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24 settembre 2010 5 24 /09 /settembre /2010 18:14

 

 

 

Palestiniam Holocaust  Museum 

 

 

    

Museo Palestinese dell'Olocausto 

 

 

 

 

 

Museo-palestinese-olocausto--4.jpg

 

 

Nome della Vittima: Fadil ‘Èmaad Al-Nagar  

 

Età: Un anno e otto mesi.

 

Sesso: Maschile

 

Data del ferimento o della Morte: 12 gennaio 2009 .

 

Luogo del ferimento o della morte: Jabaliya, a nord della Striscia di Gaza

 

Causa del ferimento o della morte: Una granata di un aereo israeliano da ricognizione.

 

 

 

Dettagli sulla sua ultima ora: 

 

Dopo aver pranzato a casa di loro nonno, Fadil dell'età di un anno e mezzo, vide dei bambini che erano andati fuori di casa a giocare. Fadil sperò che sua madre dopo avergli dato da mangiare lo mandasse fuori a giocare con loro.

 

Con i suoi piccoli ma veloci e precidi passi, guidato dal desiderio di fuggire le tenebre di tre giorni trascorsi in casa per godersi la luce chiara del pomeriggio che c'era in strada, Fadil si è avvicinato a guardare le biglie dei piccoli bambini, ed ogni volta che una pallina di vetro si avvicinava a lui, egli cercava di prenderla, ma essi non glielo permisero. Quindi, egli decise di restare, sperando di trovare un opportunità per tenersene una.

 

In quel momento, L'auto di un loro vicino di casa passò vicino a loro ed una bomba di un aereo da ricognizione israeliano lo colpì, Fadil e suo cugino Nashat furono uccisi mentre Muntasir, fratello maggiore di Fadil, rimase ferito. Il viso di Fadil viso era stato lacerato da una granata israeliana e lui morì dissanguato.

 

La madre di Fadil non ha potuto trovare un posto più sicuro per proteggere i suoi tre figli maschi e la sua figla dalla brutale guerra di Israele su Gaza se non la casa di suo padre. Ha preso il marito ed i figli ed è andata da lui, dove ha dovuto affrontare condizioni estremamente difficili in cui mancava cibo, acqua ed elettricità. Tuttavia, questa sofferenza non può essere paragonata alla tragedia di aver perso il suo caro figlio lacerato da una granata israeliana che distrussero la sua testa ed il suo bel volto.

 

I genitori di Fadil continuarono a lottare dopo la morte del loro adorato bambino e si sente colpevole per averli preceduti nel martirio. Sua madre descrive il suo piccolo dicendo che "Fadil era un bambino molto brillante; riusciva ad attirare l'attenzione di tutti i parenti o dei visitatori su di lui di modo che giocassero con lui. Ci entusiasmammo sentendolo pronunciare delle lettere che aveva imparato da poco. Inoltre abbiamo anche tentato di insegnargli a pronunciare i nostri nomi, Sa'eed era l'unico nome che Fadil era capace pronunciare".

 

Piccolo Fadil o "Agnellino" come sua madre era solita chiamarlo a causa dei suoi capelli chiari e lisci, è stato martirizzato. "Era un bambino dagli occhi azzurri", dice suo padre. "Non posso credere che abbiano sparato una granata contro il corpicino del mio bambino!! Il suo piccolo corpo non può sopportare una granata. Sono allibito. Non posso trovare parole per descriverlo. Perché? Che crimine può aver mai commesso per meritare una tale morte il mio bambino? Era troppo giovane per fare qualsiasi cosa. Tutto ciò io posso dir loro è che Allah è sufficiente per me, e Lui è veramente Colui che procura ogni cosa".

 



 

LINK al post originale: 

Palestinian Holocaust Museum

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

  

LINK a post pertinenti: 

Museo Palestinese dell'Olocausto, 01

Museo Palestinese dell'Olocausto, 02

Museo Palestinese dell'Olocausto, 03 

 

Cosa hanno fatto i nipoti dei sopravvissuti all'Olocausto ai Palestinesi?

 

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