Blog di controinformazione storico-critica dei processi teorico-politici connessi alla cancellazione di culture, civiltà, eventi, saperi e personalità ritenuti non degni di considerazione da parte dell'establishment.
L'arcipelago maltese visto dal satellite.
Il primo degli autori ad interessarsi ai monumenti megalitici di l'incisore Jean Houel (1735-1813) che, del suo passaggio a Malta nel 1770, ha lasciato numerose tavole nella sua opera Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari.
Questi templi così poco conosciuti sono le rovine monumentali di un'antica e misteriosa civiltà apparsa nel neolitico. Esse attestano che l'arcipelago di Malta (Malta, Gozo, Comino e la rocca di Filfa) ha conosciuto un alto grado di sviluppo per l'epoca. Siamo tra il 4.500 ed il 2.500 a. C.: due millenni di prodezze architettoniche e questo all'alba di quel che doveva essere la grande civiltà di Creta!
Dopo La Valetta, basta una mezz'ora di macchina e prendere un traghetto per una traversata che dura una ventina di minuti per giungere a Gozo, la seconda isola dell'arcipelago. Piena di fascino e considerata per la sua dolcezza di vivere, Gozo è il "Mezzogiorno" di Malta, che guarda con tenerezza la sua piccola gemella perché questa piccola isola di 67 km² è un po' l'anima dell'arcipelago. Non fosse che perché vi si sente più spesso parlare Maltese che Inglese? I Gozitani sono molto fieri del loro territorio, della loro storia ed in particolare di aver accolto gli amori di Ulisse e di Calipso! Questa cittadella medievale costruita per proteggere la popolazione contro le razzie dei corsari barbareschi si trova a strapimbo su questa piccola borgata. Sfortunatamente a volte... le incursioni saracene penetravano sino alla cittadella: nel 1551, 7.000 Gozitani furono ridotti in schiavitù. Non ne rimasero molti sull'Isola! Dal XVIII secolo tutto si è calmato. Le baie di Gozo, le sue acque trasparenti, le sue grotte e le sue garighe costiere sono ridiventate tranquille e gli antiquari (cioè gli archeologi dell'epoca) hanno potuto scoprire a poco a poco i suoi templi megalitici che fanno, probabilmente, parte dei più antichi monumenti del mondo.
Le isole di Malta e di Gozo ospitano sette templi megalitici
A Gozo, i due templi di Ggantija sono datati all'età del bronzo (5.000 a. C.). Li si chiama anche "Torre dei giganti". I blocchi di pietra esterni possono raggiungere i 6 metri di altezza.
Tempio di Ggantija.
Ggantija vista dall'alto
La popolazione conosceva questi ammassi di enormi pietre e immaginava che erano stati dei giganti che abitavano un tempo l'isola. Si raccontava che uno di questi giganti portava la pietra sulla testa e che suo figlio mangiava sempre delle fave.
Tempio di Ta' Marziena.
A Gozo troviamo anche il tempio di Marziena, quello di Elme-Rama e Santa Verna e l'ipogeo del cerchio di Cha-Ra.
Tempio di Santa Verna.
Ingresso sussidiario del Tempio di Hagar Qin.
Tempio di Hagar Qin
Venere di Malta da Hagar Qin, Museo archeologico di Malta.
Il tempio megalitico maltese di Mnajdira, scoperto nel 1840.
Motivi spiraliformi dal tempio di Tarxien.
Dea madre maltese.
Divinità femminile maltese proveniente da Mnajdra, 3000 a C.
Malta, Bastoncini dello sciamano. 
Ipogeo di Hal-Saflieni, 4.100- 3.800 a. C.
Dea maltese III milennio a. C.
Anne Jouffroy è una storica, redattrice della rivista "Signature".
Bertrand Galimard Flavigny, è uno storico e bibliofilo.
[Traduzione di Ario Libert]