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29 aprile 2011 5 29 /04 /aprile /2011 17:00
Gli eserciti segreti della NATO [VI]
 
gladio1.jpg

 

 La guerra segreta in Italia 



di Daniele Ganser* 

 

  

Dwight-Eisenhower.jpgColby condivideva l'entusiasmo del presidente Dwight Eisenhower per le operazioni segrete in seguito ai successi dei colpi di Stato condotti congiuntamente con l'M16 che rovesciarono i governi di Mossadegh in Iran nel 1953 e di Arbenz nel Guatemala l’anno seguente. In Italia, la manipolazione delle elezioni ed il finanziamento segreto della DC "erano così efficaci che coloro che beneficiavano del nostro aiuto ne ignoravano a volte la provenienza", raccontava Colby, non senza una certa fierezza. "Le operazioni politiche che condusse la CIA in italia ed in altri paesi negli anni che seguirono, in Cile ad esempio, sono oggi oggetto di critiche veementi", osserva retrospettivamente Colby. "Non si può più negare a presente l'illegalità di una tale "ingerenza". Le leggi in vigore nella maggior parte dei paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti, proibiscono ad ogni governo straniero di immischiarsi nel processo politico interno del paese in questione". Tuttavia, il veterano della Guerra fredda sostiene che "aiutare i movimenti democratici italiani a rispondere ad una campagna di sovversione filosovietica si giustifica moralmente" [40].

  

aiuti-americani.jpgGrazie ad una direttiva top secret, il Pentagono, che condivideva visibilmente questa concezione, ordinò alla CIA di lanciare l'"Operazione Demagnetize". Si trattava di intraprendere, in collaborazione con i servizi segreti militari francesi e italiani, delle "operazioni politiche, paramilitari e psicologiche" miranti ad indebolire i comunisti in questi due paesi. La direttiva del Joint Chiefs of Staff datata al 14 maggio 1952 sottolineava: "Limitare l'influenza dei comunisti in Italia ed in Francia è un obiettivo prioritario. Deve essere raggiunto con tutti i mezzi" compresi con il ricorso ad una guerra segreta e a delle operazioni terroriste. "Non è indispensabile che i governi italiani e francesi siano informati del piano "Demagnetize" perché esso potrebbe essere percepito come una violazione della loro sovranità nazionale" [41].

  

stay-behind.jpgDopo il trasferimento di Colby nel Vietnam, il direttore del SIFAR De Lorenzo proseguì la sua lotta contro il PCI ed il PSI. Un documento top secret intitolato Le Forze Speciali del SIFAR e l’Operazione Gladio e datato 1° giugno 1959 descriveva come il programma di guerra non convenzionale della NATO e le operazioni segrete anticomuniste erano coordinate dal CPC, esso stesso strettamente legato allo SHAPE [42]. Indicava che, oltre ad un'invasione sovietica, la NATO temeva anche "una sovversione interna" e, soprattutto in Italia, una progressione del partito comunista. "A livello nazionale, la possibilità di una situazione d'urgenza così come descritta sopra è stata e rimane la giustificazione delle attività speciali del SIFAR. Quest'ultime sono condotte dalla sezione SAD dell'Ufficio "R", specificava il documento, facendo così riferimento all'esercito segreto Gladio. "Parallelamente a questa risoluzione, il direttore del SIFAR ha deciso, con l'approvazione del ministro della Difesa di confermare gli accordi precedenti conclusi a questo proposito tra i servizi segreti italiani e statunitensi, conformemente al principio di collaborazione reciproca convenuto nel quadro delle attività S/B (stay-behind), in vista di condurre un'operazione congiunta". Il generale De Lorenzo precisava in conclusione che gli accordi passati tra la CIA ed il SIFAR e datati 26 novembre 1956 costituivano "il documento di riferimento dell'Operazione 'Gladio' (nome dato alle operazioni sviluppate dai due servizi segreti)" [43].

 

John-f-kennedy.jpgQuando John F. Kennedy fu eletto presidente nel gennaio 1961, la politica degli USA nei confronti dell'Italia si ritrovò ad essere modificata perché, contrariamente ai suoi predecessori Truman e Eisenhower, Kennedy non provava alcuna ostilità nei confronti del PSI. Condivideva un'analisi della CIA secondo la quale "la progressione dei sociualisti, anche senza intervento esterno, è la prova che la sensibilità di sinistra tende, in Italia, verso una forma democratica di socialismo" [44]. Tuttavia le ambizioni di riforma di Kennedy entravano in urto con la tenace resistenza del dipartimento di Stato e della CIA. Il segretario di Stato Dean Rusk riferì con orrore al presidente che Riccardo Lombardi del PSI aveva pubblicamente richiesto il riconoscimento della Repubblica popolare conese ed il ritiro delle basi militari USA dall'Italia, comprese quella della NATO situata vicino Napoli, e aveva dichiarato che il capitalismo e l'imperialismo erano dei nemici da combattere. "È con questo partito che gli Stati Uniti dovevano trattare?" [45].

 

Frederick-Reinhardt.jpgA Roma l'ambasciatore Frederick Reinhardt ed il  COS Thomas Karamessines discutevano di un mezzo per fermare Kennedy. Essi si rivolsero a Vernon Walters della CIA, un sostenitore accanito della lotta anticomunista, "avente partecipato direttamente o indirettamente a più colpi di Stato di chiunque altro nell'amministrazione statunitense" [46]. Egli dichiarò che se Kennedy permetteva al PSI di conseguire la vittoria, gli USA avrebbero dovuto invadere il paese. Più sottilmente, Karamessines suggeriva di rafforzare i movimenti di opposizione alla sinistra presenti in Italia [47]. "Ciò sarebbe sfociato ad una situazione assurda in cui il presidente Kennedy si trovava opposto al suo segretario di Stato ed al direttore della CIA" [48].  

 

Thomas-Karamessines.jpgKennedy aveva permesso all'Italia di spostarsi a sinistra. I socialisti si erano  visti attribuire dei portafogli ministeriali, i comunisti italiani, invocando i loro buoni risultati alle elezioni, reclamarono anch'essi l'entrata al governo. Nel maggio 1963, il sindacato degli operai edili manifestò a Roma a questo scopo. La CIA si preoccupò ed incaricò i membri dell'esercito segreto Gladio vestiti da poliziotti e da civili di reprimere questi movimenti; più di 200 manifestanti furono feriti [49]. Ma per l'Italia, il peggio doveva ancora venire. Nel novembre del 1963, il presidente Kennedy fu assassinato a Dallas, nel Texas, in circostanze torbide. Cinque mesi dopo, la CIA, il SIFAR, l'esercito segreto Gladio ed i carabinieri organizzarono un colpo di Stato che costrinse i socialisti a rinunciare ai loro ministeri.

 

mossadegh-time.jpgColby condivideva l'entusiasmo del presidente Dwight Eisenhower per le operazioni segrete in conseguenza dei colpi  di Stato condotti congiuntamente dal MI6 che rovesciarono i governi di Mossadegh in Iran nel 1953 e di Arbenz nel Guatemala l’anno successivo. In Italia, la manipolazione delle elezioni ed il finanziamento segreto della DC "erano così efficaci che coloro che beneficiavano del nostro aiuto ne ignoravano a volte la provenienza", racconta Colby, non senza una certa fierezza. "Le operazioni politiche che la CIA condusse in Italia ed in altri paesi negli anni che seguirono. in Cile ad esempio, sono oggi l'oggetto di critiche veemente", osserva retrospettivamente Colby. "Non possiamo più negare a presente l'illegalità di una tale "ingerenza". Le leggi in vigore nella maggior parte dei paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti, proibiscono ad ogni governo straniero di immischiarsi nel processo politico interno del paese in questione". Tuttavia, il veterano della Guerra fredda sostiene che "aiutare i movimenti democratici italiani a rispondere ad una campagna di sovversione filosovietica si giustifica moralmente" [50].

 

piano-solo-libro-copia-1.jpgQuesto putsch dal nome in codice "Piano Solo" era diretto dal generale Giovanni De Lorenzo, il vecchio capo del SIFAR, che, su ordine del ministro della Difesa Giulio Andreotti, un democristiano, era stato nominato alla testa dei carabinieri. Collaborando strettamente con l'esperto in guerra segreta della CIA Vernon Walters, il capo dell'antenna romana della CIA William Harvey ed il commandante delle unità Gladio in seno al SID Renzo Rocca, De Lorenzo intensificò la guerra clandestina. Rocca impiegò per la prima volta il suo esercito segreto per far esplodere gli uffici della DC e la sede di diversi giornali prima di accusare la sinistra allo scopo di screditare i comunisti e i socialisti [50]. Il 25 marzo 1964, poiché il governo non vacillava, De Lorenzo ordinò ai suoi soldati ombra "di occupare al suo segnale le agenzie governative, i principali centri di comunicazioni, le sedi dei partiti di sinistra, i locali dei quotidiani di sinistra più noti così come le sedi della radio e della televisione. Le agenzie di stampa dovevano essere investite unicamente il tempo necessario per distruggere le rotative e rendere impossibile la pubblicazione dei giornali" [51]. De Lorenzo insistette affinché l'operazione fosse condotta "con tanta determinazione e vigore possibile e non lasciare nessuno spazio all'esitazione o al dubbio" e, secondo i termini del rapporto di inchiesta su Gladio, giunse a rendere i suoi soldati "arrabbiati ed esaltati" [52].

 

piano-solo-libro-2.jpgI Gladiatori, che si erano visti affidare una lista di proscrizioni di molte centinaia di nomi, avevano ordinato di catturare i socialisti ed i comunisti che vi figuravano, arrestarli e deportarli in Sardegna dove dovevano essere incarcerati al CAG. Il documento intitolato Le Forze Speciali del SIFAR e l'Operazione Gladio specificava che: "Poiché il quartier generale delle Operazioni, il Centro di addestramento al sabotaggio CAG è protetto da un sistema di sicurezza particolarmente efficace ed equipaggiato di installazioni e di materiale concepito specialmente per i casi d'urgenza" [53].

 

Segni-e-Kennedi--Napoli-2-Luglio-1963.jpgIn un'atmosfera di grande tensione, l'esercito segreto si apprestava a passare all'azione. Il 14 giugno 1964, De Lorenzo diede via libera ed entrò a Roma con blindati, trasporto di truppe, jeep e lancia granade mentre le forze della NATO si dedicavano in manovre militari nella regione, allo scopo di intimidire il governo italiano. Il generale dichiarò abilmente che questa dimostrazione di forza aveva luogo alla viglilia del 150° anniversario della creazione del corpo dei carabinieri, e, in compagnia del presidente italiano Antonio segni, provveniente dall'ala destra della DC e fanatico anticomunista, assistettero, radiosi, alla sfilata delle truppe. I socialisti italiani evidenziarono che, contrariamente all'usanza, i carri armati ed i lancia granada non furono ritirati dopo la sfilata ma rimasero dispiegate dentro Roma durante tutto il mese di maggio ed una parte di giugno del 1964 [54].

 

aldo-moro.jpgMolto preoccupato per la situazione, il Primo ministro Aldo Moro incontrò segretamente il generale De Lorenzo a Roma. Fu maturalmente un "colloquio molto insolito tra un Primo ministro nel cuore di una tempesta politica ed un generale che sognava di sostituirlo per instaurare un regime più autoritario" [55]. Dopo questo incontro, i socialisti abbandonarono i loro ministeri senza protestare e proposero i loro rappresentanti più moderati per la composizione del secondo governo Moro. "Questi partiti politici compresero subito che potevano essere cacciati dal potere. In caso di vacanza del potere in conseguenza di uno scacco della sinistra, la sola alternativa sarebbe stata un governo di crisi", ricordò il socialista Pietro Nenni anni più tardi, "il che nel contesto politico del paese avrebbe significato un governo di destra" [56].

 

rocca.jpgDopo questo colpo, le tracce di Gladio furono coperte. Qualche anno dopo, nel luglio del 1968, degli inquirenti vollero interrogare il comandante Renzo Rocca. Il Gladiatore si disse pronto a cooperare, ma la vigilia del giorno convenuto per l'audizione, fu ritrovato morto, una pallottola in testa, nel suo appartamento privato di Roma. Un giudice che tentava di chiarire l'assassinio fu destituito dal suo incarico dalla sua gerarchia [57]. "Non c'è alcun dubbio che quest'operazione serviva gli interessi di alcuni servizi dell'amministrazione statunitense", non poterono che constatare gli inquirenti, mentre lo storico Bernard Cook osservò a giusto titolo che Piano Solo "recava la firma di Gladio" [58]. In seguito alla scoperta degli eserciti segreti, Ferraresi, uno specialista dell'argomento, conclude che "la natura veramente criminale di questo piano è oggi infine riconosciuta" e denuncia le drammatiche conseguenze di Piano Solo che "ha tenuto in scacco e rovinato gli sforzi della prima coalizione di sinistra- forse il solo vero tentativo di progetto riformista in Italia dal dopoguerra" [59].

 

cia_langley_aerial.jpgOltre il colpo di Stato fomentato, il generale De Lorenzo spiava anche, su ordine del COS Thomas Karamessines l'insieme della classe dirigente italiana. Era soprattutto interessato dai "comportamenti anormali", cioè le relazioni extraconiugali, omosessuali e la frequentazione di prostitute, uomini o donne. Secondo il linguaggio fiorito di Langley, ciò permetteva alla CIA ed al SIFAR di tenere le elite italiane "per i coglioni". Minacciando di rivelare alcune informazioni compromettenti in loro possesso, essi poterono così far pressione per anni su dei politici, degli ecclesiastici, degli uomini d'affari, dei responsabili sindacali, dei giornalisti o dei magistrati. De Lorenzo giunse sino a collocare dei microfoni in Vaticano e al Palazzo del Primo ministro, il che permise alla CIA di ascoltare e registrare le conversazioni sin nelle più alte sfere del potere italiano. La scoperta degli eserciti segreti provocò un trauma considerevole tra la popolazione ed un'inchiesta parlamentare sulle manovre del SIFAR rivelò l'esistenza di fascicoli molto documentati sulle vite di più di 157.000 cittadini italiani. Alcuni di questi fascicoli erano enormi, quello riguardante il professore Amintore Fanfani, un senatore della DC che aveva assunto alte funzioni tra cui quelle di Primo ministro, era composto di 4 volumi, ognuno spesso quanto un dizionario.

 

Ganser--generale-Aldo-Beolchini.jpg"Le persone erano spiate da telecamere capaci di realizzare primi piani da una lunga distanza, la loro corrispondenza era controllata, le loro conversazioni telefoniche registrate, e delle fotografie relative alle loro relazioni extraconiugali o alle loro abitudini sessuali archiviate". La Comissione parlamentare presieduta dal generale Aldo Beolchini confermò anche che "erano conservati come prioritari i dati suscettibili di fornire un mezzo di pressione" [60]. Ascoltato dagli inquirenti, De Lorenzo fu forzato a riconoscere di aver costituito quei fascicoli su ordine degli Stati Uniti e della NATO [61]. Questa dichiarazione suscitò l'indignazione dei parlamentari della commissione. "La cosa più grave in questa faccenda", insistettero i suoi membri, "è che la raccolta delle informazioni per conto dei paesi della NATO e del Vaticano è diventata una delle attività principali del SIFAR". I senatori erano veramente indignati. "Questa situazione calpesta la Costituzione. È una violazione provata della sovranità nazionale, una violazione dei principi di libertà e di eguaglianza dei cittadini ed una minaccia costante per l'equilibrio democratico del nostro paese" [62].

 

ganser--henke.jpgLa guerra segreta della CIA, in compenso, si situava al di fuori del campo d'indagine dei parlamentari italiani. In seguito allo scandalo, il SIFAR fu ribattezzato SID e affidato alla direzione del generale Giovanni Allavena. Il Parlamento ordinò a De Lorenzo di distruggere integralmente i dossier segreti. Ed è quanto fece, non senza aver preso la precauzione di rimetterne una copia al rappresentante locale della CIA Thomas Karamessines ed al generale Giovanni Allavena stesso. Era un regalo di un valore inestimabile che permetteva di controllare l'Italia dall'interno. Nel 1966, Allavena fu sostituito nelle sue funzioni dal generale Eugenio Henke, ma non rinunciò alla lotta anticomunista battezzata "Propaganda Due", o P2, e fece dono al suo Venerabile, Licio Gelli, il dono di una copia dei 157.000 dossier segreti.

 

ganser--gelli.jpgAnni più tardi, si scoprì sino a qual punto il Venerabile di "Propaganda Due", Licio Gelli e la CIA avevano manipolato la vita politica italiana allo scopo di impedire ai comunisti di accedere al potere. Nato nel 1919, Gelli non aveva ricevuto che una educazione parziale, essendo stato escluso dalla scuola all'età di 13 anni per aver colpito il direttore. All'età di 17 anni, si arruolò nelle Camicie nere e partì a combattere in Spagna a fianco dei franchisti. Durante la Seconda Guerra mondiale, servì come sergente maggiore nella Waffen SS di Hermann Gœring e, alla fine del conflitto, sfuggì per pocoai partigiani della sinistra italiana raggiungendo l'esercito statunitense.

 

Ted-Shackley.jpegFranck Gigliotti della loggia massonica statunitense reclutò personalmente Gelli e gli affidò la missione di stabilire un governo parallelo anticomunista in Italia con l'aiuto dell'antenna romana della CIA. Secondo un rapporto interno dell'antiterrorismo italiana, "È Ted Shackley, l’uomo che diresse tutte le operazioni segrete della CIA in Italia negli anni 70, che presentò il capo della loggia massonica ad Alexander Haig". Il generale Haig, consigliere militare di Nixon, che commandò delle truppe in Vietnam prima di occupare le funzioni di SACEUR [Supreme Allied Commader Europe] della NATO tra 1974 e 1979, ed il consiglio per la Sicurezza nazionale Henry Kissinger "autorizzarono Gelli, nell'autunno del 1969, a reclutare in seno alla sua loggia 400 ufficiali superiori dell'esercito italiano e della NATO" [63].  

 

reagan.gifDurante tutta la durata della Guerra fredda, quest'ultimo intrattenne eccellenti relazioni con gli Stati Uniti. In segno di fiducia e di rispetto, Gelli fu invitato ad assistere, nel 1974, alla cerimonia di investitura del presidente Gerald Ford così come a quella di Carte tre anni dopo. Quando Ronald Reagan fu eletto alla Casa Bianca nel 1981, è con fierezza che Gelli ricevette l'invito di sedersi in prima fila. Era l'uomo di Washington in Italia e, ai suoi occhi, proteggeva il paese dalla sinistra e pretendeva a questo titolo di "meritare una medaglia" [64].

 

 

 

Daniele Ganser 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

 

 

NOTE


[40] Ibid., p. 109–120.

[41] Il documento è citato in Faenza, Malaffare, p. 313. Negli anni settanta, lo storico italiano Roberto Faenza ottenne in virtù del FOIA l’accesso al documento Demagnetize che rivelava per la prima volta "questa grave deriva dei segreti italiani". 

[42] Supreme Headquarters Allied Powers in Europe (SHAPE), cioè il Quartier maggiore delle potenze alleate in Europa. 

[43] Stato Maggiore della Difesa. Servizio Informazioni delle Forze Armate. Ufficio R – Sezione SAD: Le forze speciali del SIFAR e l’operazione Gladio. Roma, 1 Giugno 1959. Questo documento fu scoperto dal giudice Casson negli archivi del SIFAR a Roma nel 1990 e fu all'origine delle rivelazioni in Italia ed in tutta Europa. 

[44] Cobly, Honourable Men, p. 136. 

[45] Telegramma inviato dal segretario di Stato all'ambasciata degli Stati Uniti a Roma il 18 ottobre 1961. Ritrascritto in Faenza, Malaffare, p. 311. Faenza effettua un'analisi molto pertinente del progetto di Kennedy di favorire l'apertura a sinistra in Italia. Vedere Faenza, Malaffare, p. 307–373, "L’apertura a sinistra". 

[46] Estratto da Regine Igel, Andreotti. Politik zwischen Geheimdienst und Mafia (Herbig Verlag, Munich, 1997), p. 49. La sua fonte non datata è la rivista statunitense New Statesman.

[47] Faenza, Malaffare, p. 310. 

[48] Igel, Andreotti, p. 50. Il giorno delle elezioni nell'aprile 1963, l'incubo della CIA si realizzò: i comunisti guadagnarono terreno mentre tutti gli altri partiti persero dei seggi. La DC sostenuta dagli USA cadde al 38%, la sua percentuale più bassa dalla sua creazione nel dopoguerra. Il PCI che raccolse il 25% dei suffragi ed il PSI ottenne un buon 14%, si allearono per formare la prima maggioranza di sinistra al Parlamento italiano. Gli elettori della sinistra italiana festeggiarono per le strade la nomina per la prima volta di socialisti all'interno del governo del Primo ministro Aldo Moro dell'ala sinistra della DC. Il presidente Kennedy fu immensamente soddisfatto di questi risultati e decise nel luglio del 1963 di effettuare una visita ufficiale a Roma per la grande gioia di numerosi Italiani. L'aeroporto era affollato ed una volta di più, gli Stati Uniti furono accolti da bandiere e acclamazioni. "È un uomo formidabile. Non dimostra affatto la sua età. Mi ha invitato a fargli visita negli Stati Uniti", dichiarò con entusiasmo Pietro Nenni, capo del PSI. [Faenza, Malaffare, p. 356].

[49] Jens Mecklenburg (ed.), Gladio: Die geheime Terrororganisation der Nato (Elefanten Press, Berlin, 1997), p. 30. E Coglitore, Gladiatori, p.185. È un anziano generale del SID che, ascoltato negli anni ottanta nel quadro dell'affare Propaganda Due, rivelò che questi criminali erano dei Gladiatori. 

[50] Jean Francois Brozzu-Gentile: L’Affaire Gladio (Editions Albin Michel, Paris, 1994), p. 77. E Faenza, Malaffare, p. 315. Vedere anche Willan, Puppetmasters, p. 84. 

[51] Rapporto dell'indagine senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati, p. 85. 

[52] Ibid.

[53] Le forze speciali del SIFAR e l’operazione Gladio, documento scaricabile in fondo a questa pagina. Le indagini condotte sull'operazione Piano Solo indicano che 731 persone dovevano essere deportate, la commissione di inchiesta senatoriale ha stabilito che la cifra andava dai 1.100 ai 1.200 cittadini influenti che dovevano essere imprigionate al CAG, il quartier generale di Gladio. I servizi segreti militari rifiutarono di trasmettere alla commissione la lista delle proscrizioni. "La situazione è molto grave perché si può ragionevolmente pensare che la lista contiene dei nomi di parlamentari e di responsabili politici e che l adivulgazione permetterebbe di infirmare definitivamente la tesi secondo la quale gli eventi del 1964 erano delle operazioni di prevenzione condotte allo scopo di evitare disordini nell'ordine pubblico", conclusero i senatori. Vedere il Rapporto dell'inchiesta senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati, p. 89.

 

[54] Una molto buona descrizione del colpo si trova in Richard Collin, The De Lorenzo Gambit: The Italian Coup Manqué of 1964 (Sage, Beverly Hills, 1976). Diplomato ad Harvard, questo specialista di questioni militari ha dato delle conferenzenel Maryland prima di lavorare per il ministero della Difesa poi in quanto consigliere dell'addetto militare dell'ambasciata USA a Roma e di diventare infine consulente presso le forze armate saudite. In una sessantina di pagine, egli offre un eccellente esposizione dell'operazione Piano Solo. Ahimè, occulta quasi totalmente il ruolo svolto dagli USA negli avvenimenti. 

[55] Collin, Coup, p. 60. 

[56] Ibid. La sua fonte è il giornale italiano Avanti! del 26 luglio 1964. 

[57] Coglitore, Gladiatori, p. 186. Vedi anche Willan, Puppetmasters, p. 85. 

[58] Rapporto dell'indagine senatoriale del 1995 su Gladio e gli attentati, 1995, p.87. Bernard Cook, "The Mobilisation of the Internal Cold War in Italy", in: History of European Ideas. Vol. 19, 1994, p. 116. 

[59] Franco Ferraresi, "A Secret Structure Codenamed Gladio", in Italian Politics. A Review, 1992, p. 41. Il colpo di Stato silenzioso di Gladio non sarebbe mai stato reso pubblico senza il lavoro dei giornalisti investigativi. Sin dallal primavera del 1967, Raffaele Jannuzzi (che diventerà più tardi deputato socialista) informò i lettori del settimanale Espresso che erano scampati per poco ad un colpo di Stato (Complotto al Quirinale), Espresso del 14 maggio 1967). Il tentativo di De Lorenzo di far tacere Jannuzzi intentandogli un processo per diffamazione si rivelò controproduttivo poiché l'istruzione pose in luce una tale quantità di prove che il governo non ebbe scelta che di autorizzare l'apertura di un'inchiesta parlamentare sugli "avvenimenti del 1964". (Commissione parlamentare d’inchiesta sugli eventi del giungo-luglio 1964. Rapporto in due volumi edito a Roma nel 1971). 

[60] Relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli eventi di giugno-luglio 1964, Roma 1971, p. 67. Citato in Igel, Andreotti, p. 51. Ed in Willan, Puppetmasters, p. 38.

[61] Commissione parlamentare d’inchiesta sugli eventi del giugno-luglio 1964, Relazione di minoranza, Roma 1971, p. 307. Voir Igel, Andreotti, p. 53.

[62] Estratto da Igel, Andreotti, p. 52.

[63] Avendo stabilito il legame tra Licio Gelli e dei terroristi di estrema destra, il giudice italiano Carlo Palermo ordinò alla sezione antiterrorismo del SISMI di aiutarlo nella sua indagine. Il 16 aprile, quest'ultima fornì delle informazioni sull'intervento statunitense in Italia. Era forse la prima volta che la sezione si dedicò alla sua missione, essa fu inoltre immediatamente bloccata. La carriera promettente di Emilio Santillos, il direttore della sezione antiterrorismo del SISMI, fu immediatamente interrotta e molti dei suoi collaboratori conobbero una sorte tragica, Il colonnello Florio, del SISMI, morì in un misterioso incidente d'auto, il colonnello Serrentiono abbandonò i servizi per "motivi di salute", il maggiore Rossi si suicidò. Soltanto il maggiore Antonio de Salvo lasciò la sezione indenne per raggiungere la massoneria. Fonte: Igel, Andreotti, p. 232.

 

 

Documenti allegati:

 



PDF


Stato Maggiore della Difesa. Servizio Informazioni delle Forze Armate.


Ufficio R – Sezione SAD :
Le forze speciali del SIFAR e l’operazione Gladio. Roma, 1 Giugno 1959.

 


 

 

PDF


 Stato Maggiore della Difesa. Servizio Informazioni delle Forze Armate. Ufficio R – Sezione SAD: Le forze speciali del SIFAR e l’operazione Gladio. Roma, 1° Giugno 1959.

 

Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause dell’occultamento di fascicioli relativi a crimini nazifascisti (2006)

 


 

LINK al post originale:
Les armées secrètes de l’OTAN

 

 

LINK alla prima parte del presente saggio:

Gli eserciti segreti della NATO. La guerra segreta in Italia, 01 di 03

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