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17 ottobre 2011 1 17 /10 /ottobre /2011 07:00

Come i media hanno minimizzato

 

 

15_ottobre_2011.jpg

una mobilitazione mai vista in tutta la storia dell'umanità 



di Raphaël  Rezvanpour
 

Questo sabato 15 ottobre, erano a milioni a scendere in piazza, non all'appello di sindacati o di partiti politici, ma in maniera del tutto indipendente. Rispondevano alla chiamata degli indignati lanciato alcuni mesi fa per una giornata internazionale di mobilitazione. La risposta è stata all'altezza di tutte le aspettative, 85 paesi e un migliaio di città interessate, la prima volta in tutta la storia dell'umanità!


Di fronte a questa sollevazione dei popoli, si sarebbe potuto pensare che i media non potevano ignorarla, era troppo grande per essere minimizzata. Eppure essi hanno accettato la sfida. Ieri sera, non erano migliaia come essi dicevano, ma milioni di indignati ad essere stati censurati.

 

Non possono sostenere di non essere stati avvertiti, i siti hanno non hanno smesso di fiorire su Internet negli ultimi mesi, e così gli appelli. Eppure è proprio la mancanza di informazioni che abbiamo visto ieri sera. Un vuoto pesante e che non poteva che essere voluto. 

 

mappamondo-15-ottobre.pngMappa dell'indignazione mondiale


Eravamo milioni!


I media minimizzano notevolmente il movimento. Nei notiziari televisivi, non gli è stato dedicato più di un minuto. È inoltre possibile leggere i titoli degli articoli pubblicati su Internet:

Mobilitazione limitata per gli indignati di tutto il mondo (L'Express)

Il movimento degli  "indignati" contro la crisi e la finanza mondiale ha assunto questo fine settimana una dimensione planetaria, spingendo nelle strade decine di migliaia di persone. (AFP)

Migliaia di "indignati" si sono mobilitati in tutto il mondo (Reuters)

 

times-square.jpgNew York, Times Square, 15 ottobre 2011.


Migliaia? Decine di migliaia? No. Milioni! È stato possibile contare pressappoco un milione di manifestanti in Spagna (400.000 a Barcellona, 250.000 a Madrid); centinaia di migliaia in Italia (di cui almeno 200.000 a Roma) di cui non si terrà conto che delle violenze dei black bloc: centinaia di migliaia in Israele; più di 100.000 in Portogallo; decine di migliaia in Germania, Grecia, Stati Uniti, Belgio, Olanda, migliaia in Australia, Francia, Svizzera, Gran Bretagna, Polonia e in decine di altri paesi.


parigi_15_ottobre.jpg

  Parigi, 15 ottobre - Foto di Emmanuel Raoul


 

Queste cifre sono tanto più eccezionali in quanto le masse non si sono mosse in seguito all'appello dei sindacati, il movimento è completamente indipendente da qualsiasi sindacato o partiti politici. Quando si sa a chi appartiene la maggior parte dei giornali, è chiaro che la censura si è imposta da sé stessa.

 

Una buona notizia, gli indiganti sono temuti!

 

 

 

Raphaël Rezvanpour

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

 

LINK al post originale:

 Comment les médias ont minimisé une mobilisation jamais vue dans toute l’histoire de l’humanité 

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16 ottobre 2011 7 16 /10 /ottobre /2011 07:00

Il WWF messo accusato da un documentario sconvolgente

 

 


 

 

wwf.gif

 

 

 

di Sophie Cappella

 

In un servizio pubblicato il 22 giugno sulla televisione pubblica tedesca (ARD), il regista Wilfried Huismann indaga sulle pratiche e i retroscena del WWF, sulle tracce dei 500 milioni di euro di donazioni annuali versati alla più grande organizzazione mondiale di protezione dell'ambiente, il giornalista investigativo si reca nel Borneo, in Indonesia, dove il WWF sostiene di difendere l'orango, una specie in pericolo. Sul posto, l'equipe ha scoperto una riserva di 80 ettari dove vivono due oranghi nel cuore di 14.000 ettari di piantagioni di palma da olio ai quali l'ONG ha assegnato l'etichetta "produzione sostenibile".

 

Il documentario esamina anche il "Progetto Tigre" gestito dal WWF dal 1974, in collaborazione con il governo indiano, per protezione della tigre del Bengala. Per soddisfare le esigenze del WWF che richiedeva un aumento dell'8% delle aree protette, il governo indiano ha proceduto, sin dal 2002, all'espulsione di 100.000 autoctoni. Un numero che potrebbe raggiungere un milione di persone nei prossimi anni, denuncia il documentario.

 

Wilfried Huismann cerca anche di capire il coinvolgimento del WWF a delle "tavole rotonde" con aziende di ingegneria genetica, come il gigante Monsanto, e con la multinazionale Wilmar, e la cauzione "etica" assegnata dal WWF a queste aziende, assicurando che producevano della soja e della olio di palma "sostenibili". Disponibile per ora soltanto in tedesco, il documentario ha già provocato molte polemiche nell'oltre Reno. In Francia, l'ONG presieduta dalla velista Isabelle Autissier conosce una crisi interna senza senza precedenti.

 

 

Sophie Chapelle

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

Vedere il film Der mit dem Panda Pakt:

 

- Parte 1
- Parte 2

 

LINK:

Le WWF mis en cause par un documentaire accablant 

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13 ottobre 2011 4 13 /10 /ottobre /2011 00:00

Per i Greci la misura è colma: sciopero generale il 19 ottobre!


 

grecia1.jpgFoto: Reuters John Kolesidis

 

 

Decine di migliaia di persone hanno manifestato ad Atene per denunciare le misure di austerità, e hanno stabilito una data per un nuovo sciopero generale il 19 ottobre.

 

È il primo sciopero di una certa ampiezza dall'estate. Ieri, Atene ha vissuto una giornata al rallentatore. I trasporti in comune e gli aeroporti sono stati interrotti. Le scuole, i musei, le percezioni e le corti sono stati chiusi. Gli ospedali hanno assicurato un servizio minimo.

 

Alla chiamata delle due principali centrali sindacati del paese, per ADEDY il servizio pubblico e GSEE per il settore privato, decine di migliaia di persone sono scese nelle strade della capitale. A Salonicco, la seconda città della Grecia, erano almeno 10.000.


Migliaia di giovani hanno aderito al movimento

 


 Migliaia di giovani e studenti hanno aderito al movimento. "Vogliamo libri, insegnanti, scuole", hanno cantato. "No alla disoccupazione parziale, che equivale al licenziamento", proclamava lo striscione del grande sindacato pubblico Adedy, in testa al corteo. Molti funzionari come quelli dei ministeri della Cultura, delle Finanze, dello Sviluppo e degli impiegati delle ferroviarie e delle imprese pubbliche per la gestione dell'acqua (Eydap), sventolato bandiere nere. "No alla disoccupazione parziale, no ai licenziamenti, no alla miseria"  si poteva leggere sullo striscione dei funzionari del Ministero dello Sviluppo.

 

A margine della manifestazione, gli scontri hanno opposto le forze anti-sommossa ed i giovani mascherati che lanciavano delle bottiglie e delle pietre. Almeno due manifestanti sono stati feriti ed anche un fotografo dell'Agenzia France-Presse, colpito in volto dallo scudo di un poliziotto.

 


30 000 dipendenti minacciati di disoccupazione


I dipendenti pubblici hanno protestato contro il provvedimento del governo più recenti, istituiti sotto la pressione della troika (Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea) per ridurre il debito. Ha lo scopo di licenziamenti 30.000 dipendenti.

 

 

Questo personale messo in "riserva" non riceverà più del 60% del proprio stipendio, prima di essere posto in pensione. Lo stipendio dei dipendenti era già stato ridotto del 15% lo scorso anno. Alla fine, il governo vorrebbe sbarazzarsi di 150.000 persone tra il 2015 su di un totale di 750.000 dipendenti. "Il personale è sceso in strada perché sono loro ad essere maggiormente a rischio, dopo aver subito più del 20% dei tagli dei salari a causa dell'austerità, e ora saranno posti in disoccupazione parziale", ha spiegato a AFP Frosso Iliopoulou, impiegato presso l'Agenzia nazionale per i medicinali (EOF).

 

"Purtroppo, le nuove misure non fanno altro che prolungare le politiche ingiuste e barbare che prosciugano i diritti e i redditi dei lavoratori e spingono a far crescere un po' più l'economia nella recessione e nel debito", ha dichiarato Stathis Anestis, portavoce della GSEE, del sindacato dei privati. "Di fronte a questo sciopero, il governo, l'UE e il FMI saranno costretti a riconsiderare le loro politiche disastrose", egli ha aggiunto. Non sicuro che ciò basti. Ma i greci non vogliono rinunciarci. Uno sciopero generale, con i dipendenti del settore privato, è prevista per il 19 ottobre.


L'FMI ​​esprime dubbi


In risposta alle richieste di aiuto lanciata dai manifestanti, il direttore per l'Europa del Fondo Monetario Internazionale, Antonio Borges, ha detto il 6 ottobre a Bruxelles che il secondo piano di salvataggio della Grecia (159 miliardi), deciso il 21 luglio dalla UE, dovrebbe essere riesaminato per concentrarsi maggiormente sulla sostenibilità del debito del paese e su un rilancio della crescita. "Di conseguenza, dobbiamo cambiare le nostre politiche economiche", ha egli affermato. "Voler raggiungere degli obiettivi numerici in materia di deficit non deve compiersi a rischio di una contrazione su grande scala dell'attività economica", scrive il FMI in un rapporto pubblicato a Bruxelles.

 

Damien Rouste

 

 

 

LINK:

 Pour les Grecs, les coupes sont pleines: grève générale le 19 octobre! 

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2 ottobre 2011 7 02 /10 /ottobre /2011 07:00

India, Israele, Stati Uniti:

 


india_occupy_wall_street.jpg

 

Il movimento degli "indignati" conquista tutti i paesi


 

Primavera araba, indignati: i movimenti popolari di contestazione hanno segnato questo 2011. Gli Americani sono gli ultimi in ordine di tempo ad essere stati presi dalla febbre rivendicatrice. Stazionano davanti a Wall Street dal 17 settembre. 

Il parco che costeggia Wall Street a New York si è trasformato in accampamento per alcune centinaia di manifestanti. Questi indignati di New York si fanno chiamare "i 99%". "Non abbiamo nulla, mentre l'1% degli Americani ha tutto. Noi siamo il 99% rimanente", spiega un manifestante. Occupando Wall Street, è il sistema finanziario e la dittatura dei mercati  che sono presi a bersaglio.


Arresti in massa degi contestatori di Wall Street il 2 ottobre 2011!


Nessun messaggio mirato


Il movimento "Occupy Wall Street" fatica ad attecchire a New-York, a causa forse dell'assenza di un preciso messaggio. Dalla diosoccupazione, all'ingiustizia sociale ed alle disparità economiche, le rivendicazioni sono in seguito andate verso la causa ambientale, la pena di morte, ecc...

 

 

Video del movimento del 28 settembre 2011

Ma i contestatori vogliono mostrare di esistere. Alcune personalità americane, come Michael Moore, apportano il loro sostegno e le reti sociali si associano anch'essi. Una cinquantina di città, più mal ridotte della ricca Manhattan, vedono nascere un movimento simile.

Video del movimento del 27 settembre 2011

 

 

La crisi finanziaria di troppo


Sia negli Stati Uniti sia in Europa una delle ragioni che ha scatenato questa rivolta è un'ennesima crisi economica. Indebitamento, soppressione delle spese sociali, i dirigenti politici annunciano delle misure di austerità per stabilizzare la moneta e il debito degli stati.

 

Con un tasso di disoccupazione che raggiunge dei livelli allarmanti, i giovani sono spesso stati i primi a scendere in strada. Raggiunti dai loro fratelli maggiori, tutti questi indignati si sentono abbandonati dal potere.


Dal pacifismo alla violenza


I Greci, in particolare hanno l'impressione di pagare al posto dei veri responsabili. Il paese, al centro delle preoccupazioni dell'Unione europea, ha visto migliaia di cittadini mobilitarsi a partire dal maggio del 2011. Gli scioperi sono degenerati in scontri violenti con la polizia. Dopo la pausa estiva, il movimento è ripreso a settembre.

 

india_israele_USa.jpg

Atene

 

Stessa cosa a Londra. La gioventù inglese, disarcionata dalla congiuntura economica e sociale, ha voluto manifestare la sua collera. La speranza ha fatto posto al pessimismo di un avvenire a rischio. La flemma inglese è sparita a profitto di una protesta presto trasformata in caos.

londra.jpg

   Londra

 

In questi due paesi, la bandiera pacifista è rotta così come il dialogo con il potere. Ma non bisogna credere: dei paesi finanziariamente a galla hanno anch'essi dei gruppi di indignati. Israele, ad esempio, ha una crescita forte (4%) ed una disoccupazione molto debole (5%) grazie ad un mercato basato sull'alta tecnologia. La salute economica è buona, il problema si situa dunque altrove.


indignati-israele.jpg

Israele.


Il 3 settembre, quasi 400.000 persone sono scese in piazza per reclamare un cambiamento del sistema politico. Ciò rappresenta la mobilitazione popolare più importante dalla creazione dello Stato ebraico. Questo genere di avvenimenti passa quasi del tutto inavvertito per quanto l'attualità d'Israele sia monopolizzata dagli affari dell'ONU. I cittadini deplorano che i governi, di qualunque partito essi siano, concentrano tutti i loro sforzi sulla questione della sicurezza.

 

Gli indignati israeliani disertano gli uffici elettorali. Quest'azione traduce bene questa sfiducia nei confronti di coloro che li governano: la società si sente presa in ostaggio da una classe che detiene la ricchezza e il potere. In breve, una classe che tira le corde del paese e crea ineguaglianze.

 

A cosa serve votare? 

Un altro paese manifesta egualmenteil suo astio per il sistema politico: l'India. La più grande democrazia del mondo non crede più al potere delle urne. Gli Indiani, coscienti che il loro voto non serve che a stabilire la corruzione, accusano i grandi partiti di essere preoccupati unicamente ai loro soli interessi.
Nella scorsa primavera, Anna Hazare, presentata come il nuovo Gandhi, ha trovato un modo per muovere le cose: lo sciopero della fame. Questo metodo sembra aver superato la prova perché oggi i cittadini beneficiano di mediatori in ogni Stato per lamentarsi di fatti legati allal corruzione.

india_protesta_corruzione.jpgIndia

 


Un'era post-democratica
Le crisi si succedono senza sfociare verso delle soluzioni stabili. La riflessione critica va oltre il movimento anti crisi, anti austerità, o anticapitalista. Gli indiganti del mondo intero denunciano ciò che essi pensano sia una democrazia di facciata. Puntano con il dito le strutture classiche troppo gerarchizzate.
 
Questo movimento cittadino apolitico reclama una vera democrazia partecipativa che metta fine a dei modi di governo, che esso giudica, oligarchici. In questa lotta, il silenzio mediatico è spesso criticato. Gli scontri tra polizia e militanti sono quasi i soli argomenti che attirano l'attenzione dei media, poco inclini a dare una vera visibilità agli avvenimenti.

Inoltre la prossima grande riunione avrà luogo in Belgio con l'arrivo della marcia degli indignati. Dei cittadini partiti dai quattro angoli d'Europa, crescono al ritmo di centinaia ad ogni tappa degli indignati. Iniziata a luglio, l'ultima tappa è prevista il 15 ottobre a Bruxelles, la capitale europea.

 

 

 

C. C.

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

LINK:

Inde, Israël, Etat-Unis, le mouvement des indignés gagne tous les pays?

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30 settembre 2011 5 30 /09 /settembre /2011 07:00

Heidegger o il dottor Mengele delle anime


 

mengele.jpg

Il simpatico dottor Mengele

Il lettore di Heidegger, allo stesso tempo libero- cioè distaccato, come deve essere in filosofia, da ogni "dovere di devozione"- e di buona volontà è confrontato in strane situazioni.

 

Sapendo che Heidegger si è compromesso almeno per un certo periodo con il nazismo e che all'occasione gli è capitato di sedere accanto a portatori della croce uncinata- o svastika- è naturalmente guidato, portato dalla sua ragione, a fare un accostamento tra questa croce uncinata e ciò che Heidegger ha chiamato il Quadripartito e che ri-unisce, in una formulazione "arci-tesale", i divini, gli uomini, la terra ed il cielo.

 

Ciò che numerosi commentatori del Quadripartito, eppure eminenti filosofi, non dicono veramente è già che osando comparare svastika e Quadripartito, vi escludete dal "luogo" Heidegger il quale, come un tempio, esige precisamente che siate quasi in raccoglimento e in devozione nel vostro rapporto con il testo heideggeriano. Sareste colpevoli di "produzione filosofica" e del più stretto razionalismo non ricevendo l'arci-tesi del Quadripartito come una specie di cifra simbolica maggiore di una iniziazione al pensiero autentico.

heidegger geviert2

 

E come, sempre di buona volontà, siete pronti ad accettare malgrado tutto l'idea che Heidegger è un grandissimo pensatore, all'invito all'atteggiamento devoto- appello, offerta, ecc. - si aggiungerebbe la certezza che un tale autore non può assolutamente farvi "il colpo della setta". Chiamo "colpo della setta" ciò che, con il pretesto di meditare un dispositivo simbolico di un Senso fondamentale - i divini, gli uomini, la terra, il cielo - vi si farebbe allo stesso tempo aderire in modo subliminale alle bellezze della svastika.


 

heidegger-nazismo.jpg

 

Osserviamo precisamente che almeno formalmente tutto è a posto nel testo heideggeriano, affinché riceviate il Quadripartito in altro diverso rispetto ad una "volgare proposizione" filosofica sottoposta all'esame razionale.

 

Sarebbe inoltre ingenuo pensare che diventando quadripartito-meditante voi diventiate allo stesso tempo un sostenitore della svastika. Il dispositivo heidegger è più astuto. Consistendo in una introduzione del nazismo in filosofia è indispensabile al dispositivo di gestire una zona a "nazismo sfumata" e quasi invisibile, soprattutto agli occhi dei "meditanti".

 

Ancora una volta Heidegger non poteva introdurre il nazismo nella filosofia se non gestendo, nel suo dispositivo, uno spazio in cui esso spariva in quanto nazismo.

heidegger.jpg

 

Questa sparizione, che non è assolutamente una "distruzione" del nazismo- al contrario! obbedisce del resto a due obiettivi complementari:

 

1° creare un tempio di "devoti" che costituisca un vivaio nel quale pescare di tanto in tanto un futuro quadro nazista (una parte importante di "rifiuti" è accettata, e per causa, sin dall'inizio).

 

2° Fornire ai quadri nazisti più dotati il linguaggio stesso del negazionismo. La sparizione del nazismo nella sua introduzione alla filosofia costituisce la scuola ideale del negazionismo senza il quale il nazismo non può esistere.

 

Quanto da me effettuato, a detta di alcuni commentatori, rivelerebbe del grottesco. Giungerò sino a sostenere che Heidegger si è servito dei suoi ammiratori/ammiratrici ebrei per sperimentare la potenza del suo dispositivo. 

 

 

Heidegger, in questo senso, è il dottor Mengele delle anime


Insisto nella mia filosofia grottesca.

 

Ribadisco dunque questo: il Quadripartito (non) è (che) la versione in Grandezza Interna della croce uncinata.

 

Questa croce uncinata non ha d'altronde ad apparire essa stessa nella "grandezza". Essa può benissimo- lo ha già fatto, Oh quanto!- soddisfarsi della bruttezza e dell'orrore come, ad esempio, nell'attuazione della "shoah da pallottole".

 

Ribadisco anche che tutto il programma heideggeriano di strumentalizzazione nazista della filosofia è contenuto nell'aforisma dell'Esperienza del pensiero (testo scritto nel 1947).


Heidegegr-todtnauberg.jpg


 

La magnificenza di ciò che è semplice

 

"Ingegnere delle anime"- espressione che prendo in prestito a memoria da Giuseppe Stalin- Heidegger propone ai "filosofi" di diventare dei simili ingegneri. Del resto, per l'essenziale, dei "comunicatori", dei"pubblicisti" di quella semplice mostruosità che è l'esercizio della sovranità nella specie del "diritto di sterminio".

 

Il semplice è lo ziklon B; lo "sterminarli tutti!"

 

Ai "filosofi" produrne la Magnificenza!

 

Heidegger è assolutamente persuaso della necessità storica di una civiltà fondata sul diritto di sterminio. L'esercizio di questo diritto è orribile, abietto, mostruoso. È il semplice disgusto della pallottola che penetra nel cranio del neonato, dei cristalli di gas mortale che reagiscono con il calore dei corpi.

 

È assolutamente indispensabile, affinché una tale civiltà sia (e sia una, in un'operazione immonda di simulacro), di produrne la magnificenza.

 

Questo è il compito del "filosofico".

 

In Australia, in questo stesso momento, la popolazione aborigena sperimenta il "semplice" della "marea bianca": alcolismo, estrema povertà, autodistruzione, ecc. Nessun dubbio, ma concedo che non c'è bisogno di Heidegger a questo scopo- in questo senso Heidegger è un perfetto seguace- che la "magnificazione" di questo semplice funzione in pieno. Invece, Heidegger sarebbelo stesso il "pensatore" dell'industrializzazione dello sterminio.

heidegger-fontana.jpg

 

Il Quadripartito è la Magnificazione del semplice rappresentato dalla croce uncinata


Il quadripartito è la "grandezza interna" dell'inevitabile orrore e bassezza esterne dell'esercizio della sovranità nella specia del diritto di sterminare.Quando Heidegger dichiara nell'intervista-testamento dello Spiegel che gli sembrava che il nazismo era andato nella direzione giusta per quel che riguardava il rapporto con la tecnica non voleva dire altra cosa che ciò: 

 

- I Tedeschi sono il nuovo popolo dell'Essere dopo i Greci. Incombe loro gestire la loro vocazione ontologica procedendo alla Vernichtung [sterminio] di tutto ciò che minaccia di tenerli prigionieri dell'ontico. (È un riferimento alla "differenza ontologica"). 

 

La "buona tecnica", per Heidegger, è quella che fu impiegata e messa a punto per lo sterminio. Questa ipotesi perfettamente "grottesca" ha per lo meno il merito di fornire una "prospettiva pratica" alle meditazioni heideggeriane sulla tecnica).


In un articolo strano intitolato  L’appel de Heidegger [L'appello di Heidegger]- apparso nella raccolta dal titolo fantastico, Heidegger: le danger et la promesse [Heidegger: il pericolo e la promessa] [1] - Joseph Cohen fa una variazione sul tema del sacrificio e questo a proposito del Quadripartito. Leggiamo: "Non basta, mi sembra, dire che il sacrificio che tenta di pensare qui Heidegger all'incrocio del Quadripartito sia semplicemente de-teologizzata. E ciò perché rimane innanzitutto e prima di tutto, al di sopra ed al dis otto di tutto, radicalmente indeterminato ed esplicitamente indeterminabile. Nel cuore del Quadripartito, tra i divini, gli uomini, la terra ed il cielo, il versamento significato attraverso il sacrificio (opfern) non rinvia a null'altro che ad una pura indeterminazione, diciamo un puro sacrificio ma che allo stesso tempo non avrebbe nulla di propriamente sacrificale. Un sacrificio insomma inaudito, inclassificabile ed incategorizzabile che opererebbe senza telos e senza theos, si darebbe senza esaurirsi in una qualunque riappropriazione di senso" (Heidegger, le danger et la promesse, Kimé, Paris 2006, p. 76).

Heidegger--busto-di-von-Seitz.jpg
Ossia, il dispositivo Heidegger permette di scrivere anche dei "bei commenti". 

Ma se varchiamo la linea della proibizione tracciata nel Tempio e se osiamo, in modo perfettamente grottesco, considerare il Quadripartito come la versione in grandezza interna della svastika tutto un sistema di nozioni appare compatibile con lo sterminio. 
Quest'idea di "puro avvenimento sacrificale ma che allo stesso tempo non avrebbe nulla di propriamente sacrificale" potrebbe nmolto bene qualificare ciò che si lega all'incrocio del Quadriparti non appena lo si considera come essente anche l'incrocio della croce uncinata. 
Ma perché un libro come Heidegger, le danger et la promesse esiste? Perché il Parlamento dei Filosofi si è implicato nella sua elaborazione sotto forma di un colloquio strasburghese?
SKILDY

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]


 

 

 

 

NOTE

 

[1] Interverrò più tardi a proposito di quest'opera che trovo decisamente di una molto strana "costituzione".

 

 

 

LINK al post originale:

Heidegger le docteur mengele des âmes

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23 settembre 2011 5 23 /09 /settembre /2011 07:00

Croce uncinata nel cuore di "Temps Modernes"

 

 

heidegger-hitler.jpg

 

 

E mentre accade che delle lamentele siano depositate contro dei disegnatori di croci uncinate, si può trovare nel cuore del numero 650 di Temps modernes dedicato a Heidegger ed alla questione del Luogo una "superba" croce uncinata heideggeriana.

 

Ho sempre sostenuto, sul blog, che il Geviert (Quadripartito) di Heidegger era una versione "spirituale" della croce uncinata nazista. Grazie all'incoscienza di alcuni commentatori, la rivista di Sartre si è così macchiata con una croce uncinata di alta classe.

 

 

Per capire come ciò sia stato possibile bisogna ammettere che, per Heidegger, il simbolo nazista doveva essere il sostituto autorizzato e giustificato della croce cristiana e, ciò, in vista di identificare una nuova civiltà in quanto fondata sulla "soluzione finale".

 

È spregevole e delirante: filosofolle.

 

Ma si capisce anche perché Heidegger si è compiaciuto a formulare una specie di misticismo ontologico della "razza". Bisognava produrre una versione "nuova università" del simbolo disegnato da Hitler.

 

La croce uncinata dei braccialetti degli scalmanati non passa tra gli intellettuali.

 

Ma delle belle pagine ontologiche sulla Terra, il Cielo, i Mortali, gli Dei-e sulla parola, l'essere, il tempo, lo spazio- ciò passa molto meglio.

 

Da qui l'esercizio seguente, il quale consiste in una semplice "annotazione" di un passaggio di un articolo di J. F. Mattéi.


 

Originale:

 


heidegger_geviert1.jpg

 

 

Lo stesso "annotato":

 


heidegger_geviert2.jpg

Non effettuerò qui una lunga analisi. Ciò non mi appassionerebbe necessariamente oltre misura.

 

O la frase seguente: "La temporalità che era, in Sein und Zeit, il fondamento della spazialità dello spazio, è ricondotta allo spaziamento originario dell'essere aperto attraverso la figura quadripartita del Geviert".

 

Tra Sein und Zeit ed il Geviert c'è stato appunto Auschwitz, che è una realizzazione inscritta da molto tempo nella simbolica della croce uncinata.

 

Rileggiamo ora la frase così tradotta: "La temporalità che era, in Sein und Zeit, il fondamento della spazialità dello spazio, è ricondotta allo spaziamento originario dell'essere aperto dalla croce uncinata, e soprattutto dal suo compimento in quanto soluzione finale, ad esempio ad Auschwitz".


Sostengo la tesi che sia questa la traduzione vera.


 

heidegger-nazismo.jpg

Heidegger in un tripudio di svastiche: il suo elemento spirituale più sentito

 

 

Due indicazioni supplementari, prima di chiudere sul nauseabondo:

 

1) Nel furore del fondamento di Heidegger - il Reich, reale, simbolico, o reale-simbolico per 1000 annni! - era coerente e necessario di ritornare sul luogo. Perché è "nel Luogo" che il Dasein - il Dasein tedesco naturalmente - fa l’esperienza di un'apertura all'Essere che gli assicura, allo stesso tempo del parlare della seconda lingua dell'Essere dopo il Greco, la sovranità assoluta. Egli può sterminare, può porre in schiavitù.

2) Il termine Ereignis designa molto precisamente il "lavoro della croce uncinata", il "lavoro del nazismo" in quanto appropria o ri-appropria. Intendiamo con ciò: il Volk ridiventa veramente se stesso- dopo Auschwitz naturalmente - e ritrova tutto il suo potenziale di dominio- la "razza superiore"- ma di un dominio appropriato e cioè, per l’essenziale, di un'altra natura della partecipazione a questo dominio- dominio dell'essente- che la tecnica offre.
heidegger, di Levine
Quando, nel suo testamento, Heidegger si è felicitato che il nazionalsocialismo era andato nella buona direzione in quanto alla relazione dell'uomo con l'essenza della tecnica, ha effettivamente voluto significare che la politica di sterminio permetteva precisamente al Volk, nel suo "specifico", di non dissolversi nel progetto del dominio tecnico dell'essente.

La camera a gas rimane anche, per Heidegger, la grande cosa del III Reich.


Se avesse pensato il contrario mai avrebbe affiancato Essere e tempo con la croce uncinata del Geviert.


Il paragrafo riprodotto è preso dall'articolo di J. F. Mattéi intitolato: Le lieu de l’étant et le milieu de l’être [Il luogo dell'essente e l'ambiente dell'essere]. Si trova, ahimè a pagina 137 del numero 650 di Temps modernes.

 

 

 

SKILDY 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]


 


LINK al saggio originale:
Croix gammée au coeur des "Temps Modernes"


 

LINK a saggi pertinenti:

Luc Ferry, Come ha potuto essere nazista?

Reinhard Linde, Il nazismo di Heidegger. L’interpretazione che mutila i testi di Heidegger per umanizzarlo 1

Mietzenagora, HEIDEGGER, 2

Skildy, 65 anni da Auschwitz: vergogna ad Heidegger

Skildy, Heidegger e le "filosofie nazional-socialiste"

Mietzenagora, HEIDEGGER, 1

Skildy, La filosofia nazista di Heidegger

Per l'apertura degli Archivi Heidegger

René Misslin. Heidegger e l'antisemitismo. Una testimonianza di Ernesto Grassi

Roger-Pol Droit, La doppia faccia di Heidegger

Skildy, Scoglio sulla tomba di Heidegger

Skildy, Heidegger: Una croce uncinata in testa

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17 settembre 2011 6 17 /09 /settembre /2011 07:00

Raymond Aron

 

 


 

 

aron_levine1.png

Difensore dell’atlantismo

 

 

 

di Denis Boneau


aron_kissinger.jpgDurante la Guerra fredda, Raymond Aron fu uno dei principali elementi di raccordo della diplomazia culturale degli Stati Uniti in Francia. Per più di trenta anni, ha partecipato attivamente a diverse operazioni di ingerenza pilotate dai servizi segreti statunitensi. Ha così contribuito al successo ideologico del Congresso per la libertà della cultura. Amico di Friedrich von Hayek, consigliere di Kissinger, ha saputo creare, nel solco della sua azione intellettuale, una vera scuola di pensiero, liberale, anticomunista ed atlantista di cui la Fondazione Saint-Simon costituisce una delle metamorfosi.

 

sartre_levine2.pngNato nel 1905, Raymond Aron appartiene ad una vecchia familia ebraica alsaziana. Uno dei suoi lontani antenati curava Luigi XIV. L'albero genealogico della sua famiglia rivela inoltre dei legami di parentela con Émile Durkheim, padre della sociologia francese, e suo nipote, l'antropologo Marcel Mauss. Allievo alla Normale, compagno di scuola di Sartre, Canguilhem e Nizan, Raymond Aron è socialista e pacifista. Partecipa senza brillare alla vita politica studentesca del Quartiere latino degli anni 20. Parte per la Germania dove esercita la funzione di lettore all'università di Colonia; è successivamente reclutato dall'Istituto francese di Berlino. Assiste all'ascesa dell'antisemitismo ed alla presa del potere di Adolf Hitler. Nel 1933, rientra in Francia ed è accolto dal Centro di documentazione sociale diretto da Célestin Bouglé. Il caso vuole che succeda a Marcel Déat, futuro fondatore del Rassemblement national populaire, movimento collaborazionista durante l'Occupazione. Il Centro, ubicato in rue d’Ulm, riceve dei finanziamenti dalla Fondazione Rockefeller. Raymond Aron vi allaccia delle relazioni con Robert Marjolin, un economista formatosi negli Stati Uniti grazie ad una borsa ottenuta da Rist e Bouglé, i due contatti permanenti della Fondazione Rockfeller in Francia [1]. 

 

 

Primi passi a Londra



levie_degaulle.pngDopo la mobilitazione, Aron lascia la Francia per installarsi a Londra. Sin dal suo primo soggiorno, incontra con la mediazione del suo amico Robert Marjolin la squadra di Jean Monnet. È in seguito reclutato da André Labarthe, incaricato dal generale de Gaulle di creare una rivista della Resistenza: La France libre di cui Aron diventa uno dei redattori più dinamici. La rivista gli permettedi sviluppare delle idee che saranno il leitmotiv del suo impegno politico durante la Guerra fredda. In un articolo del 1944, Raymond Aron dà una forma primitiva alla retorica anti-totalitaria che diventerà il discorso quasi ufficiale della intelligentsia anticomunista. Le tre grandi correnti "pagane" del periodo contemporaneo, il socialismo, il comunismo ed il nazismo, sono così designate come tre rappresentazioni dell'ideal-tipo di "religione secolare". Aron si distingue soprattutto criticando apertamente il generale de Gaulle, soprattutto in un articolo del 1943 intitolato L’ombra di Bonaparte. I rapporti che mantiene con Labarthe sono cordiali. Ciò che Aron ancora non sa, è che il responsabile di La France libre sarà più tardi sospettato, soprattutto dall'atlantista Henri Freney, di essere un agente sovietico appartenente alla rete Harry Robinson.

 

la_France_libre.jpegA Londra, Raymond Aron incontra i futuri alleati della Guerra fredda. Frequenta assiduamente il Reform club animato da Lionel Robbins e Friedrich von Hayek che prepara la costruzione della Società del Monte Pellegrino. Karl Mannheim gli propone un posto alla London School of Economics and Political Studies, prestigioso bastione dei liberali (Mises, Hayek) finanziato dalla Fondazione Rockefeller. L’impegno di Aron nel movimento gaullista durante la guerre non è abbastanza intenso per valergli ifavori del generale che non apprezza le critiche formulate dal giovane intellettuale. Aron vede Vichy come una parentesi nella storia e non ha mai condannato la Rivoluzione nazionale. Si fece spesso, in diversi momenti, il difensore dei petainisti, soprattutto durante la polemica suscitata dal libro di Bernard-Henri Lévy, L’idéologie française [L'ideologia francese]. Per Aron, Traditori i collaborazionisti, sì; traditori i fautori della Rivoluzione nazionale, certamente no. Coloro che rimpiangono oggi a freddo che l'epurazione non abbia colpito tutti i fautori della Rivoluzione nazionale in quanto tali si comportano da sostenitori della guerra civile. Anche nel 1941, non mi abbandonavo a queste basse passioni" [2].

 

 

Giornalismo e politica


Le-Figaro-1950.jpegAlla Liberazione,deluso dai suoi insuccessi universitari, Raymond Aron si dedica alle attività giornalistiche e politiche. Scrive in Point de vue, Combat e soprattutto Le Figaro diretto da Pierre Brisson, anziano collaboratore di Lucien Romier morto durante la guerra dopo essere stato ministro dello Stato francese [3] nel 1943. La linea politica del Figaro è apertamente  filo-statunitense. Anticomunista, a favore dell'Alleanza atlantica e della costruzione europea, Raymond Aron acquisisce sulle colonne del giornale una legittimità intellettuale indiscutibile. È una delle quattro grandi firme insieme ad André Siegfried, professore all'Institut d’études politiques de Paris; François Mauriac che lo segue al Congrès de la liberté de la culture e André François-Poncet che sostituisce il generale Koening come capo delle autorità di occupazione poi ambasciatore presso la Repubblica federale tedesca.

 

RPF.jpgCompie parallelamente la sua prima esperienza politica diventando alla Liberazione il direttore di gabinetto del ministro dell'informazione, André Malraux. Lavora con Jacques Chaban-Delmas, Manès Sperber e Jean Lecanuet. Fa effettuare dei sondaggi all'IFOP, recentemente creata da Jean Stoetzel, un anziano membro della Fondation Alexis Carrel [4]. Nel 1947, aderisce all'RPF. Alle assise di Lille, è incaricato per un intervento su ciò che il generale chiama "l'associazione" (la divisione capitale/lavoro in seno all'impresa), concetto chiave della "terza via" economica rivendicata da de Gaulle.

 

 

Guerra fredda e riflessione politica

 

opium.jpgIl pensiero politico di Raymond Aron è profondamente radicato nel contesto della Guerra fredda. Il principale obiettivo delle sue pubblicazioni consiste nell'allineare gli intellettuali neutri, e cioè non appartenenti né al Partito comunista ma che manifestano una simpatia per l'ideologia marxista, ciò che Aron designa durante una comunicazione alla Società del Monte Pellegrino "il pregiudizio favorevole all'Unione sovietica". L'Opium des intellectuel [L'Oppio degli intellettuali] testimonia questa volontà di convincere la sinistra non-comunista. Aron, ispirato dalle tesi dei New York Intellectuals, vi annuncia la fine delle ideologie ed esorta gli intellettuali a rompere con il socialismo.


grand-schisme.jpgDifensore della libertà nel mondo di fronte a dei partiti comunisti che "con o senza internazionale, con o senza Kominform, rappresentano una cospirazione permanente, destinata ad aprire una via all'imperialismo russo-sovietico", gli Stati Uniti rappresentano per l'autore di Le Grand schisme [Il Grande Scisma] il benevolo impero in guerra per la libertà: "La classe dirigente degli Stati Uniti non ha desiderato l'egemonia che le si è schiusa non appena il potenziale della Repubblica americana si è trasformata in forza militare [...]. La diplomazia sovietica ha suscitato in reazione una volontà di contenimento, lo sforzo per fermare l'espansione del rivale, non ha suscitato una volontà di dominio, a meno di impiegare questo termine per designare lo sforzo per allargare la zona aperta agli scambi liberi [5]".

 

Raymond Aron agisce come l'elemento di raccordo della diplomazia statunitense in Francia. Amico e consigliere di Henry A. Kissinger che lo considera come il suo maestro [6] e di George Kennan, padre della dottrina del contenimento, Aron è incontestabilmente il migliore appoggio di cui dispongono i servizi culturali statunitensi in Francia.


 

 

Raymond Aron, il capofila francese del Congresso per la libertà della cultura


aron_les_guerres_en_chiane.jpgNel giugno del 1950, a Berlino, Melvin Lasky organizza la prima riunione internazionale di ciò che diventerà il Congresso per la libertà della cultura [7]". L'iniziativa è sostenutada intellettuali anticomunisti raccolti in "un comitato non-ufficiale e indipendente" di cui Aron è membro. La riunione di Berlino sfocia in un embrione organizzativo: Arthur Koestler scrive il Manifesto agli uomini liberi ed un testo redatto da Henri Freney prevede la creazione di un comitato internazionale dotato di un segretariato permanente e di comitati nazionali. Sin dal novembre 1950, cinque supplenti sono nominati allo scopo di completare la lista dei membri del comitato esecutivo. In questa occasione, Raymond Aron entra nelle istanze dirigenti del Congresso per la libertà della cultura. Ne diventa rapidamente una delle personalità più influenti.  intimo di Michaël Josselson [8], intermediario tra la CIA e gli intellettuali. e i suoi libri- soprattutto Le Grand schisme [Il Grande scisma], L’Opium des intellectuels [L'Oppio degli intellettuali] e Les Guerres en chaîne [Le Guerre a catena]- costituiscono delle opere di riferimento per l'intelligentsia anticomunista.


 

aron_la_moglie_Josselson_CIA_de_Rougemont.jpgRaymond con la moglie Suzanne ed il loro ufficiale di collegamento con la CIA, Michael Josselson, e a destra Denis de Rougemont


 

aron_Koestler_Brown_James-Burnham.-.gifAron impianta solidamente il Congresso in Francia e contribuisce a diffondere le tesi dei New York Intellectuals permettendo la traduzione di L’Ère des organisateurs [L'era degli organizzatori], manifesto dell'organizzazione scritto dal suo amico James Burnham. È sollecitato ad organizzare o partecipare ad alcune riunioni patrocinate dal Congresso. Nel 1954, durante delle Giornate di studio a Nizza, la sua comunicazione si intitola Visages du communisme en France et en Italie [Volti del comunismo in Francia ed in Italia]. Molto implicato nelle attività del Segretariato internazionale preso in mano da Josselson e Nabokov, due anziani ufficiali dei servizi culturali dell'esercito americano a Berlino, Raymond Aron prepara la Conferenza di Amburgo con Sidney Hook e Jacques Enock. durante questo meeting, Aron presenta un esposizione sui Les concepts de vérité de classe et de vérité nationale dans les sciences sociales [Concetti di verità di classe e di verità nazionale nelle scienze sociali] ed è designato membro del Comitato Scienza e Libertà,un organismo dipendente dal Congresso costituito da quattordici personalità. Prepara in seguito, con Josselson, Nabokov, Polanyi, Jouvenel e Kristol, la Conferenza di Milano: L’avenir de la liberté [l'avvenire della libertà].


aron_bell_daniel.jpgIl 1955 è un anno decisivo per Aron perché è uno degli intellettuali centrali della Conferenza di Milano ma anche perché, lo stesso anno, è nominato alla Sorbon a e pubblica L’Oppio degli intelletuali, vera caricature contro i pensatori filosovietici. Da questa conferenza emerge un nuovo organo del Congresso: il Comitato dei seminari di cui Aron è logicamente uno dei perni. In un primo tempo, Daniel Bell, un sociologo dell'università della Columbia arrivato di recento in Francia, coordina le attività del Comitato comprendente Aron, Jouvenel, Polanyi e Edward Shils (della London School of Economics).

 

 

 

aron_Michael-Polanyi-addressing-the-Congress-of-Cultural-Fr.jpgCongresso per la libertà della cultura, Milano, 1956. L'oratore è Michael Polanyi.

 


 

aron_commentaire.gifRaymond Aron sostituisce Bell alla testa del comitato dei seminari e lancia il progetto dei colloqui di Rheinfelden. La pubblicazione delle comunicazioni dei colloqui di Settembre 1959 è assicurata da Jean-Claude Casanova, futuro direttore dell'ultra aroniana rivista Commentaire e Pierre Hassner. A Napoli, Aron presidia il colloquio internazionale e presenta una riflessione sullo Développement social et économique des pays méditerranéens [Sviluppo sociale ed economico dei paesi mediterranei]. Il decimo anniversario del Congresso, simbolizzato dalla riunione del 1960, rende evidente il successo della strategia di conquista ideologica di Raymond Aron. Nuovi membri come Edgar Morin, Georges Friedmann o Jean-Marie Domenach illustrano la vittoria della retorica antitotalitaire [9].


aron_memorie.jpgLo scandalo del 1967 che rivela il finanziamento del Congresso da parte della CIA comportano il disimpegno brutale di Raymond Aron. Tuttavia, lungi dal condannare l'impresa, Aron accetta di supervisionare la costruzione di una nuova organizzazione finanziata dalla Fondazione Ford, l’Associazione per la libertà della cultura [10]. Ma, davanti all'ampiezza dello scandalo in Francia, rifiuta l'offerta. François Furet, Michel Crozier ed altri intellettuali sostituiscono Aron che presiederà, dopo lo scandalo, soltanto due seminari: uno a Venezia, L’historien entre l’ethnologue et le futurologue [Lo storico tra l'etnologo ed il futurologo], e l'altro a Bonn, International politics and the future of european-american relations.

 

Malgrado il suo ritiro, Raymond Aron accetta di diventare il presidente onorario del Committee for the Free World, progetto supervisionato da Midge Decter, sposa di Norman Podhoretz, il redattore capo di Commentary, e finanziato dalle fondazioni conservatrici Olin, Scaife e Smith Richardson. Ritornando sul Congresso nelle sue Mémoires [Memorie], Raymond Aron afferma che, il fine giustificando i mezzi, essa fu un'esperienza politica necessaria e positiva: "Avremmo tollerato il finanziamento della CIA, se l'avessimo conosciuto? Probabilmente no, benché questo rifiuto sarebbe stato in ultima analisi irragionevole [...]. Il Congresso non poteva compiere il suo compito- e lo compì con il camuffamento o se si vuole, la menzogna per omissione" [11].

Un universitario conservatore

aron_Bourdieu.jpegParallelamente a quest'intenso impegno politico, Raymond Aron acquisisce delle posizioni dominanti nell'ambiente universitario. Nel 1955, è nominato alla Sorbona. Nel 1961, grazie al sostegno finanziario della Fondazione Ford, crea il Centro di sociologia europea che egli dirige con il suo assitente, un certo Pierre Bourdieu. Il giovane sociologo organizza le ricerche di Sociologia dell'educazione e della cultura. La rottura tra Bourdieu ed Aron interviene dopo la pubblicazione del libro Les Héritiers [Gli Eredi] che diventerà quattro anni più tardi un'opera di riferimento per gli studenti contestatori.

 

aron_Preuves.jpgIl "tradimento" di Pierre Bourdieu non impedisce ad Aron di consolidare la sua impresa sull'intelligentsia liberale cheva ad affollare i suoi seminari alla Sorbona, poi all'École des hautes études en sciences sociales ed al Centre de sociologie européenne: Pierre Hassner, Jean-Claude Casanova, Jean Baechler, Annie Kriegel, Alain Besançon, Pierre Manent, François Bourricaud, Georges Liébert, Jérôme Dumoulin. Rete che egli mobilita durante il maggio 68 allo scopo di contrastatre la piccola rivoluzione e più tardi per sostituire Preuves, la rivista ufficiale del Congresso per la libertà della cultura.

 

Durante gli avvenimenti di maggio-giugno 1968, Raymond Aron simbolizza la reazione conservatrice conservatrice ostile al carnevale studentesca. Ha saputo federare intorno a sé un polo conservatore. Il 30 maggio, saluta la finedelle sommosse con un Vive de Gaulle di sollievo e sfila, con il suo amico ed alleato, Kostas Papaioannou, sugli Champs-Élysées. L'11 giugno, lancia dalle colonne del Figaro un appello alla fine dello sciopero ed alla ripresa dei corsi. Il 19 giugno, pubblica una serie di articoli intitolati La crise de l’université [La crisi dell'università] e crea un Comitato di difesa e di rinnovamento dell'insegnamento francese, la cui missione è di organizzare la ripresa dei corsi ed il sostegno degli esami. Questo Comitato improvvisato comprende, in un primo tempo, un gruppo ristretto di collaboratori vicini ad Aron: dei veterani del Partito comunista come Emmanuel Le Roy Ladurie e Annie Kriegel raggiungono per l'occasione Alain Besançon, Kostas Papaiaoannou, Jean Baechler... Il 21 giugno, il Comitato si riunisce per la prima volta: François Bourricaud, Michel Crozier (allora professore all'università di Nanterre), Raymond Boudon e Julien Freund ne diventano i principali riferimenti all'interno dell'università parigina. Per Aron, il potere non deve arretrare di fronte a ciò che egli chiama "il terrorismo del potere studentesco".

 

aron_sartre_-Glucksman_1979-jpgJean-Paul Sartre, André Glucksman e Raymond Aron, 1979.


aron_revolution.jpgIl suo atteggiamento ostile alla contestazione gli vale di essere interdetto alla parola a rue d’Ulm, le sue sessioni di tesi di laurea sono a volte interrotte. Bersaglio privilegiato degli "arrabbiati", Aron subisce anche la critica del suo antico compagno della École Normale, Jean-Paul Sartre che invita a far cadere "le Bastiglie di Aron". In Agosto, pubblica La Révolution introuvable [La rivoluzione introvabile], violento attacco contro i rivoltosi di maggio 68.

 

aron_levine-2.png

Caricatura di Levine di Raymond Aron

Gli eredi di Raymond Aron

aron_Furet.pngAlla fine degli anni 70, Raymond Aron ha rotto con il Congrès per la libertà della cultura la cui rivista ufficiale, Preuves [12], è moribonda. Si tratta per il vecchio liberale di costruire una nuova tribuna accademica. La rivista Contrepoint diretta da uno dei suoi fedeli, Georges Liébert, accoglie dal 1970 al 1976 numerosi discepoli della scuola aroniana come Pierre Manent. Ma, Commentaire costituirà la tribuna ideale per Aron. Creata nel 1978, supervisionata da Jean-Claude Casanova, la rivista è il degno successore di Preuves. Delle traduzioni di articoli di Encounter e di Commentary testimoniano della funzione di Commentaire di cui alcuni esemplari sono diffusi all'Est, soprattutto in Polonia. La convergenza degli intellettuali di Commentaire e della rivista Le Débat fa nascere nel 1981, per l'impulso di François Furet e di Pierre Rosanvallon, alla Fondation Saint-Simon, vero think tank filo statunitense del dopoguerra [13].


Societe_du_Mont_Pelerin_1947.jpgIl 17 ottobre 1983, Raymond Aron testimonia in favore del suo amico Bertrand de Jouvenel accusato di "nazismo". Il vecchio filosofo dichiara: "È vero che noi, gli uomini di questa generazione, eravamo disperati dalla debolezza delle democrazie. Sentivamo giungere la guerra. Alcuni avevano sognato qualcos'altro, che sopprimesse questa debolezza". Jouvenel ha effettivamente, durante gli anni 30, sognato un nuovo regime. Vedendo in Hitler una Guida economica, ha aderito al Parti populaire français di Doriot. Reclutato dai servizi di informazione, ha in seguito spiato il suo amico Otto Abetz. Alla Liberazione, fonda con Rueff e Hayek l’ultraliberale Société du Mont Pèlerin [14] ed è seriamente implicato nelle attività del Congresso per la libertà della cultura [15].


La difesa del suo amico Jouvenel fu l'ultima dichiarazione pubblica di Raymond Aron che muore per una crisi cardiaca nella vettura che lo attendeva all'uscita del tribunale.

 

Denis Boneau

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

 

NOTE

 

[1] EHESS: les sciences sociales françaises sous perfusion de la CIA, [EHESS: le scienze sociali francesi sotto influenza della CIA], di Bertrand Chavaux, Voltaire, 7 luglio 2004.


[2] Raymond Aron, Mémoires, 50 ans de réflexion politique, [Memorie, Mondadori, Milano, 1984], 1983, p. 175.

 

[3] "L’État français" è il nome dato da Philippe Pétain al regime di dittatura amministrativa che egli costituì dopo aver abrogato la Repubblica.

 

[4] Uriage, l’école des cadres de la Collaboration, [Uriage, la scuola dei quadri della Collaborazione], di Denis Boneau, Voltaire, 23 aprile 2004.


[5] Raymond Aron, Le Grand schisme [Il Grande scisma], Gallimard, 1948. p. 25.


[6] "Nessuno ha avuto su di me una più grande influenza intellettuale. Egli fu un critico benevolo quando occupavo delle posizioni ufficiali. La sua approvazione mi incoraggiava, le critiche che mi rivolgeva a volte mi frenavano", citazione di Henry Kissinger, dal sito Catallaxia, Libéralisme alternatif.

 

[7] Quand la CIA finançait les intellectuels européens [Quando la CIA finanziava gli intellettuali europei], di Denis Boneau, Voltaire, 27 novembre 2003.


[8] "Michaël Josselson, di origine estone, fu il creatore del Congresso [...]. Ci ha ingannato, potremmo dire, e lo avrebbe riconosciuto se avessimo discusso a fondo con lui [...]. Conservo per lui considerazione, stima [...]. Era di più ed altra cosa di un agente dei servizi segreti. Intellettuale dotato di senso dell'azione, porta la doppia responsabilità della riuscita del Congresso e della menzogna originale". Raymond Aron, Mémoires, p. 238-239.

 

[9] Pierre Grémion, Intelligence de l’anticommunisme, Le Congrès pour la liberté de la culture à Paris [Intelligenza dell'anticomunismo, il Congresso per la libertà della cultura a Parigi], 1950-1975, Arthème Fayard, 1995.


[10] La Fondation Ford, paravent philanthropique de la CIA [La Fondazione Ford, paravento filantropico della CIA], Voltaire, 5 aprile 2004.

 

[11] Raymond Aron è riuscito, in Francia, ad imporre quest'interpretazione del suo impegno nelle attività del Congresso per la libertà della cultura.Evidenziamo che la versione statunitense dell'opera di Frances Stonor Saunders, The CIA and the world of arts and letters, The cultural cold war [Gli intellettuali e la CIA, La guerra fredda culturale, Roma, Fazi Editore, 2007], è più affermativa. La studiosa indica che "Aron felt deeply compromised by the exposure of the Congress as a CIA front, though it is alleged he had been in on the secret for years" , frase sensibilmente modificata durante la traduzione dell'opera in francese politicamente corretto: "Aron si sentì gravemente compromesso quando fu rivelato che il Congrès serviva di copertura alla CIA, ma alcuni pensano che era a corrente da molti anni". In Qui mène la danse? [Chi conduce la danza?] di Frances Stonor Saunders, Éditions Denoël, 2003.


[12] Dal 1951 al 1966, Raymond Aron pubblica una cinquantina di articoli in Preuves, la rivista di Bondy, così come una trentina di traduzioni per Der Monat ed Encounter.


[13] La face cachée de la Fondation Saint-Simon [Il volto nascosto della Fondazione Saint-Simon], di Denis Boneau, Voltaire, 10 febbraio 2004.

 

[14] Friedrich von Hayek, papa dell'ultra-liberalismo di Denis Boneau, Voltaire, 4 marzo 2004.

 

[15] La sua principale eredita è il gruppo Futuribles, un'organizzazione internazionale di previsioni economiche creata grazie ai finanziamenti della Fonazione Ford.

 

 

 

LINK al saggio originale:
 Raymond Aron, avocat de l’atlantisme 

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11 settembre 2011 7 11 /09 /settembre /2011 19:39

L'ALTRO... 11 Settembre... 1973!

 

 

allende_torri_gemelle.jpg

pinochet_Levine.pngCaricatura di Levine di Pinochet come macellaio. 

 

 


Salvador Allende, eletto democraticamente nel 1970, intraprende delle riforme che soddisfano il popolo ma scontentano gli ambienti affaristici (innalzamento dei salari, riforma agraria, nazionalizzazioni).


cHILE-POPULAR.jpg



Gli Stati Uniti vedono di cattivo occhio la nascita di un regime socialista nell'America del Sud, che potrebbe dare delle idee ad altri e rimettere in causa la conquista delle multinazionali del continente.


miniera_rame.jpg

Cile, miniera di rame


 

 

L'11 settembre 1973, il governo socialista del presidente Allende è brutalmente rovesciato durante un colpo di Stato militare.

 

allende-ult.JPG

 

 

All'alba, su ordine del generale Augusto Pinochet, le truppe militari invadono le strade di Santiago, capitale del Cile.

 

 

 

 

 

cile_golpe.gif

Cile, arresti di massa durante il golpe.

 

 

 

 

Quel giorno, rifiutando di arrendersi ai militari putschisti, Salvador Allende, trova la morte sotto gli assalti ripetuti dell'esercito ed i bombardamenti del palazzo presidenziale.


palazzo_governo_cileno.jpg

Bombardamento al palazzo del governo 


 

Gli arresti, la tortura e le migliaia di assassinii che seguirono la caduta del governo Allende fecero di questa giornata di settembre 1973 l'inizio di una serie nera che lasciò, nel cuore dei Cileni, una piaga che fatica a rimarginarsi, ancora oggi.

stadio_cile.jpg

 

Le cifre parlano di 60.000 vittime: torture, esecuzioni, assassini politici, e numerosi sono stati gli scomparsi senza tracce.


pinochet_kissinger.jpgKissinger e Pinochet, padrone e servo si felicitano...

 

 

 

Sostenuto dagli Stati Uniti, Pinochet diventa presidente della Repubblica nel 1975 e rimarrà alla testa del Cile sino al 1990, creando un regime di terrore.

Pinochet_junta.jpgPinochet presidente delal repubblica cilena.

 

 

Sino alla fine il dittatore resterà in buoni rapporti con tutti i rappresentanti di regimi "democratici", e di tutti i rappresentanti devoti "ai diritti dell'uomo".

 

pinochet_Thatcher.jpgPinochet e la molto liberista signora Thatcher

 


 

Anche il papa Giovanni Paolo II gli farà visita...


GPII_Pinochet.jpeg

Giovanno Paolo II, grande beatificatore di dittatori fascisti e prelati cattolici coinvolti in genocidi, e Pinochet al balcone...

 

 

 

 

allende_cadavere.jpgSalvador Allende trucidato dai golpisti


 


 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

LINK:

Chili: 11 Septembre 1973...

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7 settembre 2011 3 07 /09 /settembre /2011 18:03

HR 3200:

pulce2.jpgLa chippazione dell'essere umano inizierà alla fine del 2011

 

 


Mancano pochi mesi prima dell'inizio della marchiatura elettronica dell'essere umano…

 


Il congresso degli Stati Uniti d'America ha adottato da pochi mesi una legge (HR 3200) che permette di chippare l'essere umano. Con il pretesto di un accesso al rimborso delle cure mediche, con una identificazione dei pazienti e delle informazioni relative alla salute, questa legge che era un progetto che datava ufficialmente al 10 dicembre 2004 obbligherà l'americano medio a farsi impiantare un transponder a radio frequenze (che reagirà dunque alle onde radio) sottocutaneo capace di durare l'equivalente di una vita.

 

In virtù dell'articolo 519 della legge federale sul nutrimento, le cure mediche ed i prodotti cosmetici, un registro nazionale dei dispositivi medici sarà creato dal "Secretary" che è l'equivalente negli Stati Uniti del ministero della salute. Questo registro servirà diciamo a facilitare l'analisi della sicurezza dei dispositivi dopo la commercializzazione ed il risultato dei dati di ogni apparecchio utilizzato in, o su un paziente! Inoltre è importante precisare che la futura chippazione così come il suo registro saranno messi in opera senza che nessuna regolamentazione definitiva né alcun inquadramento preventivo sia adottato.

pulce.jpg

Pulce RFID

 


Questa marchiatura, che costerà tra i 150 ed i 200 dollari,riguarderà innanzitutto le classi medie e modeste poiché sarà imposta alle persone dipendenti dal sistema di rimborso della sanità sociale americana. Riguarderà anche le persone anziane del programma "Medicare", i vecchi combattenti, i malati di Alzheimer ma anche i feriti incoscienti che saranno ammessi alle urgenze... Se non vi fate chippare, non avrete dunque diritto ai rimborsi in vigore da Zio Sam. Oltre la possibilità di regolare il costo delle cure e di beneficiare di un "migliore" accesso alle informazioni mediche dei pazienti, una domanda rimane in sospeso: la scelta di questo supporto di dati è più legittimo di un altro?

 

Inoltre, secondo l'informatico Mark Gasson, dottore dell'università di Reading, è possibile inserire un virus informatico in questo stesso transponder. Avendo egli stesso fatto un esperimento introducendosi un chip RFID nella sua mano, egli si è accorto, che era possibile installarvi un virus! Mi permetto di affermare che se un virus può introdursi in un chip RFID, qualunque altro potere malevolo potrà farlo. Questa schedatura attraverso chip ad onde radio recuperabili a distanza permetterà dunque a qualunque praticone informatico di accappararsi per qualsiasi uso fraudolento o arbitrario delle informazioni personali o private... Vari esperimenti sono già in corso in America del Sud ed in Europa.

 

Sorridete, sarete ben presto chippati…

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

LINK:

HR 3200: Le puçage de l’être humain débutera fin 2012


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25 agosto 2011 4 25 /08 /agosto /2011 19:43

Chi sono i manifestanti violenti?

 

Dei poliziotti infiltrano gli indignati


 

In Spagna, è difficile per un poliziotto prendere a colpi di manganello un gruppo di manifestanti pacifici senza passare per un acttivo strumento di repressione totalitaria. Allora si spediscono dei compagnucci ad infiltare i gentili manifestanti per seminare zizzania. Una volta che il caos è stato impostato, le forze dell'ordine hanno un buon motivo per intervenire, senza troppo sottilizzare naturalmente. Il problema, è che anche con un jeans bucato ed un sacco sulle spalle, uno sbirro resta facilmente riconoscibile in mezzo alla folla.

La prova filmata:

 

 


   
[Noi in italia ne abbiamo avuti di esempi storici...].

[Traduzione di Ario Libert]

LINK al post originale:

Qui sont les manifestants violents ? Des policiers infiltrent les indignés

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