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29 giugno 2010 2 29 /06 /giugno /2010 13:51

 

 

 

  Israele: Operazione "Tetto di Sicurezza"

  

Gaza--muro.jpg

 Una Storia in Corso di Sviluppo

di Gilad Atzmon

In seguito alle difficoltà incontrate dall'esercito israeliano per infliggere una sconfitta alle guerre balistiche condotte dagli Hezbollah ed Hamas, il governo israeliano è attualmente alla ricerca di imprese aventi un'esperienza avanzata in materia di costruzioni in cemento armato su grande scala. La missione da compiere è la costruzione di un tetto di calcestruzzo solido al di sopra della totalità dello stato ebraico* (conosciuto con il nome di "Grande Israele"). Il primo ministro Olmert è convinto che il solo modo di difendere le zone popolate israeliane è di coprire lo stato ebraico di una spessa copertura di ferro e cemento.

  

D'apres un tableau d'Escher - L'Instit

  Da un quadro di Escher  

 

 

Gaza--01.jpgLa decisione del governo di costruire un tetto in cemento armato fa seguito ad un vasto dibattito che ha avuto luogo all'interno del gabinetto. Il ministro della difesa Amir Peretz ha insistito sul fatto che un'estensione massiccia dell'attuale muro di sicurezza sarebbe la soluzione. Peretz ha sostenuto che un'estensione dell'altezza del muro a 30 metri di altezza sarebbe ampiamente sufficiente ad impedire ai missili di entrare in territorio israeliano. Peretz ha argomentato con sensibilità dicendo che i più giovani israeliani beneficerebbero della vista del cielo blu quando avrebbero alzato gli occhi al cielo.
 
 
Gaza--02.jpgIl primo ministro Olmert ed il capo di stato maggiore, il generale in capo Dan Halutz non erano affatto d'accordo. Sapendo esattamente cos'è una guerra balistica, entrambi si sono trovati d'accordo sul fatto che il solo modo di fornire allo stato ebraico una sicurezza massima, era di ricoprirlo con una protezione di cemento armato. Shimon Peres, il leggendario ed entusiasta pacifista, ha proposto un compromesso ispirato all'idea del tampolino. Peres ha suggerito che un muro di sicurezza con una estensione a 30 metri coperto da una rete elastica sarebbe stata la soluzione. Il vecchio uomo di stato ha argomentato dicendo che una rete elastica garantirà che ogni missile arabo con bersaglio Israele potrebbe, toccando la rete, rimbalzare e così essere rispedito verso il territorio arabo.
 
gaza--03.jpgOlmert e Halutz hanno respinto quest'idea. Essi hanno avanzato che, considerando l'utilizzazione eccessiva da parte dell'esercito israeliano di salve di artiglieria e di missili, lo stato ebraico soffrirebbe molto più per l'installazione di una tale "rete respingente". "Israele", ha detto Halutz, "non potrebbe mai sopravvivere ai suoi feroci sbarramenti di artiglieria ad effetto boomerang".
 
Gaza--04.jpgDurante una conferenza stampa data dopo questo dibattito caldo all'onterno del gabinetto, il porta parola del governo, il signor Zioni, ha fatto notare che "in conseguenza del successo totale del muro di sicurezza nell'arresto del terrorismo suicidario palestinese, il "tetto di sicurezza" è certamente la via naturale da seguire". Il signor Zioni ha sostenuto anche che il nuovo piano israeliano trasformerà lo stato ebraico in un "bunker ebraico ermeticamente chiuso".
 
Gaza--05.jpg"Infatti", egli ha sottolineato, "l'operazione 'tetto di sicurezza', conduce l'avventura sionista sino alla sua destinazione finale. Si passa dalla fase del 'Muro di ferro" a quella del 'Tetto in cemento armato'". Con un tetto di cemento armato al di sopra, un muro di sicurezza ad est ed il mar Mediterraneo ad ovest, lo stato ebraico diventerà probabilmente il rifugio più sicuro per gli ebrei del mondo intero. Il sogno di Hertz diventa realtà. Lunga vita ad Israele".
  
Tuttavia, sono state immaginate alcune difficoltà tecniche. Probabilmente il problema più cruciale ha qualcosa a che vedere con la respirazione. Come per il resto degli umani, il popolo israeliano consuma ossigeno e rilascia diossido di carbonio. Sembra che si sia segnalato questo fatto cruciale ai ministri israeliani del gabinetto, Olmert in quanto uomo d'azione ha risposto immediatamente. Già durante la riunione di gabinetto ha autorizzato il ministero della difesa ad esplorare le differenti soluzioni per risolvere questo problema acuto. Abbiamo già appreso dal porta parola del ministero della difesa, il tenente Galileo Galilei, che un contratto è stato concluso per risolvere questo problema con "Filtro sul Tetto", un gigante americano-israeliano dell'industria chimica ad alta tecnologia (quotato a Wall Street e funzionante a partire da  Gush Katif**).
 
Gaza--06.jpgAbbiamo appreso anche dal Tenente Galileo che "Filtro sul Tetto" ha già proposto alcune soluzioni. Benché alcune siano piuttosto radicali, è cruciale menzionare che esse sono tutte particolarmente innovatrici, come ci si deve aspettare da parte di un consorzio ad alta tecnologia americano-israeliano. La soluzione più conveniente e pratica proposta dal gigante dell'industria chimica sarebbe quella di effettuare sino a sei milioni di buchi di ventilazione nel tetto. Peres, Peretz e Sh-Meretz hanno respinto questa proposta all'istante. "considerando la nostra memoria collettiva traumatizzata dell'olocausto" così si sono espressi, "trasformare lo stato ebraico in una grande stanza con dei buchi sul soffitto non è assolutamente accettabile".
 
Gaza-Muro.jpgIl suggerimento più radicale fatto probabilmente dall'impresa americano-israeliana era di allenare la popolazione ebraica di Israele a respirare come i pesci. Non appena la popolazione ebraica sarà ben allenata, non resterà che da riempire il bunker ebraico con acqua di mare. In altri termini, 'Filtro sul Tetto' ha suggerito di trasformare lo stato ebraico in un "gigantesco acquario ebraico". Anche se questa opzione sembra molto radicale ed anche inconveniente, la maggior parte dei ministri del gabinetto hanno reagito con entusiasmo. Essi sono stati tutti d'accordo sul fatto che "una tale soluzione sarebbe ben integrata al concetto moderno di vita ebraica in generale ed al sionismo in particolare. Gli israeliani adorano il mare. Gli israeliani non hanno paura dell'acqua. Una volta che la totalità della società israeliana sarà ricopeta d'acqua, nessuno potrà mai più pensare di gettarla a mare".
  
Seguiremo questa storia in corso di sviluppo e vi terremo informati.
 
 
Muro-del-pianto--Gerusalemme.jpg
 
 
Gilad Atzmon è nato in Israele ed ha servito nell'esercito israeliano. È autore di due romanzi: "A Guide To The Perplexed" e quello pubblicato recentemente "My One and Only love". Atzmon è anche uno dei più talentuosi sassofonisti d'Europa. Il suo recente CD "Exile" è stato definito come il miglior CD jazz dell'anno dalla BBC. Vive attualmente a Londra. Il suo indirizzo è: atz@onetel.net.uk
 
  
Storia apparsa il 09/08/2006 su www.counterpunch.org, una newsletter americana.
Copyright Counterpunch/Gilad Atzmon
 
 
[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

NOTE

 

*Stato ebraico: definizione che lo stato sionista dà a se stesso.

**Gush Katif antica colonia israeliana nella striscia di Gaza.

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11 giugno 2010 5 11 /06 /giugno /2010 19:19

 

 

 

Palestiniam Holocaust  Museum 

 

 

       

 

Museo Palestinese dell'Olocausto

 

 

 

 

 

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Nome della Vittima: Mayar Ezz E-Deen Abul Aish

 

Età: 16 anni

 

Sesso: Femmina

 

Data della morte: 16 gennaio 2009

 

Luogo della morte: Nella sua casa in Saladin street, a nord di Jabalia, Striscia a Nord di Gaza.

 

Causa della morte: Un missile e un proiettile di carro armato sulla sua abitazione.

 

Dettagli delle sue ultime ore: Il Dr. Ezz E-Deen presenta nella sua storia una tipica tragedia che ogni famiglia di Gaza ha vissuto durante l'offensiva israeliana del giorno 22 sulla striscia. Una vita riassunta in due scene, all'inizio felice con un finale straziante. Un carattere comune che esiste solo nell'oscurità che ha coperto Gaza che racconta la sua storia di dolore, solitudine con occhi che versano lacrimesenza fine. Il Dr. Ezz E-Deen è il nostro narratore della nostra storia.

 

Il Dr.Ezz El-Din Abul aveva una famiglia meravigliosa composta da una tenera moglie e tre piccoli fiori chiamati Bisan, Aya e Mayar. Prima del tempo dovuto il Dr. Ezz El-Dīn Abul ha dovuto dire addio a sua moglie sofferente di una malattia cronica. Il Dr. Ezz E-Deen si ritrovò nell'impossibile situazione di dover sostituire ai figli la perdita della loro madre.

 

Egli amava ascoltare le loro risate ed i loro discorsi innocenti provenienti dalla loro camera. Nella loro stanza, le tre sorelle si occupavano di alcune cose per fuggire dalla paura di essere loro le prossime vittime dei notiziari. Una di loro studiava un libro per sostenere gli esami, l'altra era seduta al suo computer guardando le ultime notizie e la terza era sul balcone a controllare il tempo.

 

In un istante, l'intera scena è stata sconvolta, quando un missile ha colpito la stanza delle ragazze riducendo tutto a pezzi. Il padre è rimasto in stato di shock per un po' di tempo guardandosi intorno.

 

"Era straziante, era oltre le parole. Ho gridato con tutto il fiato che avevo in corpo, ma non ho avuto nessuna risposta perché i vicini erano fuggiti. Così ho chiamato Shlomi Eldar, giornalista israeliano di Canale 10 che si occupa degli affari di Gaza che inviò in onda le mie richieste di aiuto. Chiamai subito degli ufficiali militari per persuaderli di consentire che i membri della mia famiglia feriti fossero ricoverati in ospedale". Racconta triste il padre.

 

Lottando per fermare il suo pianto e lacrime, il Dr. Ezz El- Din continua a raccontare: "I Paramedici non riuscivano a ricomporre i resti dei corpi; la testa di Mayars e di Nour erabo staccate ed i loro volti non potevano essere identificati perché completamente alterati".

 

Dr.Ezz El-Din Abul Aish ha strenuamente negato ciò che le forze israeliane della Difesa ( Defense Forces, IDF) hanno dichiarato, che sostenevano che il bombardamento della casa del medico era una risposta a colpi di mortaio sparati da essa, egli risponde: "Sapeva che era la mia casa; tuttavia hanno sparato. Mi chiedo perché! Un paio di giorni prima, le mie figlie erano da me a ridere e giocare, e ora sono stese nella polvere. Per quale colpa sono state uccide? Un futuro promettente le attendeva".

 

I loro sogni:

 

Mayar si era distinta per le sue conoscenze e il comportamento come le sue due altre sorelle. Lei era molto appassionata di matematica ed informatica.

 

Per via del suo amore per i computer, Mayar stava ideando le note dei suoi insegnanti che usano Microsoft Offioce Excel. Dice sua zia, "Lei era modesta, amando e non preferendo nessuno ad un altro".

 

Venerdì 16 gennaio 2009, le forze di occupazione hanno posto fine alla vita di Mayar così come alla sua aspirazione a diventare un medico con le loro brutali bombe. Hanno cancellato i suoi lineamenti innocenti e trasformato il suo sorriso in lacrime versate per lei dai suoi cari per la loro grande perdita. Suo padre dice sconsolato: Perché hanno ucciso un'innocente? Israele non solo ha ucciso le mie figlie ma ha anche ucciso ogni cosa bella della mia vita".

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]


  

 

 

LINK:

Palestinian Holocaust Museum

 

 

LINK pertinente:

Cosa hanno fatto i nipoti dei sopravvissuti all'Olocausto ai Palestinesi?

 

 

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25 maggio 2010 2 25 /05 /maggio /2010 18:43

 

Palestiniam Holocaust  Museum 

 

 

 

    

Museo Palestinese dell'Olocausto

 

  

 

 

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Nome della vittima: `Abdullah Muhammad Hamdan Abu Rock.

 

Età: 16 anni 

 

Sesso: Maschio

 

 

Data della morte: 23 Gennaio 2009

 

Luogo delle lesioni o della morte: Durante dei bombardamenti nelle vicinanze della sua abitazione, mentre era in fuga per cercare di salvare la propria vita.

 

Cause del decesso: Missile lanciato da un aereo di ricognizione.

 

 Storia della morte:

 

La famiglia di Muhammad Hamdan Abu Rock tentò di fuggire ai proiettili al fosforo bianco che le forze di occupazione lanciavano sulla città. 'Abdullah stava cercando di fuggire con i suoi amici quando un aereo da ricognizione gli lanciò un missile che gli amputò una gamba. Un secondo missile gli danneggiò intestini, polmoni e fegato. È stato trasferito da Gaza in Egitto. 'Abdullah rimase in ospedale finché non morì quattordici giorni dopo.

  

 

Altre informazioni:

 

Nei suoi ultimi momenti, sua madre era con lui in ospedale. Lei le ha portato i calorosi saluti di suo padre che era in cura in Cisgiordania. Era felice e le chiese di dargli un po' d'acqua, ma lei non poté a causa del divieto del medico. Così, ha inumidito le dita e gliele ha passate sopra le labbra per farlo sentire meglio. ' Abdullah era morto di sete!
 
Gli amici di Abdullah lo ricordano ancora. Ricordano la sua voce, le sue risate e le situazioni coraggiose di 'Abdullah. Hanno confermato a sua madre la promessa che le hanno fatto di non dimenticarlo mai. A sua volta, lei conferma che egli è ancora vivo nella sua anima, ascoltando loro.
  
I suoi sogni:
  

Sua unica speranza era di finire il Collegio e ottenere un lavoro per soddisfare le esigenze di una vita più dignitosa per noi. Ha sempre voluto che le condizioni economiche andassero meglio, in modo da poter fornire farmaci per suo padre malato di pressione arteriosa e diabete. Voleva garantire una vita dignitosa a sua sorella disabile che ha subito una paralisi cerebrale ed emiplegia e avrebbe voluto costruire una nuova casa."

 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

  

    

LINK al post originale: 

Palestiniam Holocaust Museum

 

 

 

LINK pertinente:

 

Cosa hanno fatto i nipoti dei sopravvissuti all'Olocausto ai Palestinesi?

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16 maggio 2010 7 16 /05 /maggio /2010 20:48

I dirigenti israeliani sono dei fascisti 

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Albert Einstein in una fotografia del 1948 

Albert Einstein

 

 

Lettera indirizzata al New York Times da Albert Einstein, Hannah Harendt e altri a proposito di Begin e Israele

 


New York, 2 Dicembre 1948

 

All'editore del New-York Times

 

 

Tra i fenomeni politici più inquietanti della nostra epoca, c'è nello Stato creato di recente di Israele, la creazione del "Partito della Libertà" (Tnuat Haherut), un partito strettamente imparentato nella sua organizzazione, i suoi metodi, la sua filosofia politica ed il suo richiamo sociale ai partiti nazisti e fascisti.

 

È stato formato dai membri e sostenitori della antico Irgun Zvai Leumi, un'organizzazione terrorista di estrema destra e nazionalista in Palestina.

 

L'attuale visita di Menachem Begin, il capo di questo partito, negli Stati Uniti è evidentemente calcolata per dare l'impressione di un sostegno americano al suo partito per le prossime elezioni israeliane e per cementare i legami politici con gli elementi Sionisti conservatori negli Stati Uniti.

 

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Ritratto di un notissimo terrorista sionista: Menachem Begin (1913-1992). Primo ministro israeliano dal 1977 al 1983. Membro dell'organizzazione terroristica sionista Irgun a cui si devono massacri atroci e attentati dinamitardi mortali a danno dei britannici come quello del King David Hotel del 1946 che provocò la morte di 91 persone, 28 britannici, 41 arabi, 17 ebrei e 5 di altre nazionalità; e l'assalto del cittadella di Acri nel 1947, in cui un commando dell'Irgun irruppe per liberare gli attivisti ebraici detenuti dalle autorità britanniche. Nove furono uccisi e 5 catturati durante l'incursione.

 

 

Molti Americani di fama nazionale hanno prestato i loro nomi per accogliere la sua visita. 

 

Prima che dei danni irreparabili non siano fatti con dei contributi finanaziari, manifestazioni pubbliche in sostegno a Begin e prima di dare l'impressione in Palestina che una gran parte dell'America sostiene degli elementi fascisti in Israele, il pubblico americano deve essere informato sul passato e gli obiettivi del Signor Begin e del suo movimento. 

 

Le dichiarazioni pubbliche del partito di Begin non mostrano nulla in quanto al loro carattere reale. Oggi essi parlano di libertà, di democrazia e di anri-imperialismo, quando sino a poco prima hanno predicato la dottrina dello Stato Fascista. 

 

È nelle sue azioni che il partito terrorista di Begin tradisce il suo vero carattere. Dalle sue azioni passate possiamo giudicare quanto potrebbe fare in futuro.

 

 

Attacco ad un villaggio Arabo

 

Un esempio traumatico fu il loro comportamento nel villaggio Arabo di Deir Yassin.

 

Questo villaggio distante da tutte le strade principali e circondato da terre Ebraiche, non aveva preso parte alla guerra ed aveva anche combattuto delle bande arabe che volevano utilizzare come base il villaggio. 

 

Il 9 aprile, stando al New-York Times, delle bande di terroristi hanno attaccato il villaggio pacifico, che non era un obiettivo militare, hanno ucciso la maggior parte dei suoi abitanti - 240 uomini, donne e bambini - e hanno lasciato qualcuno in vita per farli sfilare come prigionieri nelle strade di Gerusalemme.

massacro-villaggio-palestinese-1948.pngMassacro del villaggio Deir Yassin.

 

 

La maggior parte della comunità ebraica è stata inorridita da quest'atto, e l'Agenzia Ebraica ha inviato un telegramma di scuse al Re Abdullah di Transgiordania.

 

Ma i terroristi, lungi dal provar vergogna dei loro atti, erano fieri di questo massacro, l'hanno ampiamente annunciato ed hanno invitato tutti i corrispondenti stranieri presenti nel loro paese ad andare a vedere i mucchi di cadaveri ed i danni causati a Deir Yassin.

 

L'incidente di Deir Yassin illustra il carattere e le azioni del Partito della Libertà. In seno alla comunità ebraica, essi hanno predicato un miscuglio di ultra-nazionalsimo, di misticismo religioso e di superiorità razziale.

 

Come altri partiti fascisti, essi sono stati utilizzati per far cessare gli scioperi ed hanno essi stesso incoraggiato la distruzione dei sindacati liberi. Nella loro Convenzione, hanno proposto i sindacati di corporazione sul modello fascista italiano.

 

Durante gli ultimi anni di violenze sporadiche anti-Britanniche, l'IZL ed il gruppo Stern hanno inaugurato il regno del terrore tra la comunità ebraica della Palestina.

 

Degli insegnanti sono stati picchiati per essersi espressi contro di loro, degli adulti sono stati picchiati per non aver lasciato i loro figli unirsi a loro.

 

Con metodi da criminali, percosse, distruzione di finestre e rapimenti ampiamente diffusi, i terroristi hanno intimidito la popolazione e hanno richiesto un pesante tributo.

 

Gli uomini del Partito della Libertà non hanno preso parte alle iniziative costruttive in Palestina. Non hanno ripreso nessuna terra, non hanno costruito nessuna colonia ed hanno soltanto alleggerito l'attività della Difesa Ebraica.

 

I loro sforzi nell'emigrazione, molto divulgate, erano minuziose e dedicate soprattutto a fare immigrare dei compatrioti fascisti.

 

Contraddizioni

 

Le contraddizioni tra le affermazioni fatte attualmente da Begin ed il suo Partito ed i rapporti dei loro atti in Palestina danni l'impressione di un partito politici insolito.

 

È l'innegabile segno di un partito fascista per cui il terrorismo (contro gli Ebrei, gli Arabi così come i Britannici) e le false dichiarazioni sono dei mezzi e di cui uno "stato Leader" è l'oboettivo.

 

Alla luce delle osservazioni precedenti, è imperativo che la verità a proposito del signor Begin e del suo movimento sia conosciuta nel paese.

 

È ancor più tragico che l'alta direzione del Sionismo americano abbia rifiutato di fare campagna contro gli sforzi di Begin, o anche di esporre ai suoi propri elementi i pericoli per Israele che rappresenta il sostegno a Begin.

 

I sottoscritti prendono dunque questi mezzi per presentare pubblicamente alcuni fatti notevoli a proposito di Begin e del suo partito e per raccomandare a tutti coloro che sono coinvolti di non sostenere quest'ultima manifestazione del fascismo.

 


ISIDORE ABRAMOWITZ,
HANNAH ARENDT,
ABRAHAM BRICK,
RABBI JESSURUN CARDOZO,
ALBERT EINSTEIN,
HERMAN EISEN, M.D.,
HAYIM FINEMAN,
M. GALLEN, M.D.,
H.H. HARRIS,
ZELIG S. HARRIS,
SIDNEY HOOK,
FRED KARUSH,
BRURIA KAUFMAN,
IRMA L. LINDHEIM,
NACHMAN MAJSEL,
SEYMOUR MELMAN,
MYER D.
MENDELSON, M.D.,
HARRY M. ORLINSKY,
SAMUEL PITLICK,
FRITZ ROHRLICH,
LOUIS P. ROCKER,
RUTH SAGER,
ITZHAK SANKOWSKY,
I.J. SHOENBERG,
SAMUEL SHUMAN,
M. ZNGER,
IRMA WOLPE,
STEFAN WOLPE.
 

  

[Traduzione di Ario Libert]  

 

 

 

Commento di Qumsiyeh:

 

L'Herut è il precursore del partito israeliano del Likud (conformemente all'ideologia di Vladimir Jabotinsky).

 

Menchem Begin (un terrorista ricercato) è diventato più tardi il Primo Ministro di Israele (Likud) e durante il suo governo, decine di migliaia di civili Libanesi e Palestinesi sono stati uccisi durante gli anni 80.

 

I successori di Menechem Begin al Likud (e in quanto primi ministri israeliani) tra cui Netanyahu e Sharon sono responsabili di innumerevoli al tri decessi di civili.

 

Mentre gli autori menzionano le scuse dell'Agenzia Ebarica "inviata al Re Abdullah" che non è nemmeno Palestinese, delle ricerche posteriori dimostrano la partecipazione della Hagannah e dell'Agenzia Ebraica nel massacro di Deir Yassin così come la partecipazione dell'Agenzia Ebraica e del Fondo Nazionale Ebraico nella pulizia etnica.

 

02/03/2008, Qumsiyeh

 

 

LINK al post originale:

Les dirigents Israeliens sont des fascistes

 

 

 

LINK interni pertinenti all'argomento :

Cosa hanno fatto i nipoti dei sopravvissuti dell'Olocausto ai palestinesi?

Una storia popolare di Gaza a fumetti

 

 

 

LINK esterni pertinenti all'argomento:

The Massacre of Deir Yassin

Israeli terrorism: Massacre of Deir Yassin

Il Massacro_di_Deir_Yassin (Wikipedia)

 

 

 

 

LINK a documentari filmici:

Deir Yassin Massacre Documentary (You Tube) [1][2].

 

The Anglo Jewish War 1945 1948 [1]; [2]; [3]; [4]; [5].

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14 maggio 2010 5 14 /05 /maggio /2010 09:49

STORIE PARALLELE...

 

   Cosa hanno fatto i nipoti dei sopravvissuti all'Olocausto ai Palestinesi?

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       Qualcuno di voi riesce a vedere qualche differenza tra nazismo e sionismo?

 


 

LINK al post originale:

What the grandchildren of Holocaust survivors did to the Palestinians?

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4 maggio 2010 2 04 /05 /maggio /2010 08:40

 

 

 

 

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Umorismo palestinese: la sicurezza negli aeroporti del mondo intero

 Tour-israelo-palestinese-copia-1.jpg

Quando sono arrivato ai gabinetti dell'aereo c'era già qualcuno.

 

Non c'era segnato "occupato" sulla porta.

  

C'era invece scritto in inglese, in arabo ed in ebraico "zona di gabinetto contesa".

 

 

di Ray Hanania palestinese/americano

 

 

 

 

hananiaGulfNews.jpgQuando recito, mi vesto di nero.  

 

Non perché sia il codice di abbigliamento scelto cinicamente e per depressione dalla professione.  

 

Mi vesto di nero, perché frequento molto gli aeroporti.  

 

Oh! oramai non viaggio più. Come potete immaginarlo, la maggior parte dei miei viaggi in aereo si sono fermati l'11 settembre.  

 

Infine, no. Sono come ExLax il popolare lassativo americano. Ci vado semplicemente per far paura alla gente. Infatti, è tutto il piacere che posso provare.

 

Non ho bisogno di dire o di fare questo o quello. Resto in piedi e di tanto in tanto brontolo.  

 

Certo, quando sono all'aeroporto, delle persone vengono a trovarmi e mi pongono ogni genere di domande.

 

  

 

Non è il mio sacco è quello di mia moglie.

 

 

La domanda che mi si pone più spesso è: "Prendete anche voi il mio volo?".

 

La sicurezza mi pone di solito altre domande, del genere: "qualcuno dall'aria sospetta vi ha dato un oggetto da mettere nei vostri bagagli?".  

 

"Dall'aria sospetta! rispondo incredulo. Avete visto la mia famiglia, hanno tutti l'aria sospetta!"  

 

Oppure chiedono: "Questo sacco è vostro?". 

 

"No, non è il mio, è quello di mia moglie. Porta un Burca".

 

Ma come tutti i mariti commetto l'errore di cominciare a riflettere e chiedermi se non potrei risparmiare una metà del biglietto se mettessi mia moglie nel sacco.

 


Nessun diritto al ritorno

Tuttavia, ho viaggiato lo stesso una volta quest'anno. Pensavo di andare in Messico. Ma chi sa che El Al non è un nome Messicano? Sono atterrato in Israele.

 

Quando la Hostess nell'aereo è venuta a vedermi, mi ha domandato se desideravo qualcosa. Certo, ho risposto, "E cioè, la chiave delle mie manette".

 

Mi ha tolto le manette e sono andato alle toilette.

 

Conoscete certamente il seguito, ma non la totalità. Quando sono arrivato alle toilette dell'aereo, c'era già qualcuno. Non era segnato "occupato" sulla porta.

 

Invece di questo c'era scritto in inglese, in arabo ed in ebraico, "zona delle toilette contese".

 

L'avvocato e difensore zelante di Israele, Alan Alan Dershowitz, era stato messo di posta presso questi "wc contesi" nel caso che qualcuno si lamentasse. Era un buon lavoro. Sta scrivendo un libro su come i palestinesi sabotino il processo di pace chiedendo di utilizzare le toilette negli aerei.

 

Humour palestinien: La sécurité dans les aéroports du monde entierE quando sono tornato al mio posto, gli steward avevano dato la mia poltrona a qualcun altro.

 

Mi hanno detto che non mi avevano costretto ad abbandonarlo- l'ho fatto di mia iniziativa e di conseguenza non ho "diritto al ritorno".

 

Mi hanno chiesto di andar via. Ma si sono bloccati nelle loro argomentazioni, e cioè se aprendo la portiera quando l'aereo era in pieno volo, ciò avrebbe provocato lo schianto dell'aereo.

 

Ma poiché non c'era che "un" solo tipo del mio genere, non si poteva applicare "la punizione collettiva".

 

Mi hanno lasciato in piedi per il resto del viaggio.

 

 

 

  

 

 

Ray Hanania è un giornalista professionista ed un autore di commedie umoristiche pacifiste palestinese/americano. Vive negli Stati Uniti, è originario di una famigtlia cristiana di Gerusalemme, sposato con un'ebrea, e mette in pratica secondo quanto dice la coesistenza pacifica tra arabi ed ebrei. Ha cominciato i suoi sketch dopo gli avvenimenti del 11 settembre, lanciando la sua "jihad morale" contro tutti gli integralismi. Una voce palestinese per la pace.

  

   

  

[Traduzione di Ario Libert]

   

  

 
LINK a video su Ray Hanania su You Tube in inglese, francese e italiano:
 
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24 aprile 2010 6 24 /04 /aprile /2010 07:00

fasciststatelogo6ej.jpgPresentiamo un autore di uno strano genere letterario: quello del fumetto impegnato politicamente, di denuncia di uno stato di cose esistente. Genere, ahimè, sin troppo poco coltivato. Un vero peccato in quanto a livello espressivo e comunicativo ha il vantaggio di presentare l'efficacia e l'attualità degli argomenti tipici del genere giornalistico all'efficacia della rappresentazione ad immagini tipica del cosiddetto fumetto, a cui i migliori autori, molto spesso, uniscono anche una pertinente prospettiva storica.

 

israele-palestina.jpgL'autore in questione è il maltese Joe Sacco, non nuovo a questo genere, anzi. Nel nostro paese è già molto noto per essere stato pubblicato nella collana Strade blu della Mondadori come ad esempio  Neven. Una storia da Sarajevo, (2007); Gorazde. Area protetta (2006)Palestina. Una nazione occupata, (2002). Il libro presentato in questo post sarà edito in Italia, sempre dalla Mondadori e sempre nella medesima collana, alla fine di settembre prossimo, c'è da credere che anch'esso incontrerà un sicuro successo di pubblico come i precedenti.

 

 

  

Una storia popolare di Gaza a fumetti:

 

 Note da Gaza di Joe Sacco 

Sacco--copertina.jpg

 

  

PAUL de ROOIJ 

   

 

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Massacro all'entrata della scuola di Rafah così come è stata raccontata da una delle vittime e disegnata da Joe Sacco 

 

  

Sei anni di lavoro, più di 400 pagine per gettare luce su un massacro perpetrato dall'esercito israeliano sulla popolazione di Gaza, nel 1956, e che la Storia ha fatto di tutto per dimenticare.

 

Molto considerato dai suoi pari autori, i media ed i suoi lettori del mondo intero, Sacco prosegue il suo impegno sincero, coraggioso, aspro, rigoroso e necessario.

 

La sua opera è una carica esplosiva che ha fatto saltare a pezzi i limiti del fumetto.

 

In anteprima, ecco le prime pagine di questo racconto impareggiabile.


    

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La pubblicazione di un nuovo libro di Joe Sacco è un grande avvenimento ed una folla piena di aspettativa si è radunata recentemente a Londra, per ascoltare questo grande disegnatore di fumetti malto-americano ed autore parlare del suo ultimo albo Footnotes from Gaza [Note da Gaza].

 

Sacco ha passato sette anni a fare delle ricerche e disegnare su due avvenimenti sordidi che hanno avuto luogo nel novembre del 1956 quando le forze israeliane hanno invaso Gaza nel quadro di un attacco congiunto franco-britannico contro l'Egitto. L'esercito israeliano ha commesso due massacri nel corso dei quali centinaia di Palestinesi sono stati assassinati, e Sacco ha riunito le testimonianze orali dei Palestinesi che sono stati testimoni o sono state vittime di questi avvenimenti. Sacco si è dedicato in un lavoro di ricerca dettagliato trovando dei testimoni che potevano ricordarsi in modo credibile quanto era accaduto, filtrando le testimonianze per eliminare le inconsistenze fattuali dovute agli errori di memoria di alcuni e poi ha trascorso quattro anni per far vivere queste storie nel suo stile inimitabile.

 

Il libro non si focalizza soltanto sul passato ma il presente svolge anch'esso un'ampia parte in questo resoconto; nel periodo presente di Gaza, giganteschi bulldozer blindati radono al suolo delle case a Rafah ed il blocco in corso colpisce la vita di ogni persona. Sacco ha detto: "... il passato ed il presente non possono essere così facilmente dissociati; fanno parte di un processo spietato...".

 

La storia contemporanea è abitualmente scritta da degli universitari che hanno accesso ai principali protagonisti, abitualmente degli uomini politici o dei comandanti militari, archivi senza vita e dei resoconti di stampa. Questa storia è solitamente indolore- non vi sono cataste di cadaveri ad imbarazzare i generali. È anche imbevuta di certezza- solitamente, gli storici non rimettono in questione la parola dei politici. È raro che gli storici tradizionali ascoltino le vittime; i loro resoconti sono raramente incorporati nei racconti dei vincitori.

  

Sacco--01--ENG.pngCiò che fa l'originalità di Joe Sacco è non soltanto il fatto che sia un grande artista, ma anche uno storico dei popoli che ascolta le vittime; la sua storiografia è piena di simpatia e di rispetto per queste vittime; la loro storia vale la pena di essere registrata. Sacco si concentra anche su una parte della storia solitamente ignorata. Nel 2001, si è recato a Gaza con Chris Hedges, giornalista americano, per effettuare delle ricerche per un articolo sui massacri del 1956, da pubblicare nel Magazine Harper. Quando infine l'articolo è stato pubblicato, la storia dei massacri era stata del tutto eliminata; tutte le storie non sono trattate in modo eguale. È forse quest'incidente che lo ha motivato a scrivere su questi massacri soppressi. Sacco cita Abed El-Rantio, il dirigente di Hamas che è stato in seguito assassinato, che diceva dei massacri del 1956: "...Questo tipo di azione non può essere mai dimenticata... hanno piantato l'odio nei nostri cuori".

 

Per comprendere i Palestinesi è importante tenere conto della storia che ha dato forma alle loro correnti politiche e sociali; si deve anche essere posti a corrente di questa storia nel quadro di future discussioni su delle possibili soluzioni. È cinicamente facile per delle persone come il presidente israeliano Shimon Peres di spronare i Palestinesi a "guardare verso il futuro" e di ignorare il passato. Tuttavia, le negoziazioni ed una futura riconciliazione non saranno possibili se le vittime del progetto coloniale israeliano possono beneficiare di un processo di giustizia e del riconoscimento della loro sofferenza. La riconciliazione futura necessiterà di una Commissione Verità e Riconciliazione come quella dell'Africa del Sud, in cui i massacri di Deir Yassi, Safat, Jenin 2002, Gaza 2009... e Khan Younis e Rafah 1956 saranno riconosciuti. 

 

Il massacro 

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Le immagini di Sacco che descrivono i massacri sono delle immagini che spaventano. Gli uomini di più di 15 anni sono stati trascinati come dei greggi lungo una strada, costantemente battuti, gettati contro dei muri, terrorizzati con colpi di fucile al di sopra delle loro teste e poi obbligati a passare per una strettoia all'entrata di una scuola in cui i soldati colpiscono coloro che entravano con delle grandi mazze di legno; coloro che riuscivano a passare quest'ostacolo mortale dovevano saltare sopra fila di fili spinato. In seguito i Palestinesi erano selezionati a seconda se portavano delle uniformi, se erano denunciati da collaboratori o semplicemente se si trovavano all'aperto selezionati dai tratti fisici. A Rafah, alcuni degli "uomini ricercati" sono stati portati su una strada lontana ed eliminati con una pallottola o colpiti a morte; altri sono stati caricati in autobus e portati in prigione ad Israele. Le immagini di Sacco non soltanto catturano l'orrore di questi avvenimenti, ma anche i ricordi dolorosi o i resoconti conflittuali. È una restituzione leggermente fluida della storia come la natura dei ricordi dei testimoni.

 

 

 

 

 

 

La tirannia delle spiegazioni

 

I documentari attuali su Gaza o la condizione palestinese descrivono di solito l'ultima barbarie perpetrata dagli Israeliani e poi aggiungono automaticamente una giustificazione israeliana immancabilmente fornita dagli ufficiali israeliani di relazioni pubbliche mielosi. Ecco alcune di queste giustificazioni vacillanti:

 

"Gli uomini hanno ucciso perché erano delle 'persone ricercate'"; "la casa è stata demolita perché c'erano dei 'militanti' all'interno"; "il muro è stato costruito per delle ragioni di sicurezza"; "Gaza è stata attaccata nel 2009 per fermare i lanci di missili";  e così via.

 

Sacco--02--eng.pngUna gran parte del ragionamento israeliano sugli ultimi orrori serve ad auto-discolparsi e suggerisce spesso che esisteva una giustificazione ad un'azione intrapresa. Se c'era un motivo, allora il massacro di civili è detto "comprensibile" e, il porta parola aggiungerà a voce bassa che i pretesi danni collaterali- i civili uccisi- sono disdicevoli e non erano intenzionali. Tali banali giustificazioni sono raramente poste in discussione.

 

Fornire il ragionamento israeliano sui massacri senza fornirne il contesto più vasto è certamente un punto del libro contestabile. Sacco include il ragionamento di Moshe Dayan sull'assalto a Gaza del 1956 e sembra assurdo giustapposto ai resoconti delle vittime. Gli Israeliani hanno radunato a proposito i Palestinesi per estirparne i fedayyin che effettuavano dei raid all'interno di ciò che è considerato essere Israele. Sacco cita anche Mordechai Bar-On, il braccio destro di Moshe Dayan, per fornire questa autogiustificazione.

 

Tuttavia, dobbiamo semplicemante ricordarci di quanto accaduto alcuni anni prima, nel 1948, per trovare un ragionamento più plausibile per il massacro. Yosef Nahmani, un testimone israeliano del massacro a Safat, il 6 novembre 1948, ha descritto come il massacro sia stato effettuato e ciò ricorda stranamente quanto accaduto a Rafah nel 1956 [2].

 

In entrambi i casi, gli uomini sono stati radunati e condotti come bestiame sulla strada in un corridoio dove sono stati battuti con delle mazze di legno e fucilati. A differenza di quello del 1956, il massacro del 1948 non aveva avuto bisogno di un pretesto. Ciò che lega questi due squallidi episodi è che facciano parte dei mezzi per rendere possibile il progetto coloniale israeliano e cacciare via la gente dalla terra. Forse abbiamo bisogno di un maggior contesto allo scopo di fornire una comprensione più precisa dei massacri.

 

Sacco, 01, FraTutto è in una nota...

 

Ciò che Sacco ha effettuato in questo libro è di salvare dall'oblio i massacri di Rafah e di Khan Younis del 1956. Le note, il titolo di questo libro, si riferiscono effettivamente ai massacri del 1956. L'importanza di questa storia, anche se non sono che delle note, è che essa pone gli avvenimenti attuali in prospettiva. Il quadro temporale per spiegare ciò che accade a Gaza non comincia con i lanci di razzi su Sderot nel 2008; utilizzando un contesto più ampio ciò chiarifica fortemente la natura dei crimini di massa commessi contro il popolo palestinesi per molti decenni. Ciò mostra anche che per delle persone senza futuro il passato ed il presente sono compressi; i massacri del passato risuonano in modo vicino alla violenza quotidiana perpetrata contro i Palestinesi che subiscono un assedio ed oggi per di più anche una spoliazione.

 

Sacco ha prodotto molto di più di un magnifico libro d'arte. Merita di essere letto e studiato dagli storici che potrebbere tentare di trasformare queste note in veri capitoli di storia di cui ci si deve ricordare. Il libro di Sacco è anche un atto di solidarietà con queste persone di oggi. Ed è qualcosa che i Palestinesi sotto assedio a Gaza attualmente hanno enormemente bisogno; mai prima nella storia le vittime dell'oppressione coloniale erano state boicottate ed ostracizzate dagli Europei e gli Americani. Leggere la loro storia ci ricorda anche che sono stati trattati in questo modo meschino e barbaro da decenni. 

   

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

NOTE


[1] Joe Sacco è certamente più conosciuto per il suo Palestina del 2001 e il suo Gorazde. Area protetta del 2000. Footnotes in Gaza è stato pubblicato dalla Jonathan Cape di Londra. Tutti questi libri sono delle store orali rese vive dai disegni di Sacco.

 

[2] Yosef Nahmani era il direttore dell'ufficio del Fondo Nazionale Ebraico in Galilea Ovest durante la Nakba e nei suoi diari documenta i massacri e la pulizia etnica di cui è stato testimone nel 1948. 

 

  

Tradotto dall'inglese al francese da Myriam Abraham

Tradotto dal Francese all'italiano da Ario Libert 

   

Une histoire populaire de Gaza en BD: Notes De Gaza de Joe Sacco 

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16 aprile 2010 5 16 /04 /aprile /2010 13:51

Bloody US Bastards

 

  

Video Choc Del Mitragliamento di Giornalisti e Civili Iracheni

 

 

Wikileaks.jpg

 

 

Cliccare qui per vedere il Video

 

 

Il sito di Wikileaks ha posto in rete un video girato dalla una postazione di tiro di un elicottero Apache US. Questi mitragliamenti "live" di giornalisti e civili iracheni costituiscono dei crimini di guerra commessi il 12 luglio 2007 e sino ad allora nascosti al pubblico. Attenzione le immagini sono traumatiche.
 
Mentre il branco di cani mediatici organizza una curia papale per fare diversione e nascondere i crimini di guerra commessi dall'esercito americano in tutta impunità, il sito di Wikileaks- che è stato fatto di recente oggetto di attacchi dei servizi della sicurezza interna americanofasciste- ha posto in rete un video classificato topo secret dall'esercito USA descrivente dal vivo il massacro di più di una dozzina di persone in un quartiere della periferia di Bagdad tra cui due giornalisti di Reuters.
 
Reuters ha cercato invano dall'attacco del 12 luglio 2007 di ottenere il video utilizzando il Freedom of Information Act. Il video girato dalla postazione di tiro di un elicottero Apache mostra chiaramente il massacro perpetrato a sangue freddo mentre nessuna delle persone abbattute rappresentava una minaccia e come quei cani di Yankee in uniforme hanno finito il giornalista di Reuters mentre delle persone gli portavano soccorso uccidendo i soccorritori e ferendo gravemente due bambini iracheni che si trovavano nel veicolo .
 
L'esercito americano ha sceintemente mentito su questi massacri come su altri d'altronde come si è potuto constatare in Afghanistan dove diverse persone sono state abbattute tra cui due donne incinte ed un'adolescente, durante un raid americano.
 
In Iraq l'esercito americano è arrivato persino a discolparsi dopo aver condotto condotto un simulacro di inchiesta concludendo che gli atti di questi soldati- che durante tutta la durata del video udiamo e le cui parole suonano in modo osceno in rapporto alle immagini che si vedono- erano conformi alle regole di coinvolgimento di un conflitto armato e all esue proprie "regole di coinvolgimento". Il che è evidentemente falso come il video prova.
 
Affinché questo punto sia chiaro, Wikileaks ha pubblicato le regole di coinvolgimento classificate top secret- per il 2006-2007- 2008- dunque prima durante e dopo i massacri.
 
Il sito ha anche pubblicato la versione video di 38 minuti ed una versione più corta con un'analisi di presentazione. Dei sottotitoli (in inglese) sono stati aggiunti nelle due versioni che riportano le conversazioni via radio dei militari.
 
Wikileaks ha ottenuto questo video così come dei documenti di accompagnamento di diversi "whistleblowers" militari- persone che rivelano delle informazioni top secret a volte a rischio della loro vita o della loro carriera). Wikileaks ha verificato le informazioni ricevute con dei testimoni e dei giornalisti direttamente implicati in quest'affare.
 
Pubblicando tali informazioni, Wilileaks tiene a che esse siano accolte con tutta l'attenzione che meritano informazioni che sfortunatamente i media di massa occultano.
 
In questo caso particolare, due delle persone uccide erano dei giornalisti onesti come ne esistono ancora pochi che fanno semplicemente il loro mestiere mettendo la loro vita in pericolo per informare su quanto accade realmente in un paese che rimane occupato ed in guerra.
 
L'Iraq è un paese pericoloso per i giornalisti integri che vogliono fare il loro mestiere onestamente.
 
Dal 2003 al 2009, 139 giornalisti sono stati uccisi nell'esercizio della loro professione.
 
Mireille Delamarre
 
[Traduzione di Ario Libert] 
 
 
LINK al post originale:
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9 aprile 2010 5 09 /04 /aprile /2010 18:37

 

 

Fondamentalismo islamico

  

Non-violence humour en image

 Fondamentalismo del libero scambio

 
 
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4 aprile 2010 7 04 /04 /aprile /2010 18:40

 

  Umorismo di un "terrorista"

  

 

 
Chi-sono-i-terroristi.jpgChi sono i terroristi?
 
 

Un vecchio Arabo vive da più di 40 anni a Chicago. Vorrebbe tanto piantare delle patate nel suo giardino ma vive solo, vecchio e molto debole. Invia una e-mail a suo figlio che studia a Parigi per informarlo del suo problema.

-"Caro Ahmed, sono molto triste perché non posso piantare delle patate nel mio orto. Sono sicuro che se tu fossi qui con me avresti potito aiutarmi a rivoltare la terra.

 Il giorno dopo, il vecchio riceve una e-mail:

-"Caro Padre, per favore, non toccare nulla soprattutto in giardino! Vi ho nascosto la "cosa".

 

Anch'io ti amo. Ahmed".

 

Alle 4 del mattino giungono presso l'anziano l'US Army, i Marine, l'FBI, la CIA ed anche un'unità di elite dei Rangers. Scavano dappertutto in giardino, millimetro per millimetro e ripartono delusi di non aver trovato nulla.

   

Il giorno dopo, il vecchio riceve una nuova e-mail da parte di suo figlio:

 

-"Caro Padre, sono certo che la terra di tutto il giardino è oramai rivoltata e che puoi piantare le tue patate. . Non potevo fare meglio.

 

Ti amo, Ahmed".

 

     

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

   

  

 

 LINK al post originale:

 

Humour d'un "terroriste"

 

 

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