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5 novembre 2010 5 05 /11 /novembre /2010 10:40

 

 

 

Il nazismo di Heidegger 

 

 

 

 

heidegger-giovane.jpg

 

L’interpretazione che mutila i testi di Heidegger per umanizzarlo

 

 

 

 

di Reinhard Linde 

 


 

Titolo originale: Devil’s power’s origin

 


  
Contributo al problema dell'"introduzione del nazismo nella filosofia" da parte di Heidegger.
  
La versione tedesca di questo testo è apparsa sulla rivista in rete "Tabvla Rasa", dell’università di Jena.

 


 


L’interpretazione che mutila i testi di Heidegger per umanizzarlo

 

 

 

"L'ebraizzazione della nostra cultura e delle università è infatti orribile e penso che la razza tedesca dovrebbe trovare forza interiore a sufficienza per giungere al vertice" (Lettera di Heidegger a sua moglie, 1916).
 

Heidegger--busto-di-von-Seitz.jpgPoiché Heidegger è morto da molti decenni, è oramai un autore Storico. A differenza della maggior parte dei sociologi o filosofi storici, ha presentato le sue intenzioni soprattutto in testi estremamente e volutamente oscuri. Esisteuttavia un'eccezione: all'epoca del suo rettorato a Friburgo nel 1933-34, si è espresso bene sia politicamente sia filosoficamente in modo eccezionalmente trasparente e senza deviazioni. Questa contraddizione, non l'ha egli stesso spiegata. È per tutte queste ragioni che è necessario effettuare delle ricerche su Heidegger e di prendere ogni cosa seriamente, ciò che ha detto o fatto. A questo scopo, sono richieste molte altre cose: un largo fondamento metodologico, la considerazione di ogni genere di fonti e di omologhi intellettuali e dei principi di valutazione etiche riconosciute. I fatti stabiliti devono essere verificati, le relazioni scoperte devono essere chiare e distinte. Gli errori e gli inganni devono essere pubblicamente repertoriati e corretti.
  
heidegger--sentiero-.jpgÈ secondo questi principi scientifici evidenti che Victor Farias, Hugo Ott, Jean-Pierre Faye, Hassan Givsan, Johannes Fritsche, Emmanuel Faye, io stesso ed altri ancora, conduciamo le nostre ricerche su Heidegger. I fatti stabiliti da noi grazie ad un lavoro autonomo producono un'immagine coerente del fenomeno Heidegger. Decidere di non prestare attenzione che alle affermazioni di Heidegger (pretese) puramente filosofiche, e di ignorare in compenso le posizioni (pretese) puramente politiche perché si giudica che esse non siano pertinenti, ecco un atteggiamento completamente illegittimo. Il filosofo non ha il privilegio di poter relativizzare i fatti storici e di aggiungere alle affermazioni attestate di un autore un senso opposto alla sua linea d'azione manifesta. Ora, è proprio ciò che pretendono i numerosi universitari e giornalisti del mondo intero dando fondo alla loro capacità di interpretazione ed insegnando un Heidegger che hanno essi stesso mutilato. Nessun altro filosofo può vantare, quando è letto, di vedere tanti dei suoi passaggi dei suoi testi coscientemente tagliati o semplicemente non percepiti, prima ancora che la considerazione delle altre fonti e che la valutazione etica delle conseguenze del suo pensiero non siano respinti come inutili o che le posizioni direttamente politiche di Heidegger non siano affrontate. Molti scritti di Heidegger, a dir il vero degli interi volumi delle sue opere complete, sono totalmente passati sotto silenzio, anche quando offrono elementi in rapporto con questo o quel aspetto studiato tematicamente.
    
heidegger-fontana.jpgLa sua frequentazione pubblica di filosofi umanisti come Husserl o Cassirer è presentata come un segno della sua statura di filosofo onesto, benché di fatto li abbia combattuti. Che Hannah Arendt, Karl Löwith, Herbert Marcuse ed altri l'abbiano considerato come un insegnate importante non cambia nulla al fatto che la sua opera ha seguito una direzione opposta alla loro nelle sue intenzioni e che Heidegger li ha affrontati in modo totalmente ostile o ignorante. In compenso, si ricusa la presa in conto di autori pseudo-scientifici e innegabilmente favorevoli alla dittatura come Friedrich Gottl-Ott Lilienfeld, Graf Paul Yorck von Wartenburg, Karl Ernst von Baer, Eduard Spranger e Oskar Becker, benché Heidegger si riferisce esplicitamente ad essi ed integra i loro motivi teorici alla sua filosofia in modo essenziale. L'influenza del cattolicesimo estremista-völkisch (la sua culla spirituale), degli scritti di Max Scheler e Georg Simmel che glorificavano la guerra e del teorico razzista L. F. Clauß sul pensiero di Heidegger è di un'importanza assolutamente fondamentale. Questa ricerca del tutto naturale è tuttavia trascurata.

 

 

HeideggerWeg.jpgNe risulta che sono proprio i testi di Heidegger amputati o contenenti numerosi passaggi "oscuri" che sono ritenuti come la sua vera filosofia. i supplementi che lo spiegano concretamente e politicamente, apportati nel 1933 e 1934 allo scopo di rendere la sua filosofia trasparente ad un circolo più ampio di auditori, passano per essere il risultato di una irresponsabilità filosofica temporanea. Ma poiché non vi è alcun punto di intoppo né alcuna contraddizione tra questi supplementi ed i suoi teoremi costanti sino ad allora, non possono essere messi sul conto del momento. Se non li ha espressi in precedenza, è perché ciò gli sarebbe costato il suo posto all'università. A partire da una tale base testuale, non si possono trarre che delle interpretazioni che si allontanano ampiamente da Heidegger e ne divergono su molti punti, interpretazioni tra cui una di quelle proclamazioni heideggeriane passate sotto silenzio basta generalmente a mostrare l'assurdità.

  

heidegger.jpgLa mutilazione testuale di Heidegger corrisponde alla messa in scarto dell'applicazione sociale- che ha egli stesso evocato, espressa o vissuta- dei suoi teoremi. Essa è legata all'estrema incertezza riguardante il contenuto concreto dei suoi concetti centrali. È questo che fa sì che non si possa nominare l'oggetto del suo pensiero, anche sotto la sua forma più astratta, anche totalmente allontanata dall'azione. "Essere" e "Dasein autentico" appaiono come pure conchiglie vuote che ogni individuo può riempire come vuole. Eppure, non vi è nulla che Heidegger esponga in modo più appassionato della storicità del Dasein- cioè la forza del rovesciamento pragmatico e politico inerente agli individui. Non si trova che presso gli individui politicamente raggruppati e mai presso gli individui isolati. Heidegger si erige egli stesso in modo veemente contro ogni interpretazione esistenzialista.

  

heidegger-e-la-moglie-ospiti-di-Lacan.jpgIn precedenza, aveva distintamente spiegato che la filosofia non "si occupa dell'esistenza individuale dell'uomo individuale in quanto tale" (Die Grundfrage der Philosophie, 1933; Tr. it.: Le domande fondamentali della filosofia, Mursia). In Essere e Tempo, non troviamo una sola frase che vi andrebbe contro. Ogni preoccupazione, ogni sollecitudine, ogni affezione, ogni essere-gettato non ha senso che nel quadro dell'"con-essere" ogni volta in un "mondo", cioè in un insieme sociale globale, dell'essere del quale è in causa il Dasein. Il Dasein quotidiano dell'individuo è per lui "inautentico" e come esso decade (verfallendes), non è degno di alcun aiuto filosofico. Isolati, non possiamo diventare "autentici" che nell'afferramento risoluto della sua "possibilità più propria" nell'anticipazione assoluta della morte. Anche qui, non è più questione di un progetto e di una fioritura determinata. Heidegger spiega senza appello possibile che "la predonazione violenta di possibilità dell'eisitenza" è "metodicamente richiesta" e che essa deve essere sottratta all'"arbitrario" (Essere e tempo).

  

bull_hill-heidegger.jpgIn questo contesto, egli rinvia indiscutibilmente al fatto che "l'Interpretazione ontologica dell'esistenza del Dasein" poggia "su una concezione ontica determinata dell'esistenza autentica, un falso ideale del Dasein" (Ibid.). Quale?  Quale mostruosità nell'interpretazione che si dà di Heidegger: si nasconde il fatto che un punto di vista concreto, non filosofico sull'esistenza autentica è esplicitamente la base di partenza della sua filosofia e si trova "dispiegato più radicalmente" da essa. La sua elevazione allo statuto ontologico mira a rendere l'"ideale" obligatorio. È sul suo metro che si deve agire, perché "l'appello della coscienza non rappresenta [per il Dasein] un ideale di esistenza vuoto, ma la pro-vocazione della situazione" (Ibid.). Ci torneremo sopra.

 

heidegger-1960.jpgSecondo la stessa logica di questi tagli considerevoli, non è mai possibile chiedersi se i suoi concetti in generale rappresentano positivamente qualcosa. L'idea del Dasein transindividuale e quindi in essenza particolare e le sue determinazioni come l'inevitabile preoccupazione, l'affetto, l'inautenticità, la scadenza, la nullità, l'essere-gettato, l'essere-per-la-morte, l'estasi, la reticenza, il superamento nella morte, il popolo, l'eroe, la ripetizione non sono in alcun modo degli oggetti e dei punti di vista generali che apporterebbero nuove conoscenze e che potrebbero entrare nel fondo del sapere dell'umanità. È quanto distingue l'heideggerismo da ogni filosofia classica. La sola enumerazione dei concetti ci illumina già sul fatto che si tratta qui di un negazionismo sistematico non soltanto del soggetto critico e responsabile di se stesso, bensì dell'individuo in quanto tale e del suo dispiegamento schiuso all'interno dello spazio sociale.


heidegger--.jpgAlcuni interpreti di rilievo si sono sforzati di distruggere i ponti eloquenti tra i teoremi centrali di Heidegger ed il suo sostegno teorico diretto al nazismo. Essi non sono riusciti a giungere ad alcuno risultato soddisfacente perché non hanno effettuato nessuna ricerca e non hanno acutizzato affatto lo sguardo sociologico. Così l'insegnamento di Heidegger poggiano sempre e sempre di più su delle versioni mutili e sulla separazione assurda tra un'opera falsamente vergine politicamente e la persona di Heidegger, idiota politico. Si aggirano così i doveri fondamentali di infomazione e di educazione. Una versione intellettuale e raffinata di questa "ermeneutica" ha degli effetti particolarmente distruttivi qui e nel campo giornalistico. Habermas, Derrida ed i loro sostenitori ammettono innanzitutto quanto abbiamo detto con un po' di dettagli e si avvalgono anche dei sostegni per questo lavoro di spiegazione dei ricercatori riguardante l'Heidegger direttamente politico. Essi affermano che il pensiero di Heidegger è capace del suo passaggio attraverso l'opzione nazista, alla quale ha dapprima condotto (!), ma può anche essere sottoposta ad un'altra spiegazione, che sfocia ad evidenziare qualcosa di valido e di tradizionale. Heidegger avrebbe riconosciuto i pericoli che fa pesare sull'umanità l'onnipotenza della tecnica e sarebbe riuscito  ad identificare la sua causa spirituale: lo sviluppo della ragione dopo Platone. È quanto andrebbe "estratto" dal contesto ideologico (weltanschaulich)" dalle sue speranze poste nel nazismo. Quest'ultimi si sarebbero trasformati in deluzione completa duranet la seconda guerra mondiale, quando Heidegger avrebbe visto che la strategia di guerra dello Stato nazista non era che una sottomissione alla tecnica. Si tratta di una menzogna insolente, che si rifiuta di tener conto dei semplici fatti riguardanti Heidegger. È alla base di una logica drammatica.

  

Heidegger--1961.jpgL'elemento pericoloso di questa versione si trova innanzitutto nell'affermazione da parte di Heidegger di un divenire criminale della ragione. Prende di mira Cartesio abusando della relativizzazione delle forze della comprensione effettuata da Kant. Heidegger torna ad una concezione dell'uomo anteriore nel momento in cui lo si pensa come critico, dotato di uno spirito universale, cercando delle conoscenze che possano tornare utili per tutti gli uomini. Se ciò fosse vero, se Heidegger rappresentasse un'avvanzata irreversibile, allora bisognerebbe dire che i diritti dell'uomo universale non esistono, non più della conoscenza e la tecnica umaniste, non più del freno posto dall'uomo all'omicidio dei suoi simili che non appartengono al proprio "Dasein". Allora non restano che i "modi di essere fondamentali": "l'esssere-Dio, l'essere-uomo, l'essere schiavo, l'essere padrone" (Vom Wesen dei Wahrheit, 1933-34). Per Heidegger, l'essere-uomo si declina obbligatoriamente secondo le categorie regionali völkisch e razziale. La sua critica della ragione non è minimamente indipendente dall'alternativa che egli offre, è costruita a partire da essa. Heidegger non rimprovera essenzialmente a Cartesio di incoraggiare il soggetto pensante da se stesso di onnipotenza smisurata, ma piuttosto al suo soggetto di essere "senza suolo"- cioè di non prendere le sue determinazioni regionali e völkisch- e di essere un quadro universale inesistente.

 

Heidegger----.jpgSecondo Heidegger, non si può assolutamente nulla conoscere senza fare riferimento all'"essere", affidato ad un popolo storico che esso ha scelto. Va da sé che ogni pensiero particolare (matematica, biologia, ecc. tedesca) deve a sua volta essere sottoposta a questo popolo. L'intenzione e la comprensione rimangono "inautentiche", precarie e contingenti, tanto a lungo finquanto l'individuo non "avanza" nella morte, cioè finquando non si adatta estaticamente nella sfera dell'essere temporale e sovratemporale, attraversoi una separazione completa con tutti i vivi e gli essenti. Anche giunti a questo punto, il grande giorno non è ancora sorto, solo un raggio di luce (un "lucore") appare nell'oscurità eterna dell'anima, quell'anima che non può che "credere" o "tenere-per-vero" (perché per Heidegger, distinguere verità e falsità è diventato impossibile).

  

Per HeideggHeidegger2.jpger, lo schiudersi consiste in ciò che fa fremere ogni uomo risvegliato, in ciò che ogni uomo risente come uno spaventoso restringimento della vita: "il Dasein, fosse esso presente in una qualunque spiegazione  mistica e magica, si è è ogni volta già compreso: senza ciò non "vivrebbe " affatto in un mito, non si preoccuperebbe affatto, attraverso il rito ed il culto, della sua magia". [Essere e Tempo]. L'uso del presente mostra che Heidegger considera una tale vita sociale come un ideale naturale sempre valido. Ha manifestamente improntato il suo contenuto all'iconografia kitsch della sua epoca riguardante l'esistenza (Dasein) "primitiva" ed il Medioevo cristiano, quei luoghi comuni che fanno di ogni realrà storica una brodaglia apparentemente omogenea. Infatti, si tratta giusto di ontologizzare una costrizione anti-individuale, rivelatrice dello pseudo-popolo (pseudo-volkstammlich) ed ostile alla razionalità, che non può effettuarsi che attraverso mezzi terroristici. Soltanto i nazional-socialisti hanno seguito un progetto di questa portata. E soltanto gli "intologi" favorevoli ad un'applicazione della violenza potevano affermare che l'abuso e la hybris risiedono nella ragione stessa, nella capacità di riflessione esigita da Descartes, nel compito di esaminare, la responsabilità dell'uomo. I suoi nemici pongono a carico della ragione stessa lo spettacolo dato dagli uomini irrazionale e spietati. Secondo essi, sono razionali. È per meglio eliminare la ragione in generale. Nessun pensiero riducendosi ad un'associazione vitale limitata e separata non può essere favorevole all'uomo!


Dietro la volontà irrespHeidegger-rundweg.jpgonsabile di "estrarre" dalla melmosa teoria della conoscenza di Heidegger un nucleo sussitente e legittimo,  troviamo evidentemente una motivazione non filosofica. Il rigetto heideggeriano dell'universalismo occiden tale europeo deve permettere di raggiungere l'egemonia culturale, politica e economica dell'"americanismo". Questo rovesciamento rinvia a delle alternative potenziali, alle quali Habermas in particolare ha fatto appello nella sua reazione impossibile agli attentati te rroristi del 11 settembre 2001: la "religione" e la "civiltà" asiatica o araba. Su queste alternative, assolutamente nulla deve essere precisato in modo argomentato, ma sono opposte all'americanismo come riserva e minaccia. Perché anche i terroristi estremisti passano per religiosi e  sembrano appartenere alla civiltà agli occhi di Habermas. Quando egli chiama ad un "dialogo" con essi, egli abbandona le sue esigenze democratiche a profitto della promessa di un agire comunicativo applicato. Se il diavolo è invitato nello scopo di vincere con la forza gli abusi di potere politici ed economici considerati come degli eccessi della ragione, non li eliminerà mai, si atterrà piuttosto al principio di una società aperta, ai poteri separati e che garantiscono i diritti fondamentali.

 

Heidegger-Hutte.jpgLa ripresa della critica heideggeriana della ragione nobilita la negligenza filosofica dell'ermeneutica corrente. All'opposto dell'assoluzione che Hannah Arendt aveva dato a Heidegger, questa critica sostiene concettualmente questa negligenza che considera l'impegno nazista di Heidegger come "poco morale" e lascia il nazismo apparire come gravido di una verità portatrice di avvenire. Era soltanto in un gesto di rinnegamento di sé ad eccitare proprio la pietà che Hannah Arendt aveva posto in ridicolo il mestiere di filosofo, facendo il favore ad Heidegger di considerare la propria cecità politica come una deformazione professionale. (Oggi, i difensori di Heidegger brandiscono fieramente la testimonianza ufficiale dello stesso genere attestando la sua invalidità mentale). L'applicazione delle analisi che lei ha sviluppato sul totalitarismo al pensiero di Heidegger è al contrario estremamente utile e fecondo.

 

"Nell'essere dell'ente avviene il nullificare del nulla. [...] La negazione non è, infatti, che un modo del comportamento nullificante. [...] Più abissale del semplice aggiustamento della negazione pensante sono la durata dell'agire all'incontro e la lacerazione dell'esecrazione. Più pesante è l'asprezza della privazione" [Che cos'è la metafisica?, 1929: Im Sein des Seienden geschieht das Nichten des Nichts“. Die "denkende Verneinung“ ist" nur eine Weise des nichtenden … Verhaltens. … Abgründiger als die bloße Angemessenheit der denkenden Verneinung ist die Härte des Entgegenhandelns und die Schärfe des Verabscheuens. Verantwortlicher ist der Schmerz des Versagens und die Schonungslosigkeit des Verbietens. Lastender ist die Herbe des Entbehrens”.  "Was ist Metaphysik? 1929].

 

La redazione di questo testo è terminata il 27 gennaio 2007, giorno del 62° anniversario della liberazione del lager di Auschwitz. È dedicato alla memoria di tutte le vittime del nazional-socialismo. Per riferimenti completi e analisi più approfondite, rinvio al mio libro Bin ich, wenn ich nicht denke? (Io sono quando non penso?), Centaurus Verlag, Herbolzheim, 2003.

 


 

Reinhard Linde

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 


Degli estratti si trovano sul mio sito http://www.reinhard.linde.de.vu

 

 


Sull'autore: Nato nel 1955 a Wernigerode, nella Republica Democratica Tedesca; ho compiuto i miei studi di storia all'Università Humboldt di Berlibi nel 1980. Il mio campo  di studio si è formato nell'opposizione al regime della RDT e legato all'analisi del pensiero totalitario con la formulazione di alternative etiche fondate filosoficamente. Vivo come autore indipendente a Berlino.

 

 

 

LINK al post originale: 

Le nazisme de Heidegger

 

   

 

 
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26 ottobre 2010 2 26 /10 /ottobre /2010 18:50

Palestiniam Holocaust  Museum 

 

 

 

    

Museo Palestinese dell'Olocausto 

 

 

 

Jihad-Samir-Arhim.jpg

 

 

 

 

Nome della Vittima: Jihad Samir Arhim  

 

Età: 8 anni

 

Sesso: Maschile

 

Data del ferimento o della Morte: 3 gennaio 2009

 

Luogo del ferimento o della morte: Nella propria abitazione nel quartiere di Al Zeitoun nella parte orientale della Striscia di Gaza

  

Causa del ferimento o della morte: Un missile lanciato da un caccia F-16 israeliano

 

Dinamica dell'evento:

  

Durante la notte del tre gennaio, i carri armati israeliani non hanno raggiunto il quartiere di Al Zeitoun, durante l'invasione di Gaza. I caccia bombardarono l'area con missili e granate. Quella notte, il frastuono dei missili, granate ed esplosivi erano veramente molto forti. Alle ore 9.00 di sera, la famiglia di Arhim venne svegliata dal rumore delle esplosioni. La madre stava per svegliare i figli per cercare di portarli al sicuro, quando un missile lanciato da un caccia F-16 colpì l'abitazione, ferendo il marito ed il figlio Jihad gravemente uccidendoli. I suoi otto anni testimoniano della sua innocenza, piena di duro studio e divertimento durante le vacanze. Il suo amico Amgad ricorda ancora il suo movimento con la testa da da destra a sinistra nel giocare e più movimento hanno fatto più ridevano ed i passanti si rallegravano della loro innocenza.

  

Jihad era come una seconda madre per suo fratello Ahmad (di due anni) dice sua madre. Il suo più giovane fratello era molto attaccato a lui tanto da spendere metà del suo denaro per le sue piccole spese per comprare dolci per Ahmad. Ieri, Ahmad ha chiesto a sua madre di Jihad e lei le ha risposto che è in cielo. Ha detto che anche lui vuole andare in cielo per vedere Jihad.

  

Sua madre con un tono di dolore: "Era distinto e diligente a scuola ed ha ottenuto il terzo posto in storia nella sua classe. Amava la matematica e la scienza ed aveva sempre il massimo dei voti. Era intelligente, bello e di buone maniere, non ha mai detto brutte parole a un vicino o a un amico".

  

Tuttavia, la sua diligenza ed eccellenza a scuola non gli ha impedito di esercitare il suo sport preferito come altri bambini, ha molto amato il calcio ed è stato il Capitano della squadra della scuola e della strada. Durante le vacanze, ha sempre giocato a calcio e spendeva la sua paghetta per comprare una palla dopo l'altra.

 

Dopo il martirio di Jihad, sua madre è solita aprire l'armadio per annusare il piacevole odore del profumo che Jihad applicava sui suoi vestiti, poi per ricordarlo prende i suoi vestiti e li pone sul suo petto e con il pianto espelle fuori tutto il suo dolore per la sua morte.

 

 

 

  

    Le armi dell'esercito di Jehova


 

F--16-Falcon.jpg

Un caccia F-16 (F-16 Fighting Falcon)

 

 

Il caccia Falcon è un caccia da combattimento con innovazioni. Anche se il nome ufficiale dell'F-16 è "Falco da combattimento", esso è conosciuto dai suoi piloti come "Vipera".

  

 L'F-16 è un veicolo monomotore, tattico multiruolo. Esso è equipaggiato con un cannone M61 Vulcan posto sulla radice alare sinistra, ed è quasi sempre armato con due missili AIM-9 Sidewinder, uno su ogni punta alare dotati ognuno di un binario. Versioni più recenti possono essere equipaggiate con l'AIM-120 AMRAAM su questi stessi binari. Può essere armato anche con diversi missili aria-aria e missili aria-terra, razzi o bombe, collocate su un numero fisso di punti sotto le ali.

 



Armamento


 
 

Proiettili:

 
1× 20 mm (0.787 in) M61 Vulcan gatling gun, 511 rounds 
Razzi: 2¾ in (70 mm) CRV7 

 

Missilies:


Missili aria-aria 

Missili Aria-terra 
Missili anti-navi

 
Bombe:

 

Munizioni ad effetti combinati
 
Rilevatore di mine
 
Arma a sensori
 
Distributore di munizioni rettificate
 
Paveway- bombe a guida laser
 
Bombe in generale
 
Bomba nucleare  
[Traduzione di Ario Libert]

 

 

LINK ai post originali:

Palestinian Holocaust Museum  

 

 

 

 

 

LINK a post pertinenti:

 

Museo Palestinese dell'Olocausto, 01

Museo Palestinese dell'Olocausto, 02

Museo Palestinese dell'Olocausto, 03 

 

 

Cosa hanno fatto i nipoti dei sopravvissuti all'Olocausto ai Palestinesi? 

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24 ottobre 2010 7 24 /10 /ottobre /2010 18:17

Abbiamo accennato in vari saggi già apparsi all'interno del presente blog alle culture gilaniche neolitiche basate su rapporti egualitari e funzionali tra i sessi.

 

In attesa di ulteriori approfondimenti, di natura teorica e storiografica, riteniamo doveroso porre in risalto le aree in cui queste culture, caratterizzate dal culto della dea madre e da un'agricoltura e commercio fiorenti e su vastissima scala, lasciarono i loro segni più profondi.

 

Dopo Creta minoica, l'isola di Malta merita senz'altro attenzione per la quantità e qualità dei reperti archeologici a dir poco impressionanti.

 

Malta dea dormiente

  Dea Dormiente dall'isola di Malta

 

 

 



Templi megalitici dell'isola di Malta

 


 

 

di Kathy Dauthuille 

 

L'isola di Malta è soprattutto conosciuta per i suoi cavalieri ma poco per i suoi templi. Infatti l'isola di Malta e la piccola isola di Gozo posta a lato, possiedono sette templi megalitici; attualmente diciasette siti raggruppano trentatré vestigia in totale.

  

Questi templi sono i più antichi del mondo e datano dell'età del bronzo. Il tempio di Ggantija (che vuol dire gigante) si trova sull'isola di Gozo e data al 3600 a. C., in fondo ad una camera si trovano delle strutture tabulari. Non molto distante un circolo di pietre (resti di un ipogeo).


 

   Tempio di Ggantija. © Photo K. Dauthuille

 

Il tempio di Tarxien data al 3500 a. C., vi si trovano bassi rilievi a spirale, la parte bassa di un astatua di dea (dalle forme generose, forse una statua della fecondità).

 

Tempio di Tarxien. © Photo C. Dauthuille

  

Il tempio di Hagar Qim che data al 2600 a. C., possiede un muro di cinta ciclopico e Mnajdra che data al 3500 a. C., mostra delle poret monilitiche, sono dei templi dalle strutture colossali, si può trovare in un muro una pietra di 6,60 m pesante 20 tonnellate.

 

 



Tempio di Hagar Qim. © Photo K. Dauthuille

  

  

  

    

 

Temple de Mnajdra. © Photo K. Dauthuille

  

 

Questi templi (edificati spesso tre alla volta) hanno in comune il fatto di essere edificati in cammere elissoidali che hanno il contorno delle statue della fertilità; infatti, sovrapponendo i contorni  della statua e del tempio, questi coincidono. Sono dei santuari dotati di absidi. Quello di Mnajdra è edificato in modo tale che i raggi del sole levante entri nel corridoio centrale.

 

 

Pianta del tempio di Mnajdra. © Photo K. Dauthuille



 

 

 

 

Troviamo degli altari e dei "passaggi di oracolo".

 

 

Altare. © Photo K. Dauthuille

 

 


Passaggio di oracolo. © Photo K. Dauthuille

 

 

Parallelamente alle enormi statue della fecondità, si sono ritrovati nell'ipogeo di Hal Saflieni una statuetta in terracotta rappresentante una enorme signora addormentata, vestita con una gonna pieghettata in basso. Si potrebbe pensare che questa statuetta era legata al rito del "sogno lucido" praticato un tempo nelle "sale di incubazione".

 

Sono dei luoghi impressionanti per la loro forma e per il loro simbolismo.

 

Dea di Skorba

 

 

Il resto del tempio maltese più antico sarebbe un muro di grandi pietre secche erette nel neolitico sul sito di Skorba. Datante al 5200 a. C., sarebbe dunque anteriore di 700 anni alla prima costruzione megalitica continentale il Cairn di Barnenez nel finisterre (da 4500 a 3500 a. C.), di 1200 anni rispetto agli allineamenti di Carnac (4000 a. C.), di 2400 anni rispetto al cerchio di Stonehenge (dal 2800 al 1100 a. C.) e 2600 anni prima delle piramidi d'Egitto (da 2600 al 2400 a. C.).

 

Malta--idoli-gemelli-dall-ipogeo-di-Xaghra.jpg

Idolo gemello dall'ipogeo di Xaghra

 

 

 

 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

     

 

 

LINK:

Les temples mégalithique de l'ile de Malte

 

 

LINK pertinenti:

Ai tempi della dea

 

Le origini e la diffusione del Patrismo nella Saharasia, 01 di 02

 

La teoria dei Kurgan

 

C'era una volta l'isola di Creta

 

 

LINK ad un documentario You Tube su Malta megalitica:

  


 

 [2]; [3]; [4]; [5];   

 

 

 

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Published by MAX - in Gilania
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24 settembre 2010 5 24 /09 /settembre /2010 18:14

 

 

 

Palestiniam Holocaust  Museum 

 

 

    

Museo Palestinese dell'Olocausto 

 

 

 

 

 

Museo-palestinese-olocausto--4.jpg

 

 

Nome della Vittima: Fadil ‘Èmaad Al-Nagar  

 

Età: Un anno e otto mesi.

 

Sesso: Maschile

 

Data del ferimento o della Morte: 12 gennaio 2009 .

 

Luogo del ferimento o della morte: Jabaliya, a nord della Striscia di Gaza

 

Causa del ferimento o della morte: Una granata di un aereo israeliano da ricognizione.

 

 

 

Dettagli sulla sua ultima ora: 

 

Dopo aver pranzato a casa di loro nonno, Fadil dell'età di un anno e mezzo, vide dei bambini che erano andati fuori di casa a giocare. Fadil sperò che sua madre dopo avergli dato da mangiare lo mandasse fuori a giocare con loro.

 

Con i suoi piccoli ma veloci e precidi passi, guidato dal desiderio di fuggire le tenebre di tre giorni trascorsi in casa per godersi la luce chiara del pomeriggio che c'era in strada, Fadil si è avvicinato a guardare le biglie dei piccoli bambini, ed ogni volta che una pallina di vetro si avvicinava a lui, egli cercava di prenderla, ma essi non glielo permisero. Quindi, egli decise di restare, sperando di trovare un opportunità per tenersene una.

 

In quel momento, L'auto di un loro vicino di casa passò vicino a loro ed una bomba di un aereo da ricognizione israeliano lo colpì, Fadil e suo cugino Nashat furono uccisi mentre Muntasir, fratello maggiore di Fadil, rimase ferito. Il viso di Fadil viso era stato lacerato da una granata israeliana e lui morì dissanguato.

 

La madre di Fadil non ha potuto trovare un posto più sicuro per proteggere i suoi tre figli maschi e la sua figla dalla brutale guerra di Israele su Gaza se non la casa di suo padre. Ha preso il marito ed i figli ed è andata da lui, dove ha dovuto affrontare condizioni estremamente difficili in cui mancava cibo, acqua ed elettricità. Tuttavia, questa sofferenza non può essere paragonata alla tragedia di aver perso il suo caro figlio lacerato da una granata israeliana che distrussero la sua testa ed il suo bel volto.

 

I genitori di Fadil continuarono a lottare dopo la morte del loro adorato bambino e si sente colpevole per averli preceduti nel martirio. Sua madre descrive il suo piccolo dicendo che "Fadil era un bambino molto brillante; riusciva ad attirare l'attenzione di tutti i parenti o dei visitatori su di lui di modo che giocassero con lui. Ci entusiasmammo sentendolo pronunciare delle lettere che aveva imparato da poco. Inoltre abbiamo anche tentato di insegnargli a pronunciare i nostri nomi, Sa'eed era l'unico nome che Fadil era capace pronunciare".

 

Piccolo Fadil o "Agnellino" come sua madre era solita chiamarlo a causa dei suoi capelli chiari e lisci, è stato martirizzato. "Era un bambino dagli occhi azzurri", dice suo padre. "Non posso credere che abbiano sparato una granata contro il corpicino del mio bambino!! Il suo piccolo corpo non può sopportare una granata. Sono allibito. Non posso trovare parole per descriverlo. Perché? Che crimine può aver mai commesso per meritare una tale morte il mio bambino? Era troppo giovane per fare qualsiasi cosa. Tutto ciò io posso dir loro è che Allah è sufficiente per me, e Lui è veramente Colui che procura ogni cosa".

 



 

LINK al post originale: 

Palestinian Holocaust Museum

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

  

LINK a post pertinenti: 

Museo Palestinese dell'Olocausto, 01

Museo Palestinese dell'Olocausto, 02

Museo Palestinese dell'Olocausto, 03 

 

Cosa hanno fatto i nipoti dei sopravvissuti all'Olocausto ai Palestinesi?

 

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27 agosto 2010 5 27 /08 /agosto /2010 08:00

Questo post inserito nella categoria "Umorismo... resistente" avrebbe potuto esserlo anche e forse meglio, nella categoria "Sion[fasc]ismo. Ma data la serietà e soprattutto la scabrosità dell'operato verso il popolo palestinese da parte del "popolo eletto", abbiamo ritenuto fosse meglio adatto qui.

 

Ciò non toglie non di meno, che pur usando la difficile arma della satira, il bravo Stefano Disegni l'abbia azzeccata alla grande la critica al sionismo, questo intruglio di fascismo e fondamentalismo a base ideologica religiosa al servizio dell'Occidente da cui ricava sostegno ed impunità e da molti anni vastissimo consenso come pilastro medio-orientale del processo di ricolonizzazione di quest'area strategica nonché ricca di oro nero da cui quella cosa oscena chiamata tecnologia non vuole fare proprio a meno.

 

 

 

 

 

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LINK al post di reperimento:
Tsahal

 

 

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24 agosto 2010 2 24 /08 /agosto /2010 20:43

  

 

 

La resistenza questa volta è ai soliti mezzi di non-informazione italioti ma la storia illustrata da Stefano Disegni colpisce duramente in due tavole e dodici vignette in modo magistrale tutta l'informazione dell'establishment occidentale. Dimostra soprattutto, quanto siano facili i luoghi comuni di comodo.

 

Terroristi kamikaze non si nasce e come lo si diventi ce lo spiega ottimamente Disegni. Facile la "spiegazione" della religione fanatica. D'altronde di preconcetti religiosi l'Occidente imperialista, specialmente nella sua odierna veste neocolonialista, non è seconda a nessuno, soprattutto attraverso l'immacolata concezione della "democrazia", di cui essa è unica detentrice monopolistica e quindi esportatrice su scala planetaria.

 

 

 

 

 

 

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LINK al post originale:

Giardinaggio

 

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23 agosto 2010 1 23 /08 /agosto /2010 21:14


Gli eserciti segreti della NATO [VI] 

 
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La guerra segreta in Italia

 



di Daniele Ganser*

 


Mentre gli Stati Uniti si presentano come i difensori della Democrazia, essi hanno organizzato i brogli delle elezioni in Italia, due colpi di Stato invisibili e non hanno esitato ad eliminare fisicamente il Primo ministro Aldo Moro. In questa sesta parte del suo studio su Gladio, lo storico svizzero Danièle Ganser rintraccia il modo in cui Washington ha controllato nascostamente la vita politica italiana, all'insaputa degli Italiani, per cinquanta anni.JPEG - 23 ko

Nel 1978, gli Stati Uniti hanno fatto rapire ed assassinare il Primo ministro italiano, Aldo Moro. La sua esecuzione è stata rivendicata dalle Brigate rosse, ma l'operazione era manipolata da Gladio.



Quest'articolo è il sesto capitolo di un'opera e fa seguito a questi non tradotti:

1. « Quand le juge Felice Casson a dévoilé le Gladio… [Quando il giudice Felice Casson ha svelato la Gladio]
2. « Quand le Gladio fut découvert dans les États européens… [Quando la Gladio fu scoperta negli Stai europei]
3. « Gladio: Pourquoi l’OTAN, la CIA et le MI6 continuent de nier [Gladio: Perché la NATO, la CIA e l'M16 continuano a negare]
4. « Les égouts de Sa Majesté [Le fogne di Sua Maestà]
5. « La guerre secrète, activité centrale de la politique étrangère de Washington [La guerra segreta, attività centrale della politica straniera di Washington]

 

 




Yalta.jpgL’anticomunismo statunitense fu all'origine di numerose tragedie che segnarono la storia della Prima Repubblica italiana (1945-1993). Le prove scoperte nel corso degli ultimi dieci anni attestano che l'esercito Gladio diretto dai servizi segreti italiani prese, con la complicità dei terroristi di estrema destra, una parte attiva a questa guerra non dichiarata. In assenza di invasori sovietici, le unità paramilitari anticomuniste formate dalla CIA si ripiegarono su delle operazioni interne miranti a condizionare la vita politica nazionale. Un'inchiesta parlamentare incaricata dal Senato italiano di far luce su Gladio e su una serie di attentati misteriosi conclude  che alla fine della Guerra fredda che, nel paese, "la CIA aveva potuto beneficiare di una libertà massima" dovuta al fatto che l'Italia aveva, durante la Prima Repubblica, vissuto "in una situazione di divisione difficile cioè tragica". Questa divisione opponeva le due ideologie dominanti della Guerra fredda: a sinistra, si trovava il molto popolare e molto influente PCI, il Partito comunista italiano, finanziato segretamente dall'URSS così come il potente Partito socialista [1] mentre dall'altra parte della scacchiera si attivavano la CIA, i servizi segreti militari italiani ed il loro esercito Gladio ma anche dei movimenti terroristi di estrema destra che ricevevano il sostegno politico della DC conservatrice [2].

  

Lucky-Luciano.jpgDurante la Seconda Guerra mondiale, l'Italia del dittatore fascista Benito Mussolini si era alleata ad Hitler. Dopo la sconfitta delle potenze dell'Asse, il presidente Franklin Roosevelt, il Primo ministro britannico Winston Churchill ed il dirigente dell'Urss Joseph Stalin si incontrarono a Yalta, in Crimea, nel febbraio del 1945, per discutere della sorte dell'Europa e presero la decisione, cruciale per l'Italia, di porre la penisola nella sfera di influenza statunitense. Allo scopo di limitare il potere dei comunisti, la CIA non esitò ad allearsi alla Mafia ed ai terroristi di estrema destra. Victor Marchetti, un agente della CIA, spiegò un giorno: "La CIA si è appoggiata sull'anticomunismo viscerale della Mafia per controllare l'Italia" [3]. Prima della stessa fine della guerra, Earl Brennan, il capo dell'OSS in Italia, era intervenuto presso il ministro della Giustizia USA affinché quest'ultimo riducesse la pena a 50 anni pronunciata contro Charles "Lucky" Luciano allo scopo di concludere un accordo segreto: in cambio della sua liberazione, Luciano forniva all'esercito statunitense una lista di mafiosi siciliani più influenti che dovevano appoggiare lo sbarco americano del 1943 in Sicilia [4]. Dopo la guerra, la CIA "ebbe a cuore di mantenere quest'amicizia  segreta con la Mafia siciliana" ed è così che "in nome della lotta contro il comunismo in Italia ed in Sicilia, gli Americani abbandonarono l'isola ai criminali che la controllano ancora oggi" [5].

brigate-nere.jpgLe truppe USA che liberarono il paese ed instaurarono al posto della dittatura una democrazia fragile furono accolti dagli Italiani con bandiere, pane e vino. Malgrado ciò, gli Alleati "erano preoccupati della fragile situazione dell'Italia e soprattutto della minaccia del partito comunista la cui influenza non smetteva di crescere, una situazione già osservata in passato in Grecia ed in Iugoslavia". È per questo Londra e Washington decisero di cambiare politica smettendo di assistere i partigiani italiani, in maggioranza comunisti, che godevano di un certo prestigio presso la popolazione in ragione della loro eroica resistenza al fascismo. "Questo cambiamento di politica fu vivamente deplorato" dagli ufficiali di collegamento britannici ed americani che avevano combattuto dietro le linee nemiche a fianco dei comunisti e "tra gli Italiani stessi" [6]. Ed il malcontento crebbe anche quando i comunisti italiani videro i loro vecchi alleati reclutare segretamente dei fascisti e dei membri dell'estrema destra all'interno dell'apparato dello Stato. "l'anticomunismo virulento, sul quale si erano appoggiati i fascisti per accedere al potere, era al presente una qualità molto ricercata" [7].

  

de_gasperi.jpg"È probabile che dei gruppuscoli di estrema destra furono reclutati ed integrati alla rete Stay-behind allo scopo di poterci avvertire se una guerra si preparava", confermerà più tardi Ray Cline, direttore aggiunto della CIA dal 1962 al 1966, in un servizio giornalistico su Gladio. "In quest'ottica, l'utilizzazione di estremisti di destra, a finalità informative e non politiche, mi sembra non porre alcun problema" [8]. Ma, lungi dal limitarsi alla raccolta di informazioni, costoro ricevettero verosimilmente le chiavi del potere. Gli Stati Uniti eressero la DC, la Democrazia cristiana, come un baluardo di fronte al comunismo, "un'accozzaglia di collaborazionisti, di monarchici e di fascisti irriducibili" [9]. Alcide De Gasperi, della DC, del nominato Primo ministro e diresse otto governi successivi tra 1945 e 1953 [10]. "In assenza di una vera purga, la vecchia burocrazia fascista riuscì a sopravvivere" [11]. Il Primo ministro De Gasperi ed il ministro degli Interni Mario Scelba supervisionarono personalmente "la reintegrazione di funzionari profondamente compromessi con il regime fascista" [12].

 

Jiunio-Borghese.jpgIl principe Valerio Borghese, soprannominato "il Principe nero", fu uno dei fascisti notori reclutati dagli Stati Uniti. Alla testa della Deima MAS (XMAS), un corpo d'elite di 4.000 uomini creato nel 1941 e posto sotto comando nazista, egli aveva diretto una campagna di sterminio dei resistente durante la Repubblica di Salò e si era specializzato nello stanamento ed esecuzione dei comunisti italiani. Catturato da resistenti verso la fine della guerra, fu sul punto di essere impiccato quando il 25 aprile 1945, l'ammiraglio Ellery Stone, proconsole statunitense dell'Italia occupata ed intimo amico della famiglia Borghese, ordinò a James Angleton, un impiegato dell'OSS che sarebbe diventato il più celebre degli agenti della CIA, di aiutarlo. 

  

Angleton.jpgAngleton fornì al Principe nero un'uniforme da ufficiale US e lo scortò sino a Roma dove doveva rispondere dei suoi crimini di guerra. Grazie alla protezione degli Stati Uniti, Borghese fu infine dichiarato "non colpevole" [13]. L'agente della CIA Angleton fu insignito della Legion of Merit dell'esercito degli Stati Uniti per i suoi atti "eccezionalmente meritori" e proseguì la sua carriera nella direzione del controspionaggio della CIA, "diventando l'incarnazione stessa del controllo esercitato dagli USA sui movimenti politici ed i gruppi paramilitari neofascisti e d'estrema destra dell'Italia del dopoguerra" [14]. Come numerosi soldati della Guerra fredda, "il nemico aveva semplicemente cambiato forma agli occhi di Angleton" dopo la sconfitta dell'Asse, come scrissero i suoi biografi, "la falce ed il martello avevano sostituito la croce uncinata" [15].

  

cia-seal.jpgNel 1947 furono creati a Washington la NSC e la CIA. L’Italia, a motivo dei "continui attacchi del suo potente partito comunista" di cui era il bersaglio, ebbe il triste privilegio di essere il primo paese ad essere oggetto di una guerra segreta e non dichiarata della CIA. La missione che si era riproposta l'Agenzia era chiara: impedire alla sinistra italiana di vincere le prime elezioni nazionali del dopoguerra, che dovevano svolgersi il 16 aprile 1948. Il presidente Harry Truman era molto contrariato perché il PCI, il più grande partito comunista dell'Europa occidentale, ed il PSI si erano alleati per formare il Fronte Democratico Populare (FDP). Gli osservatori prevedevano una vittoria del FDP in Parlamento, basandosi sulle buone percentuali ottenute dalla coalizione di sinistra durante le ultime elezioni municipali in cui la DC sostenuta dagli Stati Uniti era stata sconfitta. l'OPC, il dipartimento delle operazioni speciali della CIA, che, sotto la direzione Frank Wisner, mise in piedi la rete Gladio, iniettò dunque 10 milioni di dollari nel partito democratico cristiano. Allo stesso tempo, comunisti e socialisti furono il bersaglio di campagne di diffamazione.

 

1948--01.jpgTra i tanti colpi sporchi, la CIA pubblicò degli opuscoli calunniosi ed anonimi sulla vita sessuale e privata dei candidati del PCI attribuendo loro dei contatti con i fascisti e/o dei movimenti anticlericali. Questa strategia consistente a prendere di mira in modo specifico i seggi suscettibili di apportare una maggioranza alla DC invece di puntare ad un'ampia vittoria portò i suoi frutti in ognuna delle più di 200 circoscrizioni ad eccezione di due. Durante il voto, la DC ottenne il 48,5% dei voti e 307 seggi al Parlamento mentre il FDP dovette accontentarsi del 31% dei voti e di 200 seggi [16]. La repressione brutale che rispose alle proteste della popolazione e della sinistra in particolare fecero "un numero notevole di vittime durante le manifestazioni e le occupazioni di locali" [17].

  

1948--05.jpgIl presidente Truman fu molto soddisfatto dei risultati ottenuti e divenne un adetto alle operazioni clandestine. Nella sua famosa "Dottrina Truman" del marzo 1947, egli aveva specificato: "Non dobbiamo riconoscere nessun governo imposto ad una nazione da una forza o una potenza straniera", fondando così la politica estera degli Stati Uniti sul "Diritto e la Giustizia" e rifiutando ogni compromesso con il male" [18]. Tuttavia, se le elezioni italiane si erano risolte altrimenti che con una vittoria della DC sostenuta dagli USA, l'Italia avrebbe potuto allora sprofondare, come la Grecia, nella guerra civile. Durante e dopo le elezioni, delle navi da guerra USA pattugliarono al largo della penisola e delle forze di terra rimasero in alerta. George Kennan, il capo dell'ufficio di pianificazione del dipartimento di Stato incaricato di sviluppare i programmi a lungo termine necessari al raggiungimento degli obiettivi di politica estera, preconizzava puramente e semplicemente un intervento militare degli USA nel caso di una vittoria dei comunisti alle elezioni [19].

 

Cossiga_Francesco.jpgIn seguito alle rivelazioni su Gladio, il presidente italiano Francesco Cossiga  confermò che una fazione paramilitare della DC si teneva pronta ad intervenire se ciò si fosse verificato. Dotato di un fucile automatico Stern, di caricatori e di molte "granate a mano"; Cossiga faceva egli stesso parte del commando. "Ero armato sino ai denti e non ero il solo". L'armamento dei paramilitari della DC era stato "acquistato grazie a del denaro messo a loro disposizione dal partito" [20].

 

decima_mas.jpgDopo che il PCI fu eliminato dal governo, l'Italia governata dalla DC filo-USA fu invitata, il 4 aprile 1949, a raggiungere la NATO creata da poco, in qualità di membro fondatore. Soltanto alcuni giorni prima, il 30 marzo 1949, l'Italia si era dotata del suo primo servizio di informazioni militare dal 1945, nato dalla collaborazione con la CIA. Integrata al ministero della Difesa, l'unità segreta fu battezzata SIFAR e posta sotto la direzione del generale Giovanni Carlo. Durante la Prima Repubblica, il SIFAR interferì in diverse riprese negli affari politici  dell'Italia e la sua divisione "Office R" si incarico del comando dell'esercito anticomunista stay-behind Gladio [21]. "La coincidenza tra l'adesione dell'Italia alla Nato e la restaurazione della sua capacità di informazione è lungi dall'essere fortuita", osserva a giusto titolo l'esperto in servizi segreti Philipp Willan, "ci informa sugli scopi fondamentali dei servizi segreti dell'Italia del dopoguerra e sulle intenzioni di coloro che hanno permesso il loro ristabilimento" [22].

 

1948--03.jpgIl SIFAR fu una sua creazione "regolata da un protocollo topo secret imposto dagli Stati Uniti che costituisce una rinuncia totale alla sovranità nazionale". Secondo questo protocollo, stabilito in coordinamento con il programma della NATO, gli obblighi del SIFAR nei confronti della direzione della CIA negli USA avrebbero compreso la condivisione dell'informazione raccolta ed il rispetto di un diritto di  osservazione sul reclutamento del personale, il quale doveva imperativamente ricevere l'approvazione della CIA [23]. Infatti, il SIFAR non era indipendente ma sotto la cappa della CIA. O piuttosto, come scrive Paolo Taviani, ministro della Difesa italiano tra il 1955 ed il 1958: i servizi segreti italiani erano diretti e finanziati dai "tipi di Via Veneto", detto altrimenti, la CIA e l'ambasciata degli Stati Uniti a Roma [24]. I senatori italiani evidenziarono anche quest'egemonia della CIA: "Gladio è stata creata in seguito ad un accordo tra due servizi segreti, uno molto importante, lo statunitense, l'altro meno, l'italiano" [25].

  

harry-truman.jpgNel 1951, il generale Umberto Broccoli fu nominato direttore del SIFAR e, nella sua qualità di membro di un "Comitato Segreto", incontrò regolarmente dei rappresentanti della CIA, il responsabile del comando della NATO per l'Europa del Sud così come dei responsabili dell'esercito, della Marina e dell'esercito dell'Aria italiana [26]. La NATO temeva l'influenza del PCI, il SIFAR aveva vocazione a garantire la stabilità dell'Italia. In quest'ottica, l'esercito segreto Gladio era il suo pezzo forte. L'8 ottobre 1951, Broccoli scrisse al ministro della Difesa Efisio Marras a proposito del'esercitazione dei Gladiatori al Regno Unito e della fornitura di armi e di esplosivi da parte della CIA. Nella sua lettera, il generale spiegava che il SIS aveva offerto di addestrare i quadri della Gladio italiana in cambio dell'acquisto di armamenti britannici attraverso l'Italia. Allo stesso tempo, la CIA proponeva di fornire le armi gratuitamente, ma non era in grado di fornire una formazione del livello di quella che offrivano gli Inglesi. Gli Italiani scelsero di non scegliere: essi inviarono i loro ufficiali a ricevere la prestigiosa istruzione dei centri di addestramento britannici e conclusero simultaneamente con gli Stati Uniti un accordo segreto che garantiva loro un approvvigionamento gratuito in armi. Ciò non piacque ai Britannici. Quando il generale Ettore Musco, che succedette a Broccoli alla testa del SIFAR si recò in Inghilterra per visitare il forte Monckton, l’accoglienza fu particolarmente fredda: "Nel 1953, i Britannici, arrabbiati di essersi fatti giocare, rimproverarono al generale Musco che "il suo servizio si era votato anima e corpo agli Stati Uniti" [27].

 

Patto-Atlantico.JPGOperando per la politica anticomunista segreta della NATO, i rappresentanti del SIFAR parteciparono regolarmente alle riunioni di Gladio degli organi di comando della NATO, l'ACC e il CPC [28]. Poco tempo prima di lasciare le sue funzioni, il presidente Cossiga pretese durante un'intervista televisiva che l'esercito segreto Gladio era nato in Italia nel 1951 dalla preoccupazione "di quanto poteva accadere se l'Europa venisse invasa". "Si convenne che tre paesi. gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia, fossero membri permanenti e che gli altri fossero membri associati, la qual cosa riguardava la Danimarca, la Norvegia, i Paesi Bassi, il Belgio, il Lussemburgo, la Grecia e la Turchia", spiegò Cossiga facendo riferimento al CPC, il comitato di direzione della rete Gladio. "L'Italia fu invitata a partecipare in qualità di membro associato. Essa declinò l'offerta e chiese di diventare un membro permanente ma non ricevette allora risposta. Nel 1956, la Germania raggiunse il gruppo". Il presidente insisteva sul segreto concernente queste operazioni. "La linea di condotta della NATO consisteva nel negare l'esistenza su tutto quel che veniva convenuto" [29].

 

Garibaldi-DC.jpgIn un documento top secret del NSC, il Consiglio Nazionale di Sicurezza statunitense, firmato da Truman il 21 aprile 1950, il presidente sottolineava che "L'Italia è la chiave della sicurezza americana", gli USA dovevano dunque "essere pronti ad utilizzare tutto il loro potere politico, economico e, al bisogno, militare" per combattere il PCI [30]. "Nel caso in cui i comunisti riuscissero ad entrare nel governo in modo democratico o se questo governo dovesse cessare di opporsi fermamente al comunismo all'interno ed all'esterno del paese, gli Stati Uniti dovevano prepararsi a prendere le misure necessarie", Truman menzionava anche esplicitamente la possibilità di un'invasione se "una parte del territorio italiano cadesse sotto il controllo comunista in seguito ad un'insurrezione armata". All'avvicinarsi delle elezioni, il piano concepito dagli USA prevedeva, in fase 1: il rafforzamento della "presenza militare americana nel Mediterraneo"; fase 2: "la fase d'alerta", le truppe USA dovevano invadere l'Italia "dietro richiesta del governo italiano e dopo consultazione della Gran Bretagna e degli altri paesi della NATO". Dovevano spiegarsi "nelle zone della penisola controllate dal governo per una dimostrazione di forza". Infine, la "fase 3", allarme rosso: le forze armate (statunitensi) con effettivi sufficienti" dovevano "sbarcare in Sicilia e/o in Sardegna" allo scopo "di occupare e di difendere il territorio contro la resistenza comunista locale" [31].

   

William-Colby.jpgI timori di Washington crebbero ancora durante le elezioni del giugno 1953 in cui, malgrado le operazioni speciali della CIA, la DC, con il 40% dei voti, ottenne soltanto 261 seggi al Parlamento, ossia 46 meno del 1948. La coalizione di sinistra conquistò, in quanto ad essa, 218 seggi con il 35% dei voti. La CIA intensificò la sua guerra segreta perché "vi erano delle valide ragioni di dubitare che se questa tendenza osservata tra 1948 e 1953 fosse proseguita (...) la coalizione formata dai comunisti ed i socialisti avrebbe finito con il diventare la principale forza politica del paese", secondo l'analisi effettuata da William Colby, che fu più tardi scelto per dirigere la CIA durante la presidenza di Nixon [32]. Il primo luogo, fu deciso che bisognava nominare un capo del SIFAR più aggressivo. Nel 1955, Carmel Offie, alto responsabile della CIA e intimo collaboratore del direttore di allora Allen Dulles, si recò in Italia dove, con il direttore dell'antenna locale, il COS Gerry Miller, affidò a Claire Boothe Luce, l'affascinante ambasciatrice degli Stati Uniti a Roma, la missione di convincere il ministro della Difesa italiano Emilio Tavani di nominare il generale Giovanni De Lorenzo a capo del SIFAR. L'anno successivi, De Lorenzo, un avversario accanito del comunismo acquisito alle idee di Washington, assunse dunque il comando del SIFAR e dei suoi eserciti segreti [33].

  

Giovanni-De-Lorenzo.jpgCon i suoi baffi, i suoi occhiali ed i suoi modi militareschi, De Lorenzo incarnava la figura del generale all'antica. In un documento top secret datato 26 novembre 1956 e firmato da lui, il capo del SIFAR evoca degli "accordi precedenti" intercorsi tra la CIA ed i suoi servizi e precisa che l'operazione Gladio è sulla buona strada [34]. Il documento, contenente dei dati altamente sensibili, non fu svelato ai senatori incaricati dell'inchiesta parlamentare. "L'accordo concluso tra il SIFAR e la CIA nel 1956 riguardante l'organizzazione stay-behind non può al presente essere reso pubblico poiché si tratta di un impegno bilaterale classificato top secret", spiegherà l'ammiraglio Fulvio Martini, direttore del SIFAR, a dei senatori interdetti che avevano creduto, a torto, che il SIFAR doveva rendere conto al Parlamento italiano e non alla CIA. "La declassificazione del documento, che ho già chiesto il 13 dicembre 1990", precisò, "necessita imperativamente dell'accordo dell'altra parte implicata" [35].

  

Vota-per-il-tuo-paese.jpgSulla lista dei progetti prioritari del SIFAR, De Lorenzo pose la costruzione di un nuovo quartiere generale per l'esercito segreto, per la quale la CIA non esitò a sborsare 300 milioni di lire. Stati Uniti ed Italia avevano convenuto che per ragioni di discrezione e di funzionalità, il nuovo centro di Gladio non doveva essere edificato sul continente ma su una delle grandi isole della costa Ovest dell'Italia. Fu scelta la Sardegna ed il terreno acquistato. Il colonello Renzo Rocca, capo dell'Ufficio R, che dirigeva la Gladio locale, fu incaricato di supervisionare la costruzione della nuova base in cui dei soldati anticomunisti sarebbero stati equipaggiati e addestrati da istruttori delle Forze Speciali USA e britanniche [36]. Il "Centro di addestramento al sabotaggio" (in italiano CAG- Centro Addestramento Guastatori) era situato a Capo Marragiu, vicino al villaggio di Alghero. Dietro le mura e le recinzioni elettrificate, si costruì un piccolo forte e dei bunker sotterranei, si installarono  dei potenti trasmettitori radio a lunga distanza così come delle installazioni sottomarine destinate all'addestramento di subacquei da combattimento; infine, furono costruiti anche due brevi piste di atterraggio ed un eliporto. Altre costruzioni furono anche aggiunte per l'addestramento all'uso delle armi e di esplosivi e per la formazione ideologica [37].

  

Vota-o-sara-il-tuo-padrone.jpg"Mi sono recato per la prima volta a Capo Marragiu nel 1959", testimoniò il Gladiatore Ennio Colle in seguito alla scoperta degli eserciti segreti. Il 27 novembre 1990, Colle aveva ricevuto una lettera del direttore del SISMI che lo informava che "l'esercito segreto era stato sciolto". Il vecchio combattente affermò che i membri dell'unità speciale erano tenuti all'oscuro a proposito della dimensione internazionale della rete e che essi ignoravano dove essi avevano ricevuto il loro addestramento: "Non sapevo dove fossi perché ci trasportavano con aerei dagli oblò oscurati". Decimo Garau, un istruttore del CAG, formato in Gran Bretagna, confermò a dei giornalisti che i Gladiatori italiani erano letteralmente tenuti all'oscuro: "Essi giungevano a bordo di un apparecchio mimetizzato ed erano in seguito portati con delle navi dai vetri oscurati che li depositavano davanti ai loro quartieri. L'addestramento poteva allora cominciare" [38].

  

Elezioni_Camera_1958.png"Riassumendo, il mio lavoro consisteva nell'impedire che i comunisti si impadronissero dell'Italia alle prossime elezioni del 1958", scriveva l'agente della CIA William Colby nelle sue memorie. Nell'autunno del 1953, egli fu inviato a Roma e posto agli ordini del COS Gerry Miller. Gli eserciti segreti Gladio dovevano permettere alla CIA di "evitare che le difese militari della NATO non siano cortocircuitate politicamente da una quinta colonna sovversiva, il Partito Communista Italiano (o PCI)", nel quadro di ciò che Colby descrive come "il più vasto programma di azione politica clandestina mai intrapresa dalla CIA". Come i comunisti, i socialisti italiani subivano anch'essi gli attacchi della CIA che orchestrava delle campagne di diffamazione nei loro confronti continuando a finanziare la DC. "Non avremmo comunque abbandonato la DC che controllavamo al posto dei socialisti imprevedibili". Le manovre di Colby portarono i loro frutti e, nel 1958, la DC consolidò il suo potere con il 42% dei voti e 273 seggi mentre i comunisti, con il loro 23%, dovevano accontentarsi di 140 seggi ed i socialisti di 84 [39].

 

 ganser-libro.jpg   

Lo studio di vasto respiro di Daniele Ganser sugli eserciti segreti della NATO al servizio dell'imperialismo anglo-americano e quindi negatori di una qualunque forma di "democrazia" all'interno del quadro storico capitalistico è stato integralmente tradotto dall'editore Fazi di Roma nel 2008.

  

  

Daniele Ganser

 

 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

  

  

NOTE


[1] Se è vero che il PCI ha ricevuto un importante sostegno finanziario da Mosca, le relazioni esatte tra quest'ultimo ed il Partito comunista sovietico durante la Guerra fredda sono oggetto di discussione tra gli storici. Sergio Romano, ambasciatore d'Italia in URSS dal 1985 al 1989, riportò che sino alla fine degli anni 70, la maggior parte delle risorse finanziarie del PCI provenivano dal Partito comunista sovietico. Tra le inchieste condotte su questi legami tra il PCI e Mosca figurano: Joan Barth Urban, Moscow and the Italian Communist Party: From Togliatti to Berlinguer (Cornell University Press, Ithaca, 1986); Gianni Cervetti, L’Oro di Mosca: La Verità sui Finanziamenti Sovietici al PCI Raccontata dal Diretto Protagonista (Baldini & Castoldi, Milano, 1993, riedito nel 1999) e Valerio Rima, Oro da Mosca. I Finanziamenti Sovietici al PCI dalla Rivoluzione d’Ottobre al Crollo dell’ URSS (Mondadori, Milano, 1999).

[2] Senato della Repubblica. Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi: Il terrorismo, le stragi ed il contesto storico politico. Redatta dal presidente della Commissione, Senatore Giovanni Pellegrino. Rome, 1995, p. 20. Questo rapporto del Senato italiano costituisce uno dei documenti di riferimento su Gladio e più generalmente sulle azioni clandestine condotte dagli Stati Uniti in Italia. Tratta di Gladio, del terrorismo e di attentati non risolti. Allo scopo di evitare confusione con il secondo rapporto senatoriale, anch'esso molto interessante, presentato nel 2000, il primo documento sarà chiamato Rapporto dell'inchiesta senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati.

  

[3] Settimanale italiano Panorama del 10 febbraio 1976. Citato in Rapporto dell'inchiesta senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati, p. 13.

 

[4] Roberto Faenza, Gli americani in Italia (Editore Feltrinelli, Milano, 1976), p. 10–13. Le connessioni tra gli USA e la mafia erano già state rivelate da un'inchiesta del Senato degli Stati Uniti diretta dal senatore Kefauver. Vedere gli US Senate Special Committee, Hearings on Organised Crime and Interstate Commerce, part 7, p. 1181 (1951). Lo storico italiano Roberto Faenza fu uno dei primi a valutare l'impatto notevole delle operazioni clandestine in Italia. La sua prima opera, scritta com Marco Fini ed apparsa nel 1976, si concentrava sugli anni del dopoguerra e si intitolava sobriamente: Gli Americani in Italia. Si poteva leggere nella prefazione: "Per numerose persone nel mondo intero, compreso il cittadino statunitense medio, fu difficile e doloroso ammettere che gli Stati Uniti costituivano la forza più conservatrice e più controrivoluzionaria del mondo. È tuttavia quanto dimostra questo libro rivelando gli interventi segreti del governo USA negli affari interni del popolo italiano (...) la situazione è comparabile a quanto hanno rivelato altre inchieste in Grecia, in Iran, in Guatemale, nella Repubblica Domenicana ed in numerosi altri paesi (...). È particolarmente difficile guardare questa verità in faccia".

  

[5] Quotidiano britannico The Observer del 10 gennaio 1993. Riferimento al documentario Allied to the Mafia, diffuso nel gennaio 1993 sul canale BBC2. 

 

[6] Mackenzie, W. J. M., History of the Special Operations Executive: Britain and the resistance in Europe (British Cabinet Office, Londres, 1948), p. 842 e 853. Gli USA hanno applicato nella zona del Pacifico, e soprattutto nelle Filippine, questa strategia consistente nell'appoggiare e poi nell'indebolire delle guerriglie di estrema sinistra durante la Seconda Guerra mondiale. Il Giappone aveva invaso le Filippine nel gennaio 1942. Gli Stati Uniti sostenevano ed addestravano dei partigiani dai diversi orientamenti in lotta contro l'opposizione giapponese, tra cui il movimento rivoluzionario di sinistra Huk che rappresentava una potente leva per la rivoluzione sociale. Ma, come in Italia ed in Grecia, i vecchi fratelli d'armi furono sacrificati. Una volta il Giappone vinto, gli USA confiscarono le armi della guerriglia e gli Huk furono massacrati in presenza di ufficiali USA, un'operazione che durò almeno sino al 1945. Lo storico statunitense Gabriel Kolko commenta: "I dirigenti Huks credevano ingenuamente che gli Americani li avrebbero tollerati". Vedere Gabriel Kolko, Century of War Politics, Conflict, and Society since 1914 (The New Press, New York, 1994), p. 363.

  

[7] Geoffrey Harris, The Dark Side of Europe: The Extreme Right Today (Edinburgh University Press, Édimbourg, 1994), p. 3 e 15.

  

 [8] Allan Francovich, Gladio: The Ringmasters. Primo dei tre documentari di Francovich dedicati a Gladio, diffuso il 10 juin 1992 sulla BBC2.

  

 [9] William Blum, Killing Hope: US Military and CIA Interventions since World War II (Common Courage Press, Maine, 1995), p. 28.

  

 [10] A proposito di Alcide de Gasperi, vedere L’Opus Dei e l’Europa - Dal riciclaggio dei fascisti al controllo delle democrazie, di Thierry Meyssan, 22 marzo 1995.

  

[11] Martin Lee, The Beast Reawakens (Little Brown and Company, Boston, 1997), p. 100.

 

[12] Jonathan Dunnage, "Inhibiting Democracy in Post-War Italy: The Police Forces, 1943–48", in: Italian Studies, n° 51, 1996, p. 180.

 

[13] Stuart Christie, Stefano delle Chiaie (Anarchy Publications, Londres 1984), p. 6.

 

[14] Ibid., p. 4.

 

[15] Tom Mangold, Cold Warrior: James Jesus Angleton; The CIA’s Master Spy Hunter (Simon & Schuster, Londres, 1991), p. 20. Mangold, il biografo di Angleton non fornisce sfortunatamente nessun dettaglio sulla collaborazione dell'agente con i fascisti dopo il 1945 e non riferisce del salvataggio di Borghese da parte di Angleton. Il personaggio di James Angleton è stato interpretato al cinema da Matt Damon nel film di Robert De Niro The Good Shepherd (2006), in italiano L'ombra del potere, ed alla televisione da Michael Keaton nella serie The Company (2006).

 

[16] William Corson, The Armies of Ignorance: The Rise of the American Intelligence Empire (The Dial Press, New York, 1977), p. 298 e 299. Per la sua natura clandestina, l'operazione fu finanziata con del denaro sporco che si dovette riciclare. Corson spiega che 10 milioni di dollari furono dapprima ritirati in specie di Fondi di Stabilizzazione Economica prima di transitare su conti personali per essere infine riversati sotto forma di doni a degli organismi schermi della CIA.

 

 

[17] Christie, delle Chiaie, p. 175.

 

[18] Denna Frank Fleming, The Cold War and Its Origins 1917–1960 (Doubleday, New York, 1961), p. 322.

 


[19] Thomas Powers, The Man Who Kept the Secrets : Richard Helms and the CIA (Weidenfeld and Nicolson, Londres, 1980), p. 30.


[20] Quotidiano britannico The Guardian del 15 gennaio 1992.

 

[21] Durante la Prima Repubblica italiana il servizio di informazione militaredovette cambiare nomemolte volte per via di numerosi scandali in cui fu coinvolto. Dalal sua creazione nel 1949 al primo grande caso nel 1965, portò il nome di SIFAR, fu in seguito ribattezzato SID, conservando la maggior parte del suo personale. Nel 1978, in seguito ad un nuovo scandalo, il SID fu diviso in due servizi che sono oggi sempre attivi. Il ramo civile fu posto sotto il controllo del ministero dell'Interno e battezzato SISDE (Servizio Informazioni Sicurezza Democratica) mentre il ramo militare rimase collegato al minsitero della Difesa con il nome di SISMI.


Direttori dei servizi segreti militari

generale Giovanni Carlo 1949–1951 SIFAR
generale Umberto Broccoli 1951–1953 SIFAR
generale Ettore Musco 1953–1955 SIFAR
generale Giovanni De Lorenzo 1956–1962 SIFAR
generale Egidio Viggiani 1962–1965 SIFAR
generale Giovanni Allavena 1965–1966 SID
generale Eugenio Henke 1966–1970 SID
generale Vito Miceli 1970–1974 SID
generale Mario Casardi 1974–1978 SID
generale Giuseppe Santovito 1978–1981 SISMI
generale Nino Lugaresi 1981–1984 SISMI
ammiraglio Fulvio Martini 1984–1991 SISMI
Sergio Luccarini 1991 SISMI
generale Luigi Ramponi 1991–1992 SISMI
generale Cesare Pucci 1992–1993 SISMI
generale Sergio Siracusa 1994-1996 SISMI
ammiraglio Gianfranco Battelli 1996-2001 SISMI
generale Nicolò Pollari 2001-2006 SISMI
ammiraglio Bruno Branciforte 2006-2007 SISMI
ammiraglio Bruno Branciforte 2008… AISE

 

 

[22] Philip Willan, Puppetmasters: The Political Use of Terrorism in Italy (Constable, Londres, 1991), p. 34.


[23] Mario Coglitore (ed.), La Notte dei Gladiatori. Omissioni e silenzi della Repubblica (Calusca Edizioni, Padova, 1992), p. 34.


[24] Quotidiano britannico The Observer del 18 novembre 1990.


[25] Rapporto dell'inchiesta senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati, p. 49.


[26] Coglitore, Gladiatori, p. 133.


[27] Pietro Cedomi, "Service secrets, Guerre froide et ‘stay-behind. 2e partie’: La mise en place des réseaux" nella rivista belga Fire ! Le Magazine de l’Homme d’Action, septembre/octobre 1991, p. 80.


[28] Allied Clandestine Committee (ACC) e Clandestine Planning Committee (CPC).

 

[29] Quotidiano britannico The Observer del 7 giugno 1992.


[30] Memorandum, National Security Council to Harry S. Truman, April 21, 1950, Bibliothèque du Réseau Voltaire.


[31] Il documento fu declassificato nel 1994 e provocò un'ondata di protesta in Italia. Vedere il quotidianoitaliano La Stampa del 27 novembre 1994.

  

[32] William Colby, Honourable Men: My Life in the CIA (Simon & Schuster, New York, 1978),  p. 110; Tr. it.: La mia vita nella CIA, Mursia, Milano, 1981.

 

[33] Roberto Faenza, Il malaffare. Dall’America di Kennedy all’Italia, a Cuba, al Vietnam (Editore Arnoldo Mondadori, Milan, 1978), p. 312.


[34] L’esistenza di questo documento fu rivelata al momento delle rivelazioni su Gladio nel 1990. Il rapporto dell'inchiesta senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati, p. 25.

  

[35] Settimanale italiano L'Europeo del 18 gennaio 1991. La commissione d'inchiesta parlamentare non apprese l'esistenza del documento del 1956 su Gladio che entrando in possesso di un testo datato  26 novembre 1956 ed intitolato Accordo fra il Servizio Informazioni Italiano ed il Servizio Informazioni USA relativo alla organizzazione ed all’attività della rete clandestina post-occupazione (stay-behind) italo-statunitense. [Accordo concluso tra il SIFAR e la CIA concernente l’organizzazione e l'attività di una rete post occupazione italo-statunitense segreta (stay-behind)]. Il contenuto del documento originale figura in Coglitore, Gladiatori, p. 118–130.


[36] Giornale belga Fire, gennaio 1992, p. 59.


[37] Ibid., p. 62.


[38] Allan Francovich, Gladio: The Puppeteers. Secondo dei tre documentari di Francovich dedicati a Gladio, diffusi sulla BBC2 il 17 giugno 1992. Version française: Gladio, les Marrionettistes.

  

[39] Colby, Honourable Men, p. 128.

 

 

LINK:
Les armées secrètes de l’OTAN 

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18 agosto 2010 3 18 /08 /agosto /2010 08:02

 

 

 

 

In memoria di Giorgiana Masi

e tanti/e altri/e

  

  

Giorgiana-Masi-copia-1.jpgCome potevamo noi di "Storia Soppressa" esimerci dal rendere omaggio ad una delle numerose colonne portanti della democraticissima Prima Repubblica?

 

Gli stessi mezzi di informazione, non hanno usato mezzi termini nel descrivere le sue sulfuree appartenenze ed il suo operato con apparati ben più che strani e che di "democratico" avevano ben poco, se non al limite il nome (flatus voci). Si sono comportati benissimo potremmo anche dire, quasi si trattasse di descrivere un fondale oceanico o una catena montuosa: con vera obiettività. A mancare come sempre, (ma allora non si è più obiettivi), i giudizi, e soprattutto, le condanne.

 

Pazienza! Così vanno le cose nel Bel Paese, e non certo da oggi.  

  

  

  

  

  Francesco Cossiga: un "uomo" per tutte le stagioni (o regimi) 

  

  

Kossiga-boia-.jpg

Siamo nel 1977, si sapeva già molto se non tutto su certa gente: cosa è stato fatto dalle democraticissime istituzioni e dalla grandiosa e sedicente democratica sinistra italiota?

 

 

 

kossiga--manifesti-partito-radicale.jpg

Esempio di denuncia politica e controinformazione.

Per il filmato di cui parla il manifesto vedere il video You Tube intitolato: "Poliziotti armati e che sparano alla folla".

 

 

 

Da YOU TUBE:

 mega florilegio Kossighiano (si raccomandano antiemetici a portata di mano):
 

 

 

Sequestro Moro, Cossiga cita Loggia P2 e Piano Solo

 


 

 

 

Video degli scontri del 12 maggio 1977 quando venne assassinata Giorgiana Masi:

impunità agli assassini ed ai mandanti: licenza di uccidere...

 

 

 

 

Poliziotti armati e che sparano alla folla travestiti da "estremisti".

Un esempio di controinformazione reale: le menzogne del potere smascherate dal movimento in tempo reale.

 


 


  

 

Marzo 1977: Carrarmati a Bologna!!!

Scontri a Bologna dopo l'assassinio di Francesco Lo Russo

Impunità agli assassini ed ai mandanti: licenza di uccidere...

 

 

 

 


 

 

Torna Kossiga boia! 1

 


 

 

Torna Kossiga boia! 2

 


 

 

  Cossiga: "Massacrare i manifestanti senza pietà!"

 


 

 

 

LINK relativo dal sito "Governo Italiano":

 

"BISOGNA FERMALI, ANCHE IL TERRORISMO PARTI' DAGLI ATENEI"

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18 luglio 2010 7 18 /07 /luglio /2010 08:00

 

 

 

 

HEIDEGGER


di Georges Mietzenagora

IV


Dispositivo cognitivo dei contemporanei di Sein und Zeit


Heidegger giovane, 01Il pensiero di Kant ha dato luogo a due grandi correnti che prevarranno durante il XX secolo: L'empirismo, il positivismo logico, ecc. da una parte, la fenomenologia e gli esistenzialismi d'altra. Lo spirito è concepito oramai da queste scuole di pensiero come isolato da un reale indipendente che esso percepirebbe e potrebbe concepire. È a degli spiriti o a degli spiriti isolati in tal modo, privi di ogni riferimento all'essere indipendente da essi che un Heidegger porrà la "questione dell'essere"!

 


1. La nuova fisica e la nuova epistemologia positivista: Einstein ed il Cicolo di Vienna

Albert Einstein by Yousuf Karsh, 1948Ora che Einstein (1905) pone effettivamente la fisica sulla via designata dal neo-kantiano Ernst Mach, questa fisica abbandona la questione dell'essere indipendente delle cose naturali. Nel 1911, il Circolo Mach Ernst lancia un appello per la costruzione di una visione scientifica positiva [14], lancia quest'appello ai ricercatori scientifici delle differenti discipline. L'appello è firmato tra gli altri da Mach, Einstein, Hilbert ed anche da Freud. Mach, il filosofo fisico, fondatore dell'empiricriticismo; Einstein, che ha già posto il "quanto d'azione" al posto di un concetto della natura della luce; Hilbert, che chiede una formalizzazione logica metamatematica, richiesta a cui risponderà il teorema troppo famoso di Goedel.

  

Nel 1929, diventato Circolo di Vienna (Wiener Kreis), l'Ernst Mach Verein pubblica il suo manifesto. La tesi machiana è fermamente adottata. Ogni allusione ad un'esistenza indipendente esterna alle sensazioni cioè ai fenomeni, è denunciata come priva di senso. Questa mancanza di senso è caratteristica degli enunciati metafisici o teologici, si dice in questo manifesto. Da questa tendenza degli spiriti alla metafisica e/o alla teologia, cioè alla mancanza di senso, il manifesto spera che la psicanalisi di Freud possa guarire. Freud aveva appena pubblicato lo stesso anno in cui apparve Sein und Zeit il suo L'avvenire di un'illusione. Descriveva la religiosità come una nevrosi universale e manifestava la speranza di una guarigione.

 

 

2. Abbandono dell'ontologia per la nuova fisica


La nuova fisica priva la scienza della natura del suo oggetto indipendente, i corpi in movimento. La scienza fisica non ha più ontologia per gli esseri corporei in movimento che esistono indipendentemente dalla percezione. Husserl stesso esulterebbe nel suo testo Crisis per questo nuovo stato di cose. Infine avrebbe visto la concezione galileiana crollare dall'avvento della nuova meccanica subatomica, la meccanica quantistica.

In breve, la questione dell'essere è abbandonata dalla nuova fisica ed il Mach Ernst Verein positivista se ne rallegra nel suo manifesto del 1929. Ora, kantiani come Mach o Mauthner, i filosofi atei sono rinchiusi nella scatolabianca della sensazione e devono riconoscere la necessità del corso stesso della sensazione. L'essere dei noein, cioè della sensazione, non dipende da se stesso, il machiano cioè l'empiriocriticista è obbligato di vedere infatto la sensazione portata da non si sa cosa che non è se stessa.La posizione della questione dell'essere e la descrizione heideggeriana dell'esistenza pretende supplire a questa carenza. La nuova fisica non offrendo più, interdendo persino, anche l'accesso all'essere indipendente dalla sensazione, questi spiriti sono pronti ad aspettare l'offerta di un altro accesso all'essere!

La dottrina di Heidegger malintesa, si cristallizza sul difetto d'essere diventato generale nell'Alta Cultura filosofica e scientifica. È per questo che abbiamo degli heideggeriani di ogni orientamento! Dei pensatori che intendono la dottrina nella sua vera intenzione religiosa (come ad esempio Lowith e Gadamer), ogni genere di cattolici modernisti, naturalmente dei protestanti, dei teisti, ma anche degli Israeliti e presto dei marxisti insieme ad altri atei. La domanda d'essere è enorme e l'offerta Heidegger per quanto nascosta possa essere, sembra ad alcuni a questo proposito valere qualcosa invece di niente! Lo ristabilimento ontologico della fisica appare come il pharmakon sine qua non dello ristabilimento della cultura e del buon senso.


V. Itinerario dell'impresa di Heidegger

  

1. Gli inizi della carriera universitaria di Heidegger [15]

  

Heidegger è un cristiano fervente, educato dalle magistrali istituzioni  cattoliche di formazione dello spirito e del corpo. Fallendo il suo ingresso in un ordine della Chiesa, passerà all'università ed alla biblioteca di filosofia contemporanea. All'università ascolta i corsi di matematica. Le questioni del matematico Hilbert sul fondamento formalizzabile delle matematiche possono contribuire a liberarlo da un'adesione a questo genere di scienze poiché essa stessa sembra mancare come le altre discipline di un proprio fondamento. Ascolta i corsi di fisica e ciò in un momento in cui questa scienza vacilla nell'adesione ai precetti di Ernst Mach. Scopre l'opera di Husserl e questo pensatore lo mette del tutto a suo agio nei confronti di ciò che le scienze positive sanno del mondo. In seguito compirà l'apprendistato a questa dottrina ed al suo metodo presso il suo creatore Husserl.

 

Husserl non avrebbe dovuto dimenticare ciò che egli stesso aveva notato nel 1919  e cioè che con Ochsner, l'amico dell'epoca di Heidegger, ed con Heidegger, aveva a che fare con delle "personalità orientate verso la religione" [16]. A proposito di questa religiosità, nel 1917, Finke, che era allora un protettore di Heidegger, vedeva in quest'ultimo, a cui egli scriveva, "un eminente filosofo speculativo teista" [17].

 

La giovane età di Heidegger, delle circostanze accademiche particolari e forse anche la libertà presa con la teologia cattolica prevalente nella Friburgo universitaria impedirono Heidegger di occupare la cattedra di filosofia cattolica per la quale aveva posto la sua candidatura a Friburgo.

 

L'ardore del militantismo religioso di questo figlio della Chiesa visibile non cedette davanti a questo insuccesso universitraio non più di quanto non aveva ceduto davanti al rifiuto dei Gesuiti di riceverlo tra di loro e quello dell'arcivescovo di impiegarlo presso di sé. Questi due ultimi rifiuti non essendo stati motivati che per i problemi cardiaci che degli eccessi sportivi avevano prodotto in Heidegger.

 

Tutta l'impresa di Heidegger è da concepirsi a partire dal suo militantismo religioso.

 

Invece di aver determinato, come avrebbe potuto sperarlo Husserl, nell'essitenza ordinaria dell'uomo concreto gli elementi originari di una "scienza rigorosa"- husserliana- capace di produrre delle verità eterne- secondo l'ideale di Husserl- Heidegger vi stabilirà i determinanti eterni dell'uomo interiore, cioè i determinanti del divino in quest'uomo interiore.


2. Da Husserl al proto-teologico
 

Un amico di Heidegger, Laslowski, aveva fatto pubblicare nel numero di marzo 1915 della rivista Heliand una poesia di Heidegger. La rivista Heliand era, come l'indicava il titolo, "la rivista mensile al servizio della vita religiosa dei cattolici colti" [sic] [18]. In questa poesia si legge: "Wie Gott es meint! -Auf ew'gerSpur Geh'n Engel werben

 

Come Dio l'intende!

Su un'eterna traccia

Se ne vanno cercando gli angeli.

 

La "meraviglia" [19] è che questa "traccia eterna" si troverebbe nell'"uomo concreto". Nell'uomo concreto, e nel fango  in cui lo getta "la cura", "la paura", "la corruzione", "la decadenza", "l'abbandono" in questo fango in cui si affonda nel mondo per il mondo, in cui l'uomo si aliena, si perde, è là che giacciono le tracce eterne. Nella chiacchiera è l'angelo caduto del verbo. In questa cura di non morire, dell'uomo ordinario, si è pervertita la cura dell'anima per la morte. Nel suo libro L'ontologie politique de Martin Heidegger [Führer della filosofia? L'ontologia politica di Martin Heidegger, Il mulino, Bologna, 1989], Pierre Bourdieu constata in Heidegger una secolarizzazione dei temi religiosi: "... Heidegger fa entrare nella filosofia una forma secolarizzata dei temi religiosi [...]: come ad esempio la nozione di Schuld, colpa, costituita in modo d'essere del Dasein, o tanti altri concetti della stessa origine e stessa coloritura, Angst angoscia, Versuchung tentazione, Geworfenheit abbandono, Innerweltlichkeit intramondanità, ecc..." [20].

 

Husserl.jpgNei fatti, si tratta più precisamente di divinizzare il secolare. Heidegger, cristiano modernista oramai ed in questo snso teista, rivela che la Rivelazione è presenza eterna nell'esistenza stessa dell'uomo interiore ordinario! Poiché i costituenti di Husserl corrispondono alle positività scientifiche, gli esistenziali di Heidegger corrispondono alle positività teologiche. La strada del metodo è il seguente: si parte dalle catergorie religiose positive verso la vita ordinaria. E là si cerca ciò che può corrispondervi. Ciò che si trova- ed è qui la "meraviglia"- sarà allora l'originario di ciò di cui si cercava l'origine! Come pensatore religioso, Heidegger ha altre esigenze rispetto a quelle di Husserl che fa sue. Ha la preoccupazione della protezione della fede cristiana. Husserl separa francamente la sua fede in Dio dalla sua ricerca filosofica o per lo meno pretende di farlo.


D'altronde, considerando le cose da un altro punto di vista, cosa c'è di meno straordinario di un discepolo che cerca di fare meglio nel campo in cui opera il maestro? Husserl crede di aver trovato il fondamento ultimo e pretende di elaborare la scienza suprema: la filosofia prima. Ebbene, il discepolo cercherà a sua volta il fondamento e questa volta si tratterà del fondamento che non conosce il maestro quello della propria impresa! Questi due generi di motivazione sono in sinergia: la fede in Dio e la fede in sé.


Husserl-mentre-fa-epoche-con-una-tazza-di-caffe.gifDal lato discepolo, più forte del suo maestro, Heidegger dichiara a Husserl: i vostri fondamenti non sono nulla, sono qualcosa dunque ed il loro essere a se stessi ecco dove è da cercare il fondamento del fondamento. Dal lato Dio della cosa l'essere ultimo del fondamento in causa è nella creatura fatta a somiglianza di questo Dio. Ed infatti, se questa creatura si dedica alle scienze, alla filosofia, ecc. questo è e non è altro che l'effetto di una scelta in cui si è impegnata la creatura. Da una parte è in se stessa in questa creatura nei suoi umori, le sue strutture, la sua vita interiore che deve risiedere il fondamento di queste scienze e filosofie, di queste fisiche, queste metafisiche. Ma d'altra parte tutto ciò non vale più della scelta che lo impegna. Questa scelta è cristianamente un falso passo e per fortuna questo falso passo è reversibile.


Il lavoro di Heidegger in questo senso è in corso nel 1918, come testimonia la sua corrispondenza con Elisabeth Blochmann. Riesce a produrre un testo terminato al più tardi nel 1925/26. La sua pubblicazione nella rivista annuale del maestro e simultaneamente stampato a parte non può tuttavia effettuarsi che nel 1927. Questo testo è dunque sotto l abenevolenza di Husserl portato alla notorietà ed è ufficialmente dedicato inoltre ad Husserl in segno di venerazione.


Il fatto che la distribuzione universitaria dei ruoli, a quest'epoca, costringe ognuno a mantenere il suo insegnamento nei limiti della disciplina, obbliga un professore di filosofia a non sconfinare sull'insegnamento della teologia. Questo fatto e l'insieme delle circostanze nelle quali il testo di Essere e Tempo fu pubblicato, spiegano perché il suo autore non enunci esplicitamente la vera portata della sua intenzione religiosa per non lasciare apparire che l'altro versante della sinergia ponendo la domanda dell'essere dei costituenti. Questa presentazione tuttavia non ingannò il primo alleivo di Heidegger a passare la sua abilitazione sotto la sua ferula, Karl Lowith, che nel suo testo Phanomenologische Ontologie und protestantische Théologie non vedeva in Essere e tempo che una "teologia camuffata" («sakularisiertechristliche Théologie») [21].

 

Nella sua corrispondenza con i suoi amici, Heidegger espone senza ambagia l'intensità della sua religiosità ed espone loro la natura del lavoro che egli ha intrapreso, il suo scopo, come aveva scritto ad Engelbert Krebs nel 1919: "... fare ciò che le mie forze mi permettono per la determinazione eterna dell'uomo interiore, e soltanto per questo, e giustificare così la mia esistenza e la mia azione davanti Dio stesso" [22]. E come dice sei mesi dopo, in una lettera ad Elisabeth Blochmann: "... al che si aggiungono delle costanti e nuove verso le vere origini, dei lavori preliminari in vista della fenomenologia della coscienza religiosa (religioses Bewusstsein)" [23].

 

E due anni più tardi, in una dichiarazione più esplicita ancora, per quanto concerne il metodo e la natura del suo lavoro, scrive a Karl Lowith, il 19 agosto 1921: "[...] non sono un filosofo [...] lavoro concretamente e fattivamente a partire dal mio io, a partire dalla mia origine intellettuale e del tutto fattuale, dal mio ambiente, dai contesti di vita ed a partire da qualsiasi altra cosa mi sia accessibile a partire da quest'ultimi in quanto esperienza vitale nella quale vivo... a questa fattualità che è la mia, appartiene ciò che io chiamo in breve il fatto che sono un teologo cristiano" [24].

 

 

3. La domanda alla quale Heidegger vuole rispondere: a quale condizione un'interpretazione giusta della fede cristiana è possibile?

 

Gadamer, che ottiene anch'egli la sua abilitazione con Heidegger, espone l'intenzione di Heidegger così: "Da quando conosciamo meglio i suoi primi corsi ed i suoi lavori che datano dall'inizio degli anni venti, è per noi evidente che la sua critica della teologia ufficiale della Chiesa cattolica romana della sua epoca lo costringeva sempre più a domandarsi a quali condizioni era giusta un'interpretazione della fede cristana, detto altrimenti, come ci si poteva difendere da quella forma di deformazione del messaggio cristiano da parte della filosofia greca che fondava sia la neo-scolastica del XX secolo sia la scolastica del Medioevo" [25]. Il cattolicesimo "modernista" è stato condannato da Roma e, nel 1910, il Papa esige dai professori cattolici un giuramento, il "giuramento anti-modernista".

  

kierkegaard.jpgIn un certo senso Heidegger sarebbe un cattolico modernista. Il cattolicesimo modernista consiste infatti, in alcune delle sue tendenze, a stabilire l'assise della fede in una specie di surnaturalità congenità dell'uomo. Sul versante protestante, Schleiermacher aveva insegnato questo genere di cose, più tardi ampiamente elaborato dal teologo Sören Kierkegaard. Heidegger si era iniziato al pensiero di questi due autori. Uno dei vantaggi di questo genere di religiosità risiede nel fatto che il corpus teologico del sapere religioso non è più l'essenziale. Il filosofo al servizio della fede di questa specie non è più imbarazzato dalla dogmatica delle false scienze adottate dalla Chiesa.

 

Un altro vantaggio segue dal primo: non si deve più affrontare sul loro terreno le scienze positive.

 

Platone_raffaello.jpgIl corpus dogmatico cattolico ufficiale è intimamente intrecciato con delle scienze positive. Specialmente le pseudoscienze di Platone e la fisica erronea di Aristotele ed anche i testi della filosofia prima di quest'ultimo (che è anch'essa teologica) intitolati Metà tà fusikà da cui è preso in origine la parola metafisica stessa. Da Copernico, poi Galileo Galilei, le scienze positive si opposrero a quelle della chiesa. Ed in campo cattolico il dogmatismo acquisito rimane lì e la sua difesa di fronte alle scienze è più che difficile. Sul versante filosofico protestante, dopo George Berkeley e Arthur Collier è stata costruita una filosofia più efficace contro le ingerenze delle scienze positive sulla dogmatica della fede. Leibniz poi Kant ed anche Schelling ed Hegel hanno confortato questa spiritualizzazione assoluta del reale.

  

aristotele.jpgPer liberare il cristianesimo dal confronte con le scienze moderne, basta sgombrare la dogmatica cristiana da tutti questi saperi. Il cristianesimo non deve più includere la scienza di cui ha, sotto l'influenza della filosofia greca, fatto una parte essenziale della sua dottrina. Tutto lo sforzo filosofico protestante che trova il suo trionfo nel kantismo, deve essere messo a profitto. D'altronde , Heidegger studia Lutero,  Schleiermacher, Kierkegaard, mentre, sul piano dei filosofemi, fa apprendistato del nato più ultra kantiano: la fenomenologia di Husserl. Il gesto di Heidegger consiste nello scartare non soltanto la pertinenza dell escienze positive, ma anche tutta la scienza dalla dogmatica cattolica.

  

A partire da questo gesto il cristiano cesserà di fondare la sua fede nella conoscenza del mondo esterno o nella teologia teorica.

  

È nel mistero della sua propria vita individuale che egli pianterà le tende con fermezza. È cercando di conoscersi che egli scoprirà le fondamenta della sua fede. È quanto Heidegger espone alla sua amica Elisabeth Blochmann nella sua lettera del 7 novembre 1918: "...Ciò che voi cercate, lo troverete in voi stessa, un cammino guidato dall'esperienza religiosa originale alla teologia, ma che non deve necessariamente condurre dalla teologia alla coscienza religiosa..." [26] e che egli reitera dieci anni più tardi nella sua lettera dell'8 agosto 1928: "La religione è una possibilità fondamentale dell'esistenza umana..." [27].

  

eraclito.pngIl solo essere che oramai importa di conoscere, è quello del cristiano stesso. Tutto ciò che prima si pretendeva di conoscere attraverso tutti quei saperi qualunque essi siano , è annullato ed al posto di tutto questo una parola, una sola, l'essere.

  

parmenide.jpgTutto ciò che non è l'essere del cristiano spirituale, tutto ciò che non è l'uomo interiore cristiano, e ciò che è, sarà l'Essere con una maiuscola. Per sostituire i saperi greci, integrati al cristianesimo ed ora respinti, si ricorre ad alcuni relitti presocratici di cui si fa un uso discrezionale. Si mantiene così per lo meno il legame del cristianesimo con il mondo greco e si evita così di limitarlo alla sua fonte ebraica. Si salva Eraclito, Parmenide come un tempo si salvava Platone ed Aristotele. Vi fu una rivelazione in Grecia! l'Essere con la maiuscola si è svelato, rivelato, egli che fa officio nella dottrina cristiana di Heidegger come pilastro mediano del tempio a tre colonne: l'Esistenza, l'Essere, Dio!

  

I Presocratici non hanno avuto accesso al "crucificato", forzatamente, ma avendo acceduto alla rivelazione del pilatro centrale Essere, essi hanno con lo stesso colpo acceduro al sacro. Oltre il sacro c'è la divinità che essi hanno, anch'essa, potuto percepire. Il loro sguardo ha dovuto arrestarsi a quest'orizzonte aldilà del quale, e soltanto là, la parola Dio può essere intesa in un senso cristiano del termine.

 

 

Georges Mietzenagora

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

  

  

NOTE

  

[14] cfr. GORI, Roland, HOFFMANN, Christian: La science au risque de la psychanalyse, (Ed. Point Hors Ligne) Eres 1999, p. 83, note 1.

  

 

 

LINK al posto originale:

HEIDEGGER

 

 

  

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15 luglio 2010 4 15 /07 /luglio /2010 10:48

 

 

Palestiniam Holocaust  Museum 

 

 

    

Museo Palestinese dell'Olocausto

 

 

 

Mahmoud.jpg  

 

  

Nome della Vittima: Mahmoud Samy Asaliyyah

 

Età: Quattro anni

 

Sesso:  Maschio

 

Date del decesso: 4 gennaio 2009

 

Luogo del decesso: Nella propria abitazione, a nord di Jabalia— nord della Striscia di Gaza.

 

Cause della morte: Esplosione interna dovuta all'alta pressione sanguigna.

 

 

 

Storia del martirio:

 

 

Mahmoud--2.jpgIl quattro gennaio non era come un altro giorno. Era diverso, le sue ore hanno portato dei dolori ed i suoi raggi di sole hanno inviato il dolore che ha preso posto nei cuori. Quel giorno era il primo giorno dell'operazione di terra della guerra israeliana su Gaza. Nell'umile casa di suo padre nella Jabalia del nord, Mahmoud, vestito di rosso, giocava con i suoi piccoli giochi, ma il frastuono degli aerei militari prossimi ad abbattere il muro del suono ed i colpi dei carrarmati hanno riempito il suo cuore di terrore. All'improvviso, la sua temperatura ha cominciato a salire sino a raggiungere i 42°. Il ragazzo ha cominciato a delirare e menzionare gli aeroplani militari ed i missili. Si è spostato dal seno di sua madre a suo padre in preda alla paura e tutti i tentativi della sua famiglia non sono riusciti a far diminuire la sua temperatura o a restituirgli la calma.

 

 

Nella regione dove Muhamoud viveva nessuno può muoversi perché i cecchini israeliani sparerebbero loro. Il pericolo per la vita di Mahmoud aumentava ogni ora; la sua temperatura non è scesa, il suo cuore batteva velocemente e non ha smesso di menzionare gli aeroplani militari, i colpi dei cararmati ed i missili. I membri della famiglia hanno tentato di contattare le ambulanze, ma non hanno potuto raggiunerle per via del pericolo di essere bombardati. Sua madre l'ha preso tra le sue braccia e ha cercato di trovare aiuto, non curandosi dei missili né dei colpi dei carrarmati. Si è gettata attraverso le strade polverose fino alla clinica, lì i dottori hanno deciso di inviarlo all'Ospedale Adwan di Kamal subito. Non appena l'ambulanza lo trasferiva, è stata dichiarata la sua morte dopo che il sangue era esploso nelle vene del cuore per la paura.  

 

Mahmoud--3.jpgTutti i suoi membri della sua famiglia si sono sentiti addolorati per Mahmoud che non aveva che quattro anni, soprattutto da sua sorella maggiore che ha detto con voce tremante: "Mahmoud è stato amato da tutti e per noi tutti la sua mancanza è stata un grande colpo. Era così giovane ma il suo posto nei nostri cuori era alto e nessuno ha occupato più quel posto". Suo padre lo ricorda tuttavia dicendo: "Ho quattordici bambini ma il più amato e il più vicino al mio cuore era Mahmoud. Ora mi manca anche nel sonno perché dormiva tra sua madre e me, ma nel suo posto non c'è nessuno ed il suo vuoto è occupato da bei ricordi". 

 

Sua madre va tuttavia alla sua tomba a piangere tutti i giorni, per chi non è mai stato senza di lei per un solo momento e che l'ha lasciata così all'improvviso senza salutarla. Supplica Allah e Gli chiede di concederle la sua pazienza per anader da lui. Gli raccontava delle vecchie storie, ma ora piange di desiderio per lui.

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

LINK al post originale:

Palestinian Museum of Holocaust

 

 

 

LINK a post pertinenti:

 

Museo Palestinese dell'Olocausto, 01

Museo Palestinese dell'Olocausto, 02.

Cosa hanno fatto i nipoti dei sopravvissuti all'Olocausto ai Palestinesi?

 

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