tornato sul campo di battaglia il giorno dopo non vidi un solo corpo di uomo, donna o bambino a cui non fosse stato tolto lo scalpo, e in molti casi i cadaveri erano mutilati in modo orrendo: organi sessuali tagliati, ecc. a uomini, donne e bambini; udii un uomo dire che aveva tagliato gli organi sessuali di una donna e li aveva appesi a un bastoncino; sentii un altro dire che aveva tagliato le dita di un indiano per impossessarsi degli anelli che aveva sulla mano; per quanto io ne sappia John M. Chivington era a conoscenza di tutte le atrocità che furono commesse e non mi risulta che egli abbia fatto nulla per impedirle.
Testimonianza del tenente James Connor

Quando cessò la sparatoria erano morti 105 donne e bambini indiani e 28 uomini. Nel suo rapporto ufficiale, Chivington parlò di quattro o cinquecento guerrieri uccisi. Egli aveva perso 9 uomini, e aveva avuto 38 feriti; molti erano vittime del fuoco disordinato dei soldati che si sparavano addosso l'un l'altro.

Quando scese la notte i sopravvissuti strisciarono fuori dalle buche. Faceva molto freddo e il sangue si era congelato sulle loro ferite, ma non osarono accendere i fuochi. L'unico pensiero che avevano in mente era di fuggire a est verso lo Smoky Hill e cercare di raggiungere i loro guerrieri. (...) Per 80 chilometri sopportarono il gelo dei venti, la fame e i dolori delle ferite, ma alla fine raggiunsero il campo di caccia.

Come la notizia del massacro di Sand Creek si sparse nelle pianure, i Cheyenne, gli Arapaho e i Sioux mandarono staffette avanti e indietro con messaggi che invitavano tutti gli indiani a unirsi in una guerra di vendetta contro i bianchi assassini.

Nel 1865, le testimonianze della strage portarono il Congresso ad aprire un'inchiesta. Ma i colpevoli non furono mai puniti, la strage non venne mai ufficialmente condannata. L'episodio innescò dodici anni di Guerre Indiane sfociate poi nella uccisione di George Custer a Little Big Horn.


Sul luogo della strage, avvenuta il 29 novembre 1864 lungo un torrente del Colorado, sarà posta una lapide per ricordare i Cheyenne e Arapaho, in gran parte donne e bambini, massacrati da un migliaio di "giacche blu" del colonnello John Chivington.

Sulle prime Chivington fu acclamato e riconosciuto come un eroe per la "battaglia" di Sand Creek, ma presto iniziarono a circolare le voci secondo le quali si era trattato di un vero e proprio sterminio, che i soldati erano per lo più ubriachi e che la gran massa degli uccisi era composta di donne e bambini. Queste voci sembrarono trovar conferma quando Chivington arrestò sei dei suoi uomini accusandoli di codardia in battaglia. Senonché tra i sei vi era anche il capitano Silas Soule, un amico di Chivington che aveva combattuto con lui al Glorietta Pass, e che ora parlava apertamente di "carneficina", sostenendo di non essere codardo, ma di aver volutamente rifiutato di partecipare al gioco al massacro voluto da Chivington contro un gruppo di indiani amici e indifesi. Per questo, subito dopo il loro arresto il Segretario alla Guerra ordinò l'immediato rilascio dei sei e il Congresso avviò un'indagine formale sui fatti di Sand Creek. Purtroppo Soule non poté testimoniare in quanto, una settimana dopo il rilascio, fu ucciso a Denver, colpito alle spalle con una revolverata.

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