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9 agosto 2011 2 09 /08 /agosto /2011 20:15

Come ha potuto essere nazista?

heidegger-hitler.jpg



Polemica: è concepibile essere al contempo un grande pensatore ed un nazista?

di Luc Ferry


 Ci si ricorda dell'eclatante scandalo suscitato, nel 1987, dalla pubblicazione di un libro di Victor Farias che smascherava l'ampiezza dell'impegno nazista di Martin Heidegger. Come aveva potuto esserlo colui che molti considerano il pensatore del secolo? Due atteggiamenti, entrambi derisori, hanno allora occupato il proscenio. Il primo, sosteneva che Heidegger era stato indubbitabilmente nazista (il che è vero), concludeva che non poteva essere un grande pensatore (il che è falso). Questo era, in sostanza, l'opinione dei sociologi di orientamento marxista. L'altro, idolatrando il maestro, giudicava inconcepibile che avesse potuto essere nazista, e si affrettavano a camuffare i fatti. Le vere questioni furono così eluse, e soprattutto la sola che valga: come è filosoficamente concepibile che Heidegger sia potuto essere al contempo un grande pensatore ed un nazista molto fervente da tenere, durante gli anni trenta, delle affermazioni aggressivamente antisemite e, venti anni anche dopo la guerra, parlare della "grandezza" e della "verità" del nazismo?

heidegger-nazismo.jpgQuando Heidegger usciva dalla baita era a volte per incontrare certi "amici"...

 

 

In alternativa, un'altra domanda, anch'essa accuratamente respinta, meritava di essere esaminata: cos'è che, nello stile del discorso inaugurato da Heidegger, aveva potuto affascinare a tal punto una certa intelligentsia francese da aver preferito, associando i riflessi staliniani meglio consolidati ad alcuni tic revisionisti, negare l'evidenza piuttosto di dover mettere in questione un pensiero di cui il meno che si possa dire è che esso non era affatto portato alla democrazia? Diciamolo chiaramente: la riunione, in un solo volume, dei principali testi politici di Heidegger non apporta rigorosamente nulla di nuovo. Si puà tuttavia sperare che essa darà l'occasione di prendere in conto questi interrogativi. Ecco alcune suggerimenti per contribuirvi.

 

Sul primo versante, si deve riaffermare chiaramente che l'impegno nazista di Heidegger, senza essere una necessità, non ha nulla nemmeno di accidentale: per quanto strano o scioccante ciò possa apparire, è molto facilmente "giustificato" dalla sua filosofia della "decostruzione", con la quale forma un tutto coerente. Heidegger non ha cessato di vedere nel pensiero moderno un vasto e terrificante progetto di dominio, inaugurato dai Lumi, quando gli esseri umani, affascinati dal Progresso, investirono sulla scienza tutte le loro speranze. Il mondo della "tecnica", in cui questo progetto raggiunge il suo apogeo, avviene pienamente quando la volontà di dominare la natura o la società non è più sottoposta ad un obiettivo, ad uno scopo emencipativo, ma si trasforma in "fine in sé". La volontà di potenza diventa allora cieca, essa si fa "volontà di volontà", dominio per il dominio, ed è a questa follia devastatrice che è votato l'universo contemporaneo intero.heidegger, di Levine

 


Perché accanirsi a negare i fatti?


È dunque la modernità nel suo insieme che si tratta di "decostruire"- da qui la simpatia di Heidegger per un movimento politico, il nazismo, che si voleva molto chiaramente antiliberale ed anticomunista perché vi si possa leggere un salutare sussulto reazionario contro le due possibili figure dei moderni tempi industriali. Ecco cosa Heidegger scrive a questo proposito in Introduzione alla metafisica (1953): "Quest'Europa che, nel suo incurabile accecamento, si trova sempre sul punto di pugnalarsi da sé, è presa oggi in una stretta tra la Russia da una parte, e l'America dall'altra. La Russia e l'America sono entrambe, dal punto di vista metafisico, la stessa cosa; la stessa frenesia sinistra della tecnica scatenata e dell'organizzazione senza radici dell'uomo normalizzato".

 

C'è di tutto, sino alle premesse di un antisemitismo che vedrà nell'ebreo il simbolo dell'apatride, il prototipo dell'uomo senza nradici: la reazione di fronte alla disgregazione della tecnica russo-americana deve venire dalla "vera" Europa, dalla Mitteleuropa, in breve dalla Germania. È questa reazione che è stata incarnata agli occhi di Heidegger dal movimento nazionalsocialista. Senza dubbio quest'impegno non era necessario, anche a partire dalle posizioni filosofiche che erano le sue. Sarebbe assurdo pretendere che ogni critica della tecnica, sia al contempo antisovietica ed antiamericana, conduca al nazismo. Potrebbe portare anche versio l'ecologia radicale, come fu il caso nella Germania degli anni 70. Ma è tuttavia una possibilità "filosoficamente" fondata e, all'epoca in cui Heidegger si coinvolge in politica, una possibilità ben reale , non un accidente o una semplice "stupidagine", come vogliono farci credere oggi.

Heidegger-cancellato.jpg

 

Perché bisogna accanirsi a negare i fatti? Si dice a volte, bisogna augurarlo, a giusto titolo, che in politica gli intellettuali si sono ingannati molto, che alcuni di loro, e non dei minori, hanno dato il loro sostegno a dei regimi totalitari o autoritari; e ci si stupisce che tanta intelligenza abbia fiancheggiato così ciecamente. Ci si stupirebbe forse meno se si comprendesse infine che la funzione principale degli intellettuali in una società democratica è di incarnare l'istanza della critica, dunque di adottare volentieri delle posizioni antidemocratiche.

 

Nel contesto del dopoguerra, le società occidentali erano doppiamente sospette: non avevano esse tollerato, cioè organizzato, il colonialismo all'interno ed il fascismo all'esterno? Queste società che si dicevano le più "civili" non avevano generato la barbarie? È in questo contesto, sicuramente, che il marxismo poté apparire alla stragrande maggioranza degli intellettuali come lo strumento ideale di una critica delle società democratico-liberali. Era in fondo la sola ideologia occidentale di grande durata a non essere affatto sospetta di compromissione con il nazismo ed il colonialismo.

 

È la ragione per cui bisognava ritardare ad ogni costo l'inevitabile: la presa di coscienza cher il marxismo stesso era parte in causa con altre catastrofi totalitarie. L'"Heidegger pensiero" ha funzionato dopo l'affondamento dei marxismi come una seconda e più sottile matrice per una posizione critica rinnovata. Per molti aspetti, quel che accade oggi ai nostri heideggeriani riproduce una parte che si è già svolta nel dopo-68 con la presa in conto, tardiva ma infine pubblica, delle critiche del totalitarismo sovietico. Bisogna sapere, per afferrare l'ampiezza del sisma, che il pensiero di Heidegger procedeva segretamente da molto tempo nell'intellettualità francese: presso Sartre, certamente, ma anche presso Foucault, Merleau-Ponty, Lacan, o Levinas, per non dire di coloro che svolgono con delizia il gioco di un heideggerismo dissidente, che vuole "pensare con il maestro contro il maestro". Ecco il paradosso, che si dovrà decidersi una buona volta ad interpretare: il successo di Heidegger in Francia non è avvenuto malgrado il suo odio per la democrazia, bensì a causa di esso.

 

Luc Ferry

 

 

 

[Traduzione di Massimo cardellini]

 


LINK:

Comment a-t-il pu ê tre nazi?

 

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30 luglio 2011 6 30 /07 /luglio /2011 08:00

 

Abbiiiiiate fiduuuuciiiia!!!

 

 

 

abbiate_fiducia_AntiNuke.jpg

 

È la modestissima richiesta dei nostri gentilissimi tecnocrati energetici. Perché negargliela?

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Published by Ario Libert - in Umorismo...resistente
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29 luglio 2011 5 29 /07 /luglio /2011 17:05

Gli indignati sono scesi in strada in tutto il mondo malgrado la repressione

 

 

 

 
Un mondo una rivoluzione 

 


Ovunque nel mondo, gli indignati sono scesi in strada domanica 19 giugno per chiedere una Reale democrazia e denunciare il patto dell'euro.


Da 260mila a 500 mila indignati a Barcellona!


È il più grande numero del giorno, più di 500 mila persone hanno manifestato a Barcellona secondo l'agenzia di stampa Catalana Sirius, 260 mila secondo la televisione Catalana. La polizia regionale in quanto ad essa non ha parlato che di 50 mila manifestanti.



Gli indignati di Bruxelles hanno marciato verso il Parlamento Europeo

 

indignati_bruxelles.jpg

    Bruxelles (foto Rafacereceda)

 

Un migliaio di cittadini di Bruxelles si sono mobilitati per raggiungere piazza Flagey, nel cuore della capitale, verso le ore 14.00. Progressivamente raggiunti da numerosi altri, hanno iniziato una marcia verso Place du Luxembourg dove doveva tenersi un'assemblea popolare alle ore 19.00.

 

 

Manifestazione a Bruxelles davanti al parlamento

Tra le numerose rivendicazioni del movimento, L'Euro-Patto, il suo carattere anti-democratico e le sue conseguenze drammatiche sul futuro dei cittadini europei è presso di mira. Lungo il percorso, le forze dell'ordine bloccano tutti gli accessi alle strade vicine, contenendo, canalizzando la folla che, dobbiamo notare, non può essere più pacifica di così. "Un modo per comprimere la libertà di espressione popolare nella strettoia di una via", secondo un cittadino sulla piazza. Gli slogan sono ripresi energicamente dalla folla: Dans la rue, avec nous! [Sulla strada, con noi!], Solidarité avec les peuples du monde! [Solidarietà con i popoli del mondo!]. Tuttavia, i partecipanti hanno scelto di non obbedire, affrontando l apolizia, molto determinata ad impedire che la marcia si amplificasse nei quartieri delal città, spingendo l'aasurdo sino ad esempio a bloccare il passaggio ad un bambino chereggeva un cartello destinato a difendere il mantenimento del giardino creato in Place du Carré de Moscou.

Ore 15.40, dall'alto di rue Malibran, ci si può rendere conto della folla che si estende sino a Place Flagey. Il rullo dei tamburi e gli appelli a scendere per raggiungerli nelle strade di moltiplicano. Numerosi residenti sono alla finestra ed applaudono all'iniziativa del movimento.
Allo stesso tempo, a Madrid, 6 cortei ciascuno di molte migliaia di manifestanti  si dirigono verso il Parlamento: Sulla Piazza Nettuno, A Madrid, la polizia annuncia una cifra di 40 mila indignati. In molte decine di migliaia di città in Spagna, anche lì migliaia se non decine di migliaia sono lì a manifestare!
 


 

 

 

 

 

 

 



 

Mappa delle manifestazioni del giorno nel mondo:
http://www.thetechnoant.info/19j/

 


Des nouvelles en direct du rassemblement de Liège :
https://bxl.indymedia.org/articles/1849

 

 

17.00 : Un'assemblea popolare si tiene in quel momento a Bruxelles all'interno della stazione del Lussemburgo, vicino alle istituzioni europee. Delle persone prendono l'iniziativa di tradurre quanto viene detto in francese e fiammingo. Vengono presentati dei resoconti sull'attualità del movimento in Grecia ed in Spagna.

 



Le uscite della stazione del Lussemburgo sono bloccate dalla polizia. Secondo delle persone presenti sul posto, una sola uscita è disponibile. È da chiedersi qual è l'interesse delle autorità di accerchiare e bloccare questo raduno popolare, tanto più che quest'ultimo si svolge nel più pacifico dei modi possibili? Provocazione? Volontà di controllare e di neutralizzare questa presa di coscienza cittadina?

 


17h25: A Parigi, l’assembléa generale che raduna circa 500 persone è accerchiata da un gran numero di CRS, i turisti sono gentilmente invitati a lasciare i luoghi dai poliziotti.

 

 

 


  Crédit photo Maryline Guitton

 

17h45: I sostenitori del movimento sarebbero stati avvertiti e sarebbero in marcia verso il commisariato. 

 

Ad Atene, sono decine di migliaia ad essersi radunati davanti al parlamento come tutte le sere da molte settimane!

 


17h46: Secondo la RTBF, la polizia avrebbe fatto uso di gas lacrimogeno sin dall'inizio della marcia: link

 

E secondo il quotidiamo "Le Soir": link


 

17h50 : En direct de l’Acampada del Sol à Madrid: link

 

 

http://www.livestream.com/spanishrevolutionsol On peut entendre scander : « Television: manipulacion ! »

 

18h35 : Les violences policières seraient importantes et les arrestations se compteraient par dizaines à Paris. Une centaine de personne serait ainsi enfermée dans 2 fourgons. Les femmes arretées ont été emmenées dans le commissariat du 12 ème arrondissement et les hommes dans le commissariat dans le 18 ème arrondissement. Des manifestants tentent de se réunir devant ces bâtiments mais sont rapidement repoussés par la police.


18h50 : L’appel global aux rassemblements semble avoir été entendu. Des centaines de milliers de citoyens se sont mobilisés à travers la planète. Cette journée et les échos non négligeables dont elle aura été le théatre contribueront sans nul doute à alimenter les espoirs de ce mouvement dans les jours et les semaines à venir.

 

Quelques chiffres:

260 000 à 500 000 à Barcelone, 70 000 personnes ont manifesté à Madrid, des dizaines de milliers à Athènes, 1000 à Bruxelles, 500 à Paris (auquel ajouter autant de CRS)

 

Badi BALTAZAR et Actualutte

 

 

LINK al post originale:

 

Les indignés ont pris la rue à travers le monde malgré la répression

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Published by Ario Libert - in Informazione soppressa
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26 luglio 2011 2 26 /07 /luglio /2011 21:12

Göbekli Tepe

 

 

 

Gopekli_Tepe--ricostruzione.jpg

Il più antico tempio del mondo


 

di Phil Coppens

 

 

Un tempio antico di 12.000 anni che è oggetto di scavi in Turchia sta riscrivendo la storia. Sembra appartenere ad una civiltà più vasta sino ad ora sconosciuta e che si sta scoprendo lentamente.

 

 

 

 

Turkey_location_map.svg.png

 

 

 

Cinque millenni ci separano dalla nascita dell'Egitto antico verso il 3100 a. C. Aggiungiamo ancora cinque millenni e siamo nel 8100 a. C., l'inizio dell'era del Cancro. Aggiungiamo un altro millennio e mezzo ed otteniamo la data in cui Göbekli Tepe, è stata costruita negli altipiani della Turchia vicino alle frontiere irachena e siriana.

 

 

 

gobeklitepe_nov08_11.jpg

 

 

Archeologicamente classificato come sito preceramico, un periodo neolitico (verso il 9.600-7.300 a. C.), il tempio più antico del mondo è situato nella prima parte di quest'epoca ed è stato datato al carbonio 14 al 9.500 a. C. È l'epoca in cui sarebbe sparita l'Atlantide di Platone. Ed è stato costruito 5.000 anni prima dell'emergere di ciò che molti considerano come la civiltà più antica Sumer, non molto distante da Göbekli Tepe quando si discende l'Eufrate e si lasciano gli altipiani dei monti Taurus in Turchia.

 

 

Ricostruzione 3D di Göbekli Tepe 

 

Göbekli Tepe è un sito incredibile. David Lewis-Williams, professore di Archeologia all'Università di Witwatersrand a Johannesburg, dichiara che "Göbekli Tepe è il sito archeologico più importante del mondo". Si tratta di una piccola collina all'orizzonte, a 15 chilometri a nord-ovest della città di Sanliurfa, più comunemente conosciuta con il nome di Urfa, che è stata legate con l'Abramo biblico (alcuni pretendono che Urfa era la città di Ur menzionata nella Bibbia) e che ha un tempo accolto il Santo Mandylion, on legame con la Passione del Cristo. Anche conosciuto con il nome di Edessa, Urfa è sul bordo della zona piovosa dei monti Taurus, fonte del fiume che attraversa la città e raggiunge l'Eufrate. Urfa era (ed è ancora) un'oasi, il che potrebbe spiegare perché Göbekli Tepe è stata costuita nelle vicinanze. Una statua di grandezza naturale in calcare che è stata trovata ad Urfa, presso lo stagno Bailli Gol, è stata datata al carbonio 14 tra i 10.000 e 9.000 anni a. C., il che ne fa la più antica scultura in pietra mai scoperta. I suoi occhi sono fatti di ossidiana.
Goebekli_Tepe_sito_satellite.jpgSito Göbekli Tepe.

Un vecchio pastore curdo, Savak Yildiz, ha scoperto la vera natura di Göbekli Tepe nell'ottobre del 1994, quando, scorgendo qualcosa, ne rimosse la polvere che espose una grande pietra di forma oblunga. Uno scavo del sito era stato effettuato dall'archeologo americano Peter Benoît nel lontano 1963, ma identificò la zona come un cimitero bizantino. Quando gli scavi dell'archeologo tedesco Harald Hauptmann e Adnan Misir e Eyüp Bucak del Museo di Urfa hanno iniziato nel 1995, hanno subito capito che il sito era qualcosa di più.

il_vecchio_pastore_Savak-Yildiz.jpgIl vecchio pastore Savak Yildiz.

 

Göbekli Tepe è una serie di strutture di circoli ed ovali situati soprattutto sui pendii di una collina, conosciuta con il nome Göbekli Tepe Ziyaret. "Ziyaret" significa "visita", ma questo è spesso escluso da questo nome. Alcuni traducono "Göbekli Tepe" con "Ombelico del Mondo", "Göbek" non significa "ombelico" o "ventre" e "Tepe" significa "colline", la traduzione più corretta del nome del sito deve essere "la collina panciuta".

 

I media sensazionalisti hanno fatto per di più dei tentativi per legare Göbekli Tepe con il giardino biblico  dell'Eden. Göbekli Tepe è molto antica, ma non è unica, né un giardino. Tuttavia, durante gli ultimi 50 anni, l'epoca dell'inizio della civiltà è stata progressivamente spostata indietro rispetto all'ascesa della civiltà sumera sino alla costruzione di Göbekli Tepe. Ahimé, questo spostamento non ha ricevuto l'attenzione che meritava.

 

 

Retrodatare la nascita della civiltà 

 

 

La scoperta della biblica città di Gerico e delle sue mura in pietra, datata a circa l'8.000 a. C. fu la prima a sospingere la data di nascita della "civiltà". ‘Ain Ghazal che è spesso considerata come un sito gemello di Gerico con i suoi 15 ettari, è il più grande sito neolitico del Medio Oriente ed è quattro volte più grande di Gerico. L'americano Gary O. Rollefson, il suo principale archeologo, è stato capace di datare la città al 7.250 a. C., ed esistono prove che l'agricoltura nella regione risale al 6.000 a. C. più tardi della creazione della città stessa. Al suo apogeo, 2.000 persone vivevano a Ain Ghazal.


Ain_Ghazal.jpgSito di Ain Ghazal

 

 

 

ainghazal_statua.jpgStatua di divinità o antenati da Ain Ghazal

 

 

 

Tuttavia, nel 5.000 a. C. la città è completamente deserta. Trenta statue sono state scoperte, misuranti dai 35 ai 90 centimetri, sono degli esseri umani apparentemente, ma che potrebbero rappresentare delle divinità o gli spiriti degli antenati. La scoperta di Gerico dà ulteriore peso all'argomento secondo il quale la Bibbia è storia, non un mito. Ma quando si viene a sapere successivamente che esistevano anche dei siti più antichi di Gerico, "sfortunatamente" che non si trovano in Palestina, ma più a nord, in Anatolia, nel sud-est della Turchia, l'interesse dei media per queste nuove scoperte sembra esaurirsi.

 

Il più famoso di questi siti è Çatal Höyük. È stato scoperto nel 1958 dall'archeologo britannico James Mellaart, che ha cominciato gli scavi nel 1961 e che ha infine datatoil sito tra il 7.500 ed il 5.700 a. C. È il più grande ed il meglio conservato dei siti neolitici scoperti sinora. Mellaart lo ha descritto come una "Roma del neolitico", ed essa è veramente degna di questo nome: "città". Le sue costruzioni mostrano dei segni evidenti che i suoi abitanti possedevano una religione, etichettata da alcuni come un culto della Dea Madre, benché questa teoria sia stata oggetto di numerose controversie.


catal_huyuk_metropoli_neolitica.jpgIl sito neolitico di Çatal Höyük, 6.500-5.500 a. C.

 

 

 

Ciò che sappiamo, è che i morti erano sepolti sotto il pavimento degli edifici, e che molte di queste strutture contengono delle rappresentazioni di tori. Alcune persone hanno anche lasciato intendere che esiste probabilmente un'origine comune tra Çatal Höyük e la civiltà minoica di Creta, a dispetto del fatto che le separino 3.000 anni.


toro_Creta.jpgCreta, Ryton a testa di toro, 1.500 a. C.

 

 

Çatal Höyük era la prima di alcune scoperte che hanno svelato lentamente la storia antica della regione turca. Göbekli Tepe non è che uno dei numerosi siti molto antichi ed è il più antico scoperto sino ad oggi. Tuttavia, l'esistenza di questi siti non è stata segnalata che sulla stampa specializzata, benché ogni sito abbia un carattere sensazionale.


creta_tauromachia.jpgCreta, scena di tauromachia.

 

 

 

creta_monumento_corna_taurine.jpgCreta, monumento a forma di corna taurine

 

Il sito di Çayönü, situato a circa 96 chilometri da Göbekli Tepe, è conforme ad una concezione che è nota come "pianta a griglia". Ciò rivela che una pianificazione minuziosa entrò nella sua costruzione. Gli Americani Linda e Robert Braidwood, in collaborazione con l'archeologo turco Halet Cambel, hanno cominciato a scavare Çayönü nel 1964 ed hanno constatato che i piani delle costruzioni erano fatte di granito (calce viva e argilla), anche se al momento della scoperta, si pensò che ciò era stato utilizzato dapprima dai Romani. Il sito ha anche rivelato l'utilizzo di metalli e la prima prova della fusione del rame, benché alcuni sostengano, tuttavia, che il rame sia stato martellato a freddo piuttosto che fuso. L'utilizzazione del rame non è una sorpresa totale, perché il sito è a portata dei giacimenti di minerale di rame (ed anche di ossidiana) di Ergani nella vicina provincia di Diyarbakir. E tutto ciò in un sito datato tra il 7500-6600 a. C. Çayönü è spesso considerato come il sito in cui cominciò l'era che doveva approdare a Çatal Höyük.


cayonu.jpgIl sito di Çayönü, distante appena 96 km da Göbekli Tepe (7500-6600 a. C.).


Çayönü presenta delle prove dei primi porci da allevamento, ma ha rivelato anche un tesoro di crani umani, se ne scoprirono sotto un altare, a forma di lastra e macchiato di sangue umano. Alcuni hanno concluso che si trattava di un'indicazione di sacrificio umano, mentre altri non hanno voluto trarre questa conclusione avendo a disposizione un solo tipo di questo manufatto. Altre prove archeologiche suggeriscono che alcune persone sono state uccise in enorme fosse della morte, mentre dei bambini sono stati sepolti vivi dentro pozzi o grandi contenitori di bronzo. Çayönü è dunque una civiltà, ma forse non come ci piacerebbe conoscerla.


Un altro sito importante è Nevali Cori, nella provincia di Hilvan tra Diyarbakir e Sanliurfa. Qui, gli scavi di Harald Hauptmann sono iniziati nel 1979 ed egli ha potuto scoprire delle statue di pietra calcarea. Nel 1991, il sito è stato sommerso da un lago dopo la costruzione della diga Atatürk. Condivide numerosi paralleli con Göbekli Tepe ed è datato tra il 8400-8000 a. C. Tutti gli oggetti ritrovati sono ora nei musei, compresa una testa a forma d'uovo a grandezza naturale con delle orecchie rozze ed una coda di cavallo scolpita, essa fu ritrovata in una nicchia al centro di un muro nord ovest. Fatto interessante, la coda di cavallo è infatti un serpente a fregio che termina  con un fungo a forma affusolata. Qualsiasi cosa essa cerchi di rappresntare, l'archeologo tedesco Klaus Schmidt pensa che si tratti di un idolo.

 

nevali_cori.jpegSito di Nevali Cori.

 

 

 

 

 

god-sikha.jpgTesta da Nevali Cori


Nevali Cori ha preparato il terreno a Göbekli Tepe: poco tempo dopo la sua scomparsa sotto le acque, Göbekli Tepe è stata sommersa dalle sabbie. Numerosi sono coloro che sottolineano la forma a T, Dei pilastri di Göbekli Tepe come la "firma" del sito. Tuttavia, pilastri a T, sono stati trovati anche a Nevali Cori. Nevali Cori è più quadrato che di forma circolare, anche se una cinta quadrata è stata trovata a Göbekli Tepe, aussi. Benché esistano alcuni paralleli tra i due siti, i pilastri di Nevali Cori sono tuttavia più piccoli ed il suo santuario è situato nel cuore di un villaggio.

 

 

Il sito Göbekli Tepe rivelato


In paragone al sito di Göbekli Tepe è debole. L'autore britannico Andrew Collins ha paragonato la sua dimensione a quella di "tre campi da tennis". I suoi principali scavatori sono Klaus Schmidt e Harald Hauptmann dell’Istituto tedesco di archeologia, a Istanbul. Tutti i complessi a Göbekli Tepe che essi hanno scoperto sinora sono caratterizzati da strutture contenenti dei pilatri a T.


Schmidt.jpgL'archeologo tedesco Klaus Schmidt


 

Questi pilastri sono stati utilizzati come "delle tavole da disegno" e molti rappresentamo degli animali, con una preferenza evidente per i cinghiali, le volpi, dei rettili, dei leoni, dei coccodrilli e degli uccelli, così come per gli insetti ed i ragni. La maggior parte tra di loro erano intagliati sulle superfici piane dei pilastri. Tuttavia, alcuni sono delle sculture tridimensionali, di cui una scoperta, nel corso della stagione di scavi 2006, rappresenta un rettile che scende sul lato di un pilastro a T, il che dimostra che colui che ha creato quest'ultimo aveva padroneggiato l'arte della scultura su pietra su un piede di eguaglianza con quelle che, migliaia di anni dopo, vedremo a Sumer ed in Egitto.


gobekli_pilatri_a_T.jpgPilastri a T di Göbekli Tepe.


 

Sino ad ora, quattro complessi circolari, ovali sono stati scavati. Le mura sono fatte di pietra a secco e grezze e suoli terrazzati. L'interno delle mura hanno in genere alcuni pilastri a T divisi lungo queste stanze in un motivo raggiante, la profondità del pilastro normalmente contro o vicino al muro affinché le due facce principali del pilastro possano essere scolpite e viste da chiunque è presente all'interno del complesso. Un banco basso corre lungo tutto il muro esterno di ogni complesso.


Goebekli_Tepe_sito.JPGGöbekli Tepe, una struttura circolare con possenti pilastri a T.

 

Le strutture sono situate sul versante sud della collina, orientato approssimativamente nord-sud, con la loro entrata a sud. Tutti i pilastri a T sono stati ricavati da una cava di pietra sulla pendenza sud-ovest in basso alla collina. Uno dei pilastri è rimasto in situ nella cava, ha sette metri di lunghezza e tre metri di larghezza, e se fosse stato interamente scavato sarebbe pesato 50 tonnellate, ciò evidenza che la costruzione con pietre che pesano tonnellate non è iniziata in Egitto o in Inghilterra con Stonehenge.

 

Il complesso A, la prima struttura circolare ad essere stata scavata, è detta "l'edificio a colonne di serpente", perché le rappresentazioni del serpente prevalgono nelle sculture sui pilastri a T. Una è una rete di serpenti. Un altro pilastro, tuttavia, rappresenta una "triade" il toro, la volpe e la gru, posti uno sull'altro. Alcuni pilastri rappresentano soltanto un toro, altri soltanto una volpe, e così via.

 

 


Gobekli_tepe_serpenti.JPGGöbekli Tepe, rappresentazioni di serpenti


Gobekli_tepe_serpenti2.JPG

 


 

Rappresentazioni di serpenti a Göbekli Tepe

 


Il complesso B misura nove metri di diametro, misurato da est ad ovest e da 10 a 15 metri da nord a sud (parte ancora non scavato). È tuttavia il solo complesso scavato sino al livello del pavimento che rivela la superficie del terrazzamento. Due pilastri centrali hanno una grande volpe rappresentata su di essi. Il pilastro centrale, n° 9, è di 3,4 metri di altezza; il pilastro n° 10 è di 3,6 metri di altezza, il loro peso è di 7,1 e 7,2 tonnellate rispettivamente. Il complesso è stato chiaramente concepito per ospitare questi pilastri monolitici, il che prova che i nostri antenati si trovavano a loro agio nel lavorare pietre gigantesche, e non soltanto nello scavo di cave ma anche nell'elaborazione e la decorazione. Gli archeologi pensano che 200 pilastri a T erano in origine a Göbekli Tepe. Se ognuno pesava "soltanto" cinque tonnellate, ciò significherebbe che 1000 tonnellate di pilastri sono sttati estratti e decorati, e ciò sottolinea l'importanza del sito e lo sforzo che è stato fatto per crearlo.


gobekli_tepe_volpe.jpg

Rappresentazione di una volpe su un pilastro

 

Il complesso C è chiamato "il cerchio del cinghiale", perché descrive alcuni maiali selvatici. Restano nove pilastri intorno il muro, ma alcuni sono stati rimossi ad un certo momento in passato. Un pilastro mostra una rete di uccelli. Più tardi, altre culture sono conosciute per aver catturato delle gru migratrici nelle reti, ciò potrebbe essere un'usanza che si praticava molto prima di quanto si fosse creduto sinora?

 


gobekli_cinghiale.jpgRappresentazione di un cinghiale su una stele a T

 

 

Il complesso C è interessante perché una pietra a forma di U è stata trovata lì, e si ritiene che essa possa essere stata la pietra d'accesso. Questa pietra ha un passaggio centrale di 70 centimetri di larghezza, ed un lato della U è sormontata da una rappresentazione di un cinghiale; l'altro lato è purtroppo mancante. Ancora una volta, la forma a U ed il cinghiale sottolineano le competenze tecniche degli artigiani nella scultura, il che è dimostrato ancor più sul pilastro n° 27, che raffigura la creatura rettile tridimensionale citata prima. Questa scultura complessa potrebbe essere considerata come su un piede di eguaglianza con il David di Michelangelo.

 

gobeklitepe_uccelli.jpgRappresentazione di uccelli


 

Il complesso è chiamato "lo zoo dell'Età della Pietra". Il pilastro n° 43 presenta degli scorpioni, ed alcuni pilastri sono infatti così abbondantemente decorati, molto più intensamente che negli altri complessi, tanto che Zoo "è del tutto una buona descrizione". Una volta ancora, vi sono due pilastri, i n° 18 e 31, molti altri pilastri rivelano dei simboli, come uno a forma di lettera H così come di una H ruotata di 90°. Il sito ha rivelato altri simboli, più precisamente una croce, una semi-luna decrescente e delle barre orizzontali, la prova che l'origine della scrittura è probabilmente molto più antica di quanto si pensi. Il pilastro n° 33 è la protagonista del complesso. Schmidt dichiara che le sue forme su questo pilastro sono vicine ai geroglifi egiziani, da cui egli pone l'esistenza di un linguaggio pittografico durante il decimo millennio a. C.


malta_mnjandra_temple.jpgMalta, tempio a forma ovale

 

Insieme questi quattro pilastri e gli altri, rimasti intatti sono una serie di elissi e somigliano alla disposizione a forma ovale dei complessi dell'età della pietra ritrovati a Malta. Ciò è tanto più notevole in quanto le forme ovali di Malta sono state considerate come uniche, benché alcuni megalitici in Sardegna presentino ugualmente alcune tendenze alla forma ovale ma non così nettamente come a Göbekli Tepe.


sardegna_Giara_S_Vittoria.JPG

Sardegna Giara S. Vittoria

 

 

 

sardegna_Su-Nuraxi.jpgSardegna, Su-Nuraxi


Un tempio di "pietra" più in basso sul pendio è anch'esso di forma ovale ed ha un'apertura verso la camera di "sepoltura". Considerando che in altri siti queste aperture sono così strette che gli uomini non possono penetrarvi all'interno, qui è abbastanza ampio da poterci entrare. Da un'altra parte sul sito, sul versante nord della collina, vi è una costruzione rettangolare chiamata "la costruzione con la colonna di leone". I suoi quattro pilastri hanno delle rappresentazioni di esseri leonini, che potrebbero anche essere delle tigri o dei leopardi. Un pilastro ha un graffito di 30 centimetri di altezza che rappresenta una donna rannicchiata che sembra partorire.

 

 

gobekli_leone_altorilievo.jpg

Rappresentazione di un leone in rilievo a Göbekli Tepe

 

 

 

 

 

 

 

gobekli_leone_bassorilievo.jpgRappresentazione di un leone in bassorilievo a Göbekli Tepe

 

 

 


gobekli-tepe-lady.jpgLa Signora di Göbekli Tepe

 

 

 

Speculazione su Göbekli Tepe

 

 

Gli scavi di Göbekli Tepe sono sempre in corso. Soltanto un quarto dei 200 pilastri a T sono stati scoperti sino ad ora, e tutte le strutture non sono state rinvenute. In breve, altre sorprese possono venire ancora fuori. È dunque presto per trarre delle conclusioni importanti, ma cosa può rappresentare tutto ciò? Il sito dimostra definitivamente che l ecose che ci sembravano molto più recenti sono molto più antiche e tutte le persone presenti in un solo sito, situato in una regione che mostra che una civiltà degna di questo nome esisteva là, durante il X millennio a. C., millenni prima di quanto lo si sarebbe potuto supporre soltanto alcuni decenni prima. Klaus Schmidt ha qualificato Göbekli Tepe come "primo tempio" ed un "santuario del cacciatore dell'età della pietra". Egli vede il sito nel quadro di un culto della morte, non specificatamente legato ad un gruppo sedentario, ma è una specie di santuario centrale per molte tribù viventi nella regione. Si pensa che gli animali scolpiti siano lì per proteggere i morti. A Çayönü, come detto poco sopra, una sola struttura dispone di una cava in cui è stata constatata la presenta di crani umani e di ossa. Sino ad ora, tuttavia, a Göbekli Tepe non vi è prova di alcuna abitazione, sembra dunque essere stata puramente un centro religioso.

 

Una volta ancora, sembra che, così come era per gli antichi Egiziani, la civiltà che ha costruito Göbekli Tepe aveva molto più considerazione per i suoi edifici religiosi che per ogni altra struttura di carattere "pratico" o più materialista. Eppure sino ad oggi, il solo Complesso B è stata scavato sino al livello del suolo, non si è scoperto nessuna tomba o nessuna sepoltura. Alcuni hanno espresso delle critiche sul fatto che i cacciatori-raccoglitori abbiano potuto creare una struttura come quella di Göbekli Tepe. Le numerose punte di freccia in silice (e la mancanza di utensili da costruzione) trovate intorno al sito sembrano appoggiare questa critica, e si potrebbero anche concepire questi oggetti nel quadro di cacce sacre piuttosto che nel quadro delle attività quotidiane per mettere procurarsi il nutrimento.

 


Un poetico video dedicato a Göbekli Tepe

con eccellente brano musicale

 

 


Schmidt sostiene che i cacciatori-raccoglitori si sarebbero radunati in questi luoghi durante certi periodi dell'anno. Se questi incontri erano determinati da cicli solari o lunari, lo si ignora, ma è tuttavia una questione interessante su cui meditare. Allo stesso modo si può logicamente concludere che coloro che hanno costruito il sito vi vivevano e avevano una risorsa dedicata fornita da altri che li hanno sostentati nei bisogni alimentari e di alloggio. Gli archeologi hanno stimato che sino a 500 persone sarebbero state necessarie per estrarre i pilastri di 10-20 tonnellate e per spostarli dalla cava alla loro destinazione, su una distanza che andava dai 100 ai 500 metri. Tuttavia, Schmidt pensa che il mantenimento della comunità dei costruttori è stata la vera ragione per la quale i nostri antenati hanno "inventato" l'agricoltura: essi hanno iniziato a coltivare le erbe selvatiche sulle colline per nutrire questa popolazione sedentaria. In breve, egli stima che "la religione ha motivato i popoli ad intraprendere una coltivazione agricola".

 

E manifestando un significato rituale, Göbekli Tepe, con i suoi grandi blocchi di pietra decorate con gusto, rivela che i suoi creatori avevano una straordinaria capacità e familiarità con l'arte muratoria e la scultura. Che i nostri antenati nel 10.000 a. C. siano stati così abili è una scoperta archeologica che cancella convinzioni durate a lungo sull'origine della civiltà. In quanto alle sculture, perché alcuni animali sono stati scelti e altri no? Perché le rappresentazioni non sembrano avere un'organizzazione chiara ed evidente, ma sembrano essere una raccolta casuale? La verità è: non lo sappiamo. Nelle civiltà successive, tutti questi animali hanno ricevuto degli attributi divini. Alcune culture hanno scelto di dipingere dei serpenti perché questi naimali cambiano la pelle, che essi consideravano simbolo di rinascità. Altre hanno optato per lo stesso animale per motivi diversi. Sino ad ora, non c'è alcun mezzo per conoscere le credenze dei creatori e di coloro che risiedevano a de Göbekli Tepe.


Alcuni osservatori hanno evidenziato che alcune delle gru sono dipinte con ginocchia simili a quelli degli uomini ed hanno suggerito che una forma di sciamanesimo è stato praticato in questo tempio. I siti fratelli hanno rivelato delle sculture rappresentanti un intreccio animale ed umano, in particolare quella con un corpo di uccello ed una testa umana. Gli Egiziani, migliaia di anni dopo, hanno utilizzato questo simbolo come uno geroglifico rappresentante il ba, l'anima dell'uomo liberata dal corpo al momento del decesso o durante il volo sciamanico.

 

Andrew Collins ha particolarmente insistito sul potenziale sciamanico di questi siti nell'attuale Turchia. L'immagine della donna nuda menzionata precedentemente descrive i suoi capelli a forma di cappella di fungo. Il lato di un pilastro a Göbekli Tepe comporta una serie di serpenti dalla testa a forma di fungo, quattro che scendono verso il basso ed un quinto che sale loro incontro, mentre l'altro mostra alcuni serpenti allacciati tra di loro che portano delle cappelle di fungo, otto emergono sulla cima ed un nono in basso. È questa la prova di un rituale implicante i funghi allucinogeni o sostanze simili che alterano la psiche?


Jerf-el-Ahmar.jpgSito di Jerf el-Ahmar


 

Delle ossa di avvoltoio sono state trovate a Nevali Cori, Göbekli Tepe e Jerf el-Ahmar (in Siria). Un sito di grotta comunitaria, Shanidar, nei monti Zagros nel nord dell'Iraq, conteneva una serie di ali di uccelli recise ricoperte di ocra rossa. I resti sono stati datati al 8.870 a. C. Le ali si presumono siano state utilizzate in alcune cerimonie, ma come resta ignoto.

 

shanidar.jpgGrotta di Shanidar

 

 


Catal_Hoyuk_avvoltoi.jpgRappresentazione di avvoltoi da Çatal Höyük.

 

 

 

Tuttavia, si sa che, in un passato remoto, la gente di questa regione poneva i corpi dei morti su delle grandi strutture e lasciavano che gli avvoltoi mangiassero la carne dei morti. Le rappresentazioni di una tale scarnificazione neolitica sono state trovate su un affresco a Çatal Höyük. Fatto interessante, delle ossa umane sono state recentemente trovate nel suolo che riempivano le nicchie dietro i megaliti a Göbekli Tepe. Schmidt afferma: "... gli antichi cacciatori portavano i cadaveri dei parenti qui, e li esponevano in nicchie aperte tra le pietre. I cadaveri erano in seguito scarnificati. "Non soltanto gli avvoltoi ma anche gli animali selvatici sembrano aver preso parte a questo rituale. Questo può spiegare perché un così gran numero di animali è rappresentato sui pilastri a T: forse il popolo che ha costruito questi siti ha creduto che "qualcosa" dei morti viveva in questi animali.


scarnificazione.jpgScarnificazione rituale.

 

Culla della civiltà

 

 

Sappiamo che Göbekli Tepe ed i suoi siti fratelli hanno respinto l'età delle costruzioni monolitiche, molto più lontano nel tempo. In precedenza, abbiamo cercato dei monumenti come Stonehenge e le piramidi d'Egitto, ma ora,constatiamo che i nostri antenati hanno trasportato delle pieter massicce per le loro costruzioni 12.000 anni fa circa. Anche se una struttura come la Sfinge fosse improvvisamente ritrovata e risalente a 10.000 anni fa, la reazione immediata sarebbe ora: "E allora? non è unica". D'altronde, se le date di alcuni di questi siti in Turchia anticipano il tempo presunto dal calendario degli avvenimenti come la scomparsa di Atlantide o il Diluvio Universale, ciò significa che questi antenati più antichi non possono essere considerati come "sopravvissuti di un diluvio".

 

La nostra storia antica è diventata molto più interessante e complessa. Le culture che sono seguite alla creazione di Göbekli Tepe hanno addomesticato i porci, le pecore, i bovini e le capre e le specie di cereali coltiva come il farro. Infatti, una recente analisi ha dimostrato che la prima cultura di cereale addomesticato è avvenuta a Karacadag, una montagna a 32 chilometrida Göbekli Tepe. Gli altri cereali addomesticati, come la segale e l'avena provenivano anch'essi da qui. Secondo Schmidt, quest'avventura è iniziata verso l'8000 a. C.

 

È facile ed allettante considerare questa regione come "la culla della civiltà", ma il fatto è che è già stato provato che il mais è stato concepito in Messico all astessa data, sottolineando il modo in cui le frontiere della "civiltà" sono respinte sui due continenti. Infatti, esistono delle prove che le pecore di Barbaria sono state allevate dai nostri antenati nel nord Africa sin dal 18.000 a. C. Inoltre, alcuni semi di farro sono stati trovati sul sito palestinese di Nahal Oren, che suggerisce che la coltivazione di questa pianta è avvenuta sin dal 14.000 a. C.

 

È chiaro, ad ogni modo che Göbekli Tepe non è isoalata. Può ricevere molta attenzione, ma un altro sito, Karahan Tepe, a 63 chilometri ad est di Urfa sui monti TEKTEK, merita attenzione. Scoperto nel 1997 e studiato dall'archeologo Bahattin Çelik della Società di storia turca, è stato datato tra il 9.500-9.000 a. C. C'è un certo numero di pilastri a T, così come degli altorilievi di un serpente e altre sculture simili a quelle di Göbekli Tepe. Coprendo una superficie di 325.000 mq, Karahan Tepe è molto più grande di Göbekli Tepe. I pilastri di pietra sono distanziati ad 1,5 a 2,0 metri e sporgono dal terreno, aspettando che un archeologo li porti del tutto alla luce. Altre pietre scolpite includono un torso martoriato di un uomo nudo e della pietra levigata con forme di capre, gazzelle e conigli.

 

È Troppo presto per trarre delle conclusioni straordinarie su questi siti, a parte il fatto che la nostra storia non è più così come la conoscevamo. Ma proprio come Gerico ha in parte dimostrato che la Bibbia contiene dei fatti storici, questi siti possono anch'essi dimostrare alcuni dei miti sumerici, che affermano che l'agricoltura, l'allevamento e la tessiturasono stati dati all'umanità da sacro monte Du-Ku, che era abitato dalle divinità Annuna. Benché sia poco probabile che questa montagna sia stata Göbekli Tepe, siamo probabilmente nelle vicinanze del monte Taurus.


Intorno all'8.000 a. C., i discendenti dei creatori di Göbekli Tepe si ribellano contro le realizzazioni dei loro antenati ed il loro tempio è stato sepolto sotto tonnellate di terra, creando così la collina artificiale, il "ventre", che vediamo oggi. La ragione per la quale essi hanno fatto ciò è sconosciuta, benché la decisione ha conservato il monumento per i posteri, benché ciò implicò anche una quantità straordinaria di tempo e di fatica. Schmidt sostiene che il paesaggio locale ha cominciato a cambiare durante quest'epoca:che gli alberi venivano abbattuti, il suolo cominciò a perdere la sua fecondità, la regione è diventata arida e nuda, e le persone erano costrette a spostarsi altrove. Forse è in questo momento che essi hanno cominciato la loro discesa e che, mille anni dopo, fondarono ciò che chiamiamo la civiltà sumera? Un tale scenario è soltanto una delle possibilità.

 

Anche nell'Egitto antico, delle costruzioni religiose erano spesso abbandonate se non smantellate dopo un certo periodo perché appartenevano ad un "ciclo" di tempo particolare oramai trascorso. Se questo fosse il caso di Göbekli Tepe, ciò vorrebbe dire che la conoscenza dell'astronomia* è più antica di molti millenni. Gli ultimi cinque anni hanno così radicalmente modificato la nostra comprensione del periodo tra il 10.000 ed il 4.000 a. C., più precisamente il livello di "civiltà" che i nostri antenati avevano raggiunto durante quest'epoca, che ciò non dovrebbe essere del tutto una sorpresa. E sembra che sia un dato di fatto che da qualche parte, delle città, ancora più antiche siano in attesa di essere scoperte.

 

Tuttavia, è altrettanto chiaro che entrare nella mentalità di questi cacciatori-raccoglitori, come essi vedevano questi animali e ciò che essi credevano accadesse dopo la morte, è un argomento difficile, che richiederà anni di studio. Ahimè, è un campo in cui pochi archeologi osano arrischiarsi, e molto probabilmente, essi salteranno da un sito all'altro, come hanno fatto per molti decenni, e scopriranno "soltanto" il fatto che la civiltà è molto più antica di quanto non lo si era supposto. Già altri siti sono in competizione con Göbekli Tepe. Il sito menzionato in precedenza Jerf d’el-Ahmar, situato lungo l'Eufrate in Siria, è stato datato tra il 9.600-8.500 a. C. Altri siti presenteranno certamente presto le loro candidature. È probabile che tutti riveleranno di fare parte della nostra storia, ma non così come la conosciamo.

 

 


Phil Coppens

 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

* Più che dell'astronomia in termini generici, del meccanismo della precessione degli equinozi, concetto centrale e fondativo della mentalità arcaica di tutte le culture mondiali, nozione trasmessa esotericamente sino ai nostri giorni attraverso il mito, l'iconografia sacra, l'architettura e l'urbanistica. Cfr. Giorgio de Santillana, Il mulino di Amleto e l'opera pionieristica "soppressa" di Charles François Dupuis L'Origine de tous les cultes del 1795 (nota del traduttore).

 

 

 

 

 

LINK al post originale:

Göbekli Tepe: the world's oldest temple

 

 

LINK al post francofono:

Gõbekli Tepe: le plus vieux temple du monde

 

 

 

LINK pertinenti alla tematica trattata:

A Malta, dei templi megalitici tra i più antichi del mondo

 

Yonaguni, la misteriosa piramide sottomarina

 

Le origini e la diffusione del Patrismo nella Saharasia

 


 

 

 

  Video You Tube:

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29 giugno 2011 3 29 /06 /giugno /2011 08:00

 

Un autore che può anche non piacere, per un motivo o un altro, ma che sul piano della denuncia civile e politica ha semplicemente dedicato, è il caso di dirlo, la vita. Un esempio reale, storico, di cosa sia realmente la "democrazia", quella vera. Perdoniamo volentieri la ingenua, ma non troppo, superficialità del giudizio Pasoliniano sulla asetticità politico-morale dell'allora Partito comunista. La fede è una grande cosa, peccato che accechi e porti magari a credere che i poliziotti siano semplicemente figli di poveri ed i contestatori (anche del PCI dei semplici piccolo borghesi).

 

Per il resto aveva visto giusto e cominciato a denunciare in modo mirato ed esatto il potere, e soprattutto a scrivere su importanti riviste, ed anche, in modo nemmeno troppo allegorico un romanzo denuncia, Petrolio, che non gli hanno dato modo di portare a termine e ad esprimere le proprie concezioni nei confronti del vero grugno del potere in quel film,  Salò o Le 120 giornate di Sodoma che ebbe appena il tempo di terminare.
 

 

 

 

Cos'è questo golpe? Io so

 


pasolini pier paolo

 


di Pier Paolo Pasolini

 



Io so.


Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe" (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere).


Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.

 


1969_piazza_fontana.jpg


Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.

 

 

piazzadellaloggia1974.jpg

Brescia, Piazza della Loggia, 1974.

 

 

 

 

 

italicus1974.jpg

Italicus, 1974

 

 

 

Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di "golpe", sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.

 

 

 

 

Cossiga Francesco Jiunio Borghese Giovanni De Lorenzo   Gelli_tessera_fascio.jpg
  Kossiga Franz Junio Valerio Borghese
  Giovanni de Lorenzo
  Licio Gelli "il giovane".


 

 

 

Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).


 


 

cia-sealIl "segno" del grande fratello planetario.

 



Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il '68, e in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del "referendum".



referendum1974



Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.


 

Giorgio almirante pino rauti   Pino Romualdi miceli generale
Giorgio Almirante
 Pino Rauti
 Pino Romualdi
 Vito Miceli



Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.


Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.


Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.

 

 

 

Il delitto Pasolini, 01 di 03. 

 

 


Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.

 

 

 

    Il delitto Pasolini, 02 di 03. 

 

 


Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il mio "progetto di romanzo", sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il '68 non è poi così difficile.


Tale verità - lo si sente con assoluta precisione - sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio. Ultimo esempio: è chiaro che la verità urgeva, con tutti i suoi nomi, dietro all'editoriale del "Corriere della Sera", del 1° novembre 1974.

 

 

 

  Il delitto Pasolini, 03 di 03. 

 

 

 


Probabilmente i giornalisti e i politici hanno anche delle prove o, almeno, degli indizi.

 

 

  selva.jpg   berlinguer.jpg    
Gustavo Selva   Enrico Berlinguer
   



Ora il problema è questo: i giornalisti e i politici, pur avendo forse delle prove e certamente degli indizi, non fanno i nomi.


A chi dunque compete fare questi nomi? Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, e, inoltre, non ha, per definizione, niente da perdere: cioè un intellettuale.


Un intellettuale dunque potrebbe benissimo fare pubblicamente quei nomi: ma egli non ha né prove né indizi.

 

 

Omicidio Pasolini, Filmato inedito di Sergio Citti, 01 di 02.  

 

 


Il potere e il mondo che, pur non essendo del potere, tiene rapporti pratici col potere, ha escluso gli intellettuali liberi - proprio per il modo in cui è fatto - dalla possibilità di avere prove ed indizi.


Mi si potrebbe obiettare che io, per esempio, come intellettuale, e inventore di storie, potrei entrare in quel mondo esplicitamente politico (del potere o intorno al potere), compromettermi con esso, e quindi partecipare del diritto ad avere, con una certa alta probabilità, prove ed indizi.

 

 

 

 Omicidio Pasolini, Filmato inedito di Sergio Citti, 02 di 02.  

 

 


Ma a tale obiezione io risponderei che ciò non è possibile, perché è proprio la ripugnanza ad entrare in un simile mondo politico che si identifica col mio potenziale coraggio intellettuale a dire la verità: cioè a fare i nomi.


Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.


All'intellettuale - profondamente e visceralmente disprezzato da tutta la borghesia italiana - si deferisce un mandato falsamente alto e nobile, in realtà servile: quello di dibattere i problemi morali e ideologici.

 

 


 Il caso Pasolini, 01 di 05.  

 

 


Se egli vien messo a questo mandato viene considerato traditore del suo ruolo: si grida subito (come se non si aspettasse altro che questo) al "tradimento dei chierici" è un alibi e una gratificazione per i politici e per i servi del potere.


Ma non esiste solo il potere: esiste anche un'opposizione al potere. In Italia questa opposizione è così vasta e forte da essere un potere essa stessa: mi riferisco naturalmente al Partito comunista italiano.

 

 


  Il caso Pasolini, 02 di 05.  

 

 


È certo che in questo momento la presenza di un grande partito all'opposizione come è il Partito comunista italiano è la salvezza dell'Italia e delle sue povere istituzioni democratiche.


Il Partito comunista italiano è un Paese pulito in un Paese sporco, un Paese onesto in un Paese disonesto, un Paese intelligente in un Paese idiota, un Paese colto in un Paese ignorante, un Paese umanistico in un Paese consumistico. In questi ultimi anni tra il Partito comunista italiano, inteso in senso autenticamente unitario - in un compatto "insieme" di dirigenti, base e votanti - e il resto dell'Italia, si è aperto un baratto: per cui il Partito comunista italiano è divenuto appunto un "Paese separato", un'isola. Ed è proprio per questo che esso può oggi avere rapporti stretti come non mai col potere effettivo, corrotto, inetto, degradato: ma si tratta di rapporti diplomatici, quasi da nazione a nazione. In realtà le due morali sono incommensurabili, intese nella loro concretezza, nella loro totalità. È possibile, proprio su queste basi, prospettare quel "compromesso", realistico, che forse salverebbe l'Italia dal completo sfacelo: "compromesso" che sarebbe però in realtà una "alleanza" tra due Stati confinanti, o tra due Stati incastrati uno nell'altro.

 

 

Il caso Pasolini, 03 di 05. 



Ma proprio tutto ciò che di positivo ho detto sul Partito comunista italiano ne costituisce anche il momento relativamente negativo.


La divisione del Paese in due Paesi, uno affondato fino al collo nella degradazione e nella degenerazione, l'altro intatto e non compromesso, non può essere una ragione di pace e di costruttività.


Inoltre, concepita così come io l'ho qui delineata, credo oggettivamente, cioè come un Paese nel Paese, l'opposizione si identifica con un altro potere: che tuttavia è sempre potere.

 

 

 

    Il caso Pasolini, 04 di 05. 



Di conseguenza gli uomini politici di tale opposizione non possono non comportarsi anch'essi come uomini di potere.


Nel caso specifico, che in questo momento così drammaticamente ci riguarda, anch'essi hanno deferito all'intellettuale un mandato stabilito da loro. E, se l'intellettuale viene meno a questo mandato - puramente morale e ideologico - ecco che è, con somma soddisfazione di tutti, un traditore.


Ora, perché neanche gli uomini politici dell'opposizione, se hanno - come probabilmente hanno - prove o almeno indizi, non fanno i nomi dei responsabili reali, cioè politici, dei comici golpe e delle spaventose stragi di questi anni? È semplice: essi non li fanno nella misura in cui distinguono - a differenza di quanto farebbe un intellettuale - verità politica da pratica politica. E quindi, naturalmente, neanch'essi mettono al corrente di prove e indizi l'intellettuale non funzionario: non se lo sognano nemmeno, com'è del resto normale, data l'oggettiva situazione di fatto.

 

 

 

Il caso Pasolini, 05 di 05. 

 

 


L'intellettuale deve continuare ad attenersi a quello che gli viene imposto come suo dovere, a iterare il proprio modo codificato di intervento.


Lo so bene che non è il caso - in questo particolare momento della storia italiana - di fare pubblicamente una mozione di sfiducia contro l'intera classe politica. Non è diplomatico, non è opportuno. Ma queste categorie della politica, non della verità politica: quella che - quando può e come può - l'impotente intellettuale è tenuto a servire.


Ebbene, proprio perché io non posso fare i nomi dei responsabili dei tentativi di colpo di Stato e delle stragi (e non al posto di questo) io non posso pronunciare la mia debole e ideale accusa contro l'intera classe politica italiana.


E io faccio in quanto io credo alla politica, credo nei principi "formali" della democrazia, credo nel Parlamento e credo nei partiti. E naturalmente attraverso la mia particolare ottica che è quella di un comunista.


Sono pronto a ritirare la mia mozione di sfiducia (anzi non aspetto altro che questo) solo quando un uomo politico - non per opportunità, cioè non perché sia venuto il momento, ma piuttosto per creare la possibilità di tale momento - deciderà di fare i nomi dei responsabili dei colpi di Stato e delle stragi, che evidentemente egli sa, come me, non può non avere prove, o almeno indizi.


Probabilmente - se il potere americano lo consentirà - magari decidendo "diplomaticamente" di concedere a un'altra democrazia ciò che la democrazia americana si è concessa a proposito di Nixon - questi nomi prima o poi saranno detti. Ma a dirli saranno uomini che hanno condiviso con essi il potere: come minori responsabili contro maggiori responsabili (e non è detto, come nel caso americano, che siano migliori). Questo sarebbe in definitiva il vero Colpo di Stato.

 

 

 

[A cura di Ario Libert]


 

 

LINK al post originale:

Pasolini, Io so

 

 

Aldo Giannuli,  Pci e stragi, la politica del silenzio 

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19 giugno 2011 7 19 /06 /giugno /2011 07:00

 

 

19 giugno: l'impulso?

 

 


 

 

 

 

Gli indignati hanno un mese! un mese di indignazione, di occupazione, di occupazione e di riflessione. Un mese durante il quale la parola è stata liberata, rimessa tra le mani del popolo. Un popolo che si emancipa e reimpara a pensare da se stesso, al di fuori degli imbroglioni politici, avidi di potere, di yachts, di donne delle pulizie e di tante altre cose.

 

Un mese dopo, cosa ne è del movimento? A Madrid, gli indignati hanno deciso di togliere il campo. Sloggiano? Lungi da ciò, 3 settimane di riflessione hanno portato a prendere delle decisioni. La riflessione lascerà posto alle aziojni, le idee fioriscono dappertutto. Accampamento davanti al Parlamento, sciopero, manifestazione. Di tutte le idee, una di esse consisteva in una giornata d'azione internazionale. È un'idea dell'assemblea di Barcellona. Un 19 giugno per svegliare i popoli, affinché la ripresa in mano sia globale. "Peope of Europe, RISE UP" essi avevano scritto su una bandiera durante la prima settimana del movimento.

 

 


Manifestazione in Francia

 

Non si reprime, si inquadra...

 

 

 

 

Oggi il risveglio è ancora timido. Gli assembramenti continuano a coinvolgere numerose città tutte le sere, tuttavia il numero di indignati nelle assemblee aumenta poco a vote nient'affatto. Cosa manca a quei Francesi di cui le conquiste sociali sono ogni giorno un po più risicate? Cosa manca a quegli Italiani per cacciar via Berlusconi a calci in culo? Al di fuori del mondo Arabo, della Spagna  della Grecia, la scintilla non ha ancora incendiato la collera di coloro che sgobbano e restano sino ad ora silenziosi.

 

Il 19 giugno, sono centinaia di città nel mondo, che saranno investite da un'ondata di indignazione. Resta da definire l'altezza dell'ondata! La Germania, l'Austria, il Belgio, la Spagna, gli Stati Uniti, la Francia, la Danimarca, la Gran Bretagna, l'Irlanda, l'Italia, il Giappone, il Lussemburgo, la Norvegia, l'Olanda, la Polonia, il Portogallo, la Repubblica Ceca, la Romania, la Serbia, la Svizzera, uno sguardo rapido dei paesi coinvolti per vedere che il movimento sarà veramente mondiale ma riguarderà prioritariamente questa volta dei paesi sviluppati.

 

In Spagna, il 19 giugno sarà il giorno della partenza di 5 carovane in direzione di Madrid. Esse vi giungeranno il 17 luglio con l'obiettivo di "occupare Madrid, paralizzare la città e rifondare la democrazia", secondo uno dei rappresentanti del movimento di Barcellona.

 

L'iniziativa proposta dall'Assemblea di Barcellona era stata accettata il 5 giugno dai rappresentanti delle assemblee di 56 città! Le carovane partiranno dalle città di Barcellona, San Sebastian (Donostia), La Coruna, Cadice e Valenzia. In ogni città che esse attraverseranno, organizzeranno una marcia che permetterà di informare della convergenza di tutti su Madrid il 17 luglio. L'obiettivo della carovana permetterà così di implicare il massimo di persone nel movimento.

 

L'anno 2011 è, ricordiamolo, l'anno di tutte le possibilità. L'impulso avverrà fuori dalla Spagna e dalla Grecia? Lo vedremo alla prossima puntata.

 

 

 

Raphaël Rezvanpour

 

 

 

 

 

 

Noi siamo gli indignati, gli anonimi, i senza voce. Eravamo in silenzio, in ascolto. Osservavamo. Ma non quelli che erano in alto, coloro che reggono le redini, ma un po' ovunque, là dove siamo tutti e tutte in attesa del momento per unirci.

 

I partiti, associazioni e sindacati non ci rappresentano. Non è tuttavia quel che ci auguriamo, perché ognuno rappresenta se stesso. Vogliamo concepire e costruire il migliore dei mondi possibili. insieme lo potremo e lo faremo. Senza paura.

 

Le prime scintille sono scoccate nei paesi arabi, dove centinaia di migliaia di persone hanno occupato le piazze e le strade allo scopo di ricordare ai loro governi che il popolo detiene il vero potere. Poco dopo gli islandesi si sono impadroniti delle strade per esprimersi e decidere del loro avvenire; il popolo spagnolo non ha tardato a riempire piazze dei quartieri, dei villaggi e di altre città.

 

Attualmente, la fiamma della contestazione si è propagata rapidamente ad altri paesi come la Francia, la Grecia, il Portogallo, l'Italia e la Turchia. Nel frattempo degli echi sorgono in America, in Asia e numerosi focolai di contestazione appaiono un po' ovunque. I problemi sono globali e la rivoluzione sarà globale anch'essa, senza questo il nostro appello non potrebbe sussistere. Il momento è giunto di recuperare i nostri spazi pubblici per discutere e costruire tutti insieme l'avvenire.

 

Il 19 giugno facciamo appello alla #Globalrivoluzione. Vi invitiamo ad agire pacificamente sulle piazze pubbliche, vi invitiamo alla creazione di spazi di incontro, di dibattito e di riflessione. É nostro dovere recuperare lo spazio pubblico e di decidere insieme il mondo che vogliamo.

Impadronisciti della piazza!!! Impadronisciti della strada!!! #Globalrevolution

 

Popolo del mondo, alzati!!!

 


 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

 

LINK al post originale:

19 juin: le déclic?

 

 

LINK pertinenti all'argomento:

Manifesto politico degli Indignati


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17 giugno 2011 5 17 /06 /giugno /2011 20:16

 

 

Un'indignazione mondializzata!

 

 

 

indignazione_mondializzata.png


 di Raphaël Rezvanpour


 

 

Il movimento degli Indignati proveniente dalla Spagna ha sin dal 20 maggio scorso superato una svolta mondiale. Questo movimento sorprende per la sua spontaneità e la sua rapidità di propagazione poiché 5 giorni dopo il suo lancio in Spagna e malgrado un totale black out mediatico, è l'insieme del globo che era coinvolto dall'ondata degli indignati. Dalla Spagna alla Scandinavia, dall'America del Nord all'America del Sud, in Asia ed in Oceania, le occupazione di piazze si cono rapidamente moltiplicate per raggiungere la cifra di 413 venerdì 20 maggio (vedere la cartina sopra).

 

 

 


In Francia, il movimento è iniziato con degli espatriati e studenti spagnoli sin dal 20 maggio. Una decina di città sono allora coinvolte tra le quali Parigi, Grenoble, Tolosa, Nizza, Monpellier, Rennes, Nancy. Si contano allora 300 persone a Parigi, 150 a Grenobles e 150 a Tolosa, le cifre delle altre città non sono note. I tre assembramenti sono gestiti come nella maggior parte delle altre città mondiali. Nei giorni seguenti, l'ondata di protesta va progressivamente estendendosi ad una ventina, poi ad una trentina di città in Francia la domenica del 29 maggio. All'interno dei assembramenti, moltissimi francesi anch'essi indignati dalla mancanza di democrazia. Il numero di indignati presenti nelle assemblee rimane tuttavia stabile nella maggior parte delle città; da qualche decina a qualche centinaia di persone. Le assemblee si dotano di commissioni ognuna specializzata in un compito. Troviamo così delle commissioni azioni per organizzare diversi avvenimenti, delle commissioni comunicazioni che gestiscono l'aspetto visivo ed informativo del movimento, delle commissioni internazionali per mettersi in collegamento con le assemblee degli altri paesi  e molte altre ancora.

 


 

 

 


La Grecia, paese duramente colpito dalla crisi è raggiunta dal movimento soltanto nell'ultima settimana di maggio. Il movimento, anche lì spontaneo, è organizzato attraverso le reti sociali come facebook e twitter. La piazza in questione e situata davanti al parlamento Greco raduna rapidamente migliaia di persone. Domenica 29 maggio, la folla raggiunge dalle 30.000 alle 100.000 persone. Un record dall'inizio della crisi economica! In Italia, Germania, Portogallo, Grecia, Francia... un po' ovunque, il movimento attecchisce nel frattempo. La mondializzazione dell'informazione in diretta grazie ad internet ha permesso all'indignazione di mondializzarsi anch'essa. Sono infine gli stessi meccanismi all'opera durante la propagazione della primavera araba. Il 20 maggio, decine, centinaia di pagine di indignati fioriscono su facebook. "Democracia Real Ja", in Spagna (380.000 abbonati); "Réelle Démocratie Maintenant" in Francia (8000 abbonati), "Democrazia reale ora" in Italia (23.000 abbonati), ecc. Su twitter, alcune parole chiave informano del movimento; #spanichrevolution o #frenchrevolution ad esempio. Di fronte al black out mediatico, il movimento si è organizzato ed ha creato il suo proprio sistema di diffusione dell'informazione. A questo proposito, aggiungiamo che un sito è stato creato in Francia per centralizzare l'insieme delle informazioni, si tratta di "http://reelledemocratie.fr/".

 

 

 


 

 

 


Verso un'amplificazione del movimento?


In Francia, è Parigi che ha conosciuto questa domenica un balzo in avanti nel numero di indignati. Un assembramento previsto una settimana prima è stato organizzato domenica 29 maggio alle ore 14 a piazza della Bastiglia. L'asemblea parigina che sino ad allora radunava tra le 300 e le 500 persone si è allora moltiplicata per 7 o 8! Infatti, non sono meno di 2.300 persone che si sono radunate nel pomeriggio. In serata, gli indignati hanno voluto organizzare un accampamento ma i CRS sono intervenuti con la forza per farli sloggiare. Si sono contati alcuni feriti leggeri e molte interpellanze. Questo intervento ci ricorda che il sistema costituito non si lascerà così facilmente contestare. Tuttavia, come a Barcellona, la repressione, e non sembra lo abbiano capito non avrà che una conseguenza, rafforzare gli indignati nelle loro convinzioni ed amplificare il movimento!


Raphaël Rezvanpour

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

 

LINK:

Une indignation mondialisée!

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16 giugno 2011 4 16 /06 /giugno /2011 18:45

 

 

Grecia: Una rivolta senza precedenti taciuta dai media


 

grecia_indignati.png


 

È oramai a centinaia di migliaia che gli Indignati greci dichiarano la guerra ai loro carnefici liberali! Due settimane dopo il suo inizio, il movimento degli "Indignati" greci fa tracimare le piazze delle città del paese con folle enormi che urlano la loro collera, e fa tremare il governo Papandreou ed i suoi sostenitori locali e internazionali. Non è più né una semplice protesta né una mobilitazione di ampiezza contro le misure d'austerità. Oramai, è una vera rivolta popolare che investe la Grecia! Una rivolta che grida alto e forte il suo rifiuto di pagare "la loro crisi" e "il loro debito" vomitando sul bipartitismo neoliberale se non l'insieme di un personale politico giunto a fine corsa.

 

grecia_vignetta.jpg

La fatica di Sisifo.

 


 

Quanti erano in Piazza Syntagma (piazza della Costituzione) al centro di Atene, di fronte al Parlamento, domenica 5 giugno 2011? Difficile a dirsi perché una delle particolarità di questi assembramenti popolari è che, in mancanza di discorsi centrali o di concerto, vi è un va e vieni permanente di manifestanti. Ma, tenendo conto dei responsabili della metropolitana di Atene, che sanno come calcolare il numero dei loro passegeri, c'è stato un minimo di 250.000 persone confluite a Syntagma in questa serata memorabile! In somma, diverse centinaia di migliaia se si aggiungono le folle "storiche" riunite nelle piazze centrali di altre città greche.

 

grecia_vignetta2.jpg

 

In questo momento si impone quindi un'interrogativo: come è possibile che un tale movimento di massa che, per di più sta per far crollare un governo greco al centro dell'interesse europeo, sia passato in un silenzio assordante in tutti i media occidentali? Durante, i suoi primi 12 giorni, praticamente con una parola, non un'immagine di queste folle senza precedenti urlano la loro collera contro il FMI, la Commissione Europea, la Troïka (FMI, Commissione Europea e Banca centrale europea) ed anche la signora Merkel ed il gotha neoliberale internazionale. Assolutamente nulla. Tranne di tanto in tanto, qualche riga sulle "centinaia di manifestanti" per le strade di Atene, all'appello della CGT greca. Strana predilezione per le manifestazioni scheletriche dei burocrati sindacali totalmente ignorate dal momento in cui a centinaia di metri più in là enormi folle manifestano sino a tardi dopo la mezzanotte da due settimane...

 

grecia_vignetta3.jpgDa dove sono sbucati?!


 

Si tratta del tutto semplicemente di una censura dalle dimensioni ignote sino ad oggi. Di una censura politica molto organizzata e metodica, motivata dalla preoccupazione di bloccare il contagio di questo movimento greco, di impedire di espandersi a macchia d'olio in Europa! Di fronte a questa nuova arma della Santa Alleanza dei tempi moderni, si dovrà reagire tutti insieme, sia per denunciare questo scandalo sia per trovare i mezzi per aggirare questa proibizione di informare le pubbliche opinioni, attraverso lo sviluppo della comunicazione tra i movimenti sociali di tutta l'Europa e la creazione ed il rafforzamento dei nostri propri mezzi di informazione alternativi...


 

grecia_vignetta4.jpgIl debito della Grecia trascinerà anche l'area dell'euro.


 

Ritornando agli Indignati greci (Aganaktismeni, in greco), bisogna notare che si tratta di un movimento sempre più popolare o anche plebeo, ad immagine di una società greca modellata da 25 anni di assoluto dominio dell'ideologioa (neoliberale) cinica, patriottarda, razzista ed individualista che ha trasformato tutto in merce. È per questo che l'immagine che ne emerge è spesso contraddittoria, unendo il meglio al peggio nelle idee come negli atti di ognuno dei manifestanti! Come ad esempio, quando la stessa persona manifesta in modo ostentato un patriottismo greco dai tratti razzisti sventolando nel contempo una bandiera tunisina (o spagnola, egiziana, portoghese, irlandese ed argentina) per manifestare la sua solidarietà... internazionalista ai popoli in lotta di questi paesi.


 

grecia_cartina.jpgA macchia d'olio.


 

Dobbiamo allora dedurne di essere in presenza di una folla di manifestanti schizofrenici? Assolutamente no. Così come non vi sono miracoli, né rivolte sociali politicamente "pure", il movimento degli Indignati greci si radicalizza a vista d'occhio rimanendo segnato da questi 25 anni di disastro sociale e morale. Ma, attenzione: tutte le sue "tare" si subordinano alla sua caratteristica principale che è il suo rigetto radicale del Memorandum, della Troïka, del debito pubblico, del governo, dell'austerità, della corruzione, di questa finta democrazia, della Commissione Europea, insomma del sistema nel suo insieme!

 

 


 

grecia_vignetta5.jpg

 

Non è dunque un caso che le centinaia di migliaia di Indignati greci si spolmonino da 14 giorni ripetendo delle parole d'ordine eloquenti come "Non dobbiamo nulla, non vendiamo nulla, non paghiamo nulla"; "Non vendiamo e non ci vendiamo"; "Che se ne vadano ora tutti, Memorandum, Troïka, governo e debito" o "Restiamo finché non se ne andranno". È un fatto che delle parole d'ordine di questo genere uniscano tutti i manifestanti, come d'altronde tutto ciò che ha a che fare con il rifiuto  di assumere e pagare il debito pubblico [1]. È d'altronde per questo che la campagna dell'Iniziativa per una Commissione di studio del debito pubblico ottiene un reale successo praticamente in tutto il paese. Il suo stand in Piazza Syntagma è permanentemente assediato da una folla di persone che vogliono firmare il suo appello [2] o offrire loro servizi come volontari...

 

grecia06.jpg

 

Dapprima quasi del tutto privi di organizzazione, gli Indignati di Syntagma si sono dati progressivamente un'organizzazione di cui il vertice è l'Assemblea popolare che attira ogni sera alle ore 21.00 alcune centinaia di partecipanti davanti ad alcune migliaia di ascoltatori molto attenti. I dibattiti sono spesso di una grande qualità (per esempio sul debito pubblico), superando di molto tutto quanto vi è di meglio sulle grandi catene televisive. E tutto ciò malgrado il rumore (siamo in pieno centro di una città di 4 milioni di abitanti), il via vai di decine di migliaia di persone e soprattutto, la composizione eterogenea di questi ascoltatori mostar in mezzo ad un accampamento permanente che somiglia a volte ad una vera Torre di Babele.

 


grecia07.jpgRaccolta differenziata

 

Vetro  Carta  Plastica  Lavoratori


 

Tutte queste virtù della "Democrazia diretta" sperimentata giorno dopo giorno a Syntagma, non devono farci dimenticare le sue debolezze, le sue ambiguità o le sue tare come ad esempio la sua allergia iniziale per tutto ciò che concerne i partiti, ai sindacati o a ogni collettività stabilita. Se è indiscutibile che questa avversione per i "partiti" è dominante nelle folle degli Indignati greci che hanno tendenza a respingere l'insieme del mondo politico senza distinzione, bisogna comunque notare l'evoluzione spettacolare dell'Assemblea Popolare, sia ad Atene che a Salonicco, che è passata dal rifiuto del sindacato all'invito di far di far approdare le loro manifestazioni a Syntagma affinché i loro lavoratori raggiungano gli Indignati...


 

grecia08.jpgSituazione economica della Grecia


 

Evidentemente, non è un segreto che, con il passar del tempo, vi sia stata una chiarificazione del paesaggio politico della Piazza Syntagma, la destra e l'estrema destra popolare essendo rappresentata tra la folla in alto del Palazzo, proprio davanti al Parlamento, e la sinistra radicale ed anarchicheggiante occupando la Piazza stessa e controllando l'Assemblea popolare ed il presidio permanente. Senza alcun dubbio, benché questa sinistra radicale dia il tono e lasci la sua impronta su tutte le attività e manifestazioni a Syntagma, le tonalità di un rosso profondo, non si può concludere che le diverse sfumature della destra populista, patriottarda, razzista o anche manifestamente neo-nazista cesseranno i loro tentativi di influenzare quest'immenso movimento popolare. Esse persisteranno e tutto dipende, in ultima analisi, dalla capacità dell'avanguardia del movimento di radicarlo profondamente nei quartieri, nei luoghi di lavoro e nelle scuole dotandolo nel contempo di obiettivi chiari che facciano da ponte tra i suoi enormi bisogni immediati e la sua rabbia vendicativa anti-sistema.

 


 

grecia09.jpg-E a te perché dà fastidio che la Commissione ci osservi al microscopio?

-A causa della nostra taglia.

 

 

 

 

Molto differente dal suo omologo spagnolo per le sue dimensioni, la sua composizione sociale, la sua radicalità e la sua eterogeneità politica, la Piazza Syntagma greca divide con la piazza Tahrir del Cairo o la Puerta del Sol di Madrid lo stesso odio per l'elite politica ed economica che accapparra e vuote di ogni contenuto la Democrazia parlamentare borghese ai tempi del neoliberalismo più arrogante ed inumano. Allo stesso tempo, è attraversato dallo stesso desiderio partecipativo, democratico e non violento che contraddistingue ogni rivolta popolare di quest'inizio del XXI secolo.

 

grecia_scontro_manifestanti_fascisti.jpgScontri tra manifestanti e fascisti.

 


 

La nostra conclusione non può essere che molto provvisoria: indipendentemente dalle conseguenze degli avvenimenti, che si annunciano già cataclismatici, il movimento attuale degli Indignati greci avrà segnato una svolta nella storia del paese. Oramai tutto è possibile e nulla non sarà più come prima...

 

 

 

 

Yorgos Mitralias

 

 

Yorgos Mitralias anima il comitato greco contro il debito che è membro della rete internazionale CADTM. Vedere il sito del comitato greco: comitato greco.

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]


 

 

 

 

LINK al post originale:

 Grèce: Une révolte sans précédent sous le silence des médias 

 

 

LINK pertinenti:

Appello mondiale alla #globalrivoluzione il 19 giugno!


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14 giugno 2011 2 14 /06 /giugno /2011 22:10

 

Uno spettro si aggira per il mondo? Sembrerebbe proprio di sì... 


 


 

Appello mondiale alla #globalrivoluzione il 19 giugno!

 


español – English – FRANÇAIS – ITALIAN – DEUTSCH – GREEK – PORTUGUÊS – JAPONÉS – BÚLGARO – HÚNGARO/MAGIAR- عربيّة

 

 

 

Spanish_protests_May_2011_-_Puerta_del_Sol_Madrid_-_People_.jpg

 

ITALIANO


Siamo gli indignati, gli anonimi, i senza voce. Eravamo in silenzio, ma ascoltavamo, e osservavamo tutto. Ma non per guardare verso l’alto, dove ci sono quelli che guidano il mondo, ma intorno a noi, dove ci troviamo tutti e tutte; e stavamo aspettando il momento di unirci.

 

Non ci rappresenta nessun partito, associazione o sindacato. E non vogliamo che sia così, perché ognuno rappresenta sé stesso. Vogliamo pensare tutti insieme a come creare un mondo dove le persone e la natura stiano al di sopra degli interessi economici.

Vogliamo progettare e costruire il migliore dei mondi possibili. Insieme possiamo farlo, e lo faremo. Senza paura.

 

Le prime scintille scoccarono nei paesi arabi, dove centinaia di migliaia di persone hanno occupato le piazze e le strade e hanno ricordato ai loro governi, che loro sono il vero potere. Dopodiché sono stati gli islandesi che scesero in strada per esprimersi e scegliere il proprio futuro; e poco dopo il popolo spagnolo ha occupato le piazze dei quartieri, dei paesi, delle cittá.

 

Ora questo fuoco si estende rapidamente in Francia, Grecia, Portogallo, Italia e Turchia, mentre arrivano echi dall’America e dall’Asia e nuove fiamme si accendono dappertutto. Se i problemi sono globali, la rivoluzione o sarà globale o non ci sarà. È ora di riprenderci i nostri spazi pubblici per discutere sul nostro futuro tutti e tutte insieme.

 

Il 19 giugno chiamiamo alla #Globalrevolution incitiamo l’occupazione pacifica delle piazze pubbliche e la creazione di spazi di incontro, dibattito e riflessione. É nostro dovere recuperare gli spazi pubblici e decidere insieme che mondo vogliamo.

 


Impadronisciti della piazza!!! Impadronisciti della strada!!!



#Globalrevolution

 


Popolo del mondo, alzati!!!

 

 


 

 

 


 

FRANÇAIS:

Nous sommes les indignés, les anonymes, les sans-voix. Nous étions silencieux, à l’ecoute. Nous observions. Non pas ceux d’en-haut, ceux qui tiennent les rênes, mais un peu partout, là où nous sommes toutes et tous à l’attente du moment pour nous unir.

Les partis, associations ou syndicats ne nous représentent pas. Ce n’est d’ailleurs pas ce que nous souhaitons, car tout un chacun est son propre représentant. Nous voulons réfléchir tous ensemble à un monde où individus et nature priment sur les intérêts économiques. Nous voulons concevoir et construire le meilleur des mondes possible. Ensemble nous le pouvons et nous le ferons. Sans peur.

Les premières étincelles se sont embrasées dans les pays arabes, où des centaines de milliers de personnes ont occupé les places et les rues afin de rappeler à leurs gouvernements que le peuple détient le véritable pouvoir. Peu après les islandais se sont emparés des rues pour s´exprimer et décider de leur avenir; le peuple espagnol n´a pas tardé à emplir les places des quartiers, des villages et des autres villes.

Actuellement, la flamme de la contestation s’est propagée rapidement à d´autres pays comme la France, la Grèce, le Portugal, l’Italie et la Turquie. Entre temps des échos surgissent en Amérique, en Asie et de nouveaux foyers de contestation apparaissent un peu partout. Les problèmes sont globaux et la révolution sera globale également, sans quoi notre appel ne saurait subsister. Le moment est venu de récupérer nos espaces publics pour discuter et construire tous ensemble l’avenir.

Le 19 juin nous faisons un appel à la #Globalrevolution. Nous vous invitons à agir pacifiquement sur les places publiques, nous vous invitons à la création d’espaces de rencontre, de débat et de réflexion. Il est de notre devoir de récupérer l’espace public et de décider ensemble du monde que nous voulons.

 


Empare-toi de la place! Empare-toi des rues!!

Peuple du monde, levez-vous!!!

 


Évènement Facebook français et liste des rendez vous: cliquez ici

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SPANICH

Somos los indignados, los anónimos, los sinvoz. Estábamos en silencio pero a la escucha, observando. No para mirar hacia arriba, donde están los que llevan las riendas del mundo, sino a los lados, donde estamos todas y todos, buscando el momento de unirnos.

 

No nos representan partidos, asociaciones o sindicatos. Tampoco queremos que así sea, porque cada cual se representa a sí mismo.Queremos pensar entre todos cómo crear un mundo donde las personas y la naturaleza estén por encima de intereses económicos. Queremos idear y construir el mejor de los mundos posibles. Juntos podemos y lo haremos. Sin miedo.

 

Las primeras chispas prendieron en los países árabes, donde cientos de miles de personas tomaron las plazas y calles recordando a sus gobiernos que ellos son el verdadero poder. Luego fueron los islandeses quienes salieron a las calles para expresarse y decidir su futuro; el pueblo español no tardó en tomar las plazas de barrios, pueblos y ciudades. Ahora la mecha se extiende rápidamente por Francia, Grecia, Portugal, Italia y Turquía, mientras llegan ecos de América y Asia y nuevos focos aparecen cada día por doquier. Si los problemas son globales, la revolución será global o no será. Es hora de recuperar nuestros espacios públicos para debatir y construir entre todas y todos el futuro.

 

El día 19 de junio llamamos a la #Globalrevolution. Llamamos a la ocupación pacífica de las plazas públicas y a la creación de espacios de encuentro, debate y reflexión. Es nuestro deber recuperar el espacio público y decidir juntos el mundo que queremos.

 

Toma la plaza!!! Toma las calles!!! #Globalrevolution .

People of the World, rise up!!!

takethesquare.net

#takethesquare

#globalrevolution

 

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English

We are the outraged, the anonymous, the voiceless. We were there, silent but alert, watching. Not gazing upward at the powers that be, but looking from side to side for the right time to unite with each other.

 

No political party, association or trade union represents us. Nor do we want them to, because each and every one of us speaks for her or himself. Together, we want to design and create a world where people and nature come first, before economic interests. We want to design and build the best possible world. Together we can and we will. Unafraid

 

The first sparks started to fly in the Arabic countries, where thousands of people took over streets and squares, reminding their governments where the real power lies. The Icelanders followed, taking to the streets to speak their mind and decide their future. And it wasn’t long before Spaniards occupied squares in neighborhoods, towns and cities. Now the flame is swiftly spreading through France, Greece, Portugal, Italy and Turkey, and the cries of peaceful demonstrators echo across America and Asia, where new movements are cropping up everywhere. Only a global revolution can confront global problems. The time has come for the woman and man in the street to take back their public spaces to debate and build a new future together.

 

This is a call to the #Globalrevolution on 19 June. We’re calling on people everywhere to peacefully occupy public squares and create spaces for debate, assembly and reflection. It’s our duty to reclaim the public arena and together forge the kind of world we want to live in.

 

Take the square!!! Take the streets!!!

People of the World, rise up!!!

takethesquare.net

#takethesquare

#globalrevolution

 

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GREEK

Είμαστε οι αγανακτισμένοι, οι ανώνυμοι, οι άναυδοι. Ενώ ήμασταν σιωπηλοί ακούγαμε και παρατηρούσαμε τους ανθρώπους. Δεν κοιτάζαμε όσους βρίσκονται πάνω μας, ασκώντας την παγκόσμια εξουσία, αλλα όλους όσους είναι διπλα μας, προσπαθώντας να βρίσκουμε τον τρόπο για να ενωθούμε όλοι μας.

 

Δε μας αντιπροσωπεύουν ούτε κόμματα, ούτε σύνδεσμοι, ούτε συνδικάτα. Ούτε το θέλουμε, επειδή ο καθένας αντιπροσωπεύει τον εαυτό του. Θέλουμε να σκεφτούμε τον τρόπο με τον οποιο θα δημιουργήσουμε έναν νέο κόσμο, όπου αποδίδεται περισσότερη σημασία στον άνθρωπο και στην φύση παρα στα οικονομικά συμφέροντα.

 

Οι ξεσηκωμοί άρχισαν στις Αραβικές χώρες όπου χιλιάδες άτομα κατέβηκαν στις πλατείες και στους δρόμους θυμίζοντας στους κυβερνώντες ότι ο λαός αποτελεί την πραγματική εξουσία. Ύστερα έκαναν το ίδιο οι Ισλανδοί, διαδηλώνοντας για να αποφασίσουν το μέλλον τους. Μετά, ο Ισπανικός λαός έσπευσε να κατεβει στις πλατείες των γειτονιών, των χωριων και των πόλεων. Τώρα η επανάσταση απλώνεται ραγδαία στην Γαλλία, στην Ελλάδα, στην Ιταλία και στην Τουρκια ενώ και στην Αμερική και στην Ασία έχουμε τα πρώτα σήματα της επανάστασης. Κάθε μέρα, σε οποιοδήποτε μέρος του κόσμου, ξεσπάει η οργή του λαου. Αφού τα προβλήματα αναλαμβάνουν μια παγκόσμια διάσταση, και η επανάσταση πρέπει να συμβεί σε όλο τον κόσμο. Αλλιώς, δε θα γίνει τίποτα. Τώρα πρέπει να ξανακερδίσουμε τους δημοσιους χώρους για να συζητήσουμε και να δημιουργήσουμε όλοι μας το μέλλον μας.

 

Στις 19 Ιουνίου σας καλούμε στην παγκόσμια επανάσταση. Σας καλούμε να κατεβείτε ειρηνικά στις πλατείες και να δημιουργήσετε σημεία συνάντησης, συζήτησις και στοχασμού. Πρέπει να ξανακερδίσουμε τους δημοσιους χώρους και να αποφασίσουμε όλοι μαζί το μέλλον που θέλουμε. Κατέβα στις πλατείες, κατέβα στους δρόμους! Παγκόσμια επανάσταση. Λαοί του κόσμου, ξεσηκωθείτε.

 

takethesquare.net

#takethesquare

#globalrevolution

 

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GALEGO

Somos os indignados, os anónimos, os que non temos voz. Estabamos en silencio, pero á escoita, observando. Non para mirar cara arriba, onde están os que levan as rendas do mundo, senón cara aos lados, onde estamos todas e todos, buscando o momento de unirnos.

 

Non nos representan partidos, asociacións nin sindicatos. E tampouco queremos que nos representen, porque cada un se representa a si mesmo. Queremos pensar entre todos e todas como crear un mundo onde as persoas e a natureza estean por enriba dos intereses económicos.

Queremos idear e construír o mellor dos mundos posibles. Xuntos podemos, e farémolo. Sen medo.

 

As primeiras chispas saltaron nos países árabes, onde centos de miles de persoas tomaron as prazas e rúas lembrando aos seus gobernos que eles son o verdadeiro poder. Logo foron os islandeses quen saíron ás rúas para expresarse e decidir o seu futuro; o pobo español non tardou en tomar as prazas de barrios, vilas e cidades. Agora a chama esténdese rapidamente por Francia, Grecia, Portugal, Italia e Turquía, mentres chegan ecos de América e Asia e cada día aparecen novos focos en distintas partes do mundo. Se os problemas son globais, a revolución será global ou non será. É hora de recuperar os nosos espazos públicos para debater e construír entre todas e todos o futuro.

 

O día 19 de xuño chamamos á #Globalrevolution. Chamamos á ocupación pacífica das prazas públicas e á creación de espazos de encontro, debate e reflexión. É o noso deber recuperar o espazo público e decidir xuntos o mundo que queremos.

 

Toma a praza!!! Toma as rúas!!! #Globalrevolution .

People of the World, rise up!!!

takethesquare.net

#takethesquare

#globalrevolution

 

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EUSKERA/VASCO/VASCUENCE

Haserre gaude, ez dugu izenik, ez dugu hitzik. Isilik geunden, baina adi, begira. Ez gora begira, aldeetara baizik, guztiok gauden lekura, batzeko unearen zain.

 

Ez gaitu inolako alderdirik, elkarterik edo sindikaturik ordezten, eta ez dugu halakorik nahi, nork bere burua ordezten baitu. Guztion artean, pertsonak eta izadia interes ekonomikoen gainetik egongo diren mundua nola sortu pentsatu nahi dugu. Ahalik eta mundurik onena sortu eta eraiki nahi dugu. Guztiok batera lor dezakegu eta lortuko dugu. Beldurrik gabe.

 

Herrialde arabiarretan sortu ziren lehenengo txinpartak, ehun milaka lagunek, boterea herriarena dela bertako gobernuei gogorarazteko, plazak eta kaleak hartu zituztenean. Ondoren, islandiarrak kalera atera ziren bere ezinegona adierazteko eta bere etorkizuna erabakitzeko eta, handik gutxira, espainiar herriak auzo, herri eta hirietako plazak hartu zituen. Orain, ziztu bizian hedatzen ari da sugarra Frantzia, Grezia, Portugal, Italia eta Turkian barrena, Amerika eta Asiatik heltzen den oihartzuna aditu eta egunetik egunera foku berriak nonahi agertzen diren bitartean. Arazoak globalak badira, globala ere izan beharko du iraultzak, edo ez da gertatuko. Dagozkigun espazio publikoak berreskuratzeko garaia da, guztion artean etorkizuna eztabaidatu eta eraikitzeko.

 

Ekainaren 19an #Globalrevolution. iraultza egiteko deialdia zabaltzen dugu. Plaza publikoak modu baketsuan hartzera eta topaketa, eztabaida eta gogoetarako lekuak sortzera deitzen zaituztegu, espazio publikoa berreskuratzea eta nahi dugun mundua erabakitzea gure eginkizuna baita.

 

Har ezazu plaza!!! Har itzazu kaleak!!! #Globalrevolution .

People of the World, rise up!!!

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#takethesquare

#globalrevolution

 

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PORTUGUÊS

Somos os indignados, os anônimos, os sem voz. Estávamos em silêncio mas escutando, observando. Não para olhar para cima, onde estão os que ficam com as rendas do mundo, senão para os lados, onde estamos todas e todos, procurando o momento para nos unir.

Não nos representam partidos, associações ou sindicatos. Também não queremos que seja assim, cada qual representando a sí mesmo. Queremos pensar entre todos como criar um mundo onde as pessoas e a natureza estejam por cima dos interesses económico.

Queremos idealizar e construir o melhor dos mundos possíveis. Juntos podemos e realizaremos. Sem medo.

As primeiras faíscas começaram nos países árabes, onde centenas de milhares de pessoas tomaram as praças e ruas relembrando a seus governos que eles (o povo) são o verdadeiro poder. Logo foram os islandeses quem saíram às ruas para poder se expressar e decidir seu futuro; o povo espanhol não demorou em tomar as praças dos bairros, vilarejos e cidades. Agora a chama se estende rapidamente pela França, Grécia, Portugal, Itália e Turquia, enquanto chegam ecos de América e Ásia e novos focos aparecem a cada dia onde seja. Se os problemas são globais, a revolução será global, ou não será. É hora de recuperar os nossos espaço públicos para debater e construir entre todas e todos o futuro.

O dia 19 de Junho convocamos à #Globalrevolution . Convocamos à ocupação pacifica das praças públicas e à criação de espaços de encontros, debates e reflexão. É nosso dever recuperar o espaço público e decidir juntos o mundo que queremos.

 

Tome a praça!!! Tome as ruas!!! #Globalrevolution .

People of the wolrd, rise up!!

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#globalrevolution

 

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ÁRABE/ARABIC/ARABE/عربيّة

نحن الساخطون, المجهولون, ليس لنا صوتا. كنّا ساكتين, لكنّنا كنّا نستمع و نعاين. لن ننظر إلى الأعلى,حيث يوجد هم من يديرون العالم, بل إلى الجوانب , حيث يوجد كلّنا ألّذين نبحث عن وقت ألإتّحاد

 

لا يمثّلنا الأحزاب ولا الجمعيّات و لا النقابات, لا سيّما وأنّنا لا نريد هذه الوضع, لأنّ كلّ واحد منّا يمثّل نفسه. نريد أن نفكّر معا عن طريقة لتأسيس عالم حيث سيكون الأشخاص و البيئة على الإهتمامات الإقتصادية. نريد أن نتخيل و أن نبني أحسن العالم من العوالم الممكنة. معا سنستطيع و سنقوم به.

احترقت الشرارات الأولى في البلدان العربية, حيث أخذ مئات آلاف شخص الساحات و الشوارع للتذكير للحكومة إنّ السّلطة للشعب. بعد ذلك رجع الإيسلنديّون إلى الشوارع لإبداء نفسهم و للقرار عن مستقبلهم ؛ لم تأخّر الشّعب الإسباني في أخذ ساحات الأحياء و القرّى و المدن. الآن تمتدّ الفتيلة بسرعة عبر فرنسا و اليونان و البرتغال و تركيا, لمّا يصل أصداء من أميركا و آسيا و تظهر مصادر جديدة كلّ يوم في عدّة أماكن. إذا المشاكل هي إجماليّة, فستكون الثورة إجماليّة أو لن لن تحدّث. هذا هو وقت المناسب للإستعداد أماكننا العامّة للمناقشة و البناء معا المستقبل.

 

ندعوكم إلى #غلوبال ريفولوسيون في يوم ١٩ يونيو ٢٠١١. ندعو الشعب لأخذ الساحات العامّة بسلام و لإحداث مساحات اللقاء و المناقشة و التّفكير. يجب علينا أن نستعيد الأماكن العامّة و أن نقرّر معا عالم الّذي نريده

 

خذ الساحة! خذ الشّوارع!

 

#Globalrevolution .

People of the World, rise up!!!

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#takethesquare

#globalrevolution

 

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HÚNGARO/MAGIAR

Felháborodottak, névtelenek és szótlanok vagyunk. Csöndben maradtunk, de figyeltünk. Nem azért, hogy felfele nézzünk, azokra, akik a fonalakat szövik, hanem azért, hogy oldalra figyeljünk, ahol mi vagyunk mindannyian és keressünk a pillanatot, hogy egyesüljünk.

 

A pártok, egyesületek vagy szakszervezetek nem képviselnek minket. De valójában nem is akarjuk, hogy így legyen, hiszen mindenki csak saját magát tudja képviselni. Arról akarunk együtt gondolkodni, hogy miképp tudnánk egy olyat világot létrehozni, ahol az emberek és a természet a gazdasági érdekek felett áll. Létre akarjuk hozni a világok legjobbikát. Együtt meg tudjuk ezt tenni és meg fogjuk tenni. Félelem nélkül.

 

Az első tüntetések az arab országokban voltak, ahol százezrek vonultak az utcákra, hogy emlékeztessék a kormányt, hogy valójában a népé a hatalom. Nem sokkal később az írek tüntettek azért, hogy maguk dönthessenek a jövőjükről és a spanyolok sem késlekedtek, hogy az utcákat és tereket birtokukba vagyék.

 

Mostanra az elégedetlenség lángja gyorsan továbbterjedt más országokra is, úgy mint Franciaország, Görögország, Portugália, Olaszország és Törökország. És eközben kezd terjedni Latin-Amerikában és a világ más országaiban is. Ha a problémák globálisak, a forradalom is az lesz. A pillanat elérkezett, birtokba kell vennünk az utcákat és tereket, hogy beszélgessünk és együtt létrehozzuk a jövőt.

 

Június 19-re tehát a #Globalrevolution-ra hívunk. Arra hívunk, hogy békésen foglaljuk el a köztereket, teremtsünk találkozási lehetőségeket és vitassuk meg a legfontosabb kérdéseket. A mi feladatunk, hogy visszaszerezzük a köztereinket és együtt eldöntsük, hogy milyen világot

szeretnénk.

 

Foglald el a tereket ! Foglald el az utcákat !

People of the World, rise up!!!

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#takethesquare

#globalrevolution

 

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JAPONÉS

私たちは無声匿名、義憤の人々です。サイレント証人の我々は無言で聞いて見つめていました。そうしても、世の中の手綱を保持している権力者を見上げるわけではなく、辺りを見回す我々は皆を団結する瞬間を探していました。

 

政 党や組織や労働組合などは私たちの代弁をすることは出来ません。とにかくそんな事は欲しくない、なぜなら我々はそれぞれが自分自身の代表者であり、という わけでそれぞれの自分自身の代弁をしになったのです。人間や自然環境は経済的利益よりも優先される世界を作成するように方法を皆で考案したいと思います。

 

我々はすべての可能な世界最高が作成するのが欲しいのです。共にし、皆一緒、何でも出来ます。恐れることなく。

 

最 初の火花はアラブ諸国で点火した。何十万もの人々は、彼らが本当の力されていることが政府を思い出させるように通りや広場にかかった。次はアイスランド 人。自分自身を表現し、その将来を決定する街頭に出かけることになった。スペイン人は間も無く地区、町や都市の場所を取った。

今 のところ、この自由や正義を求める自己決定の公民権運動は人々の心に熱狂を燃えたたせ、波のように フランス、ギリシャ、ポルトガル、イタリア、トルコ、ヨーロッパ 全体で高速を持って広がって、米州にもアジアにも、新しい外灯はどこにでも毎日点灯していく。問題はグローバルなので、必ずグローバルな大変革をしなけれ ばなりません。それは私たちの公共空間を取り戻し、共に審議し、未来を一緒にビルドまでの時間です。

 

6月19日に#Globalrevolutionをするために呼び出します。我々は公共の場所の平和的占領をする ために呼び出し、討論や反射用の対話スペースを作成する求めからです。公共のスペースを取り戻すし、望む世界を一緒に決定する我々の義務です。

 

広場を取ろう!!! 通りを取ろう!!! #Globalrevolution .

People of the World, rise up!!!

takethesquare.net

#takethesquare

#globalrevolution

 

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BÚLGARO Призив

Ние сме възмутените, анонимните, тези без глас. Стояхме мълчаливи, но слушайки, наблюдавайки. Не за да гледаме нагоре, там където са тези които държат юздите на света, а за да погледнем встрани около нас, където сме всички ние, търсейки момента в които да се уединим.

 

Не ни представляват партии, асоциации или синдикати. Нито пък искаме така да бъде, защото всеки сам представлява себе си. Опитваме се да мислим всички заедно как да създадем един свят в който хората и природата да бъдат над икономическите интереси. Искаме да измислим и построим най добрият от всички възможни светове. Заедно можем и ще го направим. Без страх.

 

Първите искри пламнаха в арабските страни, където стотици хиляди хора превзеха улиците и площадите, напомняйки по този начин на техните правителства че те са истинската сила. След това бяха исландците, които излязоха на улицата за да се изразят и да решат бъдещето си, испанският народ не се забави да превземе площадите на квартали, села и градове. Сега пламъкът се разгаря из Франция, Гърция, Португалия, Италия и Турция, идва ехо от Америка и Азия и нови точки изникват всеки ден по цял свят. Ако проблемите са глобални, то революцията ще бъде глобална или няма да бъде. Време е да си възвърнем публичните места за да обсъдим и решим всички заедно бъдещето.

 

Правим призив за #Globalrevolution на 19 юни. Привикваме към мирно окупиране на публичните площади и създаване на места за среща, обсъждане и размишление. Наш дълг е да си възвърнем публичното пространство и заедно да решим светът които желаем.

 

Превземи площада!!! Превземи улиците!!! #Globalrevolution.

People of the World, rise up!!!

takethesquare.net

#takethesquare

#globalrevolution

 

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GERMAN\DEUTSCH

Wir sind die Empörten, die Anonymen, die Stimmlosen. Wir waren da, ruhig aber aufmerksam, am beobachten. Nicht um nach oben zu schauen, wo andere die Zügel der Welt halten, sondern von den Seiten, wo wir den richtigen Moment gesucht haben um uns zu vereinen.

 

Wir vertreten keine politischen Parteien, Verbände oder Gewerkschaften. Ebenso wenig wollen wir das, weil jeder sich selbst vertritt. Wir wollen zusammen eine Welt schaffen, wo die Menschen und die Natur an erster Stelle sind und nicht die wirtschaftlichen Interessen.

Wir wollen die bestmögliche Welt schaffen. Gemeinsam können wir es und wir werden es tun. Ohne Angst.

 

Die ersten Funken haben in den arabischen Ländern gesprüht, wo tausende Menschen auf den Straßen und Plätzen protestiert haben, um der Regierung daran zu erinnern, wo die Macht eigentlich liegt.

Die nächsten waren die Isländer, die auf die Straßen gingen, um ihre Meinung zu sagen und über ihre Zukunft zu entscheiden

Und es hat nicht lange gedauert, bis das spanische Volk Plätze in Städten und Gemeinden besetzt haben.

Nun verbreitet sich diese Flame rasch auch über Frankreich, Griechenland, Portugal, Italien und der Türkei und es findet Anklang auch in Amerika und Asien, wo neue Demonstrationen überall ausbrechen. Nur eine globale Revolution kann globale Probleme bekämpfen. Es ist die Zeit gekommen, unsere öffentlichen Räume zurückzufordern, um zu diskutieren und um eine neue Zukunft zusammen zu schaffen.

 

Das ist ein Aufruf für die #Globalrevolution am 19. Juni. Wir fordern die friedliche Besetzung von öffentlichen Plätzen und die Schaffung von Räumen für Dialog, Diskussion und Reflexion.

Es ist unsere Pflicht, den öffentlichen Raum wieder zu besetzen und über die Welt zu entscheiden in der wir leben wollen.

Besetzt die Plätze! Besetzt die Straßen! #Globalrevolution.

 

People of the World, rise up!

Völker der Welt, erhebt euch!

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#takethesquare

#globalrevolution

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SPAIN: https://www.facebook.com/event.php?eid=153698604701086


AUSTRIA:
- Graz https://www.facebook.com/event.php?eid=229376800406440


BELGIUM: https://www.facebook.com/event.php?eid=228619580497032


CHECK REPUBLIC:
- Praga: https://www.facebook.com/event.php?eid=214234375274746


DENMARK:
- Copenhagen: https://www.facebook.com/event.php?eid=200333033344048


FRANCE: https://www.facebook.com/event.php?eid=136279673115289
GREECE (12 & 19): http://www.facebook.com/event.php?eid=212225855475383
GERMANY
- Berlin https://www.facebook.com/event.php?eid=129587350453866
- Düsseldorf: https://www.facebook.com/event.php?eid=172798696115075
- Stuttgart https://www.facebook.com/event.php?eid=222367024457488


IRELAND
- Dublin: https://www.facebook.com/event.php?eid=123638041052621
- Limerick: https://www.facebook.com/event.php?eid=218240811531155


ITALY: http://www.facebook.com/event.php?eid=221007691260455
- Bologna: https://www.facebook.com/event.php?eid=115656721855492


JAPAN: https://www.facebook.com/event.php?eid=104830119609347


LUXEMBURG https://www.facebook.com/event.php?eid=221198454572028


NETHERLANDS:
- Amsterdam: https://www.facebook.com/event.php?eid=121420077943787


NORWAY
- Oslo: https://www.facebook.com/event.php?eid=216587508374443


POLAND:
- KRAKÓW: https://www.facebook.com/event.php?eid=168356929895674


PORTUGAL:
- LISBOA: https://www.facebook.com/event.php?eid=160683883998450
https://www.facebook.com/event.php?eid=160683883998450


ROMANIA
- Bucarest http://www.facebook.com/pages/Democratie-Reala-Acum/210919625615209
- Cluj Napoca: http://www.facebook.com/event.php?eid=209668659071927
- Timisoara http://www.facebook.com/event.php?eid=207305382639432


SERVIE: https://www.facebook.com/event.php?eid=229724920371747


SWEDEN:
-Stocholm: https://www.facebook.com/event.php?eid=216743315023253


SWITZELAND
- Bern: https://www.facebook.com/event.php?eid=206340512736754


UK:
- London: https://www.facebook.com/event.php?eid=190946090957542
- Manchester:https://www.facebook.com/event.php?eid=231473690201735

 

 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

 

 

 

LINK al post originale:
Appel mondial à la #globalrevolution le 19 juin!

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Published by Ario Libert - in Informazione soppressa
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12 giugno 2011 7 12 /06 /giugno /2011 16:28

 

YONAGUNI

 


 La misteriosa piramide sottomarina 


 

 
 di Suzanne Hayes

 

Il monumento di Yonaguni è una formazione rocciosa massiccia sottomarina al largo della costa di Yonaguni, la più meridionale delle isole Ryukyu, in Giappone. Benché numerosi archeologi e geologi stimino che si tratta di una formazione naturale, altri sostengono che alcune delle sue caratteristiche siano artificiali. 

 


 

Yonaguni1.jpg


 

Una misteriosa struttura sottomarina a forma di piramide al largo delle coste del Giappone suscita la controversia: è un fenomeno geologico naturale o una struttura artificiale che modifica i libri di storia così come li conosciamo? Nel 1986, un subacqueo si è imbattuto su delle strutture strane al largo dell'isola di Yonaguni Jima, sulla punta sud del Giappone (vicino ad Okinawa) a circa 25 metri al di sotto del livello del mare. Sembravano essere delle strutture a ripiani con delle terrazze e delle rampe. Una della più grandi strutture piramidali ha 600 piedi di larghezza e 90 piedi di altezza con cinque livelli distinti di blocchi di pietra, con ciò che sembra essere la strada che circonda la struttura.

 

Yonaguni2.jpg

 

 


 


L'immagine qui sotto sembra essere un leone stilizzato (come la sfinge)- Benché alcune fonti hanno sostenuto che questa fotografia potrebbe non essere autentica. Dei segni di utensili e di scultura sono stati scoperti sulle pietre (e documentate), il che indica che esse sono state costruite e che non sono delle strutture di pietra naturale.


Yonaguni3.gif

 

Masaaki Kimura, un geologo marino giapponese dell'Università di Ryukyus, in Giappone che ha studiato la cartografia del sito da più di 15 anni stima che il sito ha più di 5.000 anni- e che è stato sommerso nel corso di un terremoto 2.000 anni fa.


Yonaguni4.jpg

 

Altri pensano che la struttura sia molto più antica, Teruaki Ishii, professore di geologia all'Università di Tokyo ha determinato che la sommersione abbia avuto luogo alla fine dell'ultimo periodo glaciale- circa 10.000 anni fa (sarebbe antica più del doppio della più antica delle piramidi d'Egitto). Se le cose stanno così, i nostri libri di storia dovrebbero essere revisionati per tener conto di una cultura avanzata in Estremo Oriente, più avanzata della cultura occidentale degli inizi.

 


Yonaguni5.jpg

 

 

 

È interessante notare che un certo numero di utensili sono stati scoperti sia a terra sia in mare intorno alle strutture.

 

Yonaguni6.jpg

 

 

 

 

 

Vicino alla piramide, è stata scoperta ciò che si pensa sia la scultura di una testa umana di diversi piedi di altezza, così come numerosi geroglifici sconosciuti.


Yonaguni7.jpg

 

 

 

 

Il Japan Times ha scritto che: "nel folclore di Okinawa, vi sono delle storie a proposito degli dei tradizionali, e di una terra degli Dei chiamata Nirai Kanai, una terra sconosciuta lontana in cui esiste la felicità", il che aggiunge dell'intrigo alla scoperta.

 

Yonaguni8

 


 

 

La controversia

 

 

Richard Schoch– Professore di scienze e di matematica all'Università di Boston non accetta che il sito sia altra cosa di una formazione rocciosa naturale: "Non sono convinto che le caratteristiche principali o le strutture siano artificiali, ma penso che esse siano del tutto naturali, è la geologia e la stratigrafia di base classica dell'arenaria, che ha tendenza a rompersi lungo dei piani che generano dei bordi molto diritti, in particolare in una zona con molte faglie e attività tettonica".

 

La foto qui sotto mostra ciò che sembra essere una formazione rocciosa naturale su dei terreni simili.

 


 

Yonaguni9.jpg

In conseguenza della reticenza della comunità scientifica ad accettare il sito come una struttura artificiale, le rovine non sono state riconosciute dalle autorità giapponesi come sito di importanza culturale, degne di protezione o altre ricerche.

 

Il 5 aprile, un violento sisma (di grado 7,7 della scala Richter) ha colpito la regione intorno alle piramidi- che le strutture siano state danneggiate oppure non la cosa non è ancora chiara.

 

 

 

 

 

Conclusione

 


Sfortunatamente, finché degli studi complementari della struttura non siano effettuati, si resterà sul terreno della speculazione e della discordia.

 


 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

 

 


 

 

LINK al post originale:
 
La mystérieuse pyramide sous-marine

 

 

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