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1 settembre 2012 6 01 /09 /settembre /2012 07:00

Cheikh Anta Diop

 

[1923-1986]

 

 

 

diop.jpg

Ricercatore e Inventore della Nuova Storia Universale

 

 

 

 

di Akam Akamayong

 

 

 

diop1.jpgEminente erede spirituale delle molto antiche tradizioni intellettuali africane, Cheikh Anta Diop, ricercatore africano del Senegal, precoce e visionario è deceduto il 7 febbraio 1986, lasciando un'opera immensa la cui lama rivoluzionaria avrà ristabilito l'anteriorità delle civiltà africane, facendo dell'Africa la culla dell'umanità, e dell'Egitto la civiltà africana per eccellenza.

 

diop3.jpgSi immagina poco e male l'apporto di Cheikh Anta Diop alla conoscenza universale, l'erudizione che egli ha dovuto produrre per giungere a issarsi, lui l'Africano nato nel primo quarto del XX secolo, a un livello che i più brillanti spiriti del pianeta e della sua disciplina gli invidiavano. Perché di erudizione ne è occorsa tanta per rovesciare molti secoli di revisionismo, di opere, di programmi di ricerca, di cattedre universitarie, di opinioni aprioristiche unidirezionali, che trattino da storia africana e universale, allo scopo di far apparire l'Europa come solo soggetto storico. La conseguenza è stata egualmente un enorme divario tra Anta Diop e le elite africane del XX secolo, e si può affermare che l'uomo di scienza senegalese era almeno un secolo avanti sul suo tempo che egli ha totalmente dominato intellettualmente.

 

diop4.jpgAffrontando le grandi questioni di civiltà, arene delle discussioni e sommità occidentali gelose delle loro aureole e del loro impero, Cheikh Anta Diop rappresenterà presto un pericolo per l’eurocentrismo cosciente o indotto. Gli specialisti europei dell’Africa -africanisti- in testa ma i politici poco lontani, è un fronte opaco della negazione che accolse nell'insieme i lavori di Diop, perché è un edificio in blocco solidoconcorrente all'alienazione e dunque a una forma di legittimazione del dominio che vacillava sotto il fuoco della rottura scientifica nella rappresentazione dell'Africa.

 

diop5.jpgSolo contro tutti, armato di scienza e di convinzioni, Diop risale in controsenso la corrente della lunga marcia dell'homo sapiens sapiens, primo uomo due volte saggio, di cui conferma e conforta il bacinoprimitivi negro-africano. La vita intera dello studioso sarà dedicata alla scienza, all'Africa, al progetto di costruire un corpo d'elite di scienze a profitto di una politica continentale chiara e di rianimare il passato su un periodo che va almeno dall'Egitto faraonico all'Africa precoloniale. Quest'orientamento che si voleva un contributo all'avvento di uno stato unitario in Africa si rivelerebbe fecondo a più di un titolo, saldandosi con un cambiamento di riferimento, di paradigma nella lettura dei fatti di storia e di civiltà africane. Il Bianco cessava di essere l'inizio del Nero, quando il Nero assumeva la posizione di origine dell'avventura del genere umano.

 

diop7.jpgLa tesi più popolare di Anta Diop si rivela essere l'insieme di prove mobilitate per dimostrare l'evidenza dell'appartenenza della civiltà egiziana all'Africa e viceversa, la Nubia precederebbe inoltre l'Egitto nella sua gestazione. Le testimonianze degli Antichi Greci, Aristotele, Diodoro siculo, Erodoto contemporanei degli Egiziani sono dei materiali preziosi integrati alla sua metodologia. Si aggiungerebbero a questo arsenale degli argomenti di ordine linguistico, culturale, antropologico...

 

diop2.jpgLe origini dell'umanità sfidano soprattutto il ricercatore, preoccupato com'è di seguire la traccia più remota degli Africani e del genere umano sulla terra. La prospettiva dei suoi lavori incessantemente confortata sino all'ultimo lo portano alla conclusione che i primi homo sapiens erano neri africani, che gli altri homo sapiens bianchi e gialli sono sorti dall'antenato nero attraverso un processo di differenziazione dei fenotipi.

 

diop4-copia-1.jpgOgni dimostrazione tenta di decostruire l'edificio eurocentrico, rigurgitante di pregiudizi religiosi e di antropologia fisica razzista, le sue analisi sull'evoluzione delle società e delledifferenti forme di stato permettono di caratterizzare lo stato egiziano, il suo modo di produzione relativamente all'evoluzione delle popolazioni settentrionali europee.

 

diop6.jpgUn momento notevole della produzione intellettuale di Cheikh Anta Diop risiede nello studio del contributoafricano all'universale nel campo dell'arte, dell'architettura, dell'abigliamento, della scrittura, delle scienze, della filosofia... Quest'apporto si è diffuso alle altre aeree culturali e geografiche- del bacino mediterraneo - sino in Europa, l'Africa non appariva più come il parente povero dell'umanità, ricettore e consumatore sterile dei contributi degli altri. Le prime scritture- geroglifiche, vaï, mende, bamun, ... - sono storicamente attestate in Africa, per i geroglifici per lo meno, invenzioni autoctone e esportazioni successive verso lo spazio mediterraneo.

 

diop8.gifUn tale apporto alla storia universale non poteva fare non apportare innovazioni metodologiche indispensabili. Per Anta Diop, è di rottura epistemologica che si dovrebbe parlare, e cioè di una modificazione radicale del senso di lettura, di apprendimento e di comprensione della storia africana. L'interdisciplinarità è invocata allo scopo di reintrodurre l'Africa nel tempo storico da cui Hegel l'aveva espulsa e sovvertire le frammentazioni etnologiche  nel paradigma robusto dell'unità culturale a partire dal qual l'Africa è oramai oggettivata.

 

diop9-copia-1.jpgIl pensiero di Anta Diop, per la sua visone e acutezza, in anticipo sul suo secolo condannava il pensatore ad un'esistenza fuori istituzionale per l'essenziale, il che lo nuoceva a breve termine. Paradossalmente, la posizione marginale del ricercatore per quanto scandalosa fosse, anche nel suo paese sotto la presidenza di Senghor soprattutto dove non disponeva di una cattedra universitaria, gli ha evitato di disturbare le sue tematiche di ricerca con delle questioni estranee alla sua visione. Si immagina che in un quasi francese per eccellenza, nel corso degli anni 60, un ricercatore senegalese appartenente agli apparati dello stato non avrebbe potuto sviluppare liberamente le tesi della falsificazione della storia africana, raccomandare la ricerca nucleare militare e civile in Africa, avanzare il primato dell'integrazione regionale all'interno di un'Africa unitaria mentre l'indipendenza freschissima benché formale suscitava tutti i fantasmi nazionalisti.

 

diop10.jpgLa fecondità dell'opera intellettuale diopiana è oggi nella fase di una lenta ma irreversibile diffusione mondialòe, evolventesi sul modello di un contagio virale terapeutico afferrando poco alla volta a tenaglia lo spazio pubblico africano e singolarmente le istituzioni presto circondate. In Africa, negli Stati Uniti, nei caraibi, in Europa, la teoria di Cheikh Anta Diop fa degli adepti e, ancor meglio, dei nuovi ricercatori, spesso indipendenti che tentano di strutturarsi malgrado i razionamenti di cui essi sperimentano le conseguenze. In Africa l'interesse per i geroglifi cresce in modo sorprendente e i giovani si danno da fare per costruirsi degli itinerari di apprendimento tra alcune nozioni passeggere, dei corsi qui e là, delle opere di volgarizzazione...

 

diop11.jpgÈ probabile che 18 anni dopo la sua scomparsa, l'opera  del professore Anta Diop, che ha trionfato delle resistenze e reticenze degli Africani e afro-discendenti, doppiato il capo di un faccia a faccia con gli africanisti eurocentrici, costituisce un'alternativa estremamente promettente per la Rinascita Africana in attesa di un terreno di sperimentazione. È un indispensabile supplemento d'anima alla continuità panafricana, che unisca in un riferimento positivo tutti gli Africani e Afro-discendenti il cui destino solidare e comune può infine essere ri-affrontato, in una forma o un'altra, ma che usufruiscano di una vera base scientifica, psicologica, motivazionale.


Akam Akamayong




[Traduzione di Ario Libert]



LINK al post originale: 

 Cheik Anta Diop [1923-1986] Savant et Inventeur de la Nouvelle Histoire Universelle  

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