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19 giugno 2011 7 19 /06 /giugno /2011 07:00

 

 

19 giugno: l'impulso?

 

 


 

 

 

 

Gli indignati hanno un mese! un mese di indignazione, di occupazione, di occupazione e di riflessione. Un mese durante il quale la parola è stata liberata, rimessa tra le mani del popolo. Un popolo che si emancipa e reimpara a pensare da se stesso, al di fuori degli imbroglioni politici, avidi di potere, di yachts, di donne delle pulizie e di tante altre cose.

 

Un mese dopo, cosa ne è del movimento? A Madrid, gli indignati hanno deciso di togliere il campo. Sloggiano? Lungi da ciò, 3 settimane di riflessione hanno portato a prendere delle decisioni. La riflessione lascerà posto alle aziojni, le idee fioriscono dappertutto. Accampamento davanti al Parlamento, sciopero, manifestazione. Di tutte le idee, una di esse consisteva in una giornata d'azione internazionale. È un'idea dell'assemblea di Barcellona. Un 19 giugno per svegliare i popoli, affinché la ripresa in mano sia globale. "Peope of Europe, RISE UP" essi avevano scritto su una bandiera durante la prima settimana del movimento.

 

 


Manifestazione in Francia

 

Non si reprime, si inquadra...

 

 

 

 

Oggi il risveglio è ancora timido. Gli assembramenti continuano a coinvolgere numerose città tutte le sere, tuttavia il numero di indignati nelle assemblee aumenta poco a vote nient'affatto. Cosa manca a quei Francesi di cui le conquiste sociali sono ogni giorno un po più risicate? Cosa manca a quegli Italiani per cacciar via Berlusconi a calci in culo? Al di fuori del mondo Arabo, della Spagna  della Grecia, la scintilla non ha ancora incendiato la collera di coloro che sgobbano e restano sino ad ora silenziosi.

 

Il 19 giugno, sono centinaia di città nel mondo, che saranno investite da un'ondata di indignazione. Resta da definire l'altezza dell'ondata! La Germania, l'Austria, il Belgio, la Spagna, gli Stati Uniti, la Francia, la Danimarca, la Gran Bretagna, l'Irlanda, l'Italia, il Giappone, il Lussemburgo, la Norvegia, l'Olanda, la Polonia, il Portogallo, la Repubblica Ceca, la Romania, la Serbia, la Svizzera, uno sguardo rapido dei paesi coinvolti per vedere che il movimento sarà veramente mondiale ma riguarderà prioritariamente questa volta dei paesi sviluppati.

 

In Spagna, il 19 giugno sarà il giorno della partenza di 5 carovane in direzione di Madrid. Esse vi giungeranno il 17 luglio con l'obiettivo di "occupare Madrid, paralizzare la città e rifondare la democrazia", secondo uno dei rappresentanti del movimento di Barcellona.

 

L'iniziativa proposta dall'Assemblea di Barcellona era stata accettata il 5 giugno dai rappresentanti delle assemblee di 56 città! Le carovane partiranno dalle città di Barcellona, San Sebastian (Donostia), La Coruna, Cadice e Valenzia. In ogni città che esse attraverseranno, organizzeranno una marcia che permetterà di informare della convergenza di tutti su Madrid il 17 luglio. L'obiettivo della carovana permetterà così di implicare il massimo di persone nel movimento.

 

L'anno 2011 è, ricordiamolo, l'anno di tutte le possibilità. L'impulso avverrà fuori dalla Spagna e dalla Grecia? Lo vedremo alla prossima puntata.

 

 

 

Raphaël Rezvanpour

 

 

 

 

 

 

Noi siamo gli indignati, gli anonimi, i senza voce. Eravamo in silenzio, in ascolto. Osservavamo. Ma non quelli che erano in alto, coloro che reggono le redini, ma un po' ovunque, là dove siamo tutti e tutte in attesa del momento per unirci.

 

I partiti, associazioni e sindacati non ci rappresentano. Non è tuttavia quel che ci auguriamo, perché ognuno rappresenta se stesso. Vogliamo concepire e costruire il migliore dei mondi possibili. insieme lo potremo e lo faremo. Senza paura.

 

Le prime scintille sono scoccate nei paesi arabi, dove centinaia di migliaia di persone hanno occupato le piazze e le strade allo scopo di ricordare ai loro governi che il popolo detiene il vero potere. Poco dopo gli islandesi si sono impadroniti delle strade per esprimersi e decidere del loro avvenire; il popolo spagnolo non ha tardato a riempire piazze dei quartieri, dei villaggi e di altre città.

 

Attualmente, la fiamma della contestazione si è propagata rapidamente ad altri paesi come la Francia, la Grecia, il Portogallo, l'Italia e la Turchia. Nel frattempo degli echi sorgono in America, in Asia e numerosi focolai di contestazione appaiono un po' ovunque. I problemi sono globali e la rivoluzione sarà globale anch'essa, senza questo il nostro appello non potrebbe sussistere. Il momento è giunto di recuperare i nostri spazi pubblici per discutere e costruire tutti insieme l'avvenire.

 

Il 19 giugno facciamo appello alla #Globalrivoluzione. Vi invitiamo ad agire pacificamente sulle piazze pubbliche, vi invitiamo alla creazione di spazi di incontro, di dibattito e di riflessione. É nostro dovere recuperare lo spazio pubblico e di decidere insieme il mondo che vogliamo.

Impadronisciti della piazza!!! Impadronisciti della strada!!! #Globalrevolution

 

Popolo del mondo, alzati!!!

 


 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

 

LINK al post originale:

19 juin: le déclic?

 

 

LINK pertinenti all'argomento:

Manifesto politico degli Indignati


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Published by Ario Libert - in Informazione soppressa
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