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26 luglio 2011 2 26 /07 /luglio /2011 21:12

Göbekli Tepe

 

 

 

Gopekli_Tepe--ricostruzione.jpg

Il più antico tempio del mondo


 

di Phil Coppens

 

 

Un tempio antico di 12.000 anni che è oggetto di scavi in Turchia sta riscrivendo la storia. Sembra appartenere ad una civiltà più vasta sino ad ora sconosciuta e che si sta scoprendo lentamente.

 

 

 

 

Turkey_location_map.svg.png

 

 

 

Cinque millenni ci separano dalla nascita dell'Egitto antico verso il 3100 a. C. Aggiungiamo ancora cinque millenni e siamo nel 8100 a. C., l'inizio dell'era del Cancro. Aggiungiamo un altro millennio e mezzo ed otteniamo la data in cui Göbekli Tepe, è stata costruita negli altipiani della Turchia vicino alle frontiere irachena e siriana.

 

 

 

gobeklitepe_nov08_11.jpg

 

 

Archeologicamente classificato come sito preceramico, un periodo neolitico (verso il 9.600-7.300 a. C.), il tempio più antico del mondo è situato nella prima parte di quest'epoca ed è stato datato al carbonio 14 al 9.500 a. C. È l'epoca in cui sarebbe sparita l'Atlantide di Platone. Ed è stato costruito 5.000 anni prima dell'emergere di ciò che molti considerano come la civiltà più antica Sumer, non molto distante da Göbekli Tepe quando si discende l'Eufrate e si lasciano gli altipiani dei monti Taurus in Turchia.

 

 

Ricostruzione 3D di Göbekli Tepe 

 

Göbekli Tepe è un sito incredibile. David Lewis-Williams, professore di Archeologia all'Università di Witwatersrand a Johannesburg, dichiara che "Göbekli Tepe è il sito archeologico più importante del mondo". Si tratta di una piccola collina all'orizzonte, a 15 chilometri a nord-ovest della città di Sanliurfa, più comunemente conosciuta con il nome di Urfa, che è stata legate con l'Abramo biblico (alcuni pretendono che Urfa era la città di Ur menzionata nella Bibbia) e che ha un tempo accolto il Santo Mandylion, on legame con la Passione del Cristo. Anche conosciuto con il nome di Edessa, Urfa è sul bordo della zona piovosa dei monti Taurus, fonte del fiume che attraversa la città e raggiunge l'Eufrate. Urfa era (ed è ancora) un'oasi, il che potrebbe spiegare perché Göbekli Tepe è stata costuita nelle vicinanze. Una statua di grandezza naturale in calcare che è stata trovata ad Urfa, presso lo stagno Bailli Gol, è stata datata al carbonio 14 tra i 10.000 e 9.000 anni a. C., il che ne fa la più antica scultura in pietra mai scoperta. I suoi occhi sono fatti di ossidiana.
Goebekli_Tepe_sito_satellite.jpgSito Göbekli Tepe.

Un vecchio pastore curdo, Savak Yildiz, ha scoperto la vera natura di Göbekli Tepe nell'ottobre del 1994, quando, scorgendo qualcosa, ne rimosse la polvere che espose una grande pietra di forma oblunga. Uno scavo del sito era stato effettuato dall'archeologo americano Peter Benoît nel lontano 1963, ma identificò la zona come un cimitero bizantino. Quando gli scavi dell'archeologo tedesco Harald Hauptmann e Adnan Misir e Eyüp Bucak del Museo di Urfa hanno iniziato nel 1995, hanno subito capito che il sito era qualcosa di più.

il_vecchio_pastore_Savak-Yildiz.jpgIl vecchio pastore Savak Yildiz.

 

Göbekli Tepe è una serie di strutture di circoli ed ovali situati soprattutto sui pendii di una collina, conosciuta con il nome Göbekli Tepe Ziyaret. "Ziyaret" significa "visita", ma questo è spesso escluso da questo nome. Alcuni traducono "Göbekli Tepe" con "Ombelico del Mondo", "Göbek" non significa "ombelico" o "ventre" e "Tepe" significa "colline", la traduzione più corretta del nome del sito deve essere "la collina panciuta".

 

I media sensazionalisti hanno fatto per di più dei tentativi per legare Göbekli Tepe con il giardino biblico  dell'Eden. Göbekli Tepe è molto antica, ma non è unica, né un giardino. Tuttavia, durante gli ultimi 50 anni, l'epoca dell'inizio della civiltà è stata progressivamente spostata indietro rispetto all'ascesa della civiltà sumera sino alla costruzione di Göbekli Tepe. Ahimé, questo spostamento non ha ricevuto l'attenzione che meritava.

 

 

Retrodatare la nascita della civiltà 

 

 

La scoperta della biblica città di Gerico e delle sue mura in pietra, datata a circa l'8.000 a. C. fu la prima a sospingere la data di nascita della "civiltà". ‘Ain Ghazal che è spesso considerata come un sito gemello di Gerico con i suoi 15 ettari, è il più grande sito neolitico del Medio Oriente ed è quattro volte più grande di Gerico. L'americano Gary O. Rollefson, il suo principale archeologo, è stato capace di datare la città al 7.250 a. C., ed esistono prove che l'agricoltura nella regione risale al 6.000 a. C. più tardi della creazione della città stessa. Al suo apogeo, 2.000 persone vivevano a Ain Ghazal.


Ain_Ghazal.jpgSito di Ain Ghazal

 

 

 

ainghazal_statua.jpgStatua di divinità o antenati da Ain Ghazal

 

 

 

Tuttavia, nel 5.000 a. C. la città è completamente deserta. Trenta statue sono state scoperte, misuranti dai 35 ai 90 centimetri, sono degli esseri umani apparentemente, ma che potrebbero rappresentare delle divinità o gli spiriti degli antenati. La scoperta di Gerico dà ulteriore peso all'argomento secondo il quale la Bibbia è storia, non un mito. Ma quando si viene a sapere successivamente che esistevano anche dei siti più antichi di Gerico, "sfortunatamente" che non si trovano in Palestina, ma più a nord, in Anatolia, nel sud-est della Turchia, l'interesse dei media per queste nuove scoperte sembra esaurirsi.

 

Il più famoso di questi siti è Çatal Höyük. È stato scoperto nel 1958 dall'archeologo britannico James Mellaart, che ha cominciato gli scavi nel 1961 e che ha infine datatoil sito tra il 7.500 ed il 5.700 a. C. È il più grande ed il meglio conservato dei siti neolitici scoperti sinora. Mellaart lo ha descritto come una "Roma del neolitico", ed essa è veramente degna di questo nome: "città". Le sue costruzioni mostrano dei segni evidenti che i suoi abitanti possedevano una religione, etichettata da alcuni come un culto della Dea Madre, benché questa teoria sia stata oggetto di numerose controversie.


catal_huyuk_metropoli_neolitica.jpgIl sito neolitico di Çatal Höyük, 6.500-5.500 a. C.

 

 

 

Ciò che sappiamo, è che i morti erano sepolti sotto il pavimento degli edifici, e che molte di queste strutture contengono delle rappresentazioni di tori. Alcune persone hanno anche lasciato intendere che esiste probabilmente un'origine comune tra Çatal Höyük e la civiltà minoica di Creta, a dispetto del fatto che le separino 3.000 anni.


toro_Creta.jpgCreta, Ryton a testa di toro, 1.500 a. C.

 

 

Çatal Höyük era la prima di alcune scoperte che hanno svelato lentamente la storia antica della regione turca. Göbekli Tepe non è che uno dei numerosi siti molto antichi ed è il più antico scoperto sino ad oggi. Tuttavia, l'esistenza di questi siti non è stata segnalata che sulla stampa specializzata, benché ogni sito abbia un carattere sensazionale.


creta_tauromachia.jpgCreta, scena di tauromachia.

 

 

 

creta_monumento_corna_taurine.jpgCreta, monumento a forma di corna taurine

 

Il sito di Çayönü, situato a circa 96 chilometri da Göbekli Tepe, è conforme ad una concezione che è nota come "pianta a griglia". Ciò rivela che una pianificazione minuziosa entrò nella sua costruzione. Gli Americani Linda e Robert Braidwood, in collaborazione con l'archeologo turco Halet Cambel, hanno cominciato a scavare Çayönü nel 1964 ed hanno constatato che i piani delle costruzioni erano fatte di granito (calce viva e argilla), anche se al momento della scoperta, si pensò che ciò era stato utilizzato dapprima dai Romani. Il sito ha anche rivelato l'utilizzo di metalli e la prima prova della fusione del rame, benché alcuni sostengano, tuttavia, che il rame sia stato martellato a freddo piuttosto che fuso. L'utilizzazione del rame non è una sorpresa totale, perché il sito è a portata dei giacimenti di minerale di rame (ed anche di ossidiana) di Ergani nella vicina provincia di Diyarbakir. E tutto ciò in un sito datato tra il 7500-6600 a. C. Çayönü è spesso considerato come il sito in cui cominciò l'era che doveva approdare a Çatal Höyük.


cayonu.jpgIl sito di Çayönü, distante appena 96 km da Göbekli Tepe (7500-6600 a. C.).


Çayönü presenta delle prove dei primi porci da allevamento, ma ha rivelato anche un tesoro di crani umani, se ne scoprirono sotto un altare, a forma di lastra e macchiato di sangue umano. Alcuni hanno concluso che si trattava di un'indicazione di sacrificio umano, mentre altri non hanno voluto trarre questa conclusione avendo a disposizione un solo tipo di questo manufatto. Altre prove archeologiche suggeriscono che alcune persone sono state uccise in enorme fosse della morte, mentre dei bambini sono stati sepolti vivi dentro pozzi o grandi contenitori di bronzo. Çayönü è dunque una civiltà, ma forse non come ci piacerebbe conoscerla.


Un altro sito importante è Nevali Cori, nella provincia di Hilvan tra Diyarbakir e Sanliurfa. Qui, gli scavi di Harald Hauptmann sono iniziati nel 1979 ed egli ha potuto scoprire delle statue di pietra calcarea. Nel 1991, il sito è stato sommerso da un lago dopo la costruzione della diga Atatürk. Condivide numerosi paralleli con Göbekli Tepe ed è datato tra il 8400-8000 a. C. Tutti gli oggetti ritrovati sono ora nei musei, compresa una testa a forma d'uovo a grandezza naturale con delle orecchie rozze ed una coda di cavallo scolpita, essa fu ritrovata in una nicchia al centro di un muro nord ovest. Fatto interessante, la coda di cavallo è infatti un serpente a fregio che termina  con un fungo a forma affusolata. Qualsiasi cosa essa cerchi di rappresntare, l'archeologo tedesco Klaus Schmidt pensa che si tratti di un idolo.

 

nevali_cori.jpegSito di Nevali Cori.

 

 

 

 

 

god-sikha.jpgTesta da Nevali Cori


Nevali Cori ha preparato il terreno a Göbekli Tepe: poco tempo dopo la sua scomparsa sotto le acque, Göbekli Tepe è stata sommersa dalle sabbie. Numerosi sono coloro che sottolineano la forma a T, Dei pilastri di Göbekli Tepe come la "firma" del sito. Tuttavia, pilastri a T, sono stati trovati anche a Nevali Cori. Nevali Cori è più quadrato che di forma circolare, anche se una cinta quadrata è stata trovata a Göbekli Tepe, aussi. Benché esistano alcuni paralleli tra i due siti, i pilastri di Nevali Cori sono tuttavia più piccoli ed il suo santuario è situato nel cuore di un villaggio.

 

 

Il sito Göbekli Tepe rivelato


In paragone al sito di Göbekli Tepe è debole. L'autore britannico Andrew Collins ha paragonato la sua dimensione a quella di "tre campi da tennis". I suoi principali scavatori sono Klaus Schmidt e Harald Hauptmann dell’Istituto tedesco di archeologia, a Istanbul. Tutti i complessi a Göbekli Tepe che essi hanno scoperto sinora sono caratterizzati da strutture contenenti dei pilatri a T.


Schmidt.jpgL'archeologo tedesco Klaus Schmidt


 

Questi pilastri sono stati utilizzati come "delle tavole da disegno" e molti rappresentamo degli animali, con una preferenza evidente per i cinghiali, le volpi, dei rettili, dei leoni, dei coccodrilli e degli uccelli, così come per gli insetti ed i ragni. La maggior parte tra di loro erano intagliati sulle superfici piane dei pilastri. Tuttavia, alcuni sono delle sculture tridimensionali, di cui una scoperta, nel corso della stagione di scavi 2006, rappresenta un rettile che scende sul lato di un pilastro a T, il che dimostra che colui che ha creato quest'ultimo aveva padroneggiato l'arte della scultura su pietra su un piede di eguaglianza con quelle che, migliaia di anni dopo, vedremo a Sumer ed in Egitto.


gobekli_pilatri_a_T.jpgPilastri a T di Göbekli Tepe.


 

Sino ad ora, quattro complessi circolari, ovali sono stati scavati. Le mura sono fatte di pietra a secco e grezze e suoli terrazzati. L'interno delle mura hanno in genere alcuni pilastri a T divisi lungo queste stanze in un motivo raggiante, la profondità del pilastro normalmente contro o vicino al muro affinché le due facce principali del pilastro possano essere scolpite e viste da chiunque è presente all'interno del complesso. Un banco basso corre lungo tutto il muro esterno di ogni complesso.


Goebekli_Tepe_sito.JPGGöbekli Tepe, una struttura circolare con possenti pilastri a T.

 

Le strutture sono situate sul versante sud della collina, orientato approssimativamente nord-sud, con la loro entrata a sud. Tutti i pilastri a T sono stati ricavati da una cava di pietra sulla pendenza sud-ovest in basso alla collina. Uno dei pilastri è rimasto in situ nella cava, ha sette metri di lunghezza e tre metri di larghezza, e se fosse stato interamente scavato sarebbe pesato 50 tonnellate, ciò evidenza che la costruzione con pietre che pesano tonnellate non è iniziata in Egitto o in Inghilterra con Stonehenge.

 

Il complesso A, la prima struttura circolare ad essere stata scavata, è detta "l'edificio a colonne di serpente", perché le rappresentazioni del serpente prevalgono nelle sculture sui pilastri a T. Una è una rete di serpenti. Un altro pilastro, tuttavia, rappresenta una "triade" il toro, la volpe e la gru, posti uno sull'altro. Alcuni pilastri rappresentano soltanto un toro, altri soltanto una volpe, e così via.

 

 


Gobekli_tepe_serpenti.JPGGöbekli Tepe, rappresentazioni di serpenti


Gobekli_tepe_serpenti2.JPG

 


 

Rappresentazioni di serpenti a Göbekli Tepe

 


Il complesso B misura nove metri di diametro, misurato da est ad ovest e da 10 a 15 metri da nord a sud (parte ancora non scavato). È tuttavia il solo complesso scavato sino al livello del pavimento che rivela la superficie del terrazzamento. Due pilastri centrali hanno una grande volpe rappresentata su di essi. Il pilastro centrale, n° 9, è di 3,4 metri di altezza; il pilastro n° 10 è di 3,6 metri di altezza, il loro peso è di 7,1 e 7,2 tonnellate rispettivamente. Il complesso è stato chiaramente concepito per ospitare questi pilastri monolitici, il che prova che i nostri antenati si trovavano a loro agio nel lavorare pietre gigantesche, e non soltanto nello scavo di cave ma anche nell'elaborazione e la decorazione. Gli archeologi pensano che 200 pilastri a T erano in origine a Göbekli Tepe. Se ognuno pesava "soltanto" cinque tonnellate, ciò significherebbe che 1000 tonnellate di pilastri sono sttati estratti e decorati, e ciò sottolinea l'importanza del sito e lo sforzo che è stato fatto per crearlo.


gobekli_tepe_volpe.jpg

Rappresentazione di una volpe su un pilastro

 

Il complesso C è chiamato "il cerchio del cinghiale", perché descrive alcuni maiali selvatici. Restano nove pilastri intorno il muro, ma alcuni sono stati rimossi ad un certo momento in passato. Un pilastro mostra una rete di uccelli. Più tardi, altre culture sono conosciute per aver catturato delle gru migratrici nelle reti, ciò potrebbe essere un'usanza che si praticava molto prima di quanto si fosse creduto sinora?

 


gobekli_cinghiale.jpgRappresentazione di un cinghiale su una stele a T

 

 

Il complesso C è interessante perché una pietra a forma di U è stata trovata lì, e si ritiene che essa possa essere stata la pietra d'accesso. Questa pietra ha un passaggio centrale di 70 centimetri di larghezza, ed un lato della U è sormontata da una rappresentazione di un cinghiale; l'altro lato è purtroppo mancante. Ancora una volta, la forma a U ed il cinghiale sottolineano le competenze tecniche degli artigiani nella scultura, il che è dimostrato ancor più sul pilastro n° 27, che raffigura la creatura rettile tridimensionale citata prima. Questa scultura complessa potrebbe essere considerata come su un piede di eguaglianza con il David di Michelangelo.

 

gobeklitepe_uccelli.jpgRappresentazione di uccelli


 

Il complesso è chiamato "lo zoo dell'Età della Pietra". Il pilastro n° 43 presenta degli scorpioni, ed alcuni pilastri sono infatti così abbondantemente decorati, molto più intensamente che negli altri complessi, tanto che Zoo "è del tutto una buona descrizione". Una volta ancora, vi sono due pilastri, i n° 18 e 31, molti altri pilastri rivelano dei simboli, come uno a forma di lettera H così come di una H ruotata di 90°. Il sito ha rivelato altri simboli, più precisamente una croce, una semi-luna decrescente e delle barre orizzontali, la prova che l'origine della scrittura è probabilmente molto più antica di quanto si pensi. Il pilastro n° 33 è la protagonista del complesso. Schmidt dichiara che le sue forme su questo pilastro sono vicine ai geroglifi egiziani, da cui egli pone l'esistenza di un linguaggio pittografico durante il decimo millennio a. C.


malta_mnjandra_temple.jpgMalta, tempio a forma ovale

 

Insieme questi quattro pilastri e gli altri, rimasti intatti sono una serie di elissi e somigliano alla disposizione a forma ovale dei complessi dell'età della pietra ritrovati a Malta. Ciò è tanto più notevole in quanto le forme ovali di Malta sono state considerate come uniche, benché alcuni megalitici in Sardegna presentino ugualmente alcune tendenze alla forma ovale ma non così nettamente come a Göbekli Tepe.


sardegna_Giara_S_Vittoria.JPG

Sardegna Giara S. Vittoria

 

 

 

sardegna_Su-Nuraxi.jpgSardegna, Su-Nuraxi


Un tempio di "pietra" più in basso sul pendio è anch'esso di forma ovale ed ha un'apertura verso la camera di "sepoltura". Considerando che in altri siti queste aperture sono così strette che gli uomini non possono penetrarvi all'interno, qui è abbastanza ampio da poterci entrare. Da un'altra parte sul sito, sul versante nord della collina, vi è una costruzione rettangolare chiamata "la costruzione con la colonna di leone". I suoi quattro pilastri hanno delle rappresentazioni di esseri leonini, che potrebbero anche essere delle tigri o dei leopardi. Un pilastro ha un graffito di 30 centimetri di altezza che rappresenta una donna rannicchiata che sembra partorire.

 

 

gobekli_leone_altorilievo.jpg

Rappresentazione di un leone in rilievo a Göbekli Tepe

 

 

 

 

 

 

 

gobekli_leone_bassorilievo.jpgRappresentazione di un leone in bassorilievo a Göbekli Tepe

 

 

 


gobekli-tepe-lady.jpgLa Signora di Göbekli Tepe

 

 

 

Speculazione su Göbekli Tepe

 

 

Gli scavi di Göbekli Tepe sono sempre in corso. Soltanto un quarto dei 200 pilastri a T sono stati scoperti sino ad ora, e tutte le strutture non sono state rinvenute. In breve, altre sorprese possono venire ancora fuori. È dunque presto per trarre delle conclusioni importanti, ma cosa può rappresentare tutto ciò? Il sito dimostra definitivamente che l ecose che ci sembravano molto più recenti sono molto più antiche e tutte le persone presenti in un solo sito, situato in una regione che mostra che una civiltà degna di questo nome esisteva là, durante il X millennio a. C., millenni prima di quanto lo si sarebbe potuto supporre soltanto alcuni decenni prima. Klaus Schmidt ha qualificato Göbekli Tepe come "primo tempio" ed un "santuario del cacciatore dell'età della pietra". Egli vede il sito nel quadro di un culto della morte, non specificatamente legato ad un gruppo sedentario, ma è una specie di santuario centrale per molte tribù viventi nella regione. Si pensa che gli animali scolpiti siano lì per proteggere i morti. A Çayönü, come detto poco sopra, una sola struttura dispone di una cava in cui è stata constatata la presenta di crani umani e di ossa. Sino ad ora, tuttavia, a Göbekli Tepe non vi è prova di alcuna abitazione, sembra dunque essere stata puramente un centro religioso.

 

Una volta ancora, sembra che, così come era per gli antichi Egiziani, la civiltà che ha costruito Göbekli Tepe aveva molto più considerazione per i suoi edifici religiosi che per ogni altra struttura di carattere "pratico" o più materialista. Eppure sino ad oggi, il solo Complesso B è stata scavato sino al livello del suolo, non si è scoperto nessuna tomba o nessuna sepoltura. Alcuni hanno espresso delle critiche sul fatto che i cacciatori-raccoglitori abbiano potuto creare una struttura come quella di Göbekli Tepe. Le numerose punte di freccia in silice (e la mancanza di utensili da costruzione) trovate intorno al sito sembrano appoggiare questa critica, e si potrebbero anche concepire questi oggetti nel quadro di cacce sacre piuttosto che nel quadro delle attività quotidiane per mettere procurarsi il nutrimento.

 


Un poetico video dedicato a Göbekli Tepe

con eccellente brano musicale

 

 


Schmidt sostiene che i cacciatori-raccoglitori si sarebbero radunati in questi luoghi durante certi periodi dell'anno. Se questi incontri erano determinati da cicli solari o lunari, lo si ignora, ma è tuttavia una questione interessante su cui meditare. Allo stesso modo si può logicamente concludere che coloro che hanno costruito il sito vi vivevano e avevano una risorsa dedicata fornita da altri che li hanno sostentati nei bisogni alimentari e di alloggio. Gli archeologi hanno stimato che sino a 500 persone sarebbero state necessarie per estrarre i pilastri di 10-20 tonnellate e per spostarli dalla cava alla loro destinazione, su una distanza che andava dai 100 ai 500 metri. Tuttavia, Schmidt pensa che il mantenimento della comunità dei costruttori è stata la vera ragione per la quale i nostri antenati hanno "inventato" l'agricoltura: essi hanno iniziato a coltivare le erbe selvatiche sulle colline per nutrire questa popolazione sedentaria. In breve, egli stima che "la religione ha motivato i popoli ad intraprendere una coltivazione agricola".

 

E manifestando un significato rituale, Göbekli Tepe, con i suoi grandi blocchi di pietra decorate con gusto, rivela che i suoi creatori avevano una straordinaria capacità e familiarità con l'arte muratoria e la scultura. Che i nostri antenati nel 10.000 a. C. siano stati così abili è una scoperta archeologica che cancella convinzioni durate a lungo sull'origine della civiltà. In quanto alle sculture, perché alcuni animali sono stati scelti e altri no? Perché le rappresentazioni non sembrano avere un'organizzazione chiara ed evidente, ma sembrano essere una raccolta casuale? La verità è: non lo sappiamo. Nelle civiltà successive, tutti questi animali hanno ricevuto degli attributi divini. Alcune culture hanno scelto di dipingere dei serpenti perché questi naimali cambiano la pelle, che essi consideravano simbolo di rinascità. Altre hanno optato per lo stesso animale per motivi diversi. Sino ad ora, non c'è alcun mezzo per conoscere le credenze dei creatori e di coloro che risiedevano a de Göbekli Tepe.


Alcuni osservatori hanno evidenziato che alcune delle gru sono dipinte con ginocchia simili a quelli degli uomini ed hanno suggerito che una forma di sciamanesimo è stato praticato in questo tempio. I siti fratelli hanno rivelato delle sculture rappresentanti un intreccio animale ed umano, in particolare quella con un corpo di uccello ed una testa umana. Gli Egiziani, migliaia di anni dopo, hanno utilizzato questo simbolo come uno geroglifico rappresentante il ba, l'anima dell'uomo liberata dal corpo al momento del decesso o durante il volo sciamanico.

 

Andrew Collins ha particolarmente insistito sul potenziale sciamanico di questi siti nell'attuale Turchia. L'immagine della donna nuda menzionata precedentemente descrive i suoi capelli a forma di cappella di fungo. Il lato di un pilastro a Göbekli Tepe comporta una serie di serpenti dalla testa a forma di fungo, quattro che scendono verso il basso ed un quinto che sale loro incontro, mentre l'altro mostra alcuni serpenti allacciati tra di loro che portano delle cappelle di fungo, otto emergono sulla cima ed un nono in basso. È questa la prova di un rituale implicante i funghi allucinogeni o sostanze simili che alterano la psiche?


Jerf-el-Ahmar.jpgSito di Jerf el-Ahmar


 

Delle ossa di avvoltoio sono state trovate a Nevali Cori, Göbekli Tepe e Jerf el-Ahmar (in Siria). Un sito di grotta comunitaria, Shanidar, nei monti Zagros nel nord dell'Iraq, conteneva una serie di ali di uccelli recise ricoperte di ocra rossa. I resti sono stati datati al 8.870 a. C. Le ali si presumono siano state utilizzate in alcune cerimonie, ma come resta ignoto.

 

shanidar.jpgGrotta di Shanidar

 

 


Catal_Hoyuk_avvoltoi.jpgRappresentazione di avvoltoi da Çatal Höyük.

 

 

 

Tuttavia, si sa che, in un passato remoto, la gente di questa regione poneva i corpi dei morti su delle grandi strutture e lasciavano che gli avvoltoi mangiassero la carne dei morti. Le rappresentazioni di una tale scarnificazione neolitica sono state trovate su un affresco a Çatal Höyük. Fatto interessante, delle ossa umane sono state recentemente trovate nel suolo che riempivano le nicchie dietro i megaliti a Göbekli Tepe. Schmidt afferma: "... gli antichi cacciatori portavano i cadaveri dei parenti qui, e li esponevano in nicchie aperte tra le pietre. I cadaveri erano in seguito scarnificati. "Non soltanto gli avvoltoi ma anche gli animali selvatici sembrano aver preso parte a questo rituale. Questo può spiegare perché un così gran numero di animali è rappresentato sui pilastri a T: forse il popolo che ha costruito questi siti ha creduto che "qualcosa" dei morti viveva in questi animali.


scarnificazione.jpgScarnificazione rituale.

 

Culla della civiltà

 

 

Sappiamo che Göbekli Tepe ed i suoi siti fratelli hanno respinto l'età delle costruzioni monolitiche, molto più lontano nel tempo. In precedenza, abbiamo cercato dei monumenti come Stonehenge e le piramidi d'Egitto, ma ora,constatiamo che i nostri antenati hanno trasportato delle pieter massicce per le loro costruzioni 12.000 anni fa circa. Anche se una struttura come la Sfinge fosse improvvisamente ritrovata e risalente a 10.000 anni fa, la reazione immediata sarebbe ora: "E allora? non è unica". D'altronde, se le date di alcuni di questi siti in Turchia anticipano il tempo presunto dal calendario degli avvenimenti come la scomparsa di Atlantide o il Diluvio Universale, ciò significa che questi antenati più antichi non possono essere considerati come "sopravvissuti di un diluvio".

 

La nostra storia antica è diventata molto più interessante e complessa. Le culture che sono seguite alla creazione di Göbekli Tepe hanno addomesticato i porci, le pecore, i bovini e le capre e le specie di cereali coltiva come il farro. Infatti, una recente analisi ha dimostrato che la prima cultura di cereale addomesticato è avvenuta a Karacadag, una montagna a 32 chilometrida Göbekli Tepe. Gli altri cereali addomesticati, come la segale e l'avena provenivano anch'essi da qui. Secondo Schmidt, quest'avventura è iniziata verso l'8000 a. C.

 

È facile ed allettante considerare questa regione come "la culla della civiltà", ma il fatto è che è già stato provato che il mais è stato concepito in Messico all astessa data, sottolineando il modo in cui le frontiere della "civiltà" sono respinte sui due continenti. Infatti, esistono delle prove che le pecore di Barbaria sono state allevate dai nostri antenati nel nord Africa sin dal 18.000 a. C. Inoltre, alcuni semi di farro sono stati trovati sul sito palestinese di Nahal Oren, che suggerisce che la coltivazione di questa pianta è avvenuta sin dal 14.000 a. C.

 

È chiaro, ad ogni modo che Göbekli Tepe non è isoalata. Può ricevere molta attenzione, ma un altro sito, Karahan Tepe, a 63 chilometri ad est di Urfa sui monti TEKTEK, merita attenzione. Scoperto nel 1997 e studiato dall'archeologo Bahattin Çelik della Società di storia turca, è stato datato tra il 9.500-9.000 a. C. C'è un certo numero di pilastri a T, così come degli altorilievi di un serpente e altre sculture simili a quelle di Göbekli Tepe. Coprendo una superficie di 325.000 mq, Karahan Tepe è molto più grande di Göbekli Tepe. I pilastri di pietra sono distanziati ad 1,5 a 2,0 metri e sporgono dal terreno, aspettando che un archeologo li porti del tutto alla luce. Altre pietre scolpite includono un torso martoriato di un uomo nudo e della pietra levigata con forme di capre, gazzelle e conigli.

 

È Troppo presto per trarre delle conclusioni straordinarie su questi siti, a parte il fatto che la nostra storia non è più così come la conoscevamo. Ma proprio come Gerico ha in parte dimostrato che la Bibbia contiene dei fatti storici, questi siti possono anch'essi dimostrare alcuni dei miti sumerici, che affermano che l'agricoltura, l'allevamento e la tessiturasono stati dati all'umanità da sacro monte Du-Ku, che era abitato dalle divinità Annuna. Benché sia poco probabile che questa montagna sia stata Göbekli Tepe, siamo probabilmente nelle vicinanze del monte Taurus.


Intorno all'8.000 a. C., i discendenti dei creatori di Göbekli Tepe si ribellano contro le realizzazioni dei loro antenati ed il loro tempio è stato sepolto sotto tonnellate di terra, creando così la collina artificiale, il "ventre", che vediamo oggi. La ragione per la quale essi hanno fatto ciò è sconosciuta, benché la decisione ha conservato il monumento per i posteri, benché ciò implicò anche una quantità straordinaria di tempo e di fatica. Schmidt sostiene che il paesaggio locale ha cominciato a cambiare durante quest'epoca:che gli alberi venivano abbattuti, il suolo cominciò a perdere la sua fecondità, la regione è diventata arida e nuda, e le persone erano costrette a spostarsi altrove. Forse è in questo momento che essi hanno cominciato la loro discesa e che, mille anni dopo, fondarono ciò che chiamiamo la civiltà sumera? Un tale scenario è soltanto una delle possibilità.

 

Anche nell'Egitto antico, delle costruzioni religiose erano spesso abbandonate se non smantellate dopo un certo periodo perché appartenevano ad un "ciclo" di tempo particolare oramai trascorso. Se questo fosse il caso di Göbekli Tepe, ciò vorrebbe dire che la conoscenza dell'astronomia* è più antica di molti millenni. Gli ultimi cinque anni hanno così radicalmente modificato la nostra comprensione del periodo tra il 10.000 ed il 4.000 a. C., più precisamente il livello di "civiltà" che i nostri antenati avevano raggiunto durante quest'epoca, che ciò non dovrebbe essere del tutto una sorpresa. E sembra che sia un dato di fatto che da qualche parte, delle città, ancora più antiche siano in attesa di essere scoperte.

 

Tuttavia, è altrettanto chiaro che entrare nella mentalità di questi cacciatori-raccoglitori, come essi vedevano questi animali e ciò che essi credevano accadesse dopo la morte, è un argomento difficile, che richiederà anni di studio. Ahimè, è un campo in cui pochi archeologi osano arrischiarsi, e molto probabilmente, essi salteranno da un sito all'altro, come hanno fatto per molti decenni, e scopriranno "soltanto" il fatto che la civiltà è molto più antica di quanto non lo si era supposto. Già altri siti sono in competizione con Göbekli Tepe. Il sito menzionato in precedenza Jerf d’el-Ahmar, situato lungo l'Eufrate in Siria, è stato datato tra il 9.600-8.500 a. C. Altri siti presenteranno certamente presto le loro candidature. È probabile che tutti riveleranno di fare parte della nostra storia, ma non così come la conosciamo.

 

 


Phil Coppens

 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

* Più che dell'astronomia in termini generici, del meccanismo della precessione degli equinozi, concetto centrale e fondativo della mentalità arcaica di tutte le culture mondiali, nozione trasmessa esotericamente sino ai nostri giorni attraverso il mito, l'iconografia sacra, l'architettura e l'urbanistica. Cfr. Giorgio de Santillana, Il mulino di Amleto e l'opera pionieristica "soppressa" di Charles François Dupuis L'Origine de tous les cultes del 1795 (nota del traduttore).

 

 

 

 

 

LINK al post originale:

Göbekli Tepe: the world's oldest temple

 

 

LINK al post francofono:

Gõbekli Tepe: le plus vieux temple du monde

 

 

 

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