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27 febbraio 2012 1 27 /02 /febbraio /2012 07:00

 

Perché Heidegger non "filosofa"

 

 

heidegger-in-Heildelberg-1933.jpg


 

di Skildy

 

Heidegger ha messo in causa, "decostruito", tutta una tradizione ontologica, logica, grammaticale. È ammirato e lodato per aver intrecciato dei legami essenziali, e rispettosi, con la poesia. Si può affermare che ha sperimentato così una rottura con tutta una tradizione filosofica. Ha parlato del pessimo pericolo, del pericolo confuso che è la "produzione filosofica".

 

HitlerHeidegger


 

Non ci si contraddirebbe, né tradirebbe il maestro sviluppando una non-filosofia di ispirazione heideggeriana. Belle pagine di pensiero meditante, in opposizione al pensiero calcolante- al quale non sfugge la filosofia tradizionale- sono già state scritte in un tale stile heidegeriano.

 

Parlerò tuttavia di un "contro-avvenimento" Heidegger per sostenere che, sfortunatamente, questa non-filosofia, che a volte ha presso Heidegger degli accenti di anti-filosofia, è stata "originariamente" generata dal suo profondo nazismo.

 

Se la tesi è che Heidegger, dopo l'ascesa di Hitler sino alla sua morte, è rimasto "spiritualmente" fedele al suo impegno in favoro del nazional-socialismo, è stato costretto ad imparare a parlare della "cosa" senza nominarla esplicitamente.

 

heidegger05.jpg


 

Per quanto possiamo vivere in un mondo "normale" sarebbe inaccettabile che il nazismo  possa essere insegnato ufficialmente, genocidio compreso, e esplicitamente come una filosofia politica tra le altre.

 

Voglio dire che il nazista Heidegger non poteva parlare del nazismo come Descartes, ad esempio, ha parlato delle passioni, o Spinoza degli affetti. Immaginiamo un corso di Heidegger che, sul modello dell'Etica di Spinoza, esporrebbe così i principi fondamentali, con i loro lemmi e scolii, del nazismo hitleriano. Sarebbe diventato un ideologo emarginato. Non sarebbe oggi insegnato nemmeno nei nostri licei.

 

Il "contro-evento" Heidegger consiste allora precisamente nel fatto che, nella storia della filosofia, e proprio mentre sta per inscriversi, egli rompe con la "tradizione" dell'esplicitazione e della chiarificazione e mette a punto una nuova retorica del sotterfugio e dell'implicito.

 

In questo senso il filosofo Heidegger non può, o non può più filosofare, perché, per l'essenziale, formula "lo spirito del nazismo" e non può farlo che in modo criptato. Bisogna considerare queste affermazioni in tutto il loro orrore.

 

heidegger-nazismo.jpg

 

Heidegger, sin dall'avvento al potere di Hitler, ha chiesto ed esortato allo sterminio. Ha così preparato la "shoah attraverso le pallottole" e Auschwitz. Ha fatto parte del circolo di nazisti radicali che ha deciso, nel cuore dell'Europa, della sorte di milioni di esseri umani.

 

L’appello allo sterminio si trova anche nel discorso del rettorato e è stato anche citato dallo stesso Heidegger nella sua Introduzione alla metafisica del 1935.

 

Ed ecco come Heidegger non "filosofa" sulla cosa perché questo ci chiama, nel suo linguaggio "onto-poetico": "apertura determinata all'istanza dell'essere".

 

Ed è precisamente perché la frase non nomina chiaramente e distintamente la "cosa" che dico che Heidegger non poteva "filosofare".

 

Non appena si decritta Heidegger degli orrori senza nome diventano “visibili”. Si scopre ad esempio che rende spesso omaggio alla SS.

 

Reitero l'idea: la necessità di un criptaggio della biopolitica di sterminio è la forza genetica che dà conto degli aspetti "spirituali" del contro-evento Heidegger: sospetto del concetto, associazione privilegiata con la poesia, distanziameno "decostruttivo" con la filosofia, ecc.

 

heidegger-hitler.jpg

 

Sappiamo il perché: questo filosofo non poteva "filosofare" chiaramente sull'innominabile, l'abiezione, l'industria della morte.

 

E coloro che sfruttano il filone Heidegger fanno tutto, e faranno tutto affinché l'orrore heideggeriano non venga alla luce.

 

E mentre la ricerca potrebbe essere quella di studiare coma ha potuto costituirsi un "nazismo teorico". Come momento senza dubbio inaugurale della biopolitica di sterminio.

 

La "schizofrenizzazione" accademica di Heidegger è filosoficamente, eticamente, epistemologicamente insostenibile.

 

heidegger, di Levine

 

Preciso che la mia intenzione non è di dedicarmi alla "decostruzione".Heidegger "distrugge" e non decostruisce. È molto spesso estremamente violento nelle sue affermazioni.

 

È stato molto presto persuaso, almeno sin dal periodo del rettorato, che lo sterminio costituiva la "svolta istoriale" decisiva. Non ha mai rinnegato questa follia. Non ha mai smesso, a partire dal 1945, di fare una pubblicità "filosofica" a favore dell'opera compiuta da Hitler.

 

 

 

LINK al saggio originale:

Pourquoi Heidegger ne “philosophe” pas

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