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22 novembre 2009 7 22 /11 /novembre /2009 18:37

Per l'apertura degli Archivi Heidegger [1]

Per firmare recarsi al seguente sito: http://archives-heidegger.hermeneute.com.
.

Per la prima volta, Martin Heidegger figura come uno dei due grandi autori dello scritto al programma di Aggregazione di filosofia, insieme a Spinoza. Oltre il fatto che l'autore di Essere e Tempo ha presentato l'autore dell'Etica come "un corpo estraneo alla filosofia": ein Fremdkörper in der Philosophie, questa decisione pone dei gravi problemi. Il primo è giuridico: vista l'interdizione da parte degli aventi diritto della riproduzione nei manuali di testi di Heidegger, i giudici hanno deciso di non mettere più questo autore allo scritto alla maturità dal 1984.


Il secondo problema risulta dalle difficoltà per la ricerca: gli Archivi Heidegger sono in gran parte chiusi ai ricercatori, suo figlio Hermann non accorda la sua autorizzazione che a coloro che mostrano in qualche modo danno un "segno di riconoscimento". È così che aveva impedito l'accesso a Victor Farias, l'autore nel 1987 di un libro pionieristico su Heidegger ed il nazismo. Da questo fatto, la verità non appare che molto lentamente. Ci volle, per fare un esempio, che rimproverassimo a suo figlio l'aver nascosto che Heidegger avesse votato per il partito nazista sin dal 1932, perché lo riconoscesse pubblicamente in una lettera del lettore pubblicata nella Frankfurter Allgemeine Zeitung, il 15 novembre 2005.


Nuovi elementi, tuttavia, vengono apportati da un'antologia di lettere alla sua sposa Elfride. Sono agghiaccianti. Scopriamo in effetti la radicalità dell'antisemitismo e del razzismo che abitano Heidegger sin dagli anni 10 del XIX secolo. Ecco cosa scrive il 18 ottobre 1916, in piena guerra, alla sua fidanzata: "L'ebraizzazione (Verjüdung) della nostra cultura e delle università è in effetti orribile e penso che la razza tedesca (die deutsche Rasse) dovrebbe trovare sufficienti forze interiori per giungere al vertice [2], ha bisogno di una guida (Führer). A questo proposito, molto presto, Heidegger ha individuato il suo partito: nella sua lettera del 17 ottobre 1918, deplora "la perdita completa dello scopo ed il vuoto" nella "vita e la costituzione dello Stato" e conclude: "riconosco in modo sempre più urgente la necessità del  Führer".

Inoltre, la leggenda di un Heidegger apolitico è spazzata via da questa corrispondenza. La sua adesione intellettuale al nazismo è manifesta sin dal 1930. In una seconda lettera del 2 ottobre 1930, a proposito del processo di Lipsia in cui tre ufficiali della Reichswehr sono accusati di alto tradimento per aver formato una cellula nazista, egli indica a Elfride che possiede già una copia del
Völkischer Beobachter e esulta che "il processo di Lipsia sembri già ricadere sui famosi accusatori". È dunque di un quotidiano nazista che egli si affida per informarsi dell'attualità politica e commentarla. Se Heidegger critica con Alfred Baeumler, nazista incondizionato che egli evoca a diverse riprese nelle lettere di questo periodo, il livello culturale dei nazionalsocialsiti e della loro stampa, ne sottolinea il fatto che "il movimento ha la sua missione" (lettera del 18 giugno 1932).

L'antisemitismo profondo di Heidegger si vede anche nelle sue riflessioni su Jasper e sull'affetto profondo di quest'ultimo per sua moglie, che è ebrea. "Sono meravigliato nel vedere come quest'uomo, puramente tedesco, dall'istinto più autentico, che comprende la più alta esigenza del nostro destino [...] rimanga legato a sua moglie". Non è che "nella sua relazione originale con i Greci", prosegue Heidegger, che "la metafisica del Dasein tedesco potrà diventare agente". Per lui, "Jasper pensa sicuramente troppo in funzione dell'umanità" (19 marzo 1933). In breve, Heidegger vorrebbe che il Dasein tedesco rinunci ad ogni pensiero dell'umanità come tale e recida ogni legame con gli Ebrei, per connettersi esclusivamente ad una Grecia mistificata.

Evidenzieremo infine in quali termini Heidegger commenti la Seconda Guerra mondiale: il 18 maggio 1940, nel momento in cui gli eserciti motorizzati del III Reich dilagano in Olanda, Belgio e Francia, loda i Tedeschi di aver concepito "il dominio totale della tecnica" diversamente che nel 1917 e non esita a parlare della "legalità interiore della tecnicizzazione incondizionata della guerra". Siamo lontani dai suoi discorsi successivi al 1945 aull'erranza della tecnica planetaria assimilata al nichilismo!

Ora le affermazioni antisemite e razziste di Heidegger non sono senza ripercussioni nell'opera stessa. Le formule del 1916 citate più in alto sull'ebraizzazione e sulla razza tedesca costituiscono infatti l'abbozzo di un programma di dominio razziale chegli esporrà una quindicina di anni dopo nei suoi corsi di filosofia quando Hitler sarà al potere. Egli parla allora di "sfruttare sino a fondo le possibilità fondamentali dell'essenza dello strato originalmente germanico e di portarli sino al dominio"
(Gesamtausgabe, t. 36/37, p. 89).

Nel frattempo, si era dedicato, nel suo corso del semestre estivo 1927, a distruggere la nozione di genere umano proponendo si tradurre il geno greco con le parole "linea, strato" e parlando oramai al plurale degli "strati". Lo stesso anno, afferma, in Essere e Tempo, che l'esistenza (Dasein) autentica intesa come comunità
(Gemeinschaft), come popolo, deve scegliersi "il suo eroe" allo scopo di "rendersi libero per la prosecuzione della lotta". E sin dall'inverno 1929-30, nel corso intitolato I concetti fondamentali della metafisica, in cui abbandona la domanda "cos'è l'uomo?" per la domanda "chi siamo?".

Nel 1933-34, precisa nei suoi corsi che il "noi" in questione non designa che il popolo tedesco, il solo ad aver ancora un "destino". A questa data anche, esplicita in un seminario ciò che egli chiama la "salute del popolo", in riferimento alla "unità del sangue" ed allal "razza" (Rasse).

Se ci si rapporta all'insieme dei testi citati sopra, è estremamente preoccupante vedere Essere e tempo ed i due corsi degli anni 1927 e 1929-30, messi per la prima volta nel programma dello scritto alla abilitazione. Bisognava caricare l'Università francese di un simile peso? Ed il pensiero non ha bisogno oggi di tutt'altre basi?

Ci si augurerebbe per lo meno che questa situazione fosse l'occasione di un riesame di fondo degli scritti di Heidegger. Ora, affinché sia fatta pienamente luce  sulle sue intenzioni profonde e sul suo coinvolgimento con il nazismo, è indispensabile che tutti i ricercatori abbiano accesso all'insieme degli archivi degli intellettuali più compromessi con l'hitlerismo, a cominciare dagli archivi Heidegger di Marbach e gli archivi Baeumler di Monaco.

Sappiamo infatti, da una lettera ad Elfride, che Baeumler continua nel 1943, l'anno stesso in cui fa apparire il suo elogio ad Alfred Rosemberg, a corrispondere con Heidegger. Tuttavia, la lettera di Baeumler non è resa pubblica. Il presidente della Repubblica francese aveva dato l'esempio declassificando, nel 1988, il dossier Heidegger conservato agli archivi del Quai d'Orsay.

È per questo che lanciamo un appello solenne ai responsabili tedeschi ed europei affinché il diritto alla verità storica e filosofica sia infine assicurata e che, sessant'anni dopo la fine del regime nazista, questi archivi siano aperti a tutti i ricercatori.


Emmanuel Faye, docente di filosofia,
Università de Rouen.


 

1 Questo testo è apparso sulla pagine "Débats " del gionale Le Monde, il 5 gennaio 2006. È stato ripreso con un appello a firmare nella rivista on line theologie.geschichte. Lo riproduciamo qui con qualche lieve modifica.


2 "Die Verjudung unsrer Kultur u. Universitäten ist allerdings schreckerregend u. ich meine die deutsche Rasse sollte noch soviel innere Kraft aufbringen um in die Höhe zu kommen". Mein liebes Seelchen ! Briefe Martin Heideggers an seine Frau Elfride 1915-1970, éditées et commentées par Gertrude Heidegger, Munich, 2005, p.51.

 

 

 


 

I primi firmatari:

 

Xavier Antich, profesor de Estética de la Universidad de Girona, Espagne.
Emmanuel Barot, Maître de conférences, Université Toulouse II, France.
Michel Bel, Saint-Cyr-Sur-Loire, France.
Laurent Bloch, Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale, Paris, France.
Jean Bollack, Professeur à l’Université de Lille III, France.
Mayotte Bollack, Professeur à l’Université de Lille III, France.
Lluís Calvo, escritor, Barcelona, Espagne.
François Coadou, Professeur de Philosophie, Caen, France.
Francis Cohen, poète et professeur de philosophie, Paris, France.
Michèle Cohen-Halimi, Maître de conférences, Université Paris X Nanterre, France.
Marta Doltra Tapiola, Barcelona, Espagne.
Joachim Dupuis, professeur de philosophie, Lille, France.
Rémi Hess, Professeur de sciences de l’éducation à l’Université de Paris VIII, France.
Gérard Huber, philosophe et psychanalyste, Paris, France.
Alain Leroy, France.
Antonia Leugers, Wissenschaftliche Mitarbeiterin, Technische Universität Dresden, Deutschland.
August H. Leugers-Scherzberg, Privatdozent für Neuere Geschichte, Universität Duisburg-Essen, Deutschland.
Reinhard Linde, Philosoph und Historiker, Berlin, Deutschland.
Domenico Losurdo, Ordinario di Storia della filosofia all’Università di Urbino, Italia.
Jean-Pierre Marchand, École d’Architecture de Nancy, France.
Sílvia Martínez Pérez, Amer, Espagne.
Gonçal Mayos Solsona, profesor titular de filosofía en el Departamento de Historia de la Filosofía, Estética y Filosofía de la Cultura de la Universidad de Barcelona, Espagne.
Elodie Menant, France.
Josep Ors Sellabona, Espagne.
Louis Pinto, Directeur de recherche au CNRS, Centre de sociologie européenne, Paris, France.
Arnau Pons, biólogo, poeta y traductor, Barcelona, Espagna.
François Rastier, Directeur de recherche au Centre national de la recherche scientifique, Institut National des Langues Orientales, France.
Norbert Reck, Theologe und Schriftsteller, München, Deutschland.
Francesco Fistetti, Professore Ordinario di Storia della filosofia contemporanea, Università degli Studi di Bari, Italia.
Tom Rockmore, professor of philosophy at Duquesne University, Pittsburgh, USA.
Georges-Elia Sarfati, Professeur de linguistique, Université de Clermont-Ferrand II, France.
Guillem Sastre, Espagne.
Valentin Schaepelynck, Université Paris X Nanterre, France.
Lucia Scherzberg, Professorin für Systematische Theologie, Universität des Saarlandes, Deutschland
Bernhard H.F. Taureck, Privatdozent für Philosophie, Technische Universität Braunschweig, Deutschland.
Gregor Taxacher, Journalist und Theologe, Köln, Deutschland.
Josep-Maria Terricabras Nogueras, Catedràtic de Filosofia, Universitat de Girona, Espagna.
Yannis Thanassekos, Directeur de la Fondation Auschwitz, Bruxelles, Belgique.
Denis Trierweiler, Université européenne de la recherche, Paris, France.
Antoni Ferran Vaquer i Mestre, Espagne.
Jean-Marc Warszawski, Montreuil, France.

 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

LINK al post originale:

Pour l'ouverture des Archives Heidegger


LINK ad un post pertinento del sito MILLEPIANI:

Heidegger, l'archivio, gli allievi

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