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16 maggio 2010 7 16 /05 /maggio /2010 20:48

I dirigenti israeliani sono dei fascisti 

Albert_Einstein_by_Yousuf_Karsh--1948.jpg

Albert Einstein in una fotografia del 1948 

Albert Einstein

 

 

Lettera indirizzata al New York Times da Albert Einstein, Hannah Harendt e altri a proposito di Begin e Israele

 


New York, 2 Dicembre 1948

 

All'editore del New-York Times

 

 

Tra i fenomeni politici più inquietanti della nostra epoca, c'è nello Stato creato di recente di Israele, la creazione del "Partito della Libertà" (Tnuat Haherut), un partito strettamente imparentato nella sua organizzazione, i suoi metodi, la sua filosofia politica ed il suo richiamo sociale ai partiti nazisti e fascisti.

 

È stato formato dai membri e sostenitori della antico Irgun Zvai Leumi, un'organizzazione terrorista di estrema destra e nazionalista in Palestina.

 

L'attuale visita di Menachem Begin, il capo di questo partito, negli Stati Uniti è evidentemente calcolata per dare l'impressione di un sostegno americano al suo partito per le prossime elezioni israeliane e per cementare i legami politici con gli elementi Sionisti conservatori negli Stati Uniti.

 

Begin001

Ritratto di un notissimo terrorista sionista: Menachem Begin (1913-1992). Primo ministro israeliano dal 1977 al 1983. Membro dell'organizzazione terroristica sionista Irgun a cui si devono massacri atroci e attentati dinamitardi mortali a danno dei britannici come quello del King David Hotel del 1946 che provocò la morte di 91 persone, 28 britannici, 41 arabi, 17 ebrei e 5 di altre nazionalità; e l'assalto del cittadella di Acri nel 1947, in cui un commando dell'Irgun irruppe per liberare gli attivisti ebraici detenuti dalle autorità britanniche. Nove furono uccisi e 5 catturati durante l'incursione.

 

 

Molti Americani di fama nazionale hanno prestato i loro nomi per accogliere la sua visita. 

 

Prima che dei danni irreparabili non siano fatti con dei contributi finanaziari, manifestazioni pubbliche in sostegno a Begin e prima di dare l'impressione in Palestina che una gran parte dell'America sostiene degli elementi fascisti in Israele, il pubblico americano deve essere informato sul passato e gli obiettivi del Signor Begin e del suo movimento. 

 

Le dichiarazioni pubbliche del partito di Begin non mostrano nulla in quanto al loro carattere reale. Oggi essi parlano di libertà, di democrazia e di anri-imperialismo, quando sino a poco prima hanno predicato la dottrina dello Stato Fascista. 

 

È nelle sue azioni che il partito terrorista di Begin tradisce il suo vero carattere. Dalle sue azioni passate possiamo giudicare quanto potrebbe fare in futuro.

 

 

Attacco ad un villaggio Arabo

 

Un esempio traumatico fu il loro comportamento nel villaggio Arabo di Deir Yassin.

 

Questo villaggio distante da tutte le strade principali e circondato da terre Ebraiche, non aveva preso parte alla guerra ed aveva anche combattuto delle bande arabe che volevano utilizzare come base il villaggio. 

 

Il 9 aprile, stando al New-York Times, delle bande di terroristi hanno attaccato il villaggio pacifico, che non era un obiettivo militare, hanno ucciso la maggior parte dei suoi abitanti - 240 uomini, donne e bambini - e hanno lasciato qualcuno in vita per farli sfilare come prigionieri nelle strade di Gerusalemme.

massacro-villaggio-palestinese-1948.pngMassacro del villaggio Deir Yassin.

 

 

La maggior parte della comunità ebraica è stata inorridita da quest'atto, e l'Agenzia Ebraica ha inviato un telegramma di scuse al Re Abdullah di Transgiordania.

 

Ma i terroristi, lungi dal provar vergogna dei loro atti, erano fieri di questo massacro, l'hanno ampiamente annunciato ed hanno invitato tutti i corrispondenti stranieri presenti nel loro paese ad andare a vedere i mucchi di cadaveri ed i danni causati a Deir Yassin.

 

L'incidente di Deir Yassin illustra il carattere e le azioni del Partito della Libertà. In seno alla comunità ebraica, essi hanno predicato un miscuglio di ultra-nazionalsimo, di misticismo religioso e di superiorità razziale.

 

Come altri partiti fascisti, essi sono stati utilizzati per far cessare gli scioperi ed hanno essi stesso incoraggiato la distruzione dei sindacati liberi. Nella loro Convenzione, hanno proposto i sindacati di corporazione sul modello fascista italiano.

 

Durante gli ultimi anni di violenze sporadiche anti-Britanniche, l'IZL ed il gruppo Stern hanno inaugurato il regno del terrore tra la comunità ebraica della Palestina.

 

Degli insegnanti sono stati picchiati per essersi espressi contro di loro, degli adulti sono stati picchiati per non aver lasciato i loro figli unirsi a loro.

 

Con metodi da criminali, percosse, distruzione di finestre e rapimenti ampiamente diffusi, i terroristi hanno intimidito la popolazione e hanno richiesto un pesante tributo.

 

Gli uomini del Partito della Libertà non hanno preso parte alle iniziative costruttive in Palestina. Non hanno ripreso nessuna terra, non hanno costruito nessuna colonia ed hanno soltanto alleggerito l'attività della Difesa Ebraica.

 

I loro sforzi nell'emigrazione, molto divulgate, erano minuziose e dedicate soprattutto a fare immigrare dei compatrioti fascisti.

 

Contraddizioni

 

Le contraddizioni tra le affermazioni fatte attualmente da Begin ed il suo Partito ed i rapporti dei loro atti in Palestina danni l'impressione di un partito politici insolito.

 

È l'innegabile segno di un partito fascista per cui il terrorismo (contro gli Ebrei, gli Arabi così come i Britannici) e le false dichiarazioni sono dei mezzi e di cui uno "stato Leader" è l'oboettivo.

 

Alla luce delle osservazioni precedenti, è imperativo che la verità a proposito del signor Begin e del suo movimento sia conosciuta nel paese.

 

È ancor più tragico che l'alta direzione del Sionismo americano abbia rifiutato di fare campagna contro gli sforzi di Begin, o anche di esporre ai suoi propri elementi i pericoli per Israele che rappresenta il sostegno a Begin.

 

I sottoscritti prendono dunque questi mezzi per presentare pubblicamente alcuni fatti notevoli a proposito di Begin e del suo partito e per raccomandare a tutti coloro che sono coinvolti di non sostenere quest'ultima manifestazione del fascismo.

 


ISIDORE ABRAMOWITZ,
HANNAH ARENDT,
ABRAHAM BRICK,
RABBI JESSURUN CARDOZO,
ALBERT EINSTEIN,
HERMAN EISEN, M.D.,
HAYIM FINEMAN,
M. GALLEN, M.D.,
H.H. HARRIS,
ZELIG S. HARRIS,
SIDNEY HOOK,
FRED KARUSH,
BRURIA KAUFMAN,
IRMA L. LINDHEIM,
NACHMAN MAJSEL,
SEYMOUR MELMAN,
MYER D.
MENDELSON, M.D.,
HARRY M. ORLINSKY,
SAMUEL PITLICK,
FRITZ ROHRLICH,
LOUIS P. ROCKER,
RUTH SAGER,
ITZHAK SANKOWSKY,
I.J. SHOENBERG,
SAMUEL SHUMAN,
M. ZNGER,
IRMA WOLPE,
STEFAN WOLPE.
 

  

[Traduzione di Ario Libert]  

 

 

 

Commento di Qumsiyeh:

 

L'Herut è il precursore del partito israeliano del Likud (conformemente all'ideologia di Vladimir Jabotinsky).

 

Menchem Begin (un terrorista ricercato) è diventato più tardi il Primo Ministro di Israele (Likud) e durante il suo governo, decine di migliaia di civili Libanesi e Palestinesi sono stati uccisi durante gli anni 80.

 

I successori di Menechem Begin al Likud (e in quanto primi ministri israeliani) tra cui Netanyahu e Sharon sono responsabili di innumerevoli al tri decessi di civili.

 

Mentre gli autori menzionano le scuse dell'Agenzia Ebarica "inviata al Re Abdullah" che non è nemmeno Palestinese, delle ricerche posteriori dimostrano la partecipazione della Hagannah e dell'Agenzia Ebraica nel massacro di Deir Yassin così come la partecipazione dell'Agenzia Ebraica e del Fondo Nazionale Ebraico nella pulizia etnica.

 

02/03/2008, Qumsiyeh

 

 

LINK al post originale:

Les dirigents Israeliens sont des fascistes

 

 

 

LINK interni pertinenti all'argomento :

Cosa hanno fatto i nipoti dei sopravvissuti dell'Olocausto ai palestinesi?

Una storia popolare di Gaza a fumetti

 

 

 

LINK esterni pertinenti all'argomento:

The Massacre of Deir Yassin

Israeli terrorism: Massacre of Deir Yassin

Il Massacro_di_Deir_Yassin (Wikipedia)

 

 

 

 

LINK a documentari filmici:

Deir Yassin Massacre Documentary (You Tube) [1][2].

 

The Anglo Jewish War 1945 1948 [1]; [2]; [3]; [4]; [5].

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14 maggio 2010 5 14 /05 /maggio /2010 09:49

STORIE PARALLELE...

 

   Cosa hanno fatto i nipoti dei sopravvissuti all'Olocausto ai Palestinesi?

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       Qualcuno di voi riesce a vedere qualche differenza tra nazismo e sionismo?

 


 

LINK al post originale:

What the grandchildren of Holocaust survivors did to the Palestinians?

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4 maggio 2010 2 04 /05 /maggio /2010 08:40

 

 

 

 

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Umorismo palestinese: la sicurezza negli aeroporti del mondo intero

 Tour-israelo-palestinese-copia-1.jpg

Quando sono arrivato ai gabinetti dell'aereo c'era già qualcuno.

 

Non c'era segnato "occupato" sulla porta.

  

C'era invece scritto in inglese, in arabo ed in ebraico "zona di gabinetto contesa".

 

 

di Ray Hanania palestinese/americano

 

 

 

 

hananiaGulfNews.jpgQuando recito, mi vesto di nero.  

 

Non perché sia il codice di abbigliamento scelto cinicamente e per depressione dalla professione.  

 

Mi vesto di nero, perché frequento molto gli aeroporti.  

 

Oh! oramai non viaggio più. Come potete immaginarlo, la maggior parte dei miei viaggi in aereo si sono fermati l'11 settembre.  

 

Infine, no. Sono come ExLax il popolare lassativo americano. Ci vado semplicemente per far paura alla gente. Infatti, è tutto il piacere che posso provare.

 

Non ho bisogno di dire o di fare questo o quello. Resto in piedi e di tanto in tanto brontolo.  

 

Certo, quando sono all'aeroporto, delle persone vengono a trovarmi e mi pongono ogni genere di domande.

 

  

 

Non è il mio sacco è quello di mia moglie.

 

 

La domanda che mi si pone più spesso è: "Prendete anche voi il mio volo?".

 

La sicurezza mi pone di solito altre domande, del genere: "qualcuno dall'aria sospetta vi ha dato un oggetto da mettere nei vostri bagagli?".  

 

"Dall'aria sospetta! rispondo incredulo. Avete visto la mia famiglia, hanno tutti l'aria sospetta!"  

 

Oppure chiedono: "Questo sacco è vostro?". 

 

"No, non è il mio, è quello di mia moglie. Porta un Burca".

 

Ma come tutti i mariti commetto l'errore di cominciare a riflettere e chiedermi se non potrei risparmiare una metà del biglietto se mettessi mia moglie nel sacco.

 


Nessun diritto al ritorno

Tuttavia, ho viaggiato lo stesso una volta quest'anno. Pensavo di andare in Messico. Ma chi sa che El Al non è un nome Messicano? Sono atterrato in Israele.

 

Quando la Hostess nell'aereo è venuta a vedermi, mi ha domandato se desideravo qualcosa. Certo, ho risposto, "E cioè, la chiave delle mie manette".

 

Mi ha tolto le manette e sono andato alle toilette.

 

Conoscete certamente il seguito, ma non la totalità. Quando sono arrivato alle toilette dell'aereo, c'era già qualcuno. Non era segnato "occupato" sulla porta.

 

Invece di questo c'era scritto in inglese, in arabo ed in ebraico, "zona delle toilette contese".

 

L'avvocato e difensore zelante di Israele, Alan Alan Dershowitz, era stato messo di posta presso questi "wc contesi" nel caso che qualcuno si lamentasse. Era un buon lavoro. Sta scrivendo un libro su come i palestinesi sabotino il processo di pace chiedendo di utilizzare le toilette negli aerei.

 

Humour palestinien: La sécurité dans les aéroports du monde entierE quando sono tornato al mio posto, gli steward avevano dato la mia poltrona a qualcun altro.

 

Mi hanno detto che non mi avevano costretto ad abbandonarlo- l'ho fatto di mia iniziativa e di conseguenza non ho "diritto al ritorno".

 

Mi hanno chiesto di andar via. Ma si sono bloccati nelle loro argomentazioni, e cioè se aprendo la portiera quando l'aereo era in pieno volo, ciò avrebbe provocato lo schianto dell'aereo.

 

Ma poiché non c'era che "un" solo tipo del mio genere, non si poteva applicare "la punizione collettiva".

 

Mi hanno lasciato in piedi per il resto del viaggio.

 

 

 

  

 

 

Ray Hanania è un giornalista professionista ed un autore di commedie umoristiche pacifiste palestinese/americano. Vive negli Stati Uniti, è originario di una famigtlia cristiana di Gerusalemme, sposato con un'ebrea, e mette in pratica secondo quanto dice la coesistenza pacifica tra arabi ed ebrei. Ha cominciato i suoi sketch dopo gli avvenimenti del 11 settembre, lanciando la sua "jihad morale" contro tutti gli integralismi. Una voce palestinese per la pace.

  

   

  

[Traduzione di Ario Libert]

   

  

 
LINK a video su Ray Hanania su You Tube in inglese, francese e italiano:
 
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24 aprile 2010 6 24 /04 /aprile /2010 07:00

fasciststatelogo6ej.jpgPresentiamo un autore di uno strano genere letterario: quello del fumetto impegnato politicamente, di denuncia di uno stato di cose esistente. Genere, ahimè, sin troppo poco coltivato. Un vero peccato in quanto a livello espressivo e comunicativo ha il vantaggio di presentare l'efficacia e l'attualità degli argomenti tipici del genere giornalistico all'efficacia della rappresentazione ad immagini tipica del cosiddetto fumetto, a cui i migliori autori, molto spesso, uniscono anche una pertinente prospettiva storica.

 

israele-palestina.jpgL'autore in questione è il maltese Joe Sacco, non nuovo a questo genere, anzi. Nel nostro paese è già molto noto per essere stato pubblicato nella collana Strade blu della Mondadori come ad esempio  Neven. Una storia da Sarajevo, (2007); Gorazde. Area protetta (2006)Palestina. Una nazione occupata, (2002). Il libro presentato in questo post sarà edito in Italia, sempre dalla Mondadori e sempre nella medesima collana, alla fine di settembre prossimo, c'è da credere che anch'esso incontrerà un sicuro successo di pubblico come i precedenti.

 

 

  

Una storia popolare di Gaza a fumetti:

 

 Note da Gaza di Joe Sacco 

Sacco--copertina.jpg

 

  

PAUL de ROOIJ 

   

 

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Massacro all'entrata della scuola di Rafah così come è stata raccontata da una delle vittime e disegnata da Joe Sacco 

 

  

Sei anni di lavoro, più di 400 pagine per gettare luce su un massacro perpetrato dall'esercito israeliano sulla popolazione di Gaza, nel 1956, e che la Storia ha fatto di tutto per dimenticare.

 

Molto considerato dai suoi pari autori, i media ed i suoi lettori del mondo intero, Sacco prosegue il suo impegno sincero, coraggioso, aspro, rigoroso e necessario.

 

La sua opera è una carica esplosiva che ha fatto saltare a pezzi i limiti del fumetto.

 

In anteprima, ecco le prime pagine di questo racconto impareggiabile.


    

Sacco--01.jpg

La pubblicazione di un nuovo libro di Joe Sacco è un grande avvenimento ed una folla piena di aspettativa si è radunata recentemente a Londra, per ascoltare questo grande disegnatore di fumetti malto-americano ed autore parlare del suo ultimo albo Footnotes from Gaza [Note da Gaza].

 

Sacco ha passato sette anni a fare delle ricerche e disegnare su due avvenimenti sordidi che hanno avuto luogo nel novembre del 1956 quando le forze israeliane hanno invaso Gaza nel quadro di un attacco congiunto franco-britannico contro l'Egitto. L'esercito israeliano ha commesso due massacri nel corso dei quali centinaia di Palestinesi sono stati assassinati, e Sacco ha riunito le testimonianze orali dei Palestinesi che sono stati testimoni o sono state vittime di questi avvenimenti. Sacco si è dedicato in un lavoro di ricerca dettagliato trovando dei testimoni che potevano ricordarsi in modo credibile quanto era accaduto, filtrando le testimonianze per eliminare le inconsistenze fattuali dovute agli errori di memoria di alcuni e poi ha trascorso quattro anni per far vivere queste storie nel suo stile inimitabile.

 

Il libro non si focalizza soltanto sul passato ma il presente svolge anch'esso un'ampia parte in questo resoconto; nel periodo presente di Gaza, giganteschi bulldozer blindati radono al suolo delle case a Rafah ed il blocco in corso colpisce la vita di ogni persona. Sacco ha detto: "... il passato ed il presente non possono essere così facilmente dissociati; fanno parte di un processo spietato...".

 

La storia contemporanea è abitualmente scritta da degli universitari che hanno accesso ai principali protagonisti, abitualmente degli uomini politici o dei comandanti militari, archivi senza vita e dei resoconti di stampa. Questa storia è solitamente indolore- non vi sono cataste di cadaveri ad imbarazzare i generali. È anche imbevuta di certezza- solitamente, gli storici non rimettono in questione la parola dei politici. È raro che gli storici tradizionali ascoltino le vittime; i loro resoconti sono raramente incorporati nei racconti dei vincitori.

  

Sacco--01--ENG.pngCiò che fa l'originalità di Joe Sacco è non soltanto il fatto che sia un grande artista, ma anche uno storico dei popoli che ascolta le vittime; la sua storiografia è piena di simpatia e di rispetto per queste vittime; la loro storia vale la pena di essere registrata. Sacco si concentra anche su una parte della storia solitamente ignorata. Nel 2001, si è recato a Gaza con Chris Hedges, giornalista americano, per effettuare delle ricerche per un articolo sui massacri del 1956, da pubblicare nel Magazine Harper. Quando infine l'articolo è stato pubblicato, la storia dei massacri era stata del tutto eliminata; tutte le storie non sono trattate in modo eguale. È forse quest'incidente che lo ha motivato a scrivere su questi massacri soppressi. Sacco cita Abed El-Rantio, il dirigente di Hamas che è stato in seguito assassinato, che diceva dei massacri del 1956: "...Questo tipo di azione non può essere mai dimenticata... hanno piantato l'odio nei nostri cuori".

 

Per comprendere i Palestinesi è importante tenere conto della storia che ha dato forma alle loro correnti politiche e sociali; si deve anche essere posti a corrente di questa storia nel quadro di future discussioni su delle possibili soluzioni. È cinicamente facile per delle persone come il presidente israeliano Shimon Peres di spronare i Palestinesi a "guardare verso il futuro" e di ignorare il passato. Tuttavia, le negoziazioni ed una futura riconciliazione non saranno possibili se le vittime del progetto coloniale israeliano possono beneficiare di un processo di giustizia e del riconoscimento della loro sofferenza. La riconciliazione futura necessiterà di una Commissione Verità e Riconciliazione come quella dell'Africa del Sud, in cui i massacri di Deir Yassi, Safat, Jenin 2002, Gaza 2009... e Khan Younis e Rafah 1956 saranno riconosciuti. 

 

Il massacro 

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Le immagini di Sacco che descrivono i massacri sono delle immagini che spaventano. Gli uomini di più di 15 anni sono stati trascinati come dei greggi lungo una strada, costantemente battuti, gettati contro dei muri, terrorizzati con colpi di fucile al di sopra delle loro teste e poi obbligati a passare per una strettoia all'entrata di una scuola in cui i soldati colpiscono coloro che entravano con delle grandi mazze di legno; coloro che riuscivano a passare quest'ostacolo mortale dovevano saltare sopra fila di fili spinato. In seguito i Palestinesi erano selezionati a seconda se portavano delle uniformi, se erano denunciati da collaboratori o semplicemente se si trovavano all'aperto selezionati dai tratti fisici. A Rafah, alcuni degli "uomini ricercati" sono stati portati su una strada lontana ed eliminati con una pallottola o colpiti a morte; altri sono stati caricati in autobus e portati in prigione ad Israele. Le immagini di Sacco non soltanto catturano l'orrore di questi avvenimenti, ma anche i ricordi dolorosi o i resoconti conflittuali. È una restituzione leggermente fluida della storia come la natura dei ricordi dei testimoni.

 

 

 

 

 

 

La tirannia delle spiegazioni

 

I documentari attuali su Gaza o la condizione palestinese descrivono di solito l'ultima barbarie perpetrata dagli Israeliani e poi aggiungono automaticamente una giustificazione israeliana immancabilmente fornita dagli ufficiali israeliani di relazioni pubbliche mielosi. Ecco alcune di queste giustificazioni vacillanti:

 

"Gli uomini hanno ucciso perché erano delle 'persone ricercate'"; "la casa è stata demolita perché c'erano dei 'militanti' all'interno"; "il muro è stato costruito per delle ragioni di sicurezza"; "Gaza è stata attaccata nel 2009 per fermare i lanci di missili";  e così via.

 

Sacco--02--eng.pngUna gran parte del ragionamento israeliano sugli ultimi orrori serve ad auto-discolparsi e suggerisce spesso che esisteva una giustificazione ad un'azione intrapresa. Se c'era un motivo, allora il massacro di civili è detto "comprensibile" e, il porta parola aggiungerà a voce bassa che i pretesi danni collaterali- i civili uccisi- sono disdicevoli e non erano intenzionali. Tali banali giustificazioni sono raramente poste in discussione.

 

Fornire il ragionamento israeliano sui massacri senza fornirne il contesto più vasto è certamente un punto del libro contestabile. Sacco include il ragionamento di Moshe Dayan sull'assalto a Gaza del 1956 e sembra assurdo giustapposto ai resoconti delle vittime. Gli Israeliani hanno radunato a proposito i Palestinesi per estirparne i fedayyin che effettuavano dei raid all'interno di ciò che è considerato essere Israele. Sacco cita anche Mordechai Bar-On, il braccio destro di Moshe Dayan, per fornire questa autogiustificazione.

 

Tuttavia, dobbiamo semplicemante ricordarci di quanto accaduto alcuni anni prima, nel 1948, per trovare un ragionamento più plausibile per il massacro. Yosef Nahmani, un testimone israeliano del massacro a Safat, il 6 novembre 1948, ha descritto come il massacro sia stato effettuato e ciò ricorda stranamente quanto accaduto a Rafah nel 1956 [2].

 

In entrambi i casi, gli uomini sono stati radunati e condotti come bestiame sulla strada in un corridoio dove sono stati battuti con delle mazze di legno e fucilati. A differenza di quello del 1956, il massacro del 1948 non aveva avuto bisogno di un pretesto. Ciò che lega questi due squallidi episodi è che facciano parte dei mezzi per rendere possibile il progetto coloniale israeliano e cacciare via la gente dalla terra. Forse abbiamo bisogno di un maggior contesto allo scopo di fornire una comprensione più precisa dei massacri.

 

Sacco, 01, FraTutto è in una nota...

 

Ciò che Sacco ha effettuato in questo libro è di salvare dall'oblio i massacri di Rafah e di Khan Younis del 1956. Le note, il titolo di questo libro, si riferiscono effettivamente ai massacri del 1956. L'importanza di questa storia, anche se non sono che delle note, è che essa pone gli avvenimenti attuali in prospettiva. Il quadro temporale per spiegare ciò che accade a Gaza non comincia con i lanci di razzi su Sderot nel 2008; utilizzando un contesto più ampio ciò chiarifica fortemente la natura dei crimini di massa commessi contro il popolo palestinesi per molti decenni. Ciò mostra anche che per delle persone senza futuro il passato ed il presente sono compressi; i massacri del passato risuonano in modo vicino alla violenza quotidiana perpetrata contro i Palestinesi che subiscono un assedio ed oggi per di più anche una spoliazione.

 

Sacco ha prodotto molto di più di un magnifico libro d'arte. Merita di essere letto e studiato dagli storici che potrebbere tentare di trasformare queste note in veri capitoli di storia di cui ci si deve ricordare. Il libro di Sacco è anche un atto di solidarietà con queste persone di oggi. Ed è qualcosa che i Palestinesi sotto assedio a Gaza attualmente hanno enormemente bisogno; mai prima nella storia le vittime dell'oppressione coloniale erano state boicottate ed ostracizzate dagli Europei e gli Americani. Leggere la loro storia ci ricorda anche che sono stati trattati in questo modo meschino e barbaro da decenni. 

   

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

NOTE


[1] Joe Sacco è certamente più conosciuto per il suo Palestina del 2001 e il suo Gorazde. Area protetta del 2000. Footnotes in Gaza è stato pubblicato dalla Jonathan Cape di Londra. Tutti questi libri sono delle store orali rese vive dai disegni di Sacco.

 

[2] Yosef Nahmani era il direttore dell'ufficio del Fondo Nazionale Ebraico in Galilea Ovest durante la Nakba e nei suoi diari documenta i massacri e la pulizia etnica di cui è stato testimone nel 1948. 

 

  

Tradotto dall'inglese al francese da Myriam Abraham

Tradotto dal Francese all'italiano da Ario Libert 

   

Une histoire populaire de Gaza en BD: Notes De Gaza de Joe Sacco 

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16 aprile 2010 5 16 /04 /aprile /2010 13:51

Bloody US Bastards

 

  

Video Choc Del Mitragliamento di Giornalisti e Civili Iracheni

 

 

Wikileaks.jpg

 

 

Cliccare qui per vedere il Video

 

 

Il sito di Wikileaks ha posto in rete un video girato dalla una postazione di tiro di un elicottero Apache US. Questi mitragliamenti "live" di giornalisti e civili iracheni costituiscono dei crimini di guerra commessi il 12 luglio 2007 e sino ad allora nascosti al pubblico. Attenzione le immagini sono traumatiche.
 
Mentre il branco di cani mediatici organizza una curia papale per fare diversione e nascondere i crimini di guerra commessi dall'esercito americano in tutta impunità, il sito di Wikileaks- che è stato fatto di recente oggetto di attacchi dei servizi della sicurezza interna americanofasciste- ha posto in rete un video classificato topo secret dall'esercito USA descrivente dal vivo il massacro di più di una dozzina di persone in un quartiere della periferia di Bagdad tra cui due giornalisti di Reuters.
 
Reuters ha cercato invano dall'attacco del 12 luglio 2007 di ottenere il video utilizzando il Freedom of Information Act. Il video girato dalla postazione di tiro di un elicottero Apache mostra chiaramente il massacro perpetrato a sangue freddo mentre nessuna delle persone abbattute rappresentava una minaccia e come quei cani di Yankee in uniforme hanno finito il giornalista di Reuters mentre delle persone gli portavano soccorso uccidendo i soccorritori e ferendo gravemente due bambini iracheni che si trovavano nel veicolo .
 
L'esercito americano ha sceintemente mentito su questi massacri come su altri d'altronde come si è potuto constatare in Afghanistan dove diverse persone sono state abbattute tra cui due donne incinte ed un'adolescente, durante un raid americano.
 
In Iraq l'esercito americano è arrivato persino a discolparsi dopo aver condotto condotto un simulacro di inchiesta concludendo che gli atti di questi soldati- che durante tutta la durata del video udiamo e le cui parole suonano in modo osceno in rapporto alle immagini che si vedono- erano conformi alle regole di coinvolgimento di un conflitto armato e all esue proprie "regole di coinvolgimento". Il che è evidentemente falso come il video prova.
 
Affinché questo punto sia chiaro, Wikileaks ha pubblicato le regole di coinvolgimento classificate top secret- per il 2006-2007- 2008- dunque prima durante e dopo i massacri.
 
Il sito ha anche pubblicato la versione video di 38 minuti ed una versione più corta con un'analisi di presentazione. Dei sottotitoli (in inglese) sono stati aggiunti nelle due versioni che riportano le conversazioni via radio dei militari.
 
Wikileaks ha ottenuto questo video così come dei documenti di accompagnamento di diversi "whistleblowers" militari- persone che rivelano delle informazioni top secret a volte a rischio della loro vita o della loro carriera). Wikileaks ha verificato le informazioni ricevute con dei testimoni e dei giornalisti direttamente implicati in quest'affare.
 
Pubblicando tali informazioni, Wilileaks tiene a che esse siano accolte con tutta l'attenzione che meritano informazioni che sfortunatamente i media di massa occultano.
 
In questo caso particolare, due delle persone uccide erano dei giornalisti onesti come ne esistono ancora pochi che fanno semplicemente il loro mestiere mettendo la loro vita in pericolo per informare su quanto accade realmente in un paese che rimane occupato ed in guerra.
 
L'Iraq è un paese pericoloso per i giornalisti integri che vogliono fare il loro mestiere onestamente.
 
Dal 2003 al 2009, 139 giornalisti sono stati uccisi nell'esercizio della loro professione.
 
Mireille Delamarre
 
[Traduzione di Ario Libert] 
 
 
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9 aprile 2010 5 09 /04 /aprile /2010 18:37

 

 

Fondamentalismo islamico

  

Non-violence humour en image

 Fondamentalismo del libero scambio

 
 
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4 aprile 2010 7 04 /04 /aprile /2010 18:40

 

  Umorismo di un "terrorista"

  

 

 
Chi-sono-i-terroristi.jpgChi sono i terroristi?
 
 

Un vecchio Arabo vive da più di 40 anni a Chicago. Vorrebbe tanto piantare delle patate nel suo giardino ma vive solo, vecchio e molto debole. Invia una e-mail a suo figlio che studia a Parigi per informarlo del suo problema.

-"Caro Ahmed, sono molto triste perché non posso piantare delle patate nel mio orto. Sono sicuro che se tu fossi qui con me avresti potito aiutarmi a rivoltare la terra.

 Il giorno dopo, il vecchio riceve una e-mail:

-"Caro Padre, per favore, non toccare nulla soprattutto in giardino! Vi ho nascosto la "cosa".

 

Anch'io ti amo. Ahmed".

 

Alle 4 del mattino giungono presso l'anziano l'US Army, i Marine, l'FBI, la CIA ed anche un'unità di elite dei Rangers. Scavano dappertutto in giardino, millimetro per millimetro e ripartono delusi di non aver trovato nulla.

   

Il giorno dopo, il vecchio riceve una nuova e-mail da parte di suo figlio:

 

-"Caro Padre, sono certo che la terra di tutto il giardino è oramai rivoltata e che puoi piantare le tue patate. . Non potevo fare meglio.

 

Ti amo, Ahmed".

 

     

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

   

  

 

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Humour d'un "terroriste"

 

 

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29 marzo 2010 1 29 /03 /marzo /2010 20:48

 

 

L’Opus Dei e l’Europa


Dal riciclaggio dei fascisti al controllo delle democrazie

 

 

 

 

opus_dei.jpg

 

di Thierry Meyssan*


L’Opus Dei svolge un ruolo di primo piano nella costruzione europea. Dopo la seconda Guerra Mondiale, vecchi responsabili fascisti si insediano in seno alle nuove istituzioni europee, collocativi dai membri dell'Opera divina.



Durante la Seconda Guerra mondiale, pur condannando l'ideologia nazista, i principali responsabili della Chiesa cattolica sostennero notevolmnente i regimi fascisti per il fatto che costituivano un baluardo alla sovversione bolscevica. Il crollo dell'III Reich, sotto i colpi congiunti degli Inglesi, degli Americani e dei Sovietici, avrebbe dovuto tradursi non soltanto con l'epurazione  della classe politica europea, ma anche con quella della Chiesa romana. Non se ne fece nulla.

 

Gli ecclesiastici collaboratori manipolarono l'illusione religiosa al punto che ogni obiezione della loro responsabilità in crimini contro l'umanità apparve come una blasfemia. Utilizzando l'immunità che agli occhi dei credenti è loro conferita dalle loro sacre funzioni da essi esercitate, essi si dedicarono ad "esfiltrare" verso l'America latina i capi fascisti per sottrarli alla giustizia ed impedire che i processi non giungessero a rivelare le loro colpe. In questo contesto, l'Opus Dei dedicò tutte le sue forze nel cancellare le tracce della Storia favorendo la riconciliazione europea.


1952_Adenauer_Schuman_De_Gasperi.jpg
(Robert Schuman, Alcide de Gasperi e Konrad Adenauer, 1952.)


de_gaulle_5.jpgQuesta politica fu favorita a malincuore dal generale de Gaulle. I francesi avevano sostenuto massicciamente e sino all'ultimo momento il regime fascista dell'ex-maresciallo Pétain e, attraverso lui, avevano attivamente partecipato allo sforzo di guerra del Reich. Alla conferenza di Yalta, gli Alleati avevano deciso di occupare la Francia non appena avessero vinto, di fucilare i suoi ufficiali e di colpire di incapacità civica tutti gli uomini di più di quaranta anni. Il genio di de Gaulle fu dunque di presentare lo Stato francese come un usurpatore ed il governo della Francia libera, durante la sua avventura londinese, come il solo legittimo. Perfettamente cosciente che la Resistenza che era effettivamente esistita sul suolo francese era in maggioranza comunista e temendo un'insurrezione marxista, Churcill diede il suo appoggio a questa menzogna storica e si presentò la disfatta dello Stato francese come la liberazione da un territorio occupato da un nemico.

Trascinato da questa logica revisionista, de Gaulle fu costretto ad accettare ilmmantenimento dei vescovi fascisti e difare amnistiare, cioè presentare come resistenti diversi responsabili petainisti. Questo riciclaggio di cattolici fascisti fu favorito da due membri dell'Opus Dei vicini al generale: Maurice Schumann ("La vois de la France Libre") e la contessa Thérése, sposa del maresciallo Leclerc de Hautecloque. De Gaulle pensava di evitare così una guerra civile. Comunque sia, questa tattica ha permesso a dei politici e funzionari di estrema destra di integrarsi nelle nuove istituzioni democratiche, di farvi carriera di nascosto ed infine di farvi trionfare di nuovo le loro idee.


Un caso sorprendente è quello di Robert Schuman (con una sola "n", con nessun legame di parentela con il precedente appena citato). Nel settembre del 1944, questo politico cristiano democratico, allora di 58 anni, appariva come l'effimero consigliere del maresciallo de Lattre de Tassigni durante la liberazione dell'Alsazia Lorena. È eletto deputato nel 1945, nominato ministro delle Finanze nel 1946, presidente del Consiglio nel 1947, ministro degli Affari esteri nel 1948. Nel 1949, installa la sede della NATO a Parigi. Lancia l'idea dell'Europa comunitaria nel 1950 (CECA e CED), partecipa attivamente al governo di Antoine Pinay. Tenuto ai margini degli affari francesi al ritorno di de Gaulle, fu il primo presidente del Parlamento europeo. Colpito da senilità, morì nel 1963 e rimane nella memoria come il "padre dell'Europa".

Lo si conosceva come profondamente religioso, come uno che assisteva alla messa ogni mattina, che si dedicava a dolorose mortificazioni, si sa oggi in occasione della sua beatificazione che era membro dell'Opus Dei.

 

 

Petain-e-Hitler.jpg

 Avremmo dovuto ricordarci del decreto Poinso-Chapuis. Questo testo che egli firmò in quanto presidente del Consiglio (del 22 maggio 1948) permetteva alla Chiesa di sviare delle sovvenzioni pubbliche attraverso l'espediente delle associazioni familiari. Fu ritirato dopo una potente mobilitazione nazionale.

Ma prima che Robert Schuman venisse proclamato beato, poi santo da Giovanni Paolo II, conviene chiedersi come hanno potuto dimenticarsi che era stato fascista, sottosegretario di Stato di Philippe Pétain. Colpito da indegnità nazionale alla Liberazione, al momento stesso in cui aveva tentato di porsi presso il maresciallo de Lattre, era stato sollevato dalla sua ineleggibilità per intervento di Charles de Gaulle nell'agosto del 1945. Per camuffare questa riabilitazione si era evidenziato il fatto che egli era stato posto agli arresti domiciliari dai nazisti sin dal 1941. In realtà, 
Robert Schuman era sempre stato sostenuto la "rivoluzione nazionale" fascista e si era unicamente opposto all'annessione dell'Alsazia-Mosella da parte del Grande Reich.

Robert Schuman non poté edificare le prime istituzioni europee che con l'aiuto di un altro membro dell'Opus Dei, Alcide De Gasperi, il cui processo di beatificazione è anch'esso in corso alla Sacra congregazione per la causa dei santi. De Gasperi si oppose all'accesso di Mussolini al potere e fu imprigionato dalle Camicie nere nel 1926. Ma fu liberato e si ritirò dall'opposizione dopo la firma degli accordi del Laterano tra la Santa Sede e l'Italia. Visse allora nella Città del Vaticano dove lavorò agli archivi segreti sino alla caduta del Duce. Segretario generale della Democrazia cristiana, entrò al governo sin dal giugno del 1945 e fu diverse volte presidente del Consiglio. Sospese immediatamente l'epurazione e vegliò personalmente al ricollocamento dei quadri del fascismo che avevano saputo essere così generosi con il papato. Morì nel 1954.

Robert Schuman e Alcide De Gasperi poterono appoggiarsi su Konrad Adenauer per costruire l'Europa dell'amnesia. Il cancelliere tedesco, presidente della Democrazia cristiana (CDU), non sembra essere stato membro della santa setta, ma fu, almeno sino al 1958, il suo alleato indefettibile. Pur sostenendo il nazismo, non svolse un grande ruolo nel regime hitleriano. Sindaco di Colonia, era stato accusato di incapacità dagli Alleati e rimosso dalle sue funzioni. Konrad Adenauer partecipò attivamente alla protezione di quelli sospetti di crimini contro l'umanità ed al riciclaggio dei fascisti, non soltanto per ambizione politica ma per occultare il proprio passato.

CECA.pngI primi vagiti dell'Europa comunitaria si concretizzarono nel 1950 con l'instaurazione della Comunità economica del carbole e dell'acciaio (CECA). Riuniva come per caso gli interessi dei grandi industriali cattolici produttori di materie prime degli armamenti pesanti. Nel 1957, la Comunità europea vide la luce grazie al trattato di... Roma. I testi fondatori impiegano una fraseologia improntata alle encicliche sociali: "comunità", "comunione" "sussidiarità", ecc. La sede della Comissione fu stabilita a Bruxelles, capitale del molto pio membro dell'Opus Dei Baldovino I. Il cardinale Danneels ha richiesto d'altronde la beatificazione del re cristiano che si era opposto all'aborto, confermando che l'Opus Dei è un vivaio di piccoli santi.

arciduca-Otto-von-Asburgo-Lorena--1998.jpgPer garantire l'aiuto reciproco dei fascisti reinseriti in seno alle nuove istituzioni europee, l'erede del trono d'Austria-Ungheria, l'arciduca Otto von Asburgo-Lorena, fondò allora il Centro europeo di documentazione e di informazione (CEDI). Questa lobby fu del tutto naturalmente installata dall'Opus Dei al riparo dalla madre patria sotto la protezione del caudillo, il generalissimo Franco.
Cattolico di grande umiltà, Sua Altezza Imperiale Otto von Asburgo si è fatto eleggere semplice deputato europeo per continuare a Strasburgo la sua lotta per la riconciliazione europea. Grazie a lui, al Parlamento europeo, i democratici cristiani (PPE, Parito Popolare Europeo) non sono più a destra ed i socialisti (PSE, Partito Socialista Europeo) non sono più a sinistra.

I confronti ideologici sono riservati alla galleria, in occasione delle elezioni. Una volta eletti, i deputati dei due grandi gruppi. Una volta eletti, i deputati dei due grandi gruppi abbandonano i loro programmi e votano insieme la maggior parte dei testi. A strasburgo la buona educazione di "monsignore" si è imposta, non ci sono conflitti politici. Non vi sono che interessi condivisi. Il consenso dei privilegiati permette anche di spartirsi la presidenza del Parlamento e di organizzare un sistema a turno PPE/PSE. I gruppi che rifiutano di entrare nella combinazione (comunisti, ecologisti, radicali) sono esiliati insieme alle loro convinzioni.

Con la progressione della sua espansione, l'Opus Dei ha ampliato i suoi obiettivi in Europa. Al riciclaggio dei fascisti, alla difesa delle monarchie cattoliche, al controllo dell enuove istituzioni democratiche si è aggiunta la difesa dei grandi interessi economici. Lo strumento più notevole fu creato nel 1983 sotto l'impulso del visconte dell'Opus Dei Etienne Davignon (allora comissario europeo incaricato dell'Industria e successivamente presidente della Società generale del Belgio): La Tavola rotonda degli industriali europei (ERT). Raccoglie oggi una quarantina di dirigenti d'impresa di cui più della metà sono membri della santa setta.  L'adesione si fa unicamente per cooptazione, a titolo individuale, e non impegna ufficialmente le loro imprese. Tuttavia l'ERT è finanziata da queste imprese e pone a suo servizio alcuni dei loro quadri. L'ERT rivolge regolarmente le sue raccomandazioni alla Commissione europea. Essa non manca mai di ricordare che è la lobby economica più potente in Europa: i suoi quarantadue membri impiegano tre milioni di persone. Realizzano 3.500 miliardi di franchi annui (del 1995) di cifra d'affari. Un argomento che permette all'ERT di imporre le sue esigenze. Il "social cristiano" Jacques Delors, che non gli rifiutava nessun appuntamento, diceva dell'ERT: "È una delle forze maggiori dietro il mercato unico". È "risolutamente pronunciata per uno sviluppo di reti europee di infrastrutture" e ha fatto inscrivere questi obiettivi nel trattato di Maastricht.

L'Opus Dei non si accontenta di piazzare i suoi membri e di difendere la loro comunità di interessi. Persegue sempre il suo obiettivo di restaurazione della cristianità. È per questo protesa sia sul controllo dell'evoluzione istituzionale e sul controllo dei media. Così ha esatto ed ottenuto che uno dei suoi membri sia nominato alla Commissione europea. Marcellino Oreja-Aguirre si è così visto stranamente affidare allo stesso tempo il portafoglio delle "Problemi audiovisivi" e quello della rinegoziazione del trattato di Maastricht. Per quel che riguarda i Problemi audiovisivi, l'Opus Dei è favorevole al libero scambio. Cioè si augurano di abolire "l'eccezione culturale" con riserva di una deontologia euro-americana della moralità nei media. Essi auspicano che un ordine di giornalisti e produttori sia incaricato del suo rispetto.

Per quel che riguarda l'evoluzione istituzionale sono favorevoli ad uno sviluppo della sovranazionalità a condizione cje il potere sia affidato dai politici a dei tecnici. Su questo principio, hanno ottenuto il trasferimento del potere monetario ad un consiglio non politico sul modello della Bundesbank. Un sistema che incanta il presidente dell'Opus Dei della banca centrale tedesca, Hans Tiettmeyer, oltretutto accademico pontificio. Essi si sono pronunciati per un allargamento dell'Europa sul criterio della cultura cristiana e non su quello della democrazia. È in base a questo principio che il democratico cristiano Helmut Kohl si è opposto al sostegno europeo alla repubblica laica della Bosnia Erzegovina, la cui popolaione è a maggioranza musulmana.

 

Thierry Meyssan

Analista politico francese, presidente fondatore di Réseau Voltaire [Rete Voltaire] e della conferenza Axis for Peace. Pubblica ogni settimana cronache di politica estera sulla stampa araba e russa. Ultima opera pubblicata: L’Effroyable imposture 2, [L'orribile impostura 2], éd. JP Bertand (2007)

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3 marzo 2010 3 03 /03 /marzo /2010 10:49
L’Opus Dei alla conquista del mondo






di Thierry Meyssan*


Escriva-de-Balaguer.jpgÈ sotto il regime del generale Franco, che Escrivá de Balaguer crea l'Opus Dei. Il Maestro spirituale di Franco intraprende grazie alla sua organizzazione  di selezionare e di formare le elite della dittatura sino a controllare l'essenziale del potere. Installato in seguito a Roma, si dedica ad estendere il suo potere in America latina. L'Opus Dei vi opera una gigantesca ripresa in mano dei preti latino-americani, colpevoli di condividere le analisi marxiste e di opporsi alle dittature cattoliche.

 

Ufficialmente l'Opus Dei non è che un'associazione cattolica internazionale. La sua attività si limiterebbe al consiglio spirituale dei suoi 79.303 aderenti (ossia 1.506 preti, 352 seminaristi e 77.445 laici). Dei membri che essa ha scelto nel Gotha latino-americano ed europeo. Tra di loro proprietari di multinazionali, magnati della stampa e della finanza, capi di Stato e di governo. Da ognuno, essa esige un'austera disciplina ed una completa obbedienza. Cos', benché essa finga di ignorare le loro attività politiche "personali", può attraverso loro imporre i suoi valori ai popoli.

 

Questa setta fu fondata il 2 ottobre 1928 da un giovane prete spagnolo di modeste origini, l'abate Escrivá. Si trattava per gli adetti di giungere alla santità partecipando all'instaurazione di un regime teocratico di cui Escrivá era il profeta. La guerra civile apparve loro come l'occasione insperata di stabilire lo Stato cattolico dei loro sogni. L'abate Escrivá divenne consigliere spirituale del generale Franco. Insieme, riabilitarono il vecchio principio "Cujus regio, ejus religio".

 

Franco.jpgL'Opus Dei intraprese a selezionare e formare le elite della dittatura sino a controllare l'essenziale del potere. Così, negli anni settanta, il governo dell'ammiraglio Carero Blanco fu qualificato di "monocolore": su diciannove ministri, dodici erano dell'Opus Dei. Benché non esercitasse  nessuna responsabilità diretta nel regime, il "padre" non cessò di consigliare il generalissimo. È lui che suggerì il rsitabilimento della monarchia di diritto divino di cui Franco fu proclamato reggente a vita.

 

Pinochet.jpgL'abate Escrivá pensò di farsi proclamare reggente quandi si sarebbe verificato il decesso del Caudillo. È per questo che si fece nobilitare nel 1968 con il titolo di Monsignor Mgr Escriva de Balaguer, marchese de Peralta. Ma questo fu modificato poiché l'anno seguente Franco designò il principe Juan Carlos I di Borbone per succedergli. A conti fatti Monsignor de Balaguer aveva altre ambizioni. Dalla fine della Seconda Guerre mondiale, si era installato a Roma e si impegnava ad estendere il suo potere in America Latina. Degli oratori dell'Opus furono stati installati nelle ambasciate spagnole che facilitarono i suoi contatti con le elite locali. Prodigò i suoi consigli spirituali a tutti coloro che avevano l'ambizione di lottare contro il comunismo e di consolidare la fede cattolica nei loro paesi. Così si precipitò a Santiago del Cile nel 1974 per celebrare un'azione di grazia con tre dei suoi "figli spirituali", il generale Pinochet, l'ammiraglio Mérino ed il generale Leigh.

 

alcide_de_gasperi.jpgMonsignor de Balaguer avrebbe voluto estendere la sua "opera" in Europa ma ne fu parzialmente impedito dall'isolamento diplomatico della Spagna. I suoi obiettivi erano di ricreare una internazionale anticomunista (comparabile all'alleanza Franco-Mussolini-Hitler durante la guerra civile del 1936-39), spezzare l'isolamento della Spagna franchista e di favorire la costruzione europea. Nel 1957, fece creare a Madrid, dall'arciduca Otto von Habsburg-Lothringen, il Centro europeo di documentazione e di informazione (CEDI) e, grazie a due altri dei suoi "figli spirituali", alcide de Gasperi e Robert Schuman, pesò sulla redazione del trattato di Roma che portò alla creazione della Comunità europea. Come il generale Franco , il "padre" decedette nel 1975. È a torto che si è creduto che l'Opus Dei sarebbe scomparso in inferno con essi. La ripresa avvenne tre anni fopo, nel 1978. Approfittando degli intrighi che paralizzavano il Sacro Collegio, l'Opus Dei riuscì a convincere i cardinali ad eleggere uno dei suoi predicatori come papa: l'arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla. Da allora, la setta avrebbe potuto volgere a proprio profitto l'apparato diplomatico dello Stato del Vaticano e l'organizzazione religiosa della Chiesa cattolica.


Pinochet-e-Giovanni-Paolo-II.jpgGiovanni Paolo II costituì quasi esclusivamente il suo gabinetto di opusiani e si impegno nel vincere ogni resistenza in seno alla Chiesa. Per questo fece isolare- "per motivi di sicurezza"- il superiore dei gesuiti, Pedro Aruppe e nominare un amministratore provvisorio del loro ordine nella persona di un opusiano, il padre Dezza. Ma non osò dissolvere la compagnia di Gesù. Operò una gigantesca ripresa in mano dei preti latino-americani, colpevoli di condividere le analisi marxiste e di opporsi alle dittature cattoliche.


Due uomini servirono con zelo la sua politica: Monsignor Josef Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e Mpnsignor Alfonso Lopez Trujillo, presidente del Consiglio pontificio per la famiglia. Un centro di sorveglianza fu installato a Bogotà, dotato di un computer dalle capacità strategiche, i cui terminali sono installati a Città del Vaticano. Vi sono state inserite tutte le attività politiche dei religiosi latino-americane. È a partire da queste informazioni che furono assassinati dagli "squadroni della morte" padre Ignacio Rllacuria o Monsignor Oscar Romero. Infine, Giovanni Paolo II promulgò un nuovo codice di diritto canonico, il cui principale artefice fu un prelato dell'Opus Dei, Monsignor Julian Herranz-Casado, diventato presidente del Consiglio pontificio per la revisione dei testi legislativi.

 

Cardinale-Ratzinger.jpgInoltre, dotò l'Opera di uno statuto su misura, quello della "prelatura apostolica". Oramai i membri dell'Opus Dei sfuggono all'autorità dei vescovi sul territorio dei quali essi risiedono. Non obbediscono che al loro prelato ed a quello del papa. La loro organizzazione è diventata uno strumento di controllo delle Chiese locali al servizio del potere temporale del Vaticano. Un destino che non è senza ricordare quello di un'altra setta che regnò con il terrore religioso sulla Spagna del XVI secolo prima di imporre il suo fanatismo all'interno della Chiesa universale: l'Inquisizione.

 

Infine, il papa affidò l'amministrazione della "Congregazione per la causa dei santi" ad un opsuiano, Raffaello Cortesini. Giovanni Paolo II iniziò un processo canonico dell'abate Escrivá de Balaguer e proclamò la sua beatificazione il giorno del suo anniversario, il 17 maggio 1992. Questa buffonata sollevò vive polemiche nella Chiesa romana. Tutte le testimonianze opposte alla "causa del santo" furono respinte senza nemmeno essere ascoltate, mentre 6.000 lettere postulatorie furono allegate al dossier. Esse provenivano soprattutto da 69 cardinali, 241 arcivescovi, 924 vescovi e numerosi capi di Stato e di governo.


 

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L’Opus Dei à la conquête du monde

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18 febbraio 2010 4 18 /02 /febbraio /2010 17:43

 

heidegger, di Levine
65 anni da Auschwitz: vergogna ad Heidegger


di Skildy


Auguro innanzitutto al lettore che sono colpito da una strana malattia, quella di non poter leggere in altro nessun modo Heidegger se non come introduttore del nazismo nella filosofia. Bisogna ancora ripetere che una tale introduzione non poteva avvenire che alla condizione che fosse concepito un apparato retorico abbastanza potente affinché potesse essere sostenuto esattamente il contrario. Heidegger nazista... ma non ci pensate!


Sono dunque 65 anni che Auschwitz è stato chiuso. Si poteva infatti, "liberare" il più di un milione di morti che la macchina di morte ha inghiottito nel cuore dell'occidente cristiano?

 

Enuncerò ora, in alcuni punti, come si pone ai miei occhi la domanda che Auschwitz non cessa di porci.

 

1. La conoscenza del processo che ha reso possibile Auschwitz è ancora molto incompleto.

 

2. Per l'essenziale Auschwitz è un crimine dell'università. L'irregimentazione hitleriana dell'università non è stata soltanto effettuata da forze esterne. Numerosi elementi interni all'università hanno ampiamente facilitato il processo. Heidegger ha preso la testa, durante il suo rettorato, di questo processo di "irregimentazione".

 

3. Heidegger non ha mai cessato, sino alla sua morte, di pensarsi come il "rettore trascendentale" dell'università del III Reich.


4. Teologi, teorici ed "antropologi" della razza, archeologi, architetti, ingegneri, insegnanti, chimici, ingegneri dei trasporti, alta burocrazia, ecc. hanno apportato un concorso senza il quale il genocidio non avrebbe potuto aver luogo. Quando Marcel Conceh mette questo crimine esclusivamente sul conto di Hitler, il grande moralista ci tratta da imbecilli.


5. Heidegger, in Introduzione alla metafisica (1935), costruisce il "concetto" filosofico della "soluzione finale". Per lui la "filosofia del nazional-socialismo" è in effetti ridicola. Ma è perché innanzitutto nel 1935 è ancora impantanata in un anti-semitismo da "sotto-sviluppati" del "pensiero". Delle formule come "cominciamento originario" o "apertura determinata all'istanza dell'essere" nominano ciò che, presso l'Heidegger del 1935, costituisce già il progetto della soluzione finale.

 

Fa impressione, no? È questa la "verità interna" e la "grandezza" del movimento. È il concetto stesso di Auschwitz. Sì è potuto a volte sostenere che Heidegger non era antisemita. Froment-Meurice dice di Heidegger che era un nazista radicale ma non un antisemita. Infatti non si trattava di passare il suo tempo a maledire gli ebrei: si trattava soltanto, in quanto radicale nazista, di distruggerli. Entrate dunque, sapete, non sono antisemita.

 

6. Sino alla fine Heidegger ha stimato che l'Aperto era stato in questo modo un po' gestito.

 

7. Heidegger ha fatto della croce uncinata, della svatica, la cifra simbolica di numerosi aspetti del suo "pensiero". Ad esempio il Quadripartito Cielo/Terra/Dei/Mortali. Perché non sono non importa cosa, i mortali. E soprattutto non coloro che sono "non morti" nelle camere a gas. Heidegger non ha mai in ciò "criticato" o rifiutato il principio dei campi. Ha al contrario ammesso che tale era la "verità dell'essere": coloro che sono deceduti nei campi erano ad ogni modo dei "non-morti". Sono stati deportati, condizionati e trasformati in cadaveri a questo fine o, piuttosto, per questa "ragione". La gerarchia nazi-heideggeriana è così: produce-seleziona da una parte dei mortali, dei veri mortali. Sono soprattutto le SA, le SS e affini. Dall'altra "condiziona" i non-morti; determina coloro che, attraverso e nei campi, saranno così votati all a"non-morte". Appoggiarsi su Heidegger al primo grado per analizzare e criticare il nazismo è uno scherzo macabro. Heidegger dice la verità del nazismo perché lo ha pensato e voluto come "utopia concreta".

 

8. Heidegger non si è allineato a Hitler per opportunismo, smarrimento passeggero e nemmeno episodico. Questo allineamento era in perfetto accordo e non ha mai cessato di esserlo, con la verità heideggeriana dell'analitica del Dasein e cioè sapendo che Dasein significa in realtà qualcosa di equivalente alla nozione  più ideologica di "uomo superiore". "Dasein" è l'alibi filosofico di Ubermensch.

 

9. Philippe Sollers ha dichiarato su France-Culture che non era heideggeriano.

 


[Traduzione di Ario Libert]



 

 

LINK al post originale:

65 ans Auschwitz: honte à Heidegger

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