Overblog Segui questo blog
Administration Create my blog
27 agosto 2010 5 27 /08 /agosto /2010 08:00

Questo post inserito nella categoria "Umorismo... resistente" avrebbe potuto esserlo anche e forse meglio, nella categoria "Sion[fasc]ismo. Ma data la serietà e soprattutto la scabrosità dell'operato verso il popolo palestinese da parte del "popolo eletto", abbiamo ritenuto fosse meglio adatto qui.

 

Ciò non toglie non di meno, che pur usando la difficile arma della satira, il bravo Stefano Disegni l'abbia azzeccata alla grande la critica al sionismo, questo intruglio di fascismo e fondamentalismo a base ideologica religiosa al servizio dell'Occidente da cui ricava sostegno ed impunità e da molti anni vastissimo consenso come pilastro medio-orientale del processo di ricolonizzazione di quest'area strategica nonché ricca di oro nero da cui quella cosa oscena chiamata tecnologia non vuole fare proprio a meno.

 

 

 

 

 

stefano_disegni_01.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

stefano_disegni_02.jpg

 

LINK al post di reperimento:
Tsahal

 

 

Repost 0
24 agosto 2010 2 24 /08 /agosto /2010 20:43

  

 

 

La resistenza questa volta è ai soliti mezzi di non-informazione italioti ma la storia illustrata da Stefano Disegni colpisce duramente in due tavole e dodici vignette in modo magistrale tutta l'informazione dell'establishment occidentale. Dimostra soprattutto, quanto siano facili i luoghi comuni di comodo.

 

Terroristi kamikaze non si nasce e come lo si diventi ce lo spiega ottimamente Disegni. Facile la "spiegazione" della religione fanatica. D'altronde di preconcetti religiosi l'Occidente imperialista, specialmente nella sua odierna veste neocolonialista, non è seconda a nessuno, soprattutto attraverso l'immacolata concezione della "democrazia", di cui essa è unica detentrice monopolistica e quindi esportatrice su scala planetaria.

 

 

 

 

 

 

Disegni--umorismo-resistente--01.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disegni--umorismo-resistente--02.jpg

 

 

 

LINK al post originale:

Giardinaggio

 

Altri post della medesima categoria:

Umorismo... resistente

Repost 0
23 agosto 2010 1 23 /08 /agosto /2010 21:14


Gli eserciti segreti della NATO [VI] 

 
gladio1.jpg

 


La guerra segreta in Italia

 



di Daniele Ganser*

 


Mentre gli Stati Uniti si presentano come i difensori della Democrazia, essi hanno organizzato i brogli delle elezioni in Italia, due colpi di Stato invisibili e non hanno esitato ad eliminare fisicamente il Primo ministro Aldo Moro. In questa sesta parte del suo studio su Gladio, lo storico svizzero Danièle Ganser rintraccia il modo in cui Washington ha controllato nascostamente la vita politica italiana, all'insaputa degli Italiani, per cinquanta anni.JPEG - 23 ko

Nel 1978, gli Stati Uniti hanno fatto rapire ed assassinare il Primo ministro italiano, Aldo Moro. La sua esecuzione è stata rivendicata dalle Brigate rosse, ma l'operazione era manipolata da Gladio.



Quest'articolo è il sesto capitolo di un'opera e fa seguito a questi non tradotti:

1. « Quand le juge Felice Casson a dévoilé le Gladio… [Quando il giudice Felice Casson ha svelato la Gladio]
2. « Quand le Gladio fut découvert dans les États européens… [Quando la Gladio fu scoperta negli Stai europei]
3. « Gladio: Pourquoi l’OTAN, la CIA et le MI6 continuent de nier [Gladio: Perché la NATO, la CIA e l'M16 continuano a negare]
4. « Les égouts de Sa Majesté [Le fogne di Sua Maestà]
5. « La guerre secrète, activité centrale de la politique étrangère de Washington [La guerra segreta, attività centrale della politica straniera di Washington]

 

 




Yalta.jpgL’anticomunismo statunitense fu all'origine di numerose tragedie che segnarono la storia della Prima Repubblica italiana (1945-1993). Le prove scoperte nel corso degli ultimi dieci anni attestano che l'esercito Gladio diretto dai servizi segreti italiani prese, con la complicità dei terroristi di estrema destra, una parte attiva a questa guerra non dichiarata. In assenza di invasori sovietici, le unità paramilitari anticomuniste formate dalla CIA si ripiegarono su delle operazioni interne miranti a condizionare la vita politica nazionale. Un'inchiesta parlamentare incaricata dal Senato italiano di far luce su Gladio e su una serie di attentati misteriosi conclude  che alla fine della Guerra fredda che, nel paese, "la CIA aveva potuto beneficiare di una libertà massima" dovuta al fatto che l'Italia aveva, durante la Prima Repubblica, vissuto "in una situazione di divisione difficile cioè tragica". Questa divisione opponeva le due ideologie dominanti della Guerra fredda: a sinistra, si trovava il molto popolare e molto influente PCI, il Partito comunista italiano, finanziato segretamente dall'URSS così come il potente Partito socialista [1] mentre dall'altra parte della scacchiera si attivavano la CIA, i servizi segreti militari italiani ed il loro esercito Gladio ma anche dei movimenti terroristi di estrema destra che ricevevano il sostegno politico della DC conservatrice [2].

  

Lucky-Luciano.jpgDurante la Seconda Guerra mondiale, l'Italia del dittatore fascista Benito Mussolini si era alleata ad Hitler. Dopo la sconfitta delle potenze dell'Asse, il presidente Franklin Roosevelt, il Primo ministro britannico Winston Churchill ed il dirigente dell'Urss Joseph Stalin si incontrarono a Yalta, in Crimea, nel febbraio del 1945, per discutere della sorte dell'Europa e presero la decisione, cruciale per l'Italia, di porre la penisola nella sfera di influenza statunitense. Allo scopo di limitare il potere dei comunisti, la CIA non esitò ad allearsi alla Mafia ed ai terroristi di estrema destra. Victor Marchetti, un agente della CIA, spiegò un giorno: "La CIA si è appoggiata sull'anticomunismo viscerale della Mafia per controllare l'Italia" [3]. Prima della stessa fine della guerra, Earl Brennan, il capo dell'OSS in Italia, era intervenuto presso il ministro della Giustizia USA affinché quest'ultimo riducesse la pena a 50 anni pronunciata contro Charles "Lucky" Luciano allo scopo di concludere un accordo segreto: in cambio della sua liberazione, Luciano forniva all'esercito statunitense una lista di mafiosi siciliani più influenti che dovevano appoggiare lo sbarco americano del 1943 in Sicilia [4]. Dopo la guerra, la CIA "ebbe a cuore di mantenere quest'amicizia  segreta con la Mafia siciliana" ed è così che "in nome della lotta contro il comunismo in Italia ed in Sicilia, gli Americani abbandonarono l'isola ai criminali che la controllano ancora oggi" [5].

brigate-nere.jpgLe truppe USA che liberarono il paese ed instaurarono al posto della dittatura una democrazia fragile furono accolti dagli Italiani con bandiere, pane e vino. Malgrado ciò, gli Alleati "erano preoccupati della fragile situazione dell'Italia e soprattutto della minaccia del partito comunista la cui influenza non smetteva di crescere, una situazione già osservata in passato in Grecia ed in Iugoslavia". È per questo Londra e Washington decisero di cambiare politica smettendo di assistere i partigiani italiani, in maggioranza comunisti, che godevano di un certo prestigio presso la popolazione in ragione della loro eroica resistenza al fascismo. "Questo cambiamento di politica fu vivamente deplorato" dagli ufficiali di collegamento britannici ed americani che avevano combattuto dietro le linee nemiche a fianco dei comunisti e "tra gli Italiani stessi" [6]. Ed il malcontento crebbe anche quando i comunisti italiani videro i loro vecchi alleati reclutare segretamente dei fascisti e dei membri dell'estrema destra all'interno dell'apparato dello Stato. "l'anticomunismo virulento, sul quale si erano appoggiati i fascisti per accedere al potere, era al presente una qualità molto ricercata" [7].

  

de_gasperi.jpg"È probabile che dei gruppuscoli di estrema destra furono reclutati ed integrati alla rete Stay-behind allo scopo di poterci avvertire se una guerra si preparava", confermerà più tardi Ray Cline, direttore aggiunto della CIA dal 1962 al 1966, in un servizio giornalistico su Gladio. "In quest'ottica, l'utilizzazione di estremisti di destra, a finalità informative e non politiche, mi sembra non porre alcun problema" [8]. Ma, lungi dal limitarsi alla raccolta di informazioni, costoro ricevettero verosimilmente le chiavi del potere. Gli Stati Uniti eressero la DC, la Democrazia cristiana, come un baluardo di fronte al comunismo, "un'accozzaglia di collaborazionisti, di monarchici e di fascisti irriducibili" [9]. Alcide De Gasperi, della DC, del nominato Primo ministro e diresse otto governi successivi tra 1945 e 1953 [10]. "In assenza di una vera purga, la vecchia burocrazia fascista riuscì a sopravvivere" [11]. Il Primo ministro De Gasperi ed il ministro degli Interni Mario Scelba supervisionarono personalmente "la reintegrazione di funzionari profondamente compromessi con il regime fascista" [12].

 

Jiunio-Borghese.jpgIl principe Valerio Borghese, soprannominato "il Principe nero", fu uno dei fascisti notori reclutati dagli Stati Uniti. Alla testa della Deima MAS (XMAS), un corpo d'elite di 4.000 uomini creato nel 1941 e posto sotto comando nazista, egli aveva diretto una campagna di sterminio dei resistente durante la Repubblica di Salò e si era specializzato nello stanamento ed esecuzione dei comunisti italiani. Catturato da resistenti verso la fine della guerra, fu sul punto di essere impiccato quando il 25 aprile 1945, l'ammiraglio Ellery Stone, proconsole statunitense dell'Italia occupata ed intimo amico della famiglia Borghese, ordinò a James Angleton, un impiegato dell'OSS che sarebbe diventato il più celebre degli agenti della CIA, di aiutarlo. 

  

Angleton.jpgAngleton fornì al Principe nero un'uniforme da ufficiale US e lo scortò sino a Roma dove doveva rispondere dei suoi crimini di guerra. Grazie alla protezione degli Stati Uniti, Borghese fu infine dichiarato "non colpevole" [13]. L'agente della CIA Angleton fu insignito della Legion of Merit dell'esercito degli Stati Uniti per i suoi atti "eccezionalmente meritori" e proseguì la sua carriera nella direzione del controspionaggio della CIA, "diventando l'incarnazione stessa del controllo esercitato dagli USA sui movimenti politici ed i gruppi paramilitari neofascisti e d'estrema destra dell'Italia del dopoguerra" [14]. Come numerosi soldati della Guerra fredda, "il nemico aveva semplicemente cambiato forma agli occhi di Angleton" dopo la sconfitta dell'Asse, come scrissero i suoi biografi, "la falce ed il martello avevano sostituito la croce uncinata" [15].

  

cia-seal.jpgNel 1947 furono creati a Washington la NSC e la CIA. L’Italia, a motivo dei "continui attacchi del suo potente partito comunista" di cui era il bersaglio, ebbe il triste privilegio di essere il primo paese ad essere oggetto di una guerra segreta e non dichiarata della CIA. La missione che si era riproposta l'Agenzia era chiara: impedire alla sinistra italiana di vincere le prime elezioni nazionali del dopoguerra, che dovevano svolgersi il 16 aprile 1948. Il presidente Harry Truman era molto contrariato perché il PCI, il più grande partito comunista dell'Europa occidentale, ed il PSI si erano alleati per formare il Fronte Democratico Populare (FDP). Gli osservatori prevedevano una vittoria del FDP in Parlamento, basandosi sulle buone percentuali ottenute dalla coalizione di sinistra durante le ultime elezioni municipali in cui la DC sostenuta dagli Stati Uniti era stata sconfitta. l'OPC, il dipartimento delle operazioni speciali della CIA, che, sotto la direzione Frank Wisner, mise in piedi la rete Gladio, iniettò dunque 10 milioni di dollari nel partito democratico cristiano. Allo stesso tempo, comunisti e socialisti furono il bersaglio di campagne di diffamazione.

 

1948--01.jpgTra i tanti colpi sporchi, la CIA pubblicò degli opuscoli calunniosi ed anonimi sulla vita sessuale e privata dei candidati del PCI attribuendo loro dei contatti con i fascisti e/o dei movimenti anticlericali. Questa strategia consistente a prendere di mira in modo specifico i seggi suscettibili di apportare una maggioranza alla DC invece di puntare ad un'ampia vittoria portò i suoi frutti in ognuna delle più di 200 circoscrizioni ad eccezione di due. Durante il voto, la DC ottenne il 48,5% dei voti e 307 seggi al Parlamento mentre il FDP dovette accontentarsi del 31% dei voti e di 200 seggi [16]. La repressione brutale che rispose alle proteste della popolazione e della sinistra in particolare fecero "un numero notevole di vittime durante le manifestazioni e le occupazioni di locali" [17].

  

1948--05.jpgIl presidente Truman fu molto soddisfatto dei risultati ottenuti e divenne un adetto alle operazioni clandestine. Nella sua famosa "Dottrina Truman" del marzo 1947, egli aveva specificato: "Non dobbiamo riconoscere nessun governo imposto ad una nazione da una forza o una potenza straniera", fondando così la politica estera degli Stati Uniti sul "Diritto e la Giustizia" e rifiutando ogni compromesso con il male" [18]. Tuttavia, se le elezioni italiane si erano risolte altrimenti che con una vittoria della DC sostenuta dagli USA, l'Italia avrebbe potuto allora sprofondare, come la Grecia, nella guerra civile. Durante e dopo le elezioni, delle navi da guerra USA pattugliarono al largo della penisola e delle forze di terra rimasero in alerta. George Kennan, il capo dell'ufficio di pianificazione del dipartimento di Stato incaricato di sviluppare i programmi a lungo termine necessari al raggiungimento degli obiettivi di politica estera, preconizzava puramente e semplicemente un intervento militare degli USA nel caso di una vittoria dei comunisti alle elezioni [19].

 

Cossiga_Francesco.jpgIn seguito alle rivelazioni su Gladio, il presidente italiano Francesco Cossiga  confermò che una fazione paramilitare della DC si teneva pronta ad intervenire se ciò si fosse verificato. Dotato di un fucile automatico Stern, di caricatori e di molte "granate a mano"; Cossiga faceva egli stesso parte del commando. "Ero armato sino ai denti e non ero il solo". L'armamento dei paramilitari della DC era stato "acquistato grazie a del denaro messo a loro disposizione dal partito" [20].

 

decima_mas.jpgDopo che il PCI fu eliminato dal governo, l'Italia governata dalla DC filo-USA fu invitata, il 4 aprile 1949, a raggiungere la NATO creata da poco, in qualità di membro fondatore. Soltanto alcuni giorni prima, il 30 marzo 1949, l'Italia si era dotata del suo primo servizio di informazioni militare dal 1945, nato dalla collaborazione con la CIA. Integrata al ministero della Difesa, l'unità segreta fu battezzata SIFAR e posta sotto la direzione del generale Giovanni Carlo. Durante la Prima Repubblica, il SIFAR interferì in diverse riprese negli affari politici  dell'Italia e la sua divisione "Office R" si incarico del comando dell'esercito anticomunista stay-behind Gladio [21]. "La coincidenza tra l'adesione dell'Italia alla Nato e la restaurazione della sua capacità di informazione è lungi dall'essere fortuita", osserva a giusto titolo l'esperto in servizi segreti Philipp Willan, "ci informa sugli scopi fondamentali dei servizi segreti dell'Italia del dopoguerra e sulle intenzioni di coloro che hanno permesso il loro ristabilimento" [22].

 

1948--03.jpgIl SIFAR fu una sua creazione "regolata da un protocollo topo secret imposto dagli Stati Uniti che costituisce una rinuncia totale alla sovranità nazionale". Secondo questo protocollo, stabilito in coordinamento con il programma della NATO, gli obblighi del SIFAR nei confronti della direzione della CIA negli USA avrebbero compreso la condivisione dell'informazione raccolta ed il rispetto di un diritto di  osservazione sul reclutamento del personale, il quale doveva imperativamente ricevere l'approvazione della CIA [23]. Infatti, il SIFAR non era indipendente ma sotto la cappa della CIA. O piuttosto, come scrive Paolo Taviani, ministro della Difesa italiano tra il 1955 ed il 1958: i servizi segreti italiani erano diretti e finanziati dai "tipi di Via Veneto", detto altrimenti, la CIA e l'ambasciata degli Stati Uniti a Roma [24]. I senatori italiani evidenziarono anche quest'egemonia della CIA: "Gladio è stata creata in seguito ad un accordo tra due servizi segreti, uno molto importante, lo statunitense, l'altro meno, l'italiano" [25].

  

harry-truman.jpgNel 1951, il generale Umberto Broccoli fu nominato direttore del SIFAR e, nella sua qualità di membro di un "Comitato Segreto", incontrò regolarmente dei rappresentanti della CIA, il responsabile del comando della NATO per l'Europa del Sud così come dei responsabili dell'esercito, della Marina e dell'esercito dell'Aria italiana [26]. La NATO temeva l'influenza del PCI, il SIFAR aveva vocazione a garantire la stabilità dell'Italia. In quest'ottica, l'esercito segreto Gladio era il suo pezzo forte. L'8 ottobre 1951, Broccoli scrisse al ministro della Difesa Efisio Marras a proposito del'esercitazione dei Gladiatori al Regno Unito e della fornitura di armi e di esplosivi da parte della CIA. Nella sua lettera, il generale spiegava che il SIS aveva offerto di addestrare i quadri della Gladio italiana in cambio dell'acquisto di armamenti britannici attraverso l'Italia. Allo stesso tempo, la CIA proponeva di fornire le armi gratuitamente, ma non era in grado di fornire una formazione del livello di quella che offrivano gli Inglesi. Gli Italiani scelsero di non scegliere: essi inviarono i loro ufficiali a ricevere la prestigiosa istruzione dei centri di addestramento britannici e conclusero simultaneamente con gli Stati Uniti un accordo segreto che garantiva loro un approvvigionamento gratuito in armi. Ciò non piacque ai Britannici. Quando il generale Ettore Musco, che succedette a Broccoli alla testa del SIFAR si recò in Inghilterra per visitare il forte Monckton, l’accoglienza fu particolarmente fredda: "Nel 1953, i Britannici, arrabbiati di essersi fatti giocare, rimproverarono al generale Musco che "il suo servizio si era votato anima e corpo agli Stati Uniti" [27].

 

Patto-Atlantico.JPGOperando per la politica anticomunista segreta della NATO, i rappresentanti del SIFAR parteciparono regolarmente alle riunioni di Gladio degli organi di comando della NATO, l'ACC e il CPC [28]. Poco tempo prima di lasciare le sue funzioni, il presidente Cossiga pretese durante un'intervista televisiva che l'esercito segreto Gladio era nato in Italia nel 1951 dalla preoccupazione "di quanto poteva accadere se l'Europa venisse invasa". "Si convenne che tre paesi. gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia, fossero membri permanenti e che gli altri fossero membri associati, la qual cosa riguardava la Danimarca, la Norvegia, i Paesi Bassi, il Belgio, il Lussemburgo, la Grecia e la Turchia", spiegò Cossiga facendo riferimento al CPC, il comitato di direzione della rete Gladio. "L'Italia fu invitata a partecipare in qualità di membro associato. Essa declinò l'offerta e chiese di diventare un membro permanente ma non ricevette allora risposta. Nel 1956, la Germania raggiunse il gruppo". Il presidente insisteva sul segreto concernente queste operazioni. "La linea di condotta della NATO consisteva nel negare l'esistenza su tutto quel che veniva convenuto" [29].

 

Garibaldi-DC.jpgIn un documento top secret del NSC, il Consiglio Nazionale di Sicurezza statunitense, firmato da Truman il 21 aprile 1950, il presidente sottolineava che "L'Italia è la chiave della sicurezza americana", gli USA dovevano dunque "essere pronti ad utilizzare tutto il loro potere politico, economico e, al bisogno, militare" per combattere il PCI [30]. "Nel caso in cui i comunisti riuscissero ad entrare nel governo in modo democratico o se questo governo dovesse cessare di opporsi fermamente al comunismo all'interno ed all'esterno del paese, gli Stati Uniti dovevano prepararsi a prendere le misure necessarie", Truman menzionava anche esplicitamente la possibilità di un'invasione se "una parte del territorio italiano cadesse sotto il controllo comunista in seguito ad un'insurrezione armata". All'avvicinarsi delle elezioni, il piano concepito dagli USA prevedeva, in fase 1: il rafforzamento della "presenza militare americana nel Mediterraneo"; fase 2: "la fase d'alerta", le truppe USA dovevano invadere l'Italia "dietro richiesta del governo italiano e dopo consultazione della Gran Bretagna e degli altri paesi della NATO". Dovevano spiegarsi "nelle zone della penisola controllate dal governo per una dimostrazione di forza". Infine, la "fase 3", allarme rosso: le forze armate (statunitensi) con effettivi sufficienti" dovevano "sbarcare in Sicilia e/o in Sardegna" allo scopo "di occupare e di difendere il territorio contro la resistenza comunista locale" [31].

   

William-Colby.jpgI timori di Washington crebbero ancora durante le elezioni del giugno 1953 in cui, malgrado le operazioni speciali della CIA, la DC, con il 40% dei voti, ottenne soltanto 261 seggi al Parlamento, ossia 46 meno del 1948. La coalizione di sinistra conquistò, in quanto ad essa, 218 seggi con il 35% dei voti. La CIA intensificò la sua guerra segreta perché "vi erano delle valide ragioni di dubitare che se questa tendenza osservata tra 1948 e 1953 fosse proseguita (...) la coalizione formata dai comunisti ed i socialisti avrebbe finito con il diventare la principale forza politica del paese", secondo l'analisi effettuata da William Colby, che fu più tardi scelto per dirigere la CIA durante la presidenza di Nixon [32]. Il primo luogo, fu deciso che bisognava nominare un capo del SIFAR più aggressivo. Nel 1955, Carmel Offie, alto responsabile della CIA e intimo collaboratore del direttore di allora Allen Dulles, si recò in Italia dove, con il direttore dell'antenna locale, il COS Gerry Miller, affidò a Claire Boothe Luce, l'affascinante ambasciatrice degli Stati Uniti a Roma, la missione di convincere il ministro della Difesa italiano Emilio Tavani di nominare il generale Giovanni De Lorenzo a capo del SIFAR. L'anno successivi, De Lorenzo, un avversario accanito del comunismo acquisito alle idee di Washington, assunse dunque il comando del SIFAR e dei suoi eserciti segreti [33].

  

Giovanni-De-Lorenzo.jpgCon i suoi baffi, i suoi occhiali ed i suoi modi militareschi, De Lorenzo incarnava la figura del generale all'antica. In un documento top secret datato 26 novembre 1956 e firmato da lui, il capo del SIFAR evoca degli "accordi precedenti" intercorsi tra la CIA ed i suoi servizi e precisa che l'operazione Gladio è sulla buona strada [34]. Il documento, contenente dei dati altamente sensibili, non fu svelato ai senatori incaricati dell'inchiesta parlamentare. "L'accordo concluso tra il SIFAR e la CIA nel 1956 riguardante l'organizzazione stay-behind non può al presente essere reso pubblico poiché si tratta di un impegno bilaterale classificato top secret", spiegherà l'ammiraglio Fulvio Martini, direttore del SIFAR, a dei senatori interdetti che avevano creduto, a torto, che il SIFAR doveva rendere conto al Parlamento italiano e non alla CIA. "La declassificazione del documento, che ho già chiesto il 13 dicembre 1990", precisò, "necessita imperativamente dell'accordo dell'altra parte implicata" [35].

  

Vota-per-il-tuo-paese.jpgSulla lista dei progetti prioritari del SIFAR, De Lorenzo pose la costruzione di un nuovo quartiere generale per l'esercito segreto, per la quale la CIA non esitò a sborsare 300 milioni di lire. Stati Uniti ed Italia avevano convenuto che per ragioni di discrezione e di funzionalità, il nuovo centro di Gladio non doveva essere edificato sul continente ma su una delle grandi isole della costa Ovest dell'Italia. Fu scelta la Sardegna ed il terreno acquistato. Il colonello Renzo Rocca, capo dell'Ufficio R, che dirigeva la Gladio locale, fu incaricato di supervisionare la costruzione della nuova base in cui dei soldati anticomunisti sarebbero stati equipaggiati e addestrati da istruttori delle Forze Speciali USA e britanniche [36]. Il "Centro di addestramento al sabotaggio" (in italiano CAG- Centro Addestramento Guastatori) era situato a Capo Marragiu, vicino al villaggio di Alghero. Dietro le mura e le recinzioni elettrificate, si costruì un piccolo forte e dei bunker sotterranei, si installarono  dei potenti trasmettitori radio a lunga distanza così come delle installazioni sottomarine destinate all'addestramento di subacquei da combattimento; infine, furono costruiti anche due brevi piste di atterraggio ed un eliporto. Altre costruzioni furono anche aggiunte per l'addestramento all'uso delle armi e di esplosivi e per la formazione ideologica [37].

  

Vota-o-sara-il-tuo-padrone.jpg"Mi sono recato per la prima volta a Capo Marragiu nel 1959", testimoniò il Gladiatore Ennio Colle in seguito alla scoperta degli eserciti segreti. Il 27 novembre 1990, Colle aveva ricevuto una lettera del direttore del SISMI che lo informava che "l'esercito segreto era stato sciolto". Il vecchio combattente affermò che i membri dell'unità speciale erano tenuti all'oscuro a proposito della dimensione internazionale della rete e che essi ignoravano dove essi avevano ricevuto il loro addestramento: "Non sapevo dove fossi perché ci trasportavano con aerei dagli oblò oscurati". Decimo Garau, un istruttore del CAG, formato in Gran Bretagna, confermò a dei giornalisti che i Gladiatori italiani erano letteralmente tenuti all'oscuro: "Essi giungevano a bordo di un apparecchio mimetizzato ed erano in seguito portati con delle navi dai vetri oscurati che li depositavano davanti ai loro quartieri. L'addestramento poteva allora cominciare" [38].

  

Elezioni_Camera_1958.png"Riassumendo, il mio lavoro consisteva nell'impedire che i comunisti si impadronissero dell'Italia alle prossime elezioni del 1958", scriveva l'agente della CIA William Colby nelle sue memorie. Nell'autunno del 1953, egli fu inviato a Roma e posto agli ordini del COS Gerry Miller. Gli eserciti segreti Gladio dovevano permettere alla CIA di "evitare che le difese militari della NATO non siano cortocircuitate politicamente da una quinta colonna sovversiva, il Partito Communista Italiano (o PCI)", nel quadro di ciò che Colby descrive come "il più vasto programma di azione politica clandestina mai intrapresa dalla CIA". Come i comunisti, i socialisti italiani subivano anch'essi gli attacchi della CIA che orchestrava delle campagne di diffamazione nei loro confronti continuando a finanziare la DC. "Non avremmo comunque abbandonato la DC che controllavamo al posto dei socialisti imprevedibili". Le manovre di Colby portarono i loro frutti e, nel 1958, la DC consolidò il suo potere con il 42% dei voti e 273 seggi mentre i comunisti, con il loro 23%, dovevano accontentarsi di 140 seggi ed i socialisti di 84 [39].

 

 ganser-libro.jpg   

Lo studio di vasto respiro di Daniele Ganser sugli eserciti segreti della NATO al servizio dell'imperialismo anglo-americano e quindi negatori di una qualunque forma di "democrazia" all'interno del quadro storico capitalistico è stato integralmente tradotto dall'editore Fazi di Roma nel 2008.

  

  

Daniele Ganser

 

 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

  

  

NOTE


[1] Se è vero che il PCI ha ricevuto un importante sostegno finanziario da Mosca, le relazioni esatte tra quest'ultimo ed il Partito comunista sovietico durante la Guerra fredda sono oggetto di discussione tra gli storici. Sergio Romano, ambasciatore d'Italia in URSS dal 1985 al 1989, riportò che sino alla fine degli anni 70, la maggior parte delle risorse finanziarie del PCI provenivano dal Partito comunista sovietico. Tra le inchieste condotte su questi legami tra il PCI e Mosca figurano: Joan Barth Urban, Moscow and the Italian Communist Party: From Togliatti to Berlinguer (Cornell University Press, Ithaca, 1986); Gianni Cervetti, L’Oro di Mosca: La Verità sui Finanziamenti Sovietici al PCI Raccontata dal Diretto Protagonista (Baldini & Castoldi, Milano, 1993, riedito nel 1999) e Valerio Rima, Oro da Mosca. I Finanziamenti Sovietici al PCI dalla Rivoluzione d’Ottobre al Crollo dell’ URSS (Mondadori, Milano, 1999).

[2] Senato della Repubblica. Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi: Il terrorismo, le stragi ed il contesto storico politico. Redatta dal presidente della Commissione, Senatore Giovanni Pellegrino. Rome, 1995, p. 20. Questo rapporto del Senato italiano costituisce uno dei documenti di riferimento su Gladio e più generalmente sulle azioni clandestine condotte dagli Stati Uniti in Italia. Tratta di Gladio, del terrorismo e di attentati non risolti. Allo scopo di evitare confusione con il secondo rapporto senatoriale, anch'esso molto interessante, presentato nel 2000, il primo documento sarà chiamato Rapporto dell'inchiesta senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati.

  

[3] Settimanale italiano Panorama del 10 febbraio 1976. Citato in Rapporto dell'inchiesta senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati, p. 13.

 

[4] Roberto Faenza, Gli americani in Italia (Editore Feltrinelli, Milano, 1976), p. 10–13. Le connessioni tra gli USA e la mafia erano già state rivelate da un'inchiesta del Senato degli Stati Uniti diretta dal senatore Kefauver. Vedere gli US Senate Special Committee, Hearings on Organised Crime and Interstate Commerce, part 7, p. 1181 (1951). Lo storico italiano Roberto Faenza fu uno dei primi a valutare l'impatto notevole delle operazioni clandestine in Italia. La sua prima opera, scritta com Marco Fini ed apparsa nel 1976, si concentrava sugli anni del dopoguerra e si intitolava sobriamente: Gli Americani in Italia. Si poteva leggere nella prefazione: "Per numerose persone nel mondo intero, compreso il cittadino statunitense medio, fu difficile e doloroso ammettere che gli Stati Uniti costituivano la forza più conservatrice e più controrivoluzionaria del mondo. È tuttavia quanto dimostra questo libro rivelando gli interventi segreti del governo USA negli affari interni del popolo italiano (...) la situazione è comparabile a quanto hanno rivelato altre inchieste in Grecia, in Iran, in Guatemale, nella Repubblica Domenicana ed in numerosi altri paesi (...). È particolarmente difficile guardare questa verità in faccia".

  

[5] Quotidiano britannico The Observer del 10 gennaio 1993. Riferimento al documentario Allied to the Mafia, diffuso nel gennaio 1993 sul canale BBC2. 

 

[6] Mackenzie, W. J. M., History of the Special Operations Executive: Britain and the resistance in Europe (British Cabinet Office, Londres, 1948), p. 842 e 853. Gli USA hanno applicato nella zona del Pacifico, e soprattutto nelle Filippine, questa strategia consistente nell'appoggiare e poi nell'indebolire delle guerriglie di estrema sinistra durante la Seconda Guerra mondiale. Il Giappone aveva invaso le Filippine nel gennaio 1942. Gli Stati Uniti sostenevano ed addestravano dei partigiani dai diversi orientamenti in lotta contro l'opposizione giapponese, tra cui il movimento rivoluzionario di sinistra Huk che rappresentava una potente leva per la rivoluzione sociale. Ma, come in Italia ed in Grecia, i vecchi fratelli d'armi furono sacrificati. Una volta il Giappone vinto, gli USA confiscarono le armi della guerriglia e gli Huk furono massacrati in presenza di ufficiali USA, un'operazione che durò almeno sino al 1945. Lo storico statunitense Gabriel Kolko commenta: "I dirigenti Huks credevano ingenuamente che gli Americani li avrebbero tollerati". Vedere Gabriel Kolko, Century of War Politics, Conflict, and Society since 1914 (The New Press, New York, 1994), p. 363.

  

[7] Geoffrey Harris, The Dark Side of Europe: The Extreme Right Today (Edinburgh University Press, Édimbourg, 1994), p. 3 e 15.

  

 [8] Allan Francovich, Gladio: The Ringmasters. Primo dei tre documentari di Francovich dedicati a Gladio, diffuso il 10 juin 1992 sulla BBC2.

  

 [9] William Blum, Killing Hope: US Military and CIA Interventions since World War II (Common Courage Press, Maine, 1995), p. 28.

  

 [10] A proposito di Alcide de Gasperi, vedere L’Opus Dei e l’Europa - Dal riciclaggio dei fascisti al controllo delle democrazie, di Thierry Meyssan, 22 marzo 1995.

  

[11] Martin Lee, The Beast Reawakens (Little Brown and Company, Boston, 1997), p. 100.

 

[12] Jonathan Dunnage, "Inhibiting Democracy in Post-War Italy: The Police Forces, 1943–48", in: Italian Studies, n° 51, 1996, p. 180.

 

[13] Stuart Christie, Stefano delle Chiaie (Anarchy Publications, Londres 1984), p. 6.

 

[14] Ibid., p. 4.

 

[15] Tom Mangold, Cold Warrior: James Jesus Angleton; The CIA’s Master Spy Hunter (Simon & Schuster, Londres, 1991), p. 20. Mangold, il biografo di Angleton non fornisce sfortunatamente nessun dettaglio sulla collaborazione dell'agente con i fascisti dopo il 1945 e non riferisce del salvataggio di Borghese da parte di Angleton. Il personaggio di James Angleton è stato interpretato al cinema da Matt Damon nel film di Robert De Niro The Good Shepherd (2006), in italiano L'ombra del potere, ed alla televisione da Michael Keaton nella serie The Company (2006).

 

[16] William Corson, The Armies of Ignorance: The Rise of the American Intelligence Empire (The Dial Press, New York, 1977), p. 298 e 299. Per la sua natura clandestina, l'operazione fu finanziata con del denaro sporco che si dovette riciclare. Corson spiega che 10 milioni di dollari furono dapprima ritirati in specie di Fondi di Stabilizzazione Economica prima di transitare su conti personali per essere infine riversati sotto forma di doni a degli organismi schermi della CIA.

 

 

[17] Christie, delle Chiaie, p. 175.

 

[18] Denna Frank Fleming, The Cold War and Its Origins 1917–1960 (Doubleday, New York, 1961), p. 322.

 


[19] Thomas Powers, The Man Who Kept the Secrets : Richard Helms and the CIA (Weidenfeld and Nicolson, Londres, 1980), p. 30.


[20] Quotidiano britannico The Guardian del 15 gennaio 1992.

 

[21] Durante la Prima Repubblica italiana il servizio di informazione militaredovette cambiare nomemolte volte per via di numerosi scandali in cui fu coinvolto. Dalal sua creazione nel 1949 al primo grande caso nel 1965, portò il nome di SIFAR, fu in seguito ribattezzato SID, conservando la maggior parte del suo personale. Nel 1978, in seguito ad un nuovo scandalo, il SID fu diviso in due servizi che sono oggi sempre attivi. Il ramo civile fu posto sotto il controllo del ministero dell'Interno e battezzato SISDE (Servizio Informazioni Sicurezza Democratica) mentre il ramo militare rimase collegato al minsitero della Difesa con il nome di SISMI.


Direttori dei servizi segreti militari

generale Giovanni Carlo 1949–1951 SIFAR
generale Umberto Broccoli 1951–1953 SIFAR
generale Ettore Musco 1953–1955 SIFAR
generale Giovanni De Lorenzo 1956–1962 SIFAR
generale Egidio Viggiani 1962–1965 SIFAR
generale Giovanni Allavena 1965–1966 SID
generale Eugenio Henke 1966–1970 SID
generale Vito Miceli 1970–1974 SID
generale Mario Casardi 1974–1978 SID
generale Giuseppe Santovito 1978–1981 SISMI
generale Nino Lugaresi 1981–1984 SISMI
ammiraglio Fulvio Martini 1984–1991 SISMI
Sergio Luccarini 1991 SISMI
generale Luigi Ramponi 1991–1992 SISMI
generale Cesare Pucci 1992–1993 SISMI
generale Sergio Siracusa 1994-1996 SISMI
ammiraglio Gianfranco Battelli 1996-2001 SISMI
generale Nicolò Pollari 2001-2006 SISMI
ammiraglio Bruno Branciforte 2006-2007 SISMI
ammiraglio Bruno Branciforte 2008… AISE

 

 

[22] Philip Willan, Puppetmasters: The Political Use of Terrorism in Italy (Constable, Londres, 1991), p. 34.


[23] Mario Coglitore (ed.), La Notte dei Gladiatori. Omissioni e silenzi della Repubblica (Calusca Edizioni, Padova, 1992), p. 34.


[24] Quotidiano britannico The Observer del 18 novembre 1990.


[25] Rapporto dell'inchiesta senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati, p. 49.


[26] Coglitore, Gladiatori, p. 133.


[27] Pietro Cedomi, "Service secrets, Guerre froide et ‘stay-behind. 2e partie’: La mise en place des réseaux" nella rivista belga Fire ! Le Magazine de l’Homme d’Action, septembre/octobre 1991, p. 80.


[28] Allied Clandestine Committee (ACC) e Clandestine Planning Committee (CPC).

 

[29] Quotidiano britannico The Observer del 7 giugno 1992.


[30] Memorandum, National Security Council to Harry S. Truman, April 21, 1950, Bibliothèque du Réseau Voltaire.


[31] Il documento fu declassificato nel 1994 e provocò un'ondata di protesta in Italia. Vedere il quotidianoitaliano La Stampa del 27 novembre 1994.

  

[32] William Colby, Honourable Men: My Life in the CIA (Simon & Schuster, New York, 1978),  p. 110; Tr. it.: La mia vita nella CIA, Mursia, Milano, 1981.

 

[33] Roberto Faenza, Il malaffare. Dall’America di Kennedy all’Italia, a Cuba, al Vietnam (Editore Arnoldo Mondadori, Milan, 1978), p. 312.


[34] L’esistenza di questo documento fu rivelata al momento delle rivelazioni su Gladio nel 1990. Il rapporto dell'inchiesta senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati, p. 25.

  

[35] Settimanale italiano L'Europeo del 18 gennaio 1991. La commissione d'inchiesta parlamentare non apprese l'esistenza del documento del 1956 su Gladio che entrando in possesso di un testo datato  26 novembre 1956 ed intitolato Accordo fra il Servizio Informazioni Italiano ed il Servizio Informazioni USA relativo alla organizzazione ed all’attività della rete clandestina post-occupazione (stay-behind) italo-statunitense. [Accordo concluso tra il SIFAR e la CIA concernente l’organizzazione e l'attività di una rete post occupazione italo-statunitense segreta (stay-behind)]. Il contenuto del documento originale figura in Coglitore, Gladiatori, p. 118–130.


[36] Giornale belga Fire, gennaio 1992, p. 59.


[37] Ibid., p. 62.


[38] Allan Francovich, Gladio: The Puppeteers. Secondo dei tre documentari di Francovich dedicati a Gladio, diffusi sulla BBC2 il 17 giugno 1992. Version française: Gladio, les Marrionettistes.

  

[39] Colby, Honourable Men, p. 128.

 

 

LINK:
Les armées secrètes de l’OTAN 

Repost 0
18 agosto 2010 3 18 /08 /agosto /2010 08:02

 

 

 

 

In memoria di Giorgiana Masi

e tanti/e altri/e

  

  

Giorgiana-Masi-copia-1.jpgCome potevamo noi di "Storia Soppressa" esimerci dal rendere omaggio ad una delle numerose colonne portanti della democraticissima Prima Repubblica?

 

Gli stessi mezzi di informazione, non hanno usato mezzi termini nel descrivere le sue sulfuree appartenenze ed il suo operato con apparati ben più che strani e che di "democratico" avevano ben poco, se non al limite il nome (flatus voci). Si sono comportati benissimo potremmo anche dire, quasi si trattasse di descrivere un fondale oceanico o una catena montuosa: con vera obiettività. A mancare come sempre, (ma allora non si è più obiettivi), i giudizi, e soprattutto, le condanne.

 

Pazienza! Così vanno le cose nel Bel Paese, e non certo da oggi.  

  

  

  

  

  Francesco Cossiga: un "uomo" per tutte le stagioni (o regimi) 

  

  

Kossiga-boia-.jpg

Siamo nel 1977, si sapeva già molto se non tutto su certa gente: cosa è stato fatto dalle democraticissime istituzioni e dalla grandiosa e sedicente democratica sinistra italiota?

 

 

 

kossiga--manifesti-partito-radicale.jpg

Esempio di denuncia politica e controinformazione.

Per il filmato di cui parla il manifesto vedere il video You Tube intitolato: "Poliziotti armati e che sparano alla folla".

 

 

 

Da YOU TUBE:

 mega florilegio Kossighiano (si raccomandano antiemetici a portata di mano):
 

 

 

Sequestro Moro, Cossiga cita Loggia P2 e Piano Solo

 


 

 

 

Video degli scontri del 12 maggio 1977 quando venne assassinata Giorgiana Masi:

impunità agli assassini ed ai mandanti: licenza di uccidere...

 

 

 

 

Poliziotti armati e che sparano alla folla travestiti da "estremisti".

Un esempio di controinformazione reale: le menzogne del potere smascherate dal movimento in tempo reale.

 


 


  

 

Marzo 1977: Carrarmati a Bologna!!!

Scontri a Bologna dopo l'assassinio di Francesco Lo Russo

Impunità agli assassini ed ai mandanti: licenza di uccidere...

 

 

 

 


 

 

Torna Kossiga boia! 1

 


 

 

Torna Kossiga boia! 2

 


 

 

  Cossiga: "Massacrare i manifestanti senza pietà!"

 


 

 

 

LINK relativo dal sito "Governo Italiano":

 

"BISOGNA FERMALI, ANCHE IL TERRORISMO PARTI' DAGLI ATENEI"

Repost 0
18 luglio 2010 7 18 /07 /luglio /2010 08:00

 

 

 

 

HEIDEGGER


di Georges Mietzenagora

IV


Dispositivo cognitivo dei contemporanei di Sein und Zeit


Heidegger giovane, 01Il pensiero di Kant ha dato luogo a due grandi correnti che prevarranno durante il XX secolo: L'empirismo, il positivismo logico, ecc. da una parte, la fenomenologia e gli esistenzialismi d'altra. Lo spirito è concepito oramai da queste scuole di pensiero come isolato da un reale indipendente che esso percepirebbe e potrebbe concepire. È a degli spiriti o a degli spiriti isolati in tal modo, privi di ogni riferimento all'essere indipendente da essi che un Heidegger porrà la "questione dell'essere"!

 


1. La nuova fisica e la nuova epistemologia positivista: Einstein ed il Cicolo di Vienna

Albert Einstein by Yousuf Karsh, 1948Ora che Einstein (1905) pone effettivamente la fisica sulla via designata dal neo-kantiano Ernst Mach, questa fisica abbandona la questione dell'essere indipendente delle cose naturali. Nel 1911, il Circolo Mach Ernst lancia un appello per la costruzione di una visione scientifica positiva [14], lancia quest'appello ai ricercatori scientifici delle differenti discipline. L'appello è firmato tra gli altri da Mach, Einstein, Hilbert ed anche da Freud. Mach, il filosofo fisico, fondatore dell'empiricriticismo; Einstein, che ha già posto il "quanto d'azione" al posto di un concetto della natura della luce; Hilbert, che chiede una formalizzazione logica metamatematica, richiesta a cui risponderà il teorema troppo famoso di Goedel.

  

Nel 1929, diventato Circolo di Vienna (Wiener Kreis), l'Ernst Mach Verein pubblica il suo manifesto. La tesi machiana è fermamente adottata. Ogni allusione ad un'esistenza indipendente esterna alle sensazioni cioè ai fenomeni, è denunciata come priva di senso. Questa mancanza di senso è caratteristica degli enunciati metafisici o teologici, si dice in questo manifesto. Da questa tendenza degli spiriti alla metafisica e/o alla teologia, cioè alla mancanza di senso, il manifesto spera che la psicanalisi di Freud possa guarire. Freud aveva appena pubblicato lo stesso anno in cui apparve Sein und Zeit il suo L'avvenire di un'illusione. Descriveva la religiosità come una nevrosi universale e manifestava la speranza di una guarigione.

 

 

2. Abbandono dell'ontologia per la nuova fisica


La nuova fisica priva la scienza della natura del suo oggetto indipendente, i corpi in movimento. La scienza fisica non ha più ontologia per gli esseri corporei in movimento che esistono indipendentemente dalla percezione. Husserl stesso esulterebbe nel suo testo Crisis per questo nuovo stato di cose. Infine avrebbe visto la concezione galileiana crollare dall'avvento della nuova meccanica subatomica, la meccanica quantistica.

In breve, la questione dell'essere è abbandonata dalla nuova fisica ed il Mach Ernst Verein positivista se ne rallegra nel suo manifesto del 1929. Ora, kantiani come Mach o Mauthner, i filosofi atei sono rinchiusi nella scatolabianca della sensazione e devono riconoscere la necessità del corso stesso della sensazione. L'essere dei noein, cioè della sensazione, non dipende da se stesso, il machiano cioè l'empiriocriticista è obbligato di vedere infatto la sensazione portata da non si sa cosa che non è se stessa.La posizione della questione dell'essere e la descrizione heideggeriana dell'esistenza pretende supplire a questa carenza. La nuova fisica non offrendo più, interdendo persino, anche l'accesso all'essere indipendente dalla sensazione, questi spiriti sono pronti ad aspettare l'offerta di un altro accesso all'essere!

La dottrina di Heidegger malintesa, si cristallizza sul difetto d'essere diventato generale nell'Alta Cultura filosofica e scientifica. È per questo che abbiamo degli heideggeriani di ogni orientamento! Dei pensatori che intendono la dottrina nella sua vera intenzione religiosa (come ad esempio Lowith e Gadamer), ogni genere di cattolici modernisti, naturalmente dei protestanti, dei teisti, ma anche degli Israeliti e presto dei marxisti insieme ad altri atei. La domanda d'essere è enorme e l'offerta Heidegger per quanto nascosta possa essere, sembra ad alcuni a questo proposito valere qualcosa invece di niente! Lo ristabilimento ontologico della fisica appare come il pharmakon sine qua non dello ristabilimento della cultura e del buon senso.


V. Itinerario dell'impresa di Heidegger

  

1. Gli inizi della carriera universitaria di Heidegger [15]

  

Heidegger è un cristiano fervente, educato dalle magistrali istituzioni  cattoliche di formazione dello spirito e del corpo. Fallendo il suo ingresso in un ordine della Chiesa, passerà all'università ed alla biblioteca di filosofia contemporanea. All'università ascolta i corsi di matematica. Le questioni del matematico Hilbert sul fondamento formalizzabile delle matematiche possono contribuire a liberarlo da un'adesione a questo genere di scienze poiché essa stessa sembra mancare come le altre discipline di un proprio fondamento. Ascolta i corsi di fisica e ciò in un momento in cui questa scienza vacilla nell'adesione ai precetti di Ernst Mach. Scopre l'opera di Husserl e questo pensatore lo mette del tutto a suo agio nei confronti di ciò che le scienze positive sanno del mondo. In seguito compirà l'apprendistato a questa dottrina ed al suo metodo presso il suo creatore Husserl.

 

Husserl non avrebbe dovuto dimenticare ciò che egli stesso aveva notato nel 1919  e cioè che con Ochsner, l'amico dell'epoca di Heidegger, ed con Heidegger, aveva a che fare con delle "personalità orientate verso la religione" [16]. A proposito di questa religiosità, nel 1917, Finke, che era allora un protettore di Heidegger, vedeva in quest'ultimo, a cui egli scriveva, "un eminente filosofo speculativo teista" [17].

 

La giovane età di Heidegger, delle circostanze accademiche particolari e forse anche la libertà presa con la teologia cattolica prevalente nella Friburgo universitaria impedirono Heidegger di occupare la cattedra di filosofia cattolica per la quale aveva posto la sua candidatura a Friburgo.

 

L'ardore del militantismo religioso di questo figlio della Chiesa visibile non cedette davanti a questo insuccesso universitraio non più di quanto non aveva ceduto davanti al rifiuto dei Gesuiti di riceverlo tra di loro e quello dell'arcivescovo di impiegarlo presso di sé. Questi due ultimi rifiuti non essendo stati motivati che per i problemi cardiaci che degli eccessi sportivi avevano prodotto in Heidegger.

 

Tutta l'impresa di Heidegger è da concepirsi a partire dal suo militantismo religioso.

 

Invece di aver determinato, come avrebbe potuto sperarlo Husserl, nell'essitenza ordinaria dell'uomo concreto gli elementi originari di una "scienza rigorosa"- husserliana- capace di produrre delle verità eterne- secondo l'ideale di Husserl- Heidegger vi stabilirà i determinanti eterni dell'uomo interiore, cioè i determinanti del divino in quest'uomo interiore.


2. Da Husserl al proto-teologico
 

Un amico di Heidegger, Laslowski, aveva fatto pubblicare nel numero di marzo 1915 della rivista Heliand una poesia di Heidegger. La rivista Heliand era, come l'indicava il titolo, "la rivista mensile al servizio della vita religiosa dei cattolici colti" [sic] [18]. In questa poesia si legge: "Wie Gott es meint! -Auf ew'gerSpur Geh'n Engel werben

 

Come Dio l'intende!

Su un'eterna traccia

Se ne vanno cercando gli angeli.

 

La "meraviglia" [19] è che questa "traccia eterna" si troverebbe nell'"uomo concreto". Nell'uomo concreto, e nel fango  in cui lo getta "la cura", "la paura", "la corruzione", "la decadenza", "l'abbandono" in questo fango in cui si affonda nel mondo per il mondo, in cui l'uomo si aliena, si perde, è là che giacciono le tracce eterne. Nella chiacchiera è l'angelo caduto del verbo. In questa cura di non morire, dell'uomo ordinario, si è pervertita la cura dell'anima per la morte. Nel suo libro L'ontologie politique de Martin Heidegger [Führer della filosofia? L'ontologia politica di Martin Heidegger, Il mulino, Bologna, 1989], Pierre Bourdieu constata in Heidegger una secolarizzazione dei temi religiosi: "... Heidegger fa entrare nella filosofia una forma secolarizzata dei temi religiosi [...]: come ad esempio la nozione di Schuld, colpa, costituita in modo d'essere del Dasein, o tanti altri concetti della stessa origine e stessa coloritura, Angst angoscia, Versuchung tentazione, Geworfenheit abbandono, Innerweltlichkeit intramondanità, ecc..." [20].

 

Husserl.jpgNei fatti, si tratta più precisamente di divinizzare il secolare. Heidegger, cristiano modernista oramai ed in questo snso teista, rivela che la Rivelazione è presenza eterna nell'esistenza stessa dell'uomo interiore ordinario! Poiché i costituenti di Husserl corrispondono alle positività scientifiche, gli esistenziali di Heidegger corrispondono alle positività teologiche. La strada del metodo è il seguente: si parte dalle catergorie religiose positive verso la vita ordinaria. E là si cerca ciò che può corrispondervi. Ciò che si trova- ed è qui la "meraviglia"- sarà allora l'originario di ciò di cui si cercava l'origine! Come pensatore religioso, Heidegger ha altre esigenze rispetto a quelle di Husserl che fa sue. Ha la preoccupazione della protezione della fede cristiana. Husserl separa francamente la sua fede in Dio dalla sua ricerca filosofica o per lo meno pretende di farlo.


D'altronde, considerando le cose da un altro punto di vista, cosa c'è di meno straordinario di un discepolo che cerca di fare meglio nel campo in cui opera il maestro? Husserl crede di aver trovato il fondamento ultimo e pretende di elaborare la scienza suprema: la filosofia prima. Ebbene, il discepolo cercherà a sua volta il fondamento e questa volta si tratterà del fondamento che non conosce il maestro quello della propria impresa! Questi due generi di motivazione sono in sinergia: la fede in Dio e la fede in sé.


Husserl-mentre-fa-epoche-con-una-tazza-di-caffe.gifDal lato discepolo, più forte del suo maestro, Heidegger dichiara a Husserl: i vostri fondamenti non sono nulla, sono qualcosa dunque ed il loro essere a se stessi ecco dove è da cercare il fondamento del fondamento. Dal lato Dio della cosa l'essere ultimo del fondamento in causa è nella creatura fatta a somiglianza di questo Dio. Ed infatti, se questa creatura si dedica alle scienze, alla filosofia, ecc. questo è e non è altro che l'effetto di una scelta in cui si è impegnata la creatura. Da una parte è in se stessa in questa creatura nei suoi umori, le sue strutture, la sua vita interiore che deve risiedere il fondamento di queste scienze e filosofie, di queste fisiche, queste metafisiche. Ma d'altra parte tutto ciò non vale più della scelta che lo impegna. Questa scelta è cristianamente un falso passo e per fortuna questo falso passo è reversibile.


Il lavoro di Heidegger in questo senso è in corso nel 1918, come testimonia la sua corrispondenza con Elisabeth Blochmann. Riesce a produrre un testo terminato al più tardi nel 1925/26. La sua pubblicazione nella rivista annuale del maestro e simultaneamente stampato a parte non può tuttavia effettuarsi che nel 1927. Questo testo è dunque sotto l abenevolenza di Husserl portato alla notorietà ed è ufficialmente dedicato inoltre ad Husserl in segno di venerazione.


Il fatto che la distribuzione universitaria dei ruoli, a quest'epoca, costringe ognuno a mantenere il suo insegnamento nei limiti della disciplina, obbliga un professore di filosofia a non sconfinare sull'insegnamento della teologia. Questo fatto e l'insieme delle circostanze nelle quali il testo di Essere e Tempo fu pubblicato, spiegano perché il suo autore non enunci esplicitamente la vera portata della sua intenzione religiosa per non lasciare apparire che l'altro versante della sinergia ponendo la domanda dell'essere dei costituenti. Questa presentazione tuttavia non ingannò il primo alleivo di Heidegger a passare la sua abilitazione sotto la sua ferula, Karl Lowith, che nel suo testo Phanomenologische Ontologie und protestantische Théologie non vedeva in Essere e tempo che una "teologia camuffata" («sakularisiertechristliche Théologie») [21].

 

Nella sua corrispondenza con i suoi amici, Heidegger espone senza ambagia l'intensità della sua religiosità ed espone loro la natura del lavoro che egli ha intrapreso, il suo scopo, come aveva scritto ad Engelbert Krebs nel 1919: "... fare ciò che le mie forze mi permettono per la determinazione eterna dell'uomo interiore, e soltanto per questo, e giustificare così la mia esistenza e la mia azione davanti Dio stesso" [22]. E come dice sei mesi dopo, in una lettera ad Elisabeth Blochmann: "... al che si aggiungono delle costanti e nuove verso le vere origini, dei lavori preliminari in vista della fenomenologia della coscienza religiosa (religioses Bewusstsein)" [23].

 

E due anni più tardi, in una dichiarazione più esplicita ancora, per quanto concerne il metodo e la natura del suo lavoro, scrive a Karl Lowith, il 19 agosto 1921: "[...] non sono un filosofo [...] lavoro concretamente e fattivamente a partire dal mio io, a partire dalla mia origine intellettuale e del tutto fattuale, dal mio ambiente, dai contesti di vita ed a partire da qualsiasi altra cosa mi sia accessibile a partire da quest'ultimi in quanto esperienza vitale nella quale vivo... a questa fattualità che è la mia, appartiene ciò che io chiamo in breve il fatto che sono un teologo cristiano" [24].

 

 

3. La domanda alla quale Heidegger vuole rispondere: a quale condizione un'interpretazione giusta della fede cristiana è possibile?

 

Gadamer, che ottiene anch'egli la sua abilitazione con Heidegger, espone l'intenzione di Heidegger così: "Da quando conosciamo meglio i suoi primi corsi ed i suoi lavori che datano dall'inizio degli anni venti, è per noi evidente che la sua critica della teologia ufficiale della Chiesa cattolica romana della sua epoca lo costringeva sempre più a domandarsi a quali condizioni era giusta un'interpretazione della fede cristana, detto altrimenti, come ci si poteva difendere da quella forma di deformazione del messaggio cristiano da parte della filosofia greca che fondava sia la neo-scolastica del XX secolo sia la scolastica del Medioevo" [25]. Il cattolicesimo "modernista" è stato condannato da Roma e, nel 1910, il Papa esige dai professori cattolici un giuramento, il "giuramento anti-modernista".

  

kierkegaard.jpgIn un certo senso Heidegger sarebbe un cattolico modernista. Il cattolicesimo modernista consiste infatti, in alcune delle sue tendenze, a stabilire l'assise della fede in una specie di surnaturalità congenità dell'uomo. Sul versante protestante, Schleiermacher aveva insegnato questo genere di cose, più tardi ampiamente elaborato dal teologo Sören Kierkegaard. Heidegger si era iniziato al pensiero di questi due autori. Uno dei vantaggi di questo genere di religiosità risiede nel fatto che il corpus teologico del sapere religioso non è più l'essenziale. Il filosofo al servizio della fede di questa specie non è più imbarazzato dalla dogmatica delle false scienze adottate dalla Chiesa.

 

Un altro vantaggio segue dal primo: non si deve più affrontare sul loro terreno le scienze positive.

 

Platone_raffaello.jpgIl corpus dogmatico cattolico ufficiale è intimamente intrecciato con delle scienze positive. Specialmente le pseudoscienze di Platone e la fisica erronea di Aristotele ed anche i testi della filosofia prima di quest'ultimo (che è anch'essa teologica) intitolati Metà tà fusikà da cui è preso in origine la parola metafisica stessa. Da Copernico, poi Galileo Galilei, le scienze positive si opposrero a quelle della chiesa. Ed in campo cattolico il dogmatismo acquisito rimane lì e la sua difesa di fronte alle scienze è più che difficile. Sul versante filosofico protestante, dopo George Berkeley e Arthur Collier è stata costruita una filosofia più efficace contro le ingerenze delle scienze positive sulla dogmatica della fede. Leibniz poi Kant ed anche Schelling ed Hegel hanno confortato questa spiritualizzazione assoluta del reale.

  

aristotele.jpgPer liberare il cristianesimo dal confronte con le scienze moderne, basta sgombrare la dogmatica cristiana da tutti questi saperi. Il cristianesimo non deve più includere la scienza di cui ha, sotto l'influenza della filosofia greca, fatto una parte essenziale della sua dottrina. Tutto lo sforzo filosofico protestante che trova il suo trionfo nel kantismo, deve essere messo a profitto. D'altronde , Heidegger studia Lutero,  Schleiermacher, Kierkegaard, mentre, sul piano dei filosofemi, fa apprendistato del nato più ultra kantiano: la fenomenologia di Husserl. Il gesto di Heidegger consiste nello scartare non soltanto la pertinenza dell escienze positive, ma anche tutta la scienza dalla dogmatica cattolica.

  

A partire da questo gesto il cristiano cesserà di fondare la sua fede nella conoscenza del mondo esterno o nella teologia teorica.

  

È nel mistero della sua propria vita individuale che egli pianterà le tende con fermezza. È cercando di conoscersi che egli scoprirà le fondamenta della sua fede. È quanto Heidegger espone alla sua amica Elisabeth Blochmann nella sua lettera del 7 novembre 1918: "...Ciò che voi cercate, lo troverete in voi stessa, un cammino guidato dall'esperienza religiosa originale alla teologia, ma che non deve necessariamente condurre dalla teologia alla coscienza religiosa..." [26] e che egli reitera dieci anni più tardi nella sua lettera dell'8 agosto 1928: "La religione è una possibilità fondamentale dell'esistenza umana..." [27].

  

eraclito.pngIl solo essere che oramai importa di conoscere, è quello del cristiano stesso. Tutto ciò che prima si pretendeva di conoscere attraverso tutti quei saperi qualunque essi siano , è annullato ed al posto di tutto questo una parola, una sola, l'essere.

  

parmenide.jpgTutto ciò che non è l'essere del cristiano spirituale, tutto ciò che non è l'uomo interiore cristiano, e ciò che è, sarà l'Essere con una maiuscola. Per sostituire i saperi greci, integrati al cristianesimo ed ora respinti, si ricorre ad alcuni relitti presocratici di cui si fa un uso discrezionale. Si mantiene così per lo meno il legame del cristianesimo con il mondo greco e si evita così di limitarlo alla sua fonte ebraica. Si salva Eraclito, Parmenide come un tempo si salvava Platone ed Aristotele. Vi fu una rivelazione in Grecia! l'Essere con la maiuscola si è svelato, rivelato, egli che fa officio nella dottrina cristiana di Heidegger come pilastro mediano del tempio a tre colonne: l'Esistenza, l'Essere, Dio!

  

I Presocratici non hanno avuto accesso al "crucificato", forzatamente, ma avendo acceduto alla rivelazione del pilatro centrale Essere, essi hanno con lo stesso colpo acceduro al sacro. Oltre il sacro c'è la divinità che essi hanno, anch'essa, potuto percepire. Il loro sguardo ha dovuto arrestarsi a quest'orizzonte aldilà del quale, e soltanto là, la parola Dio può essere intesa in un senso cristiano del termine.

 

 

Georges Mietzenagora

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

  

  

NOTE

  

[14] cfr. GORI, Roland, HOFFMANN, Christian: La science au risque de la psychanalyse, (Ed. Point Hors Ligne) Eres 1999, p. 83, note 1.

  

 

 

LINK al posto originale:

HEIDEGGER

 

 

  

Repost 0
15 luglio 2010 4 15 /07 /luglio /2010 10:48

 

 

Palestiniam Holocaust  Museum 

 

 

    

Museo Palestinese dell'Olocausto

 

 

 

Mahmoud.jpg  

 

  

Nome della Vittima: Mahmoud Samy Asaliyyah

 

Età: Quattro anni

 

Sesso:  Maschio

 

Date del decesso: 4 gennaio 2009

 

Luogo del decesso: Nella propria abitazione, a nord di Jabalia— nord della Striscia di Gaza.

 

Cause della morte: Esplosione interna dovuta all'alta pressione sanguigna.

 

 

 

Storia del martirio:

 

 

Mahmoud--2.jpgIl quattro gennaio non era come un altro giorno. Era diverso, le sue ore hanno portato dei dolori ed i suoi raggi di sole hanno inviato il dolore che ha preso posto nei cuori. Quel giorno era il primo giorno dell'operazione di terra della guerra israeliana su Gaza. Nell'umile casa di suo padre nella Jabalia del nord, Mahmoud, vestito di rosso, giocava con i suoi piccoli giochi, ma il frastuono degli aerei militari prossimi ad abbattere il muro del suono ed i colpi dei carrarmati hanno riempito il suo cuore di terrore. All'improvviso, la sua temperatura ha cominciato a salire sino a raggiungere i 42°. Il ragazzo ha cominciato a delirare e menzionare gli aeroplani militari ed i missili. Si è spostato dal seno di sua madre a suo padre in preda alla paura e tutti i tentativi della sua famiglia non sono riusciti a far diminuire la sua temperatura o a restituirgli la calma.

 

 

Nella regione dove Muhamoud viveva nessuno può muoversi perché i cecchini israeliani sparerebbero loro. Il pericolo per la vita di Mahmoud aumentava ogni ora; la sua temperatura non è scesa, il suo cuore batteva velocemente e non ha smesso di menzionare gli aeroplani militari, i colpi dei cararmati ed i missili. I membri della famiglia hanno tentato di contattare le ambulanze, ma non hanno potuto raggiunerle per via del pericolo di essere bombardati. Sua madre l'ha preso tra le sue braccia e ha cercato di trovare aiuto, non curandosi dei missili né dei colpi dei carrarmati. Si è gettata attraverso le strade polverose fino alla clinica, lì i dottori hanno deciso di inviarlo all'Ospedale Adwan di Kamal subito. Non appena l'ambulanza lo trasferiva, è stata dichiarata la sua morte dopo che il sangue era esploso nelle vene del cuore per la paura.  

 

Mahmoud--3.jpgTutti i suoi membri della sua famiglia si sono sentiti addolorati per Mahmoud che non aveva che quattro anni, soprattutto da sua sorella maggiore che ha detto con voce tremante: "Mahmoud è stato amato da tutti e per noi tutti la sua mancanza è stata un grande colpo. Era così giovane ma il suo posto nei nostri cuori era alto e nessuno ha occupato più quel posto". Suo padre lo ricorda tuttavia dicendo: "Ho quattordici bambini ma il più amato e il più vicino al mio cuore era Mahmoud. Ora mi manca anche nel sonno perché dormiva tra sua madre e me, ma nel suo posto non c'è nessuno ed il suo vuoto è occupato da bei ricordi". 

 

Sua madre va tuttavia alla sua tomba a piangere tutti i giorni, per chi non è mai stato senza di lei per un solo momento e che l'ha lasciata così all'improvviso senza salutarla. Supplica Allah e Gli chiede di concederle la sua pazienza per anader da lui. Gli raccontava delle vecchie storie, ma ora piange di desiderio per lui.

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

LINK al post originale:

Palestinian Museum of Holocaust

 

 

 

LINK a post pertinenti:

 

Museo Palestinese dell'Olocausto, 01

Museo Palestinese dell'Olocausto, 02.

Cosa hanno fatto i nipoti dei sopravvissuti all'Olocausto ai Palestinesi?

 

Repost 0
14 luglio 2010 3 14 /07 /luglio /2010 09:20




Dio è nato in Africa nera

  Africamaat--01.jpg

   

di Doumbi-Fakoly

 

 

Madrepatria dell'universo, l'Africa nera è stata il primo campo d'azione della vita rivelatasi a se stessa prima di diversificarsi nei suoi diversi componenti floristici, faunistici ed umani. Madrepatria dell'umanità, l'Africa nera è stata il primo campo d'azione in cui le prime creature pensanti, la Coppia Primordiale negro-africana, hanno acquisito la nozione del tempo nella trinità di quest'ultimo: il Passato, il Presente e il Futuro. Madrepatria di Dio, l'Africa nera è stata il primo campo d'azione  in cui il Grande Architetto, allo stesso tempo ieri, oggi e domani, si è lasciato scoprire tra le prime delle sue ipostasi umane, la Coppia Primordiale negro-africana.

  

Rivelandosi Dio, al termine delle sue interrogazioni e delle sue riflessioni sul perché ed il come della sua esistenza terrestre, la Coppia primordiale negro-africana ha compreso che, oramai, il suo atteggiamento globale di fronte alla totalità della vita, doveva essere conforme all'idea che si era fatta di questo Grande Architetto.

  

Per riconoscenza verso Dio e per essergli gradito, la Coppia Primordiale negro-africana ha organizzato la società ed emesso, per il suo funzionamento armonioso, delle regole di condotta spirituale, morale cultuale e culturale. 

 

 

africammat--osiris--02.gif

Osiride, primo inviato da Dio, seduto sul trono di Dio per giudicare i vivi ed i morti (Testi sacri dell'Africa antica). Per la prima volta nella storia dell'umanità, le nozioni di "trono" di Dio, di "giudizio" (Maat), di "santità" (Maakherou), di "resurrezione" (Aktu), e di "paradiso" (Campo di Ialou), apparivano, in Africa nera, verso il 3000 a. C., fatto scientificamente provato.

 

Così è nata la prima visione globale del mondo fisico e del suo archetipo celeste. Diversamente chiamata, essa ha portato e continua a portare i nomi: usi e costumi così come tradizione, malgrado la scienza ragionante stabilita, in qualche modo, ha sostituito questi ultimi con i termini religione e civiltà.

  

Terminologie recenti, create per seminare la confusione, la religione e la civiltà veicolano lo stesso contenuto degli usi e costumi o la tradizione. Cioè, l'insieme dei comportamenti e atteggiamenti propri ad un popolo nella sua relazione con Dio, a lui stesso, ai suoi simili, al suo ambiente visilbile e invisibile. Cioè, l'insieme delle cerimonie commemorative destinate ad conservare la memoria del passato.

  

Perché la Coppia Primordiale negro-africana è stata la prima a scoprire l'esistenza di Dio, perché la Coppia Primordiale negro-africana è il genitore dell'umanità in tutte le sue componenti razziali, perché, infine, la Coppia Primordiale negro-africana ha solcato il mondo, con evidenza, le sue speculazioni teologiche e le sue realizzazioni morali culturali ed artistiche, sono anteriori a tutte quelle dei suoi discendenti.

 

 

 

Trinita-divina-africana--Horus--Osiride--Iside.JPG

 La Trinità divina africana: Horus, Osiride, Iside.

 

 

La Trinità divina africana

  

Dio ha dunque viaggiato nei bagagli del suo scopritore negro-africano che l'ha rivelato agli altri egli stesso, semiti e indoeuropei, che non hanno operato il movimento di ritorno alle fonti per venire ad abbeverarsi nelle mani generose di Kamita [1], l'Egitto negro-africano.

  

Avendo perduto la sua melanina, come la Coppia Primordiale negro-africana, Dio ha assunto dei colori e l'insegnamento iniziale elaborato per onorarlo è stato interpretato ed adattato ad altre realtà mentre allo stesso tempo era deviato dal suo obiettivo primario, e cioè il servizio all'umanità.

  

 Tuttavia, questo Dio che rimane l'unico Dio autore della Creazione così come il suo scopritore negro-africano continuano a segnare con la loro impronta indelebile tutte le religioni esistenti.

 

Il Dio negro-africano: l'antenato ispiratore

 

Iside_horus.jpgNell’instante stesso della sua nascita, questo Dio Negro-africano detto Amon detto Ra, afferma, per la bocca dei suoi sommi sacerdoti: "... Ero la totalità quando ero solo nel Nun e sono Ra nella sua gloriosa apparizione quando comincia a governare ciò che ha creato.. Sono il grande dio venuto all'esistenza da se stesso... A me appartiene lo ieri e conosco il domani..." [2]. Ed aggiunge: "Ho creato tutte le forme con ciò che è uscito dalla mia bocca" [3], prima di precisare: "...Sono il padrone dell'eternità... la mia vera forma è nascosta in me, perché sono l'inconoscibile..." [4].

 

Quando dopo due millenni e pochi secoli dopo, nascerà, verso il 1300 a. C., il primo Dio bianco, Javeh, detto Jehovah detto Elohim, quest'ultimo, per presentarsi alla sua creazione, si iscriverà  nella stessa procedura del suo maggiore e modello negro-africano.

 

Infatti, Javeh detto Jehovah detto Elohim verrà all'esistenza da se stesso, alleggerà al di sopra dell'abisso che contiene, come il Nun, i germi di tutta la creazione, poi, attraverso il verbo, procederà alla creazione ma rimarrà sempre il Mistero dei Misteri.

 

Le ipostasi di questo Dio bianco, cioè Dio-Padre ed Allah rivendicheranno la sua eredità, il primo attraverso un silenzio consensuale, il secondo attraverso qualche richiamo sulla sua creazione dell'universo e dell'umanità.

  

atum-ra.jpgInoltre, "Aëloim", altra grafia di Eholim, significa "Lui-gli-Dei [5]", e che i cabalisti rappresentano Dio sotto una forma umana di cui ogni parte del corpo compie una funzione, questi nuovi prestiti fatti ad Atum detto Amon Detto Ra mostrano che l'antenato negro-africano era veramente il modello da seguire.

  

Infatti, per significare la sua unicità plurale, il Dio negro-africano non dice forse: "Non c'è in me membra che siano prive di un dio... [6]", prima di nominare, uno ad uno, dai suoi capelli alle sue inghie, le sue divine membra protette ognuna da una di quelle numerose altre se stesse, cioè, le divinità del suo seguito.

 

Se il Cristianesimo si accontenta della tripla dimensione il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo" di Dio-Padre, l'Islam, per quel che lo riguarda, riconosce ad Allah cento nomi di cui soltanto 99 sono ancora conosciuti. Il centesimo, l'ineffabile, rimane sempre il Mistero dei Misteri.

 

È interessante, tuttavia, ricordare che Atum detto Amon detto Ra aveva egli stesso un centinaio di nomi e che quello che rimane Il Mistero dei Misteri lo è ancora per tutti, tranne per Iside, la grande Nera, che è riuscita a farglielo rivelare.

 

L’anteriorità dell'insegnamento religioso negro-africano

L’insegnamento religioso di un popolo narra i miti fondatori di questo popolo, emette le regole di comportamento da osservare verso questo Dio, definisce i rapporti dell'uomo verso la donna, i suoi simili, il suo ambiente, consiglia le preghiere, le offerte ed i sacrifici propiziatori ed espiatori, ecc.

  

L'essenziale dell'insegnamento religioso negro-africano è contenuto nei testi sacri è contenuto nei testi sacri redatti dagli avi dei nostri antenati durante il loro soggiorno a Kamita.

  

Concepiti e scritti tra il 2300 ed il 1550 prima dell'era cristiana, i "Testi delle Piramidi", i "Testi dei Sarcofagi", il "Libro delle due Vie", le "Formule per Uscire alla Luce del Giorno", precederanno di un millennio quelli delle tre religioni del libro.

 

Pesatura-dell-anima.jpg

  

 

Composto di tre versioni sovrapporte [7], l’Antico Testamento sarà redatto tra il XIX ed il VI secolo a. C, seguito dal Nuovo Testamento che lo sarà tra gli anni 50-60 d. C. ed il Corano verso il 650 d. C.

  

Questo ritardo considerevole nella redazione di quest'ultimi testi spiegano, nell'essenziale, l'influenza molto netta che hanno subito dai loro predecessori abbondantemente osservati dagli autori.

  

Maat.JPG1- I precetti morali: Per avere il cuore leggero quanto la piuma di Maat e riuscire nell'esame di passaggio davanti al tribunale divino, il primo scopritore di Dio, il negro-africano, doveva aver praticato per tutta la sua vita, le raccomandazioni della grande dea riassunte nelle 42 "dichiarazioni di innocenza". Basta rileggere, dopo aver preso conoscenza delle raccomandazioni di Maat, i "10 comandamenti" fatti a Mosé da Javeh per rendersi conto dell'evidente ma imperfetta imitazione che ne è stata fatta. Per scrivere il Libro dei Proverbi, i redattori della Thorà non hanno esitato, nemmeno, a fare ampiamente appello alle sentenze e massime morali, altrimenti detto alle "Saggezze" negro-africane di Amenemope, di Ptahhotep, di Ani, di Rekhmire e di Kagemi [7] soprattutto.

  

2- L'azione di grazia: Allo scopo di testimoniare la sua ammirazione di fronte alla bellezza della creazione, di ringraziare Dio di aver reso e di continuare a rendere la natura così generosa e per sollecitare un piccolo aiuto dal destino, il negro-africano passava attraverso la via della:


2-1- Preghiera: accumulando lodi e venerazioni, invocazioni e incantesimi, la preghiera può essere fatta individualmente o collettivamente ed in luoghi appropriati. Tuttavia, secondo l'obiettivo preso in considerazione, la partecipazione della collettività può essere necessaria. Per questo motivo, "la casa della vita" è stata creata per accogliere le cerimonie riguardanti la vita della collettività, soprattutto. Se la preghiera può essere detta ad ogni momento, vi sono tuttavia tre momenti privilegiati indicati dalla trinità Khepri-Ra-Atum: l'alba, il mezzogiorno ed il crepuscolo. I fondatori del giudaismo, del Cristianesimo e dell'Islam seguiranno il primo scopritore di Dio passaso. Essi creeranno delle lodi e venerazioni, delle invocazioni e incantesimi, costruirono dei luoghi di adorazione (templi, chiese e moschee), conserveranno gli stessi momenti di preghiera ai quali gli imam aggiungeranno il pomeriggio e la sera. Il Cristianesimo insisterà sul giorno della Domenica, giorno del sole, dunque giorno di Osiride il maggiore e giorno di tutte le altre divinità calendarie.

  

2-2- Le offerte, i sacrifici e le fumigazioni: per il fatto della sua conoscenza perfetta di Dio e del profondo rispetto che aveva per lui, dunque per la Vita, il primo scopritore di Dio si era prescritto delle offerte e dei sacrifici che bandivano totalmente l'effusione di sangue umana. Così, piante, frutta, volatili, pesci, bovini, ovini e caprini sostenevano i suoi atti di devozione ed i suoi incantesimi ed invocazioni. I fondatori del Giudaismo saranno talmente sensibili a questa procedura umanista, che rinunceranno ai sacrifici dei loro primi nati alle loro divinità ssanguinarie che erano Moloch e Baal ed anche Jahveh. È così che essi sostituirono l'ariete a queste vittime innocenti e trasmetteranno questa nuova pratica ai loro successori Musulmani. Se i fondatori del Cristianesimo sembrano aver rinunciato al sacrificio, fatta eccezione del giorno del "venerdì santo" in cui il pesce serve a comunicare più intensamente non si sa con quale divinità, hanno ben conservato le offerte, soprattutto di ceri e ricorrono abbondantemente, come i rabbini anche alle fumigazioni allo scopo di purificare i loro luoghi di culto.

  

Osiride3.jpg2-3- Il pasto sacramentale: ribattezzato Eucaristia dai fondatori del Cristianesimo, il pasto sacramentale è un rito che consiste in una teofagia totale o parziale. Dopo che la passione di Osiride fu vissuta, i mistici si ritrovavano in un posto segreto per procedere al pasto del Grande Nero allo scopo di comunicare, in questo modo con lui e tra di loro. Mangiavano il suo corpo simbolizzato dal pane e bevevano il suo sangue simbolizzato dal vino. Come si vede, i fondatori del Cristianesimo non hanno inventato nulla.

  

3- Il giudizio dei morti: il primo scopritore di Dio, è stato la sola ed unica creatura ad aver immaginato questo tribunale divino davanti al quale deve svolgersi la sorte finale dell'umanità al termine di molteplici reincarnazioni destinate a purificare il suo cuore, sede della coscienza e dell'intelligenza. I membri di questo tribunale incaricato di valutare il grado di purezza degli aspiranti alla Beatitudine prima di autorizzare la loro fuzione con la fonte originale della vita, e cioè con Dio, sono nel numero di 42. Ognuno di essi ha la particolarità di rappresentare allo stesso tempo un nome di Kamita, il Doppio Paese ed una delle quarantadue qualità contenute nella "dichiarazione d'innocenza" e la cui acquisizione è indispensabile per chiudere il ciclo delle reincarnazioni.

  

Il negro-africano ha anche immaginato il tribunale divino e l'Amenti per convincere che la ricompensa suprema è alla fine dello sforzo, allo stesso modo, egli ha immaginato un altro luogo simbolico, ma di terribili sofferenze quello in cui saranno ammessi per sempre gli esseri che non meritano di reincarnarsi. Questa situazione di non ritorno è la seconda morte riservata alle anime gravate dal peso di mancanze morali troppo pesanti. Avendo perduto ogni identità individuale questi spiriti malfattori contribuiscono a densificare i fluidi del basso astrale per formare un magma di larve nel quale vanno ad attingere gli iniziati traviati per compiere le loro azioni criminali.

  

Non avendo subito una vera iniziazione nei templi di Kamita, i fondatori del Giudaismo, del Cristianesimo e dell'Islam hanno preso quest'insegnamento esoterico dal primo scopritore di Dio per un punto fondamentale del suo insegnamento esoterico. Così, mentre erano destinati a far comprendere ai profani alcune verità che superano la loro comprensione, hanno fatto del "paradiso" e dell'"inferno" immaginati dai negro-africani per due realtà tangibili.

  

L'incomprensione che essi hanno di questo punto dell'insegnamento negro-africano è evidente.

  

Infatti, una volta sbarazzatosi della sua veste carnale, l'anima, che è la vera essenza dell'essere umano, riprende pienamente la sua natura puramente fluida. Non priva nessun bisogno fisiologico: non avendo più sesso, non ha più bisogno dell'amore carnale; non avendo né bocca né ventre né corpo essa non ha più bisogno di mangiare né di bere e non sente più il freddo né il calore. Ecco perché non può gioire di nessun piacere paradisiaco né soffrire di nessuna ustione infernale.

  

Se l'influenza del pensiero religioso negro-africano è evidente in quella delle tre religioni di cui abbiamo parlato in queste righe, non lo è meno in altre filosofie religiose nate in altri continenti.

 

Tula--Olmechi.jpg1.- In America: attraverso l'adorazione del sole come simbolo di Dio, la costruzione di piramidi, l'utilizzazione della mumificazione, la rappresentazione delle ipostasi di Dio sotto forma ibrida, semi-umana semi-animale, la pratica dell eofferte e dei sacrifici, soprattutto gli Olmechi ed i Maya precolombiani, gli Aztechi avevano direttamente o indirettamente preso esempio dal primo scopritore di Dio. L'emigrazione di gruppi umano negro-africani e/o la fondazione di colonie da parte degli stessi potrebbe essere una spiegazione di questa influenza.

 

India--Ganesha.gif2.- L'India: attraverso la credenza nella reincarnazione, la teoria dell'ipostasia (Brahma, Vishnu e Shiva), la rappresentazione ibrida delle sue divinità, la sua credenza nell'efficacia delle offerte e dei sacrifici, la venerazione della vacca (lo Hapi negro-africano), l'Induismo si è a sua volta, arricchito dell'insegnamento del primo scopritore di Dio.

 

China_Pyramid.jpg3.- La Cina: attraverso la credenza nella reincarnazione (Buddismo e Confucianesimo), rafforzata dalla credenza in Dio e le sue ipostasi divine così come attraverso la credenza nell'esistenza degli spiriti, attraverso la pratica delle offerte e l'utilizzo degli incantesimi e degli amuleti (Taoismo), cone le sue piramidi, soprattutto, la Cina non è stata da meno.

 

  

Amaterasu.jpg4.- Il Giappone: attraverso la credenza nella reincarnazione (Buddismo), rafforzata dalla credenza in divinità protettrici, le Kami, di cui la più celebre Amida, sull'esempio di Horus uscente da un loto, usciva sempre da un calice di fiori e attraverso la pratica delle offerte e dei sacrifici (Shintoismo), il Giappone è un altro beneficiario della civiltà negro-africana.

 

Se è stata diversamente e spesso erroneamente interpretata dagli altri popoli, il pensiero religioso negro-africano è rimasto lo stesso in tutta l'estensione dell'Africa negro-africana. La religione negro-africana di Kamita è, infatti, la forma compiuta della religione concepita dagli Avi dei nostri Antenati. Allo stesso modo la lingua di Kamita è il melting-pot delle lingue dei popoli negro-africani che si sono ritrovati nel delta del Nilo, allo stesso modo l'addizione della credenze di questi stessi popoli ha dato nascita alla più compiuta delle religioni mai creata dallo spirito umano.

  

Ovunque nell'Africa negro-africana, ovunque nella diaspora negro-africana in cui il pensiero negro-africano ha potuto preservarsi, la visione del mondo, nel suo doppio aspetto visibile ed invisibile è, nell'essenziale, identico.

  

Ecco in breve, riassunti i punti fondamentali comuni delle manifestazioni diversificate della religione negro-africana.  

  

 

  androginia di Dio,
  unicità di Dio,
  Dieu nel contempo parte e totalità della creazione,
  creazione di tutte le creature a sua propria immagine,
  eternità della vitaper il fatto del carattere eterno della forza vitale,
  complementarità tra la donna negro-africana ed il suo compagno di milioni di anni,
  culto degli antenati,
  pratica della magia,
  sacralizzazione dell'ecologia,
  interdipendenza totale tra il mondo visibile ed il mondo invisibile,
  offerte e sacrifici propiziatori ed espiatori di vegetali, minerali e di animali,
  

  

Perché non è necessario essere un superdotato della ragione ragionante né un tecnico superiore in scienze occulte per capire che nessuna copia vale l'originale, è indispensabile per l agioventù negro-africana d'Africa e del Mondo nero ritornare ad abbeverarsi alle fonti.

È a questo solo ed unico prezzo che sarà liberata spiritualmente, intellettualmente, psicologicamente dai legami alienanti di spiritualità straniere che infecondano la sua energia creatrice.

È a questo solo ed unico prezzo che sarà in grado di avere ricoprire tutta la sua fiducia in se stessa, nel suo atteggiamento a congiungere la vita al modo ed al tempo delle sue proprie aspirazioni ad una felicità da se stessa e da se stessa definiti.

  

 



Doumbi-Fakoly

 
[Traduzione di Ario Libert]


NOTE

 

[1] Nome negro-africano dell'Egitto.

 

[2] Livre des morts des anciens Egyptiens ; Ed. du Cerf, Paris 1967, chapitre 17, page 57; Tr.it.: Il libro dei morti degli antichi Egiziani, Mediterranee, Roma, 1992.

 

[3] Papyrus Nesmin; vedere Enel, Les origines de la Genèse et l’enseignement des temples de l’ancienne Egypte.

 

[4] Idem, capitolo 42, p. 85.

 

[5] Enel, Op. cit., p. 180.

 

[6] Livre des morts des anciens Egyptiens, capitolo 42, p. 85.

 

[7] La versione Yahivista (IX secolo a. C.), la version elohimista (VII secolo a. C.), la versione sacerdotale (Vi secolo a. C.).

  

[8] Livre des morts des anciens Egyptiens,  op. cit., da pp. 160-162.

 

[9] Obenga Théophile: La philosophie africaine de la période pharaonique, 2780-330 avant notre ère [La filosofia africana del periodo faraonico, 2780-330 prima della nostra era], Ed. l’Hamattan, Parigi 119.

 

 
 
LINK al post originale:
  
 
LINK You Tube a "Il libro dei morti Egiziano", prima parte di nove:
1a parte:
  


           LINK a saggi afrocentristi:

Platone: uno studente greco in Africa nera!

La prima Signora di Francia, la Signora di Brassempouy, è una donna africana!

Testimonianza di Jean François Champollion sull'impossibile origine indo-europea degli antichi Egiziani

Testimonianza di Vivant Denon a proposito della Sfinge di Giza

I Greci non sono i precursori della filosofia

Gli egiziani erano neri come il "carbone"

 

 

LINK ad un saggio concernente la tecnica costruttiva reale delle piramidi in Egitto:

La Stele della Carestia: geroglifico sulla costruzione delle piramidi 

 

 

 

Repost 0
29 giugno 2010 2 29 /06 /giugno /2010 13:51

 

 

 

  Israele: Operazione "Tetto di Sicurezza"

  

Gaza--muro.jpg

 Una Storia in Corso di Sviluppo

di Gilad Atzmon

In seguito alle difficoltà incontrate dall'esercito israeliano per infliggere una sconfitta alle guerre balistiche condotte dagli Hezbollah ed Hamas, il governo israeliano è attualmente alla ricerca di imprese aventi un'esperienza avanzata in materia di costruzioni in cemento armato su grande scala. La missione da compiere è la costruzione di un tetto di calcestruzzo solido al di sopra della totalità dello stato ebraico* (conosciuto con il nome di "Grande Israele"). Il primo ministro Olmert è convinto che il solo modo di difendere le zone popolate israeliane è di coprire lo stato ebraico di una spessa copertura di ferro e cemento.

  

D'apres un tableau d'Escher - L'Instit

  Da un quadro di Escher  

 

 

Gaza--01.jpgLa decisione del governo di costruire un tetto in cemento armato fa seguito ad un vasto dibattito che ha avuto luogo all'interno del gabinetto. Il ministro della difesa Amir Peretz ha insistito sul fatto che un'estensione massiccia dell'attuale muro di sicurezza sarebbe la soluzione. Peretz ha sostenuto che un'estensione dell'altezza del muro a 30 metri di altezza sarebbe ampiamente sufficiente ad impedire ai missili di entrare in territorio israeliano. Peretz ha argomentato con sensibilità dicendo che i più giovani israeliani beneficerebbero della vista del cielo blu quando avrebbero alzato gli occhi al cielo.
 
 
Gaza--02.jpgIl primo ministro Olmert ed il capo di stato maggiore, il generale in capo Dan Halutz non erano affatto d'accordo. Sapendo esattamente cos'è una guerra balistica, entrambi si sono trovati d'accordo sul fatto che il solo modo di fornire allo stato ebraico una sicurezza massima, era di ricoprirlo con una protezione di cemento armato. Shimon Peres, il leggendario ed entusiasta pacifista, ha proposto un compromesso ispirato all'idea del tampolino. Peres ha suggerito che un muro di sicurezza con una estensione a 30 metri coperto da una rete elastica sarebbe stata la soluzione. Il vecchio uomo di stato ha argomentato dicendo che una rete elastica garantirà che ogni missile arabo con bersaglio Israele potrebbe, toccando la rete, rimbalzare e così essere rispedito verso il territorio arabo.
 
gaza--03.jpgOlmert e Halutz hanno respinto quest'idea. Essi hanno avanzato che, considerando l'utilizzazione eccessiva da parte dell'esercito israeliano di salve di artiglieria e di missili, lo stato ebraico soffrirebbe molto più per l'installazione di una tale "rete respingente". "Israele", ha detto Halutz, "non potrebbe mai sopravvivere ai suoi feroci sbarramenti di artiglieria ad effetto boomerang".
 
Gaza--04.jpgDurante una conferenza stampa data dopo questo dibattito caldo all'onterno del gabinetto, il porta parola del governo, il signor Zioni, ha fatto notare che "in conseguenza del successo totale del muro di sicurezza nell'arresto del terrorismo suicidario palestinese, il "tetto di sicurezza" è certamente la via naturale da seguire". Il signor Zioni ha sostenuto anche che il nuovo piano israeliano trasformerà lo stato ebraico in un "bunker ebraico ermeticamente chiuso".
 
Gaza--05.jpg"Infatti", egli ha sottolineato, "l'operazione 'tetto di sicurezza', conduce l'avventura sionista sino alla sua destinazione finale. Si passa dalla fase del 'Muro di ferro" a quella del 'Tetto in cemento armato'". Con un tetto di cemento armato al di sopra, un muro di sicurezza ad est ed il mar Mediterraneo ad ovest, lo stato ebraico diventerà probabilmente il rifugio più sicuro per gli ebrei del mondo intero. Il sogno di Hertz diventa realtà. Lunga vita ad Israele".
  
Tuttavia, sono state immaginate alcune difficoltà tecniche. Probabilmente il problema più cruciale ha qualcosa a che vedere con la respirazione. Come per il resto degli umani, il popolo israeliano consuma ossigeno e rilascia diossido di carbonio. Sembra che si sia segnalato questo fatto cruciale ai ministri israeliani del gabinetto, Olmert in quanto uomo d'azione ha risposto immediatamente. Già durante la riunione di gabinetto ha autorizzato il ministero della difesa ad esplorare le differenti soluzioni per risolvere questo problema acuto. Abbiamo già appreso dal porta parola del ministero della difesa, il tenente Galileo Galilei, che un contratto è stato concluso per risolvere questo problema con "Filtro sul Tetto", un gigante americano-israeliano dell'industria chimica ad alta tecnologia (quotato a Wall Street e funzionante a partire da  Gush Katif**).
 
Gaza--06.jpgAbbiamo appreso anche dal Tenente Galileo che "Filtro sul Tetto" ha già proposto alcune soluzioni. Benché alcune siano piuttosto radicali, è cruciale menzionare che esse sono tutte particolarmente innovatrici, come ci si deve aspettare da parte di un consorzio ad alta tecnologia americano-israeliano. La soluzione più conveniente e pratica proposta dal gigante dell'industria chimica sarebbe quella di effettuare sino a sei milioni di buchi di ventilazione nel tetto. Peres, Peretz e Sh-Meretz hanno respinto questa proposta all'istante. "considerando la nostra memoria collettiva traumatizzata dell'olocausto" così si sono espressi, "trasformare lo stato ebraico in una grande stanza con dei buchi sul soffitto non è assolutamente accettabile".
 
Gaza-Muro.jpgIl suggerimento più radicale fatto probabilmente dall'impresa americano-israeliana era di allenare la popolazione ebraica di Israele a respirare come i pesci. Non appena la popolazione ebraica sarà ben allenata, non resterà che da riempire il bunker ebraico con acqua di mare. In altri termini, 'Filtro sul Tetto' ha suggerito di trasformare lo stato ebraico in un "gigantesco acquario ebraico". Anche se questa opzione sembra molto radicale ed anche inconveniente, la maggior parte dei ministri del gabinetto hanno reagito con entusiasmo. Essi sono stati tutti d'accordo sul fatto che "una tale soluzione sarebbe ben integrata al concetto moderno di vita ebraica in generale ed al sionismo in particolare. Gli israeliani adorano il mare. Gli israeliani non hanno paura dell'acqua. Una volta che la totalità della società israeliana sarà ricopeta d'acqua, nessuno potrà mai più pensare di gettarla a mare".
  
Seguiremo questa storia in corso di sviluppo e vi terremo informati.
 
 
Muro-del-pianto--Gerusalemme.jpg
 
 
Gilad Atzmon è nato in Israele ed ha servito nell'esercito israeliano. È autore di due romanzi: "A Guide To The Perplexed" e quello pubblicato recentemente "My One and Only love". Atzmon è anche uno dei più talentuosi sassofonisti d'Europa. Il suo recente CD "Exile" è stato definito come il miglior CD jazz dell'anno dalla BBC. Vive attualmente a Londra. Il suo indirizzo è: atz@onetel.net.uk
 
  
Storia apparsa il 09/08/2006 su www.counterpunch.org, una newsletter americana.
Copyright Counterpunch/Gilad Atzmon
 
 
[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

NOTE

 

*Stato ebraico: definizione che lo stato sionista dà a se stesso.

**Gush Katif antica colonia israeliana nella striscia di Gaza.

Repost 0
11 giugno 2010 5 11 /06 /giugno /2010 19:19

 

 

 

Palestiniam Holocaust  Museum 

 

 

       

 

Museo Palestinese dell'Olocausto

 

 

 

 

 

102-00.jpg

 

 

 

 

 

Nome della Vittima: Mayar Ezz E-Deen Abul Aish

 

Età: 16 anni

 

Sesso: Femmina

 

Data della morte: 16 gennaio 2009

 

Luogo della morte: Nella sua casa in Saladin street, a nord di Jabalia, Striscia a Nord di Gaza.

 

Causa della morte: Un missile e un proiettile di carro armato sulla sua abitazione.

 

Dettagli delle sue ultime ore: Il Dr. Ezz E-Deen presenta nella sua storia una tipica tragedia che ogni famiglia di Gaza ha vissuto durante l'offensiva israeliana del giorno 22 sulla striscia. Una vita riassunta in due scene, all'inizio felice con un finale straziante. Un carattere comune che esiste solo nell'oscurità che ha coperto Gaza che racconta la sua storia di dolore, solitudine con occhi che versano lacrimesenza fine. Il Dr. Ezz E-Deen è il nostro narratore della nostra storia.

 

Il Dr.Ezz El-Din Abul aveva una famiglia meravigliosa composta da una tenera moglie e tre piccoli fiori chiamati Bisan, Aya e Mayar. Prima del tempo dovuto il Dr. Ezz El-Dīn Abul ha dovuto dire addio a sua moglie sofferente di una malattia cronica. Il Dr. Ezz E-Deen si ritrovò nell'impossibile situazione di dover sostituire ai figli la perdita della loro madre.

 

Egli amava ascoltare le loro risate ed i loro discorsi innocenti provenienti dalla loro camera. Nella loro stanza, le tre sorelle si occupavano di alcune cose per fuggire dalla paura di essere loro le prossime vittime dei notiziari. Una di loro studiava un libro per sostenere gli esami, l'altra era seduta al suo computer guardando le ultime notizie e la terza era sul balcone a controllare il tempo.

 

In un istante, l'intera scena è stata sconvolta, quando un missile ha colpito la stanza delle ragazze riducendo tutto a pezzi. Il padre è rimasto in stato di shock per un po' di tempo guardandosi intorno.

 

"Era straziante, era oltre le parole. Ho gridato con tutto il fiato che avevo in corpo, ma non ho avuto nessuna risposta perché i vicini erano fuggiti. Così ho chiamato Shlomi Eldar, giornalista israeliano di Canale 10 che si occupa degli affari di Gaza che inviò in onda le mie richieste di aiuto. Chiamai subito degli ufficiali militari per persuaderli di consentire che i membri della mia famiglia feriti fossero ricoverati in ospedale". Racconta triste il padre.

 

Lottando per fermare il suo pianto e lacrime, il Dr. Ezz El- Din continua a raccontare: "I Paramedici non riuscivano a ricomporre i resti dei corpi; la testa di Mayars e di Nour erabo staccate ed i loro volti non potevano essere identificati perché completamente alterati".

 

Dr.Ezz El-Din Abul Aish ha strenuamente negato ciò che le forze israeliane della Difesa ( Defense Forces, IDF) hanno dichiarato, che sostenevano che il bombardamento della casa del medico era una risposta a colpi di mortaio sparati da essa, egli risponde: "Sapeva che era la mia casa; tuttavia hanno sparato. Mi chiedo perché! Un paio di giorni prima, le mie figlie erano da me a ridere e giocare, e ora sono stese nella polvere. Per quale colpa sono state uccide? Un futuro promettente le attendeva".

 

I loro sogni:

 

Mayar si era distinta per le sue conoscenze e il comportamento come le sue due altre sorelle. Lei era molto appassionata di matematica ed informatica.

 

Per via del suo amore per i computer, Mayar stava ideando le note dei suoi insegnanti che usano Microsoft Offioce Excel. Dice sua zia, "Lei era modesta, amando e non preferendo nessuno ad un altro".

 

Venerdì 16 gennaio 2009, le forze di occupazione hanno posto fine alla vita di Mayar così come alla sua aspirazione a diventare un medico con le loro brutali bombe. Hanno cancellato i suoi lineamenti innocenti e trasformato il suo sorriso in lacrime versate per lei dai suoi cari per la loro grande perdita. Suo padre dice sconsolato: Perché hanno ucciso un'innocente? Israele non solo ha ucciso le mie figlie ma ha anche ucciso ogni cosa bella della mia vita".

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]


  

 

 

LINK:

Palestinian Holocaust Museum

 

 

LINK pertinente:

Cosa hanno fatto i nipoti dei sopravvissuti all'Olocausto ai Palestinesi?

 

 

Repost 0
25 maggio 2010 2 25 /05 /maggio /2010 18:43

 

Palestiniam Holocaust  Museum 

 

 

 

    

Museo Palestinese dell'Olocausto

 

  

 

 

abdullah.jpg 

 

  

 

Nome della vittima: `Abdullah Muhammad Hamdan Abu Rock.

 

Età: 16 anni 

 

Sesso: Maschio

 

 

Data della morte: 23 Gennaio 2009

 

Luogo delle lesioni o della morte: Durante dei bombardamenti nelle vicinanze della sua abitazione, mentre era in fuga per cercare di salvare la propria vita.

 

Cause del decesso: Missile lanciato da un aereo di ricognizione.

 

 Storia della morte:

 

La famiglia di Muhammad Hamdan Abu Rock tentò di fuggire ai proiettili al fosforo bianco che le forze di occupazione lanciavano sulla città. 'Abdullah stava cercando di fuggire con i suoi amici quando un aereo da ricognizione gli lanciò un missile che gli amputò una gamba. Un secondo missile gli danneggiò intestini, polmoni e fegato. È stato trasferito da Gaza in Egitto. 'Abdullah rimase in ospedale finché non morì quattordici giorni dopo.

  

 

Altre informazioni:

 

Nei suoi ultimi momenti, sua madre era con lui in ospedale. Lei le ha portato i calorosi saluti di suo padre che era in cura in Cisgiordania. Era felice e le chiese di dargli un po' d'acqua, ma lei non poté a causa del divieto del medico. Così, ha inumidito le dita e gliele ha passate sopra le labbra per farlo sentire meglio. ' Abdullah era morto di sete!
 
Gli amici di Abdullah lo ricordano ancora. Ricordano la sua voce, le sue risate e le situazioni coraggiose di 'Abdullah. Hanno confermato a sua madre la promessa che le hanno fatto di non dimenticarlo mai. A sua volta, lei conferma che egli è ancora vivo nella sua anima, ascoltando loro.
  
I suoi sogni:
  

Sua unica speranza era di finire il Collegio e ottenere un lavoro per soddisfare le esigenze di una vita più dignitosa per noi. Ha sempre voluto che le condizioni economiche andassero meglio, in modo da poter fornire farmaci per suo padre malato di pressione arteriosa e diabete. Voleva garantire una vita dignitosa a sua sorella disabile che ha subito una paralisi cerebrale ed emiplegia e avrebbe voluto costruire una nuova casa."

 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

  

    

LINK al post originale: 

Palestiniam Holocaust Museum

 

 

 

LINK pertinente:

 

Cosa hanno fatto i nipoti dei sopravvissuti all'Olocausto ai Palestinesi?

Repost 0

Presentazione

  • : STORIA SOPPRESSA. Blog di storiografia e critica ideologica libertaria
  • STORIA  SOPPRESSA. Blog di storiografia e critica ideologica libertaria
  • : Blog di controinformazione storico-critica dei processi teorico-politici connessi alla cancellazione di culture, civiltà, eventi, saperi e personalità ritenuti non degni di considerazione da parte dell'establishment.
  • Contatti

Profilo

  • Ario Libert
  • Amante e ricercatore della verità storica e sociale
  • Amante e ricercatore della verità storica e sociale

Testo Libero

Link