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29 marzo 2011 2 29 /03 /marzo /2011 13:37

A Malta, dei templi megalitici tra i più antichi del mondo



 

Satelite_image_of_Malta.jpgL'arcipelago maltese visto dal satellite.


Bertrand Galimard Flavigny

Anne Jouffroy

 

L'arcipelago di Malta offre ai suoi visitatori i più grandi monumenti megalitici del mondo. L'immagine di Malta è legata ai cavalieri di san Giovanni di Gerusalemme, però Malta esisteva ben prima; ne sono testimoni i suoi straordinari siti megalitici che datano dal 5.000 a. C.
malta--acquarello-di-Jean-Houel--XVIII-secolo--.jpg
Acquarello di Jean Houel, XVIII secolo.

voyage.jpgIl primo degli autori ad interessarsi ai monumenti megalitici di l'incisore Jean Houel (1735-1813) che, del suo passaggio a Malta nel 1770, ha lasciato numerose tavole nella sua opera Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari.

 

Ggantija_Temple_outline.gifQuesti templi così poco conosciuti sono le rovine monumentali di un'antica e misteriosa civiltà apparsa nel neolitico. Esse attestano che l'arcipelago di Malta (Malta, Gozo, Comino e la rocca di Filfa) ha conosciuto un alto grado di sviluppo per l'epoca. Siamo tra il 4.500 ed il 2.500 a. C.: due millenni di prodezze architettoniche e questo all'alba di quel che doveva essere la grande civiltà di Creta!

Tra gli specialisti, numerosi sono coloro che pensano che Creta sia, in una certa misura, debitrice di Malta. Non si sa quali divinità siano state adorate in questi strani templi la cui pianta elissoidale non ha equivalenti in nessun'altra architettura antica. Non abbiamo nessuna traccia di questi formidabili costruttori. Si hanno soltanto delle ipotesi! Più si avanza nel tempo, più i punti di riferimento si moltiplicano e più le testimonianze sono affidabili. Durante l'ultimo millennio prima della nostra era, Malta è stata colonizzata dai Fenici poi dai Greci: quest'ultimi la battezzarono "Melite", isola del miele, o isola del rifugio (se come alcuni sostengono la parola "melite" è un adattamento greco della parola semita "malat" e cioè rifugio). Su questo punto nessuna certezza.

Gozo, la seconda isola dell'arcipelago 

gozo.jpgDopo La Valetta, basta una mezz'ora di macchina e prendere un traghetto per una traversata che dura una ventina di minuti per giungere a Gozo, la seconda isola dell'arcipelago. Piena di fascino e considerata per la sua dolcezza di vivere, Gozo è il "Mezzogiorno" di Malta, che guarda con tenerezza la sua piccola gemella perché questa piccola isola di 67 km² è un po' l'anima dell'arcipelago. Non fosse che perché vi si sente più spesso parlare Maltese che Inglese? I Gozitani sono molto fieri del loro territorio, della loro storia ed in particolare di aver accolto gli amori di Ulisse e di Calipso! Questa cittadella medievale costruita per proteggere la popolazione contro le razzie dei corsari barbareschi si trova a strapimbo su questa piccola borgata. Sfortunatamente a volte... le incursioni saracene penetravano sino alla cittadella: nel 1551, 7.000 Gozitani furono ridotti in schiavitù. Non ne rimasero molti sull'Isola! Dal XVIII secolo tutto si è calmato. Le baie di Gozo, le sue acque trasparenti, le sue grotte e le sue garighe costiere sono ridiventate tranquille e gli antiquari (cioè gli archeologi dell'epoca) hanno potuto scoprire a poco a poco i suoi templi megalitici che fanno, probabilmente, parte dei più antichi monumenti del mondo.

 

 

Le isole di Malta e di Gozo ospitano sette templi megalitici

 

 A Gozo, i due templi di Ggantija sono datati all'età del bronzo (5.000 a. C.). Li si chiama anche "Torre dei giganti". I blocchi di pietra esterni possono raggiungere i 6 metri di altezza.


Malta_Tempio_di-Ggantija-1-.jpgTempio di  Ggantija.

 

 

 

 

 

 

ggantjia-dall-alto.jpg

 Ggantija vista dall'alto


 

La popolazione conosceva questi ammassi di enormi pietre e immaginava che erano stati dei giganti che abitavano un tempo l'isola. Si raccontava che uno di questi giganti portava la pietra sulla testa e che suo figlio mangiava sempre delle fave.

 

Ta--Marziena.jpgTempio di Ta' Marziena.


 

A Gozo troviamo anche il tempio di Marziena, quello di Elme-Rama e Santa Verna e l'ipogeo del cerchio di Cha-Ra.


 

Santa_Verna.jpgTempio di Santa Verna.

 


Nell'isola di Malta si contano i templi di Hagar Qin che è il più elaborato. Domina il mare. È in una delle sue cinque sale ovali che fu scoperta la "Venere di Malta" (conservata al Museo nazionale di archeologia) ed altre statue.

Hager_Qim_001.jpgIngresso sussidiario del Tempio di Hagar Qin.


Malta_15_Hagar_Qim.jpgTempio di Hagar Qin



venere-di-Malta-da-Hagar-Qin.jpgVenere di Malta da Hagar Qin, Museo archeologico di Malta.



Mnajdra.jpgIl tempio megalitico maltese di Mnajdira, scoperto nel 1840.



 

 Il tempio di Tarxien è a forma di trifoglio. Le pietre mostrano delle spirali che raffigurano degli animali scolpiti in rilievo.


tarxien_aerial.jpg
Tempio di Tarxien, veduta aerea, 2.200- 1.800 a. C.



tarxien-spirali.jpgMotivi spiraliformi dal tempio di Tarxien.

Alla fine del V millennio a. C. una nuova ondata di coltivatori siciliani si installa sull'arcipelago. Questa società, nuova arrivata, apporta a Malta un nuovo rito funerario (già conosciuto nelle Puglie ed in Sardegna ed in Sicilia verso il 4.000 a. C.): degli ipogei, delle tombe collettive appaiono, scavate nel calcare.

malta--dea-3200-a-C.jpgDea madre maltese.

Queste tombe artificiali sono dapprima riservati ad un solo soggetto, sono allora dei semplici pozzi. Esse in seguito riservate a diversi individui di una stessa famiglia, poi di uno stesso santuario. Esse possono ricevere migliaia di spoglie! (7.000 individui recensiti ad Hal Saflieni, il più bello, il più grande dei "cimiteri-santuari").

Sleeping_Lady_Hypogeum_Hal_Saflieni.jpg
Malta, Dea dormiente.

È allora l'inizio dello scavo di grandi necropoli su diversi livelli con molteplici sale sotterranee e questo sino ai limiti fisici del carsismo.
Mnajdra--3000-a-C.jpgDivinità femminile maltese proveniente da Mnajdra, 3000 a C.

I riti funerari cambiano anch'essi e si svolgono in diverse "tappe": si passa dalle inumazioni primarie a riti più elaborati. La scoperta di nove statuette stilizzate in pietra calcarea dette "Bastoni dello sciamano" e di una statuetta dalle "divinità gemelle" confermerebbe dei riti di inumazione complessa con delle offerte deposte nelle tombe, per tutti gli antenati presenti nella sepoltura collettiva.

Malta--bastoni-di-sciamano.jpgMalta, Bastoncini dello sciamano.


Gozo

 

 

 

 

 

Grotte-di-G-ar-Dalam-a-Malta.jpg
Ghar Daalam, la "caverna delle Tenebre", una grotta che ospitò i primi abitanti dell'isola, degli allevatori, venuti senz'altro dalla Sicilia, verso il 4.000 a. C . Scavata da un fiume sotteraneo, la grotta misura circa 144 metri di profondità e si caratterizza per una configurazione particolare ad angoli retti. Queste sepolture collettive, e santuari sotteranei sono tra i monumenti megalitici più commoventi.

ipogeo-di-Hal-Saflieni.jpgIpogeo di Hal-Saflieni, 4.100- 3.800 a. C.


dea-di-malta-III-millennio.jpgDea maltese III milennio a. C.
 

 

 

 

 

 

 

 Anne Jouffroy è una storica, redattrice della rivista "Signature".


Bertrand Galimard Flavigny, è uno storico e bibliofilo.

 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

LINK: 
A Malte, des temples mégalithiques parmi les plus anciens du monde

 

 

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Published by MAX - in Gilania
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