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1 settembre 2009 2 01 /09 /settembre /2009 08:15

Genocidio degli Herero e campi di concentramento tedeschi:

il nazismo effettuava i suoi primi passi in Africa
Herero sopravvissuti alla fuga attraverso il deserto di Omaheke (Kalahari).

 

 




Alla fine del XIX secolo l’Europa proseguiva il suo saccheggio in Africa sostituendo la barbarie negriera al bastone e ferocità della colonizzazione. La Germania di Bismarck e di Guglielmo II prende piede nella regione dell'attuale Namibia sulla costa sud ovest africana in cui sogna sulle ricchezze in diamenati della regione che trasforma in colonia di popolamento. Per spogliare il popolo autoctono soprattutto gli Herero, essa dispiegherà una violenza radicale pionieristica, annunciatrice di tutti gli orrori razionalizzati dei genocidi del XX secolo: Sterminio, Campi di concentramento, ideologia della purezza razziale, esperimenti medici sugli Africani, tutti questi abominii furono perpetrate dai Tedeschi contro gli Africani all'inizio del XX secolo, prima delle recidivi che ben conosciamo. Questo primo genocidio, rimane occultato, taciuto, negato, senza riconoscimento internazionale né riparazioni.

 

La comprensione degli orrori che il XX secolo ha riprodotto con una regolarità spaventosa, i genocidi, è assolutamente indispensabile a quella parte dell'umanità sincera desiderosa di vaccinarsi contro la sua capacità di autodistruzione e di sterminio di quell'Altra. La ricerca di un reale progresso nel vivere insieme in un mondo di interpenetrazione, di scambi multiformi, di pluralità religiose, culturali, ideologiche, non potrebbe esimersi molto presto, a colpi di commemorazioni convenute, delle piaghe aperte che devitalizzano ancora molto delle società del pianeta.

 

Sarebbe illusorio pensare di premunirsi contro i deliri sterminatori di un passato umano ancora presente se le procedure della ricerca storica dovessere arrestarsi come autocensura ai limiti delle violenze dei Bianchi tra e contro di Essi. L'ideologia della purezza razziale, della classificazione degli esseri viventi, della gerarchizzazione dei popoli è proliferata all'estremo durante la conquista sanguinaria del mondo da parte dell'Europa, del Nuovo Mondo da parte della civiltà bianca. Questa gerarchizzazione ha dato legittimità alla cristiana e illuminata Europa per ridurre in schiavitù, in beni mobili e strumenti animati privi di coscienza né personalità giuridica, decine di milioni di Africani per quattro secoli.

 

La conseguenza di questa disumanizzazione è stata quella di iniettare all'Europa la sociopatia di una visione razziale verticale del mondo ed un eurocentrismo strutturale malato e criminale. Applicando a se stessa l'ideologia della purezza, dei buoni e dei cattivi un tempo riservata ai selvaggi dell'Africa e dell'America, l'Europa ha creato il Nazismo. Questa costruzione totalitaria prolunga la scala della gerarchia tra Bianchi superiori, gli Ariani essendo i Bianchi superiori tra i superiori, i non-Ariani bianchi benché di sangue elevato retrogradati in dignità. Così ogni commemorazione dei genocidi come attentato al genere umano dovrebbe necessariamente cominciare dalle prime ore decisive di questo scivolamento verso il delirio sterminazionista, le ore negriere e più nello specifico il genocidio del Sud-Ovest Africano.

 

Il genocidio degli Herero è a questo proposito emblematico di tutti i suoi parenti del XX secolo cristiano, mettendo sotto accusa la Germania coloniale, carnefice del popolo Herero. Questa esperienza tedesca va a legare i quadri ideologici e mentali razzisti, la pratica raffinata e burocratizzata dei campi di concentrazione, della schiavizzazione degli Inferiori raggruppati in strutture gestite. Elementi che torneranno tragicamente durante i genocidi degli Armeni e degli Ebrei qualche anni, decennio dopo.

 

In piena effervescenza e rivalità coloniali, la Germania che si era installata sulle coste dell'attuale Namibia nel 1884 decide di appropriarsi dello spazio africano per farne una colonia di popolamento. Le promesse del sottosuolo della namibiano li incitano e la ribellione dei popoli autoctono, gli Herero, guidati dal capo Samuel Maherero nel gennaio 1904 fornisce un eccellente pretesto di sterminio degli Africani. La Germania del Kaiser Guglielmo II richiama in servizio un adepto dei metodi forti sperimentati in Cina e nell'Africa orientale tedesca, il generale Lothar Von Trotha al posto del maggiore Leutwein giudicato troppo debole tenendo conto delle perdite umane tedesche.

 

In due anni più dell'80% di una popolazione stimata a 80 mila persone sparisce sotto il fuoco tedesco benché la sconfitta militare degli Africani era acquisita sin dall'Agosto del 1904, otto mesi dopo l'inizio delle ostilità. Alcune delle sentenze degli ordini di sterminio che presiedevano questi massacri sono conosciuti, tratti dalle lettere di Von Trotha, come quella del 4 ottobre del 1904: "La nazione Herero doveva sia essere sterminata o, nell'ipotesi di un'impossibilità militare, espulsi dal territorio (...) Ho dato l'ordine di sopprimere i prigionieri, di spedire le donne e i bambini nel deserto (...)".

 

Gli Herero sono spinti verso il deserto del Kalahari, Omaheke nella loro lingua, destinazione fatale sul cammino del quale periranno più di 30 mila di loro. Pozzi avvelenati e blocchi delle zone desertiche trasformano il deserto in un luogo di morte a causa dell'impossibilità di far provviste d'acque. La cronaca militare ufficiale avrebbe testimoniato dei lamenti dei morenti, delle loro grida di follia furiosa. Degli Africani rendevano il loro ultimo respiro dopo aver scavato invano a più di 10 metri di profondità in cerca d'acqua. Saranno migliaia gli scheletri che l'esercito tedesco troverà accanto a buche aride mesi più tardi.

 

Per più di tre anni viene esercitata una repressione sistematica e cieca: esecuzioni sommarie sotto forma di impiccagioni, bambini passati alla baionetta, corpi di suppliziati lasciati ad esempio.

 

Superando la logica dello sterminio [Vernichtung] esplicita nei confronti degli Herero, i coloni inaugureranno in Africa i campi di concentrazione e la schiavitù, il lavoro forzato, la servitù dei prigionieri disumanizzati. L'ordine di sterminio una volta rimosso, gli Herero sono caricati di lavori da parte di chiunque, costretti alle attività peggiori. Marchiati con le lettere GH che stanno per gefangene Herero o prigionieri, i sopravvissuti al genocidio, soprattutto le donne cui è stato proibita la procreazione  sono stati raggruppati in campi di concentramento chiamati già durante quest'epoca dai tedeschi Konzentrationslagern. Questo termine destinato ad un macabro successo è attestato per gli Herero sin dal 14 gennaio del 1905. I Tedeschi aggiungono al sistema concentrazionario incontrato la prima volta in Europa sembra in Spagna, 1896, e più tardi nel Sudafrica britannico, 1900, i recinti di filo spinato ed il lavoro forzato.

 

Gli Herero sono utilizzati per l'uso personale dei militari poi a poco a poco delle imprese civili ottengono quote di prigionieri accordate dalle autorità. Alcune grandi compagnie private come ad esempio la compagnia marittima Woermann- diventata SAFmarine- disporranno di loro propri campi. Le condizioni di vita sono disumane in questi campi e la mortalità molto elevata: sotto alimentazione, corpi deperiti, colpi di frusta, insulti, grida, stupri, corpi indeboliti e cadaverici lungo le vie ferrate in costruzione, lavoro massacrante.

 

La fredda burocrazia della morte peculiare dei campi di concentramento nazisti ha cominciato il suo lungo cammino mortale. I campi di Herero sono oggetto di rapporti mensili sul numero dei prigionieri, il genere, i bambini, la loro allocazione ai civili ed alle autorità, il loro grado di attitudine... Nel campo di Swakopmund è tenuto un registro dei morti  precisando la causa del decesso: spossamento, bronchite, arresto cardiaco...

 

I prigionieri di guerra Herero serviranno egualmente per degli esperimenti medici. Numerosi corpi di impiccati andranno a finire nei laboratori tedeschi di dissezione e dei crani erano spediti nelle università di Berlino o di Breslau. Si ricorda a questo proposito che i medici nazisti faranno più tardi collezione di scheletri di Ebrei deportati.


L'Africa sud-Occidentale e l'esperienza Herero hanno contribuito alla conformazione dell'ideologia tedesca della superiotà razziale che alimenterà i successivi genocidi. Dei maestri eminenti del nazista Josef Mengele, chiamato l'Angelo della Morte, Theodor Mollison e Eugen Fischer vi effettuano delle ricerche, rispettivamente nel 1904, l'anno del genocidio herero e nel 1908. Le idee del celebre dottor Fischer fervido teorico della superiorità razziale e dell'eugenetica, futuro pensatore tra tanti altri del genocidio Ebraico, ebbero un funesto e nazionale destino. Nel 1923, imprigionato nella fortezza di Landsberg, Hitler se ne ispirerà per scrivere il suo Mein Kampf.

 

Bisogna dire che gli studi del dottor Fischer sugli Herero lo avevano condotto al disprezzo dell'ibridazione razziale sinonimo di imbastardimento dei superiori, osservazioni che è lecito pensare egli deve aver fatto a partire dagli ibridi conseguenti  alle relazioni sessuali- spesso degli stupri- tra Tedeschi ed Herero. Insegnò le sue teorie ai quadri SS dell'Università di Berlino di cui fu rettore ed in cui contò tra i suoi studenti un famoso nazista, il sunnominato Mengele.

 

L'Africa Sud-Occidentale ha egualmente apportato una certa eredità sociale nelle classi dirigenti naziste. Henrich Goering, il padre di Hermann Goering che sarà uno dei più alti dignitari del Reich nazista, fu il primo governatore civile della colonia. Ricordiamo che Hermann Goering fu il creatore della polizia segreta di Stato, la tristemente famoso Gestapo che egli creò nel 1933 quando era ministro dell'interno della Prussia.

 

Il genocidio Herero forniva dunque un'ideologia razziasta collaudata, delle pratiche di sterminio ed un sistema concentrazionario burocratizzato, inedito ed abominevole. Delle risorse umane di inquadramento dell'ideologia genocidiaria sorsero anche nel solco della Namibia. Gli Herero sono la memoria dei genocidi del XX secolo, sono serviti a loro insaputa da terreno di prova di un orrore che si sviluppera su scala più vasta, il nazismo. Ogni commemorazione dei genocidi non potrebbe fare a meno di questo antenato dell'Afriva del Sud-Occidentale dell'epoca coloniale europrea, la Namibia attuale.

 

Gli Herero hanno formulato delle domande di riconoscimento del loro genocidio allo stato tedesco, comprensivo di riparazioni finanziarie. Un imbarazzo sembra continuare ad infastidire i dirigenti tedeschi che, se si sono pronunciati per un riconoscimento dei massacri circa lo sterminio degli Herero si rifiutano di affrontare la questione dell eriparazioni finanziarie. Questa richiesta è stata presentata anche agli enti economici che probabilmente beneficiarono della servitù degli Herero, soprattutto alla Deutsche Bank chiamata in tribunale per delle riparazioni valutate dai Discendenti delle vittime a 2,2 miliardi di dollari.

 

Ze Belinga

 



[Traduzione di Ario Libert]

 

 

Fonti:

Quest'articolo è basato sui lavori ed argomentazioni di: Tristan Mendès France e Joël Kotek.

Vedere anche il Film Les Héréros, le génocide oublié [Gli Herero, il genocidio dimenticato],  de Tristan Mendès France.

Leggere anche l'opera di Ingolf Diener, Namibie, une histoire, un devenir [Namibia, una storia, un avvenire], Editions Karthala, Parigi, 2000.


Su internet: www.lautresite.com



LINK al post originale:

Génocide Hereros et Camps de Concentration Allemands: Le Nazisme faisait ses classes en Afrique



LINK pertinenti alla tematica:

Rosa Amelia Plumelle-Uribe. Dalla barbarie coloniale alla politica nazista di sterminio

Il vero ruolo dei missionari durante l'epoca coloniale

All'origine del Genocidio amerindiano: colonialismo e industrializzazione

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