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30 luglio 2009 4 30 /07 /luglio /2009 00:17



Le piramidi sono fatte di calcestruzzo?


Le pietre delle piramidi sono sintetiche e costruite con stampi



 

di Joseph Davidovits

Le piramidi di Giza hanno più di 5 milioni di blocchi di pietra calcarea, sino ad ora considerate pietre TAGLIATE, nuove prove mostrano che esse SONO STATE MODELLATE DENTRO DEGLI STAMPI con un calcestruzzo di calcare.


Questo sito Web (dell'Institut Géopolimerique), spiega come gli antichi Egiziani hanno costruito le piramidi utilizzando delle pietre artificiali che sembrano esattamente delle rocce naturali.

I blocchi di calcare sono stati modellati sul posto utilizzando una tecnologia avanzata che è andata perduta lasciandoci così un mistero nascosto all'interno delle pietre delle piramidi da migliaia di anni. Questa teoria getta sicuramente nuova luce su ciò che si è veramente verificato in Egitto durante questo periodo remoto.

Il fondo scientifico, includente le analisi, le formule, la fabbricazione delle pietre sono rivelate nel libro recentemente stampato
Geopolymer Chemistry & Applications in diversi capitoli, ad esempio i capitoli 5, 11, 13, 17 e 20. L'ultimo libro destinato al grande pubblico in francese di Joseph Davidovits est La nouvelle histoire des Pyramides, [Tr. it.: Il calcestruzzo dei faraoni, Profondo Rosso Edizioni, Roma, 2004].

Ministro e architetto del faraone Zoser:

Imhotep mentre costruisce una pietra.





Il grande sacerdote Imhotep ha inventato la formula chimica 5.000 anni fa.


Ideatore e costruttore della PRIMA PIRAMIDE della storia, la piramide a gradini di Saqqara…

Uno scienziaro francese ha risolto  l'enigma delle piramidi.



Il professore Davidovits mentre sta esaminando un blocco di calcare.


Il Professore JOSEPH DAVIDOVITS RISCOPRE ARI-KAT, L’ANTICA TECNOLOGIA DEGLI EGIZIANI.

Una riproduzione di dodici tonnellate di calcare di piramidi è stata eseguita all'INSTITUT GEOPOLYMERE a Saint-Quentin, Francia.



Tagliare la pietra è impossibile

Ricreazione in 3D delle pietre tagliate e trasportate utilizzando delle rampe.


Generazioni di studenti del mondo intero sono stati invitati ad immaginare delle immense squadre di lavoratori egiziani mentre tagliano delle pietre, le trasportano verso la piramide e le sollevano sino a quando ognuna sia stata posta nella sua esatta posizione. Ma come ciò è stato realizzabile?


La grande piramide di Cheope è composta di circa 2,5 milioni di blocchi, la maggior parte pesanti due tonnellate e potrebbero essere state trasportate da almeno sessanta uomini. Ma alcune pesano sino a 70 tonnellate e non si trovano alla base della piramide, ma all'incirca quaranta metri più in alto. Poiché gli antichi Egiziani non avevano ancora la ruota, avrebbero avuto bisogno di più di 2.000 uomini per trasportare ogni blocco.


Come avrebbe potuto essere eretta questa piramide nei 20 anni di regno del faraone Cheope? Per compiere questo compito almeno 400 blocchi al giorno avrebbero dovuto essere posti sin dal primo giorno dell'ascesa al trono del faraone.


Le centinaia di migliaia di uomini avrebbero lavorato simultaneamente- spalla a spalla- nello spazio di un semplice quartiere di una città moderna. Però ciò non è fattibile. In tali circostanze, gli uomini non avrebbero potuto muoversi. Come avrebbero potuto, gli antichi egiziani tagliare queste pietre che erano estremamente dure soltanto con il più primitivo degli strumenti? Tutt'al più, avrebbero potuto utilizzare delle seghe di rame e il rame è un metallo così tenero, incapace di tagliare i duri blocchi di calcare con cui sono state costruite le prime piramidi.


Come era possibile trasportare le grandi pietre quando la ruota non era stata ancora inventata e non c'era nessuna puleggia per sollevarle verso l'alto?


Se le pietre erano tagliate, come la maggior parte delle persone lo credono, dove sono i frammenti di pietre rotte, i residui? Il calcare si spezza facilmente. Tagliare 5 milioni di tonnellate di blocchi di calcare dovrebbe aver prodotto milioni di residui e frammenti rotti. Tuttavia, nessuna traccia è stata mai trovata.


Come ha potuto, una civiltà senza metalli duri, tagliare milioni di blocchi della grande piramide, con decine di lunghezze differenti e calcolate con precisione, allo scopo di piazzarli secondo uno schema in tutta la struttura per eliminare la formazione di giunture verticali?


Queste giunture tra i blocchi adiacenti, come hanno potuto essere realizzate con una tale perfezion? Le giunture tra milioni di blocchi hanno verticalmente e orizzontalmente appena più di 2 milimetri di larghezza. Come sono stati tagliati e livellati senza macchine dotate di motore elettrico o di trapani a punta di diamante?


La risposta è stata infine trovata e contraddice totalmente le teorie del taglio. Le piramidi sono state costruite sul posto. Abbastanza curiosamente, questa spiegazione era sempre stata lì, in attesa di essere csoperta, grazie all'esame di queste pietre misteriose con le quali le piramidi sono state costruite.





Dagli anni 80, Joseph Davidovits dimostra che le piramidi ed i templi dell'Antico Impero egiziano furono costruiti in calcare agglomerato e non con blocchi di calcare tagliato e trasportato dalle cave. Questo tipo di calcestruzzo, con conchiglie fossilizzate, sarebbero state così costruite o compattate in stampi. Gli operai egiziani hanno estratto il materiale nelle cave di calcare relativamente tenero, poi l'hanno disgregato con l'acqua, mischiato questa pasta di calcare con della calce e degli ingredienti come l'argilla caolinitica, il limo ed il sale natron egiziano (carbonato di sodio) formando dei tecto-alumino-silicati (geosintesi). Il fando di calcare (includente le conchiglie fossili) fu trasportato in ceste poi versato, piggiato o compattato in stampi (fatti di legno, pietra, argilla o mattoni) posti sull'area delle piramidi.


Questo calcare ri-agglomerato, unito in situ attraverso reazione geopolimerica (chiamata cemento geopolimerico), indurisce in blocchi di grande ressitenza. Nel 1979, al 2° Congresso Internazionale degli Egittologi a Grenoble in Francia, Joseph Davidovits presentò due conferenze. Una espose l'ipotesi che i blocchi di piramide sono stati costruiti come calcestruzzo invece di essere tagliati. Una tale teoria era molto imbarazzante in rapporto alla teoria classica con le sue centinaia di migliaia di operai partecipanti a questo sforzo gigantesco. La seconda conferenze ha sottolineato che dei vasi in pietra, costruiti 5.000 anni fa da artigiano egiziani, sono stati fatti in pietra dura sintetica (fatti a mano).


La ricerca di Joseph Davidovits fu accanitamente combattuta da alcuni esperti (egittologi e geologi) che non esitarono a pubblicare gli attacchi abitualmente lanciati contro ogni nuova teoria. La teoria fu pubblicata negli USA nel 1898 sotto il titolo "The Pyramids: an enigma solved" [Le piramidi: un enigma risolto], Hippocrene Books, New York (4 edizioni), poi da Dorset, New YOrk. Nel 1998, Joseph Davidovits riprese il suo lavoro di ricerca archeologica e presentò dei nuovi risultati editi ai Congressi Geopolimeri. (vedere i dettagli in Le Applications en archéologie aux Congrès). Ma pubblicò anche in Francia nuove edizioni di suoi libri dal 2003, vedere il sito di Joseph Davidovits.


La teoria tradizionale del taglio e del trasporto genera numerosi interrogativi che restano senza risposta. Gli esperti non possono che effettuare delle supposizioni. E gli egittologi ammettono che il problema non è stato risolto dal loro punto di vista.


Esistono numerose teorie sulla costruzione e si continua ad inventarne altre. Sono tutte basate sul taglio ed il trasporto della pietra naturale in blocchi e nessuna  risolve i problemi posti. Per contro, la teoria dell'agglomerazione attraverso stampi o compattamento apporta istantaneamente le soluzioni alla maggioranza dei problemi di logistica, così come per tanti altri.





Imhotep l’Alchimista



IL SOMMO SACERDOTE IMHOTEP INVENTÒ LA FORMULA CHIMICA 5000 ANNI FA
Ideatore e costruttore della PRIMA PIRAMIDE della storia
la piramide a gradini di Saqqara



Rappresentazione in 3D del sommo sacerdote ed alchimista Imhotep


Imhotep ha ideato e costruito la prima piramide della storia umana, la piramide a gradini di Saqqara, la prima manifestazione della conoscenza più elevata nell'Egitto antico.


Egli faceva parte di un'organizzazione chiusa di sacerdoti chiamati scuola dei misteri "dell'occhio di Horus", i custodi esclusivi della conoscenza nell'Egitto antico.


Imhotep. il cui nome significa "il saggio che viene in pace", occupa un posto particolare nella storia. Era venerato in Egitto da tre millenni- cioè, da quando era in vita durante il regno del Re Djoser sino alle conquiste greche e romane in Egitto. Suo padre era l'architetto reale Kanofer, sua madre Khredonkh, una nobile ereditaria. Molto giovane, Imhotep ricevette il sacerdozio e cominciò a vivere nel tempio di Annu sulle rive del Nilo- un centro della scienza e della religione, con una grande biblioteva. Là imhotep apprese come leggere e scrivere nella lingua simbolica dei geroglifici.






Imhotep mentre costruisce un blocco di calcare.


Imhotep lasciò dei piani di ideazione dei templi che venivano costruiti migliaia di anni dopo la sua morte, come indicato dagli ieroglifici di numerosi templi. Era geometra, dottore in medicina, inventore del Caduceo, l'attuale simbolo dei medici. La leggenda riporta che Imhotep divise i cieli in settori di 30°, conosciuti oggi come le zone dello zodiaco, per osservare i movimenti delle stelle e delle costellazioni.


Un sacerdote-scienziato come Imhotep, che riusciva a fare vasi di pietra, beneficio di uno statuto speciale, poiché la sua conoscenza gli permise di dare la forma alle pietre e la pietra per gli Egiziani era il simbolo dell'eternità. Dopo la sua morte, è stato divinizzato dagli Egiziani che lo hanno identificato con Thoth, la divinità dal volto di Ibis, dio della saggezza. Gli gnostici l'hanno chiamato Ermete Trismegisto, tre volte grande, fondatore e origine della loro sapienza esoterica.




Davidovits, il chimico.

Il professore JOSEPH DAVIDOVITS, RISCOPRE L'ANTICA

TECNOLOGIA EGIZIANA: ARI-KAT

Una riproduzione di blocchi di quattro tonnellate di pietra calcarea di piramide
sono state costruite all’Institut Géopolymère di Saint Quentin in Francia



Il Professore Davidovits esamina dei blocchi di calcare nel suo laboratorio




All'Istituto Geoplolimeri di Saint-Quentin vicino a Parigi, il Prof. Joseph Davidovits ricerca dei cementi antichi, dei nuovi calcestruzzi, nuove ceramiche e leganti per l'industria high tech. È celebre per la sua ricerca della chimica i su istudio principale sono i geopolimeri- un polimero minerale inorganico a base di molecole geologiche di silicio e di alluminio.


Durante tutta la sua lunga carriera professionale, il professore Davidovits ha insegnato in università degli Stati Uniti, ha pubblicato tre importanti studi sulle piramidi e fatto brevettare un certo numero di prodotti originali che utilizzavano dei processi sofisticati nella fabbricazione del cemento, ceramiche e leganti. Nel 1998, è stato innalzato al grado di "Chevalier de l'Ordre National du Mérite" [Cavaliere dell'Ordine Nazionale al Merito] in Francia e a riconoscimento della sua ricerca e dei suoi numerosi brevetti in un ramo innovatyore della chimica conosciuta con il nome di geopolimerizzazione. Infine, è membro dell'Associazione Internazionale degli Egittologi ed ha regolarmemente presentato i suoi lavori archeologici durante i congressi internazionali di egittologia dal 1979.


Il professor Davidovirs crea dei nuovi composti minerali e rocciosi copiando e accelerando i processi naturali. È autore di "La nouvelle histoire des Pyramides", Parigi, 2004 82a edizione 2006), "Ils ont bâti les Pyramides", Parigi 2002 e "The pyramids: an enigma solved", New York, 1988 (vedere  La Nouvelle Histoire des Pyramides ).





Il Professore Davidovits miscela gli ingredienti per costruire un blocco di pietra nel suo laboratorio.



Si è interessato specialmente alle piramidi egiziane e propone un nuovo approccio- l'approccio di un chimico- per l'interpretazione dei geroglifici, che è combinata con la ricerca avanzata nella struttura e composizione dei blocchi di pietra e dei cementi utilizzati per la costruzione delle piramidi.


Di conseguenza, e dopo lunghe sperimentazioni nella fabbricazione e modellatura della pietra, ha presentato una teoria affascinante sul modo in cui queste gigantesche montagneartificiali sono state costruite.


dans la fabrication et moulage de la pierre, il a présenté une théorie fascinante sur la façon dont ces montagnes géantes artificielles ont été construites.

Joseph Davidovits






[Traduzione di Ario Libert]




Link al post originale:

Les pyramides sont-elles faites en béton?



Link interno al presente blog di argomento pertinente:

Incontro con la Venere di Dolni Vestonice




Link ad alcuni filmati illustranti la tecnica dell'ari kat:

Construire les pyramides d'Egypte (in francese).

How the pyramids where built in Egypt (versione inglese del filmato precedente).

Bricks made at low temperature, low energy, low cost  (conferenza del prof. Davidovits in inglese illustrante i processi geochimici per ottenere i geopolimeri)

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