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1 febbraio 2012 3 01 /02 /febbraio /2012 07:00

Le Tavole di "L'ORIGINE DI TUTTI I CULTI"


 

[1795]

 

 

 

 

Dupuis_Origine_1795_II.jpgFrontespizio del II volume di L'Origine de tous les cultes, datato Anno III della Repubblica una e Indivisibile, cioè 1795. Opera in tre grossi volumi a cui Dupuis allegò come 4° volume l'atlante che presentiamo in prima traduzione italiana.

 

 

Cominciamo con questo post a far conoscere un formidabile ricercatore del tardo illuminismo francese e cioè Charles François Dupuis, autore della grandissima opera  L'Origine de tous les cultes ou Religion Universelle [L'Origine di tutti i culti o religione universale], cominciando dalla sua famosa quando irreperibile raccolta di tavole che egli allegò appunto a questa sua "Grande Opera", come egli la chiamava in rapporto alla sua mole.

La modernità ed esaustività di essa sono pari all'oscurantismo e al particolarsimo dei suoi avversari ecclesiastici e accademici che hanno voluto condannarlo all'oblio per ragioni che nulla a che fare con la scientificità della ricerca storica e culturale ma soltanto con motivazioni di ordine squisitamente ideologico e cioè di politica di corporazione e di categoria professionali e sociali, come avrò modo di porre in evidenza nel corso della pubblicazione dei suoi lavori inediti nel nostro paese profondamente ignorante e sanfedista.

Queste Tavole, che hanno l'evidente scopo di fornire materiale di supporto al discorso storico e teorico di Dupuis, sono annesse alla sua opera maggiore, essendo quella minore il suo celeberrimo  Abrégé de l'origine de tous les cultes, [Compendio dell'origine di tutti i culti; Tr. it.: Bastogi, Foggia, 1982], e cioè il suo riassunto che se ha assicurato fama al suo autore lo ha anche condannato nel novero degli scrittori di opere puramente atee, il che non può che essere falso se riferito a Dupuis anche se vero per i suoi seguaci del XIX secolo alla ricerca di un grande nume tutelare della loro asfittica causa.

Esse si distinguono in due categorie e cioè materiale schematico elaborato da Dupuis allo scopo di rendere intelligibile maggiormente le sue argomentazioni all'interno dell'opera; e materiale di natura archeologica con cui egli supporta appunto la sua teoria dell'origine "astronomica" del primo culto veramente universale dell'umanità più remota. Questa cosmologia religiosa, come dimostra l'autore con grande abilità e profusione di materiale è profondamente legata ai cicli fondamentali della natura e cioè alle stagioni e ne è anzi una sapientissima e anche, per noi oggi, ma sicuramente anche per le culture arcaiche, poetica simbolizzazione attraverso allegorie che si sono sedimentate in immagini nel corso di numerosi millenni.

Queste immagini-concetto, su cui hanno indagato anch'essi scrupolosamente e nello spirito scientifico storiografico che fu di Dupuis lo storico della scienza italo americano Giorgio de Santillana insieme alla sua collega Hertha von Dechend nel loro famoso quanto controverso  Hamlet's Mill  [Il mulino di Amleto, Tr. it.: Adelphi, Milano, 1983], avevano la loro sede privilegiata non solo nell'osservazione dei cicli stagionali della natura ma anche legata a quest'ultima esigenza, l'osservazione di ben altri cicli che attrassero sicuramente sin dai tempi primordiali l'attenzione degli uomini, o ominidi di acuta intelligenza, quelli appunto astronomici che portarono i migliori ingegni arcaici a ricavare attraverso modalità intellettuali e empiriche, tutt'ora al vaglio della migliore ricerca storica vertente sulle culture e scienze dei tempi più remoti, a ricavare il più importante di essi e cioè il ciclo della precessione degli equinozi!

Di quest'ultimo avremo modo di trattare prossimamente in molti post allo scopo di darne una trattazione veritiera su scala storico culturale e cioè allo scopo di demistificare la sua sedicente ad Ipparco di Samo, il solito greco tanto caro all'accademismo occidentalista che non vuole e non può ammettere formalizzazioni raffinate del sapere, sia esso matematico, tecnico, scientifico o filosofico, a culture antecedenti che rischino cioè di ledere, malgrado la sterminata mole di evidenze archeologiche, il primato di quello che un altro grande ricercatore di verità, il sociologo della conoscenza Martin Bernal chiama giustamente, nel suo superbo studio di sociologia della conoscenza Atena nera, (e anche un po' provocatoriamente) "modello ariano", o se si preferisce il primato della cultura e delle istituzioni della padrona "razza" bianca rispetto alle altre, e che spiega bene il suo successo e la sua alta considerazione presso i ricercatori afrocentristi.

 


 

 

 

 

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TAVOLE DI L'ORIGINE DI TUTTI I CULTI,

DEL CITTADINO DUPUIS,

CON LA LORO SPIEGAZIONE.

A PARIGI,
Presso H. AGASSE, rue des Poitevins, N° 18.

ANNO III DELLA REPUBBLICA.

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IL CITTADINO LOYSEL, Ingegnere per i Globi e le Sfere, ha costruito, sotto la direzione del Cittadino DUPUIS, un Globo destinato a facilitare la comprensione di quest'Opera. I Poli di questo Globo sono mobili, e si adattano alla precessione degli Equinozi. In più, le figure delle Costellazioni sono accompagnate da tutti i diversi nomi, e da tutte le diverse denominazioni, con le quali le si è designate da sempre.

 

Quest'artista risiede in rue du Plâtre-Jacques, N° 9, al primo piano sul davanti.

 

 

 

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Frontespizio di "L'Origine di tutti i culti", 1795.

 

 

 

IL Sole, oggetto di tutti i Culti, occupa la parte alta della Tavola; a sinistra brilla la Luna, che ha condiviso la venerazione dei Mortali. Il Padre della Luce lancia i suoi bagliori attraverso i due segni dello Zodiaco, da cui ha assunto le forme in tutti i Culti: il Toro e l'Ariete. Durante l'Equinozio di Primavera, la Natura esce dall'intorpidimento, in cui l'ha immersa durante l'inverno l'allontanamento del Sole. Questo fenomeno fisico attrasse l'attenzione di tutti gli uomini, e accordarono l'espressione della loro riconoscenza per l'Astro benefattore, che sembrava far ritorno soltanto per illuminarli di nuovo con il suo bagliore.

 

La precessione degli Equinozi fa corrispondere successivamente il Sole ai diversi segni dello Zodiaco, all'epoca dell'Equinozio di Primavera. Circa 4.000 anni fa il Sole apriva l'anno Astronomico, posto nel Toro. È nel tempo che è trascorso durante questa corrispondenza, e cioè, nello spazio di 2151 anni solari, a cui devono riferirsi tutti i Culti, di cui il Toro fi l'oggetto simbolico. Vediamo in questo disegno gli emblemi di questi Culti: il Vitello d'oro degli Ebrei, al quale è unito il Candeliere a sette braccia, emblema dei sette Pianeti: il bue Api adorato sulle rive del Nilo, caratterizzato dalla statua di questo fiume benefattore: più in basso il Toro, padre della Natura, apre l'uovo Orfico, da cui uscì il vasto Universo; quest'emblema è ancora posto nei tempi dei Giapponesi. Infine il Toro immolato da Mitra, simbolo sacro presso i Mitraici, termina il Quadro.

 

Più di mille anni prima del regno di Augusto, o dell'Era volgare, il Sole non apriva più l'anno, montato sul Toro; ma posto posto sull'Ariete, o Agnello celeste. Nuove Religioni si formarono e si impadronirono di questo nuovo simbolo. Giove Ammone portò dei corni di Ariete: come il Toro di Mitra, l'Agnello ebbe i suoi iniziati, una vita, una morte violenta, una resurrezione all'Equinozio di Primavera, ecc. Questa Dottrina è spiegata nell'Apocalisse, opera di un iniziato ai misteri dell'Agnello, e di cui nessuno aveva trovato la chiave. L'Agnello è accompagnato dai quattro animali mistici, quelli che occupavano i centri del Cielo (in termini di Astrologia), il Leone, il Bue o Toro, l'Angelo o uomo dell'Acquario, e l'Aquila o Avvoltoio della Lira.

 

Una Donna con in braccio un bambino, incoronata di Stelle, che cammina su di un Serpente, ricorda la Vergine celeste, sotto alla quale si estende il Serpente, e al di sopra della quale è posta la Corona. È essa che brillava all'Oriente il 25 dicembre a mezzanotte, quando i Calendari Romani annunciavano la nascita del Sole invincibile. Essa era stata successivamente Iside, Temi, Cerere, Erigone, la madre di Cristo, ecc.

 

La statua simbolica di Serapide, o del Sole d'Autunno, vecchio e caduco, è circondata dalle spire di un grande Serpente. È quello che fissa l'ingresso del Sole nei segni inferiori, tempi delle Piogge e delle Tenebre; ed è lui che ha portato nel mondo il peccato e la morte.

 

Si intravedono sullo sfondo le Piramidi d'Egitto, monumento Astronomico-Mitologico del culto di Osiride e di Iside, e cioè, del Sole e della Luna.

 

La parte centrale della Tavola è occupata da un sacrificio a Vesta, fondamento della Religione dei Romani, e di cui il fuoco sacro non era che un emblema della luce solare.

 

L'ultimo simbolo che ricorda qui il Sole, nascosto sotto dei veli religiosi, è il cesto mistico, da cui esce un Serpente. Si sa che questo rettile svolgeva un grande ruolo nei misteri di Bacco, le cui conquiste rappresentavano il passaggio del Sole nelle sue dodici dimore.

 

Questo Frontespizio è una Tavola abbreviata di l'Origine de tous les Cultes, e serve a fissarne le basi principali, in modo ingegnoso quanto acuto.

 

 

 

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Domicilio dei pianeti

 

 

Il Numero dei Pianeti essendo minore di quello delle Costellazioni Zodiacali, si assegnò a cinque tra di esse, due segni per domicilio, o luoghi nei quali si sviluppava più energicamente la loro potenza. L'Astrologia, che si confondeva quasi sempre con l'Astronomia antica, trasse una grande vantaggio da questi doppi domicili. La loro conoscenza è necessaria per coloro che vogliono penetrare il segreto dei Miti.

 

 

 

 

 

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Medaglie dell'Imperatore Antonino coniate in Egitto

 

 

 

Queste Medaglie presentano lo stesso soggetto della tavola precedente; ma è qui posto in azione. Ogni pianeta è espresso attraverso una Divinità, che aleggia sul segno, in cui ha fissato il suo domicilio. questa alleanza offre un esempio delle creazioni Mitologiche.

 

 

 

 

 

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Divisione dello Zodiaco in 36 parti

 

 

 

La superstizione cresce sempre: essa non fu soddisfatta di aver dedicato i segni interi ai Pianeti. Divise ogni segno in tre parti di sei gradi, chiamati Decani. Questi decani furono personificati e divinizzati. La storia stessa se ne impadronì; ne fece i celebri Dinasti Egiziani, la cui esistenza e la successione, o la coesistenza, sono state il tormento degli Eruditi. Essi non dominarono tuttavia che in sottordine ad ogni decimo di segno, e per l'influenza dei Pianeti, che si ripartirono sotto questa presidenza subalterna, senza cessare di presiedere ad ogni segno intero.

 

04_Planisfero_astrologico_di_stile_egiziano.jpgPlanisfero Astrologico di stile Egiziano

 

 

 

Bianchini scoperto a Roma questo Planisfero, lo inviò all'Accademia delle Scienze di Parigi. Benché mutilo, serve nello stabilire l'intera successione dei Decani, e dei Pianeti corrispondenti a ognuno di essi. serve da base alla Divisione dello Zodiaco della tavola precedente.

 



 

05_Planifero_egiziano_dei_paranatellonta.jpg Planisfero Egiziano dei Paranatellonta

 

 

 

 

 

 

 

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Planisfero Egiziano dei Paranatellonta


 

La dottrina segreta dei sacerdoti Egiziani non si limitava ai Decani; essa aveva anche come soggetto i Paranatellonta, e cioè, le Costellazioni extra-zodiacali, che salivano o scendevano sotto l'orizzonte, durante lo stesso periodo in cui ogni grado dei segni dello Zodiaco si levava o tramontava. La riunione dei Segni con i loro Paranatellonta forma questo Planisfero Egiziano, di cui si vedono le due parti separate con i numeri V e VI, e che sono tratti dall'Œdipus Ægyptiacus di Kirker. È impossibile spiegare gli attributi delle Divinità, senza la conoscenza dei Paranatellonta.

 


 

 

 

 

 

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Distribuzione dei quattro Elementi nei dodici segni dello Zodiaco, e nei domicili dei Pianeti

 


Tutto, nel mondo sublunare, essendo sottoposto all'influenza dei segni dello Zodiaco, i quattro Elementi furono loro subordinati, e se ne attribuirono tre segni ad ognuno. Questa attribuzione cominciò dalla Luce e dal Leone, che era il domicilio del Sole e il primo segno, 2.500 anni prima dell'Era volgare. Essa continuò successivamente: il che formò i triangoli, o Trigoni dei segni, così famosi presso gli Astrologi, e di cui l'applicazione dà la chiave di alcuni punti oscuri del trattato di Plutarco, Iside e Osiride.

 

 

 

 

 

 

 

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Planisfero delle fatiche di Ercole


Porfirio dice, che il Mito delle dodici fatiche di Ercole ha come base la divisione dei dodici segni dello Zodiaco; e che Ercole non è che il Sole, che percorre tutti gli anni il percorso, il cui ingresso è fissato al punto solstiziale, occupato un tempo dal Leone. Questo Planisfero rappresenta il Sole, o Ercole, che percorre i dodici Segni, cominciando dal Leone, che è allora quello di Nemea: le altre fatiche corrispondono agli altri undici Segni.

 

 

09_Le_sei_prefetture_dell-impero_di_Ormudz_e_quelle_di_Ahri.jpg

Le sei Prefetture dell'Impero di Hormuzd, o di Osiride, e quelle dell'Impero di Arhiman o di Tifone.


In Ercole, si è voluto vedere l'emblema della forza della Natura, o del Sole forte; vediamo qui il simbolo del Sole fecondo o benefattore. È l'Osiride degli Egiziani, e l'Hormuzd dei Persiani. Occupa in questo Planisfero i sei segni superiori, o i sei segni della Luce: erano le sue Prefetture. I segni inferiori, o delle Tenebre, furono attribuite al nemico della Natura; furono le prefetture del Tifone degli Egiziani, e dell'Arhiman dei Persiani.

 

 

 

 

 

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Planisfero dei percorsi di Iside.


Iside è la Luna, secondo Porfirio; e Cheremone, sacerdote Egiziano, dice chiaramente che si deve spiegare la storia di Iside e quella di Osiride, con i movimenti del Sole e della Luna, comparati allo Zodiaco e agli altri Astri Paranatelloni. Si è costruito, con questi principi, un Planisfero sul quale sono rappresentati i percorsi di Iside, e i diversi incontri, così come essi si trovano nel trattato di Plutarco, Iside e Osiride.


 

 

 

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Planisfero delle imprese di Teseo.


I Tebani cantarono il Sole con il nome di Ercole, e Teseo fu l'Ercole degli Ateniesi. Strabone chiama le sventure di Teseo e le fatiche di Ercole, delle Avventure Mitologiche: sono dunque della stessa natura. Il Toro di Maratona, Il Cinghiale di Erimantea (secondo la denominazione della Grande Orsa), non sono vissuti che nello Zodiaco. È qui che il Planisfero li pone con le altre imprese del Sole-Teseo.

 

 

 

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Soggetto del Poema degli Argonauti.


La conquista del Vello d'oro, o le imprese degli Argonauti, sono della stessa natura di quelle di Ercole e di Teseo. Sono dei viaggi e una conquista Astronomiche, L'autore del più antico poema delle Argonautiche, attribuito a Orfeo, invoca cominciando il Dio del Sole: "Ispirami, divimo Febo, sto per cantare la tua potenza". Ecco dunque un poema solare, come quelli di Ercole, di Teseo, e di Bacco. Il Sole, dopo aver percorso i primi undici segni dello Zodiaco, cominciando dal Toro, fa la conquista del Vello d'oro dell'Ariete di Frisso, dell'Ariete celeste. Questa brillante conquista fissa l'Equinozio di Primavera, inizio dell'anno, o del mondo Astronomico, secondo i Mitologi. Vediamo in questo Planisfero lo stato del Cielo, la sera e il mattino del giorno dell'Equinizio di Primavera, 2.500 anni prima dell'Era vologare, con i principali Paranatellonta di quell'epoca. Ecco, la trama dei tre poemi sul Vello d'oro, composti da Orfeo, Apollonio di Rodi, Valerio Flacco; e dalle tradizioni pretese storiche, che Diodoro siculo ha riunito su quest'evento favoloso, così celebre nell'antichità.

 

 

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Planisfero dei viaggi di Bacco.


Bacco era, secondo Plutarco e Diodoro siculo, la stessa Divinità di Osiride, chiamata da Eumolpo, l'Astro luminoso, che versa il fuoco con l'aiuto dei suoi seimila raggi. Allo stesso modo di Osiride, Bacco era posto a morte durante l'Equinozio di Primavera; scendeva agli Inferi, risuscitava in capo a tre giorni, e assumeva il nome di Salvatore dopo la sua resurrezione. Orfeo dice testualmente così: "il Sole, che chiamiamo Bacco". I viaggi di Bacco e le sue conquiste in India, sono dunque della stessa natura, di quelli di Ercole e di Osiride: essi sono l'emblema del percorso annuo del Sole. Le Dionisiache, questi poemi così celebri su Bacco, non offrono che iquadri annui della nascita, dell'infanzia, della maturità, della decadenza e della morte del padre luminoso della Natura. Li si seguirà senza difficoltà con l'aiuto di questo Planisfero.

 

 

 

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Vaso antico del Museo Nazionale.


 

Questo antico e raro vaso Greco, presenta un soggetto che non è mai stato spiegato. Non si può che riconoscervi Bacco (sotto le forme del Toro), che guida le Pleiadi. I miti di Bacco furono composti all'epoca, in cui il Toro era il primo dei segni; è per questo che questa divinità ne assunse tutte le forme. Qui compare così come lo evocavano, secondo Plutarco, le donne dell'Elide; esse lo pregavano "di scendere dai Cieli insieme alle Grazie, e di porre sulla terra il suo piede di bue". Il Sole apriva l'anno nel segno del Toro, e a quest'epoca, le Pleiadi sorgevano eliacamente, e cioè, esse cominciavano ad apparire il mattino all'apparire dei raggi del Sole: è per questo che la loro guida è qui il Dio dalla testa e dai piedi di bue. Questo sorgere delle Pleiadi è stato cantato da Esiodo, perché annunciava la mietitura.

 

 

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Sviluppo del vaso antico del Museo Nazionale.

 


 

 

 

 

 

 

16_giardino_di_Ormuzd.jpg Giardino di Hormuzd , o i seimila di Dio, e i seimila del Diavolo, o l'Impero di Arhiman.


I Discepoli di Zoroastro dividevano il tempo in 12.000 parti; 6.000 tempi, o anni, durante i quali l'uomo vive felice nel giardino di Hormuzd; e 6.000 tempi, o anni, durante i quali l'uomo è infelice sotto l'Impero di  Arhiman. Poi rientrava nel Paradiso o giardino di Hormuzd, dalla porta dell'Agnello, l'Ariete celeste; dal cui trono scorre il fiume di Orione, o il Gihon, uno dei fiumi del Paradiso terrestre. Su questa porta è posta Perseo, armato di una scimitarra, che difende l'Ariete dal Vello d'oro: è il Chelub, o Cherubino dalla spada fiammeggiante della Genesi. L'analisi di questo Planisfero darà la chiave della Cosmogonia ebraica, che è stata ricalcata su quella degli antichi Persiani.

 

 

 

17_Tavole_di_Mitra.jpg

Rappresentazioni di Mitra.


Gli Apologeti della Religione Cristiana, Tertulliano e Giustino, hanno riconosciuto che la più ragionevole opinione ch ei Pagani potevano formarsi sulla nuova Religione dei seguaci di Cristo, era di assimilarlo a quella dei Persiani; e di credere che il loro Salvatore non era altri che il Dio-Sole, adorato da loro con il nome di Mitra. Infatti Mitra e Cristo nascono lo stesso giorno, in una grotta o stalla; il Cristo e Mitra rigeneravano l'Universo attraverso il sangue di un Agnello o di un Bue; essi morivano all'epoca della rinascita della Luce, così come essi erano nati durante la stagione delle Tenebre, ecc. Entrambi ebbero delle iniziazioni Segrete, dei Purificatori, dei Battesimi, delle Confessioni anche, ecc. Si ritroveranno le basi di questa comparazione tra le rappresentazioni dei misteri Mitraici, risparmiati dal tempo.

 

 

18_Calendario_di_Iside_o_della_Vergine.jpg

Calendario di Iside, o della Vergine, scolpiti sul portale di Notre-Dame di Parigi.


Il Portale di Notre-Dame di Parigi è stato terminato verso la fine del 1300. Si credeva allora all'esistenza delle Sibille, e alla verità delle loro predicazioni, e in verità delle loro predizioni. Una delle più notevoli era l'Apparizione della Vergine, e di Gesù Bambino, che la Sibilla Tibutina fece vedere ad Augusto, informandolo che questa Vergine era quella delle Costellazioni, chiamata Spiga. Questa tradizione è fissata sulla Porta laterale sinistra del Portale di Notre-Dame. Undici segni dello Zodiaco vi sono incisi accanto ai lavori campestri di ogni stagione. La Vergine soltanto è spostata: essa occupa il centro della porta, nella sua qualità di Dama del luogo; e lo Scultore si è rappresentato egli stesso tra il Cancro e la Bilancia. Qui la Vergine rappresenta l'anno, così come Iside ne era il simbolo presso gli Egizani. Il Portale della grande Chiesa di S. Denys, quello di Strasburgo, e molti altri, presentano degli Zodiaci, diversamente modificati: quest'ultimo è il più curioso.

 

 

 

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Planisfero che rappresenta la posizione del Cielo al momento della nascita del Dio-giorno, il 25 dicembre a mezzanotte.

 

 

 

Gli Antichi prestarono fede alle regole chimeriche dell'Astrologia; cercarono di indovinare la sorte degli uomini, delle città stesse e degli Imperi, attraverso l'osservazione del Cielo al momento della loro nascita, o del loro giorno di fondazione: era l'oroscopo degli uni e degli altri. Un amico di Cicerone aveva composto l'oroscopo della fondazione di Roma. Costantino fece far quello della città, alla quale diede il suo nome. Non ci si meraviglierà di vedere l'oroscopo del Dio giorno, all'epoca in cui egli nasceva, e cioè durante il solstizio invernale; alla mezzanotte del 25 dicembre, giorno durante il quale i marmi antichi fissavano la nascita del Sole invincibile. I quattro centri del Cielo, in quell'istante, erano occupati a Oriente dalla Vergine e suo figlio nasceva, così come lo rappresentavano le Sfere Persiane di Aben Ezra e di Abulmazar, con il nome di Cristo e di Gesù; al Nadir, dal capro del Capricorno; a Occidente, dall'Ariete, o Agnello celeste, vicino al quale brillava il Toro; e allo Zenit infine, dall'Asino e la Mangiatoia del Cancro. Ai piedi della Vergine, si vede una delle sue belle stelle, chiamata Giano, che otto giorni dopo apriva l'anni Romano, che regge delle chiavi, dalla fronte calva, ed è il Principe o Capo dei Dodici mesi. Sopra l'Agenllo a Occidente, appaiono le tre stelle della fascia di Orione, chiamate ancora oggi volgarmente i tre Re Magi, ecc. Possiamo desiderare dei rapporti meglio chiari con il Cristo che nasce in una mangiatoia, accanto a degli animali, ecc., ecc.?

 

 

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Planisfero per servire alla spiegazione dell'Apocalisse.

 

Questo libro, che ha resistito alla sagacità di Bossuet e di Newton, trova oggi la sua spiegazione naturale nelle iniziazioni ai misteri Frigiani dell'Agnello. Questa interpretazione esige una conoscenza approfondita delle opinioni degli Antichi sui viaggi delle anime, il loro passaggio nei Pianeti e attraverso le porte mistiche del Cielo. La celebre visione di Ezechiele ha le stesse basi. Essa e l'Apocalisse sono tratte dalla Teologia dei Mitraici, con la quale Origene mette in parallelo la visione del Profeta. Il Genio dell'Apocalisse annuncia allo Ierofante Giovanni, che sta per rivelargli il futuro, o il libro del destino. Questo libro è il Cielo delle stelle fisse, modificando le sette Sfere. Lo si vede in questo Planisfero, così come fu aperto a Giovanni; e cioè, fermo sui suoi quattro punti principali, chiamati segni fissi e centri dagli Astrologi. I quattro animali mistici che li occupano sono il Leone, Il Bue o Toro celeste, l'uomo dell'Acquario, e l'Aquila della Lira, una specie di Avvoltoio, che sale insieme allo Scorpione e che gli fu sostituito.

 

 

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Sistemi Cosmogonici dei Siriani e degli Arabi.


Non si potrebbero capire i libri dei Cristiani, composti durante i tre primi secoli, e soprattutto quelli di Giovanni, di Erma e dei primi eretici, senza aver studiato le Cosmogonie dell'Egitto, della Siria, dell'Arabia, e dei paesi circumvicini, che essi hanno abitato. Queste Cosmogonie ci sono state conservate da Kirker, le cui opere, senza essere dei modelli di Critica, sono per lo meno degli eccellenti magazzini.

Ogni Filosofo, che traccerà la storia dei progressi e degli errori dello spirito umano, deve attingervi abbondantemente. Vi si ritrovano l'intero sistema della gerarchia celeste, così come la Chiesa l'ha insegnato; e si rimane convinti, dallo studio di questa tavola, che i Cristiani non hanno inventato nulla, nemmeno i loro miti cosmogonici e teurgici.

 

 

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Pietra scolpita del Palais-Royal.


Nella collezione delle pietre scolpite della casa di Orleans, che sono state vendute all'Imperatrice di Russia, possiamo vederne una della classe di quelle che si chiamano Astronomiche, il cui soggetto è spiegato in quest'opera. Su una faccia sono scolpite due serie di figure poste su due Zone circolari; e la parte centrale è occupao da una sola figura. Questa figura rappresenta Pan con il suo flauto; Pan, il moderatore dell'Universo e delle Sfere; Pan, il Genio che conduce, con l'aiuto di un flauto, l'arminia dei sette pianeti; che presiede ai concerti celesti, cantati dai Poeti, celebrati dai  Filosofi, e capiti, noi sosteniamo, nella tranquillità delle notti da contemplativi virtuosi. I sette Pianeti circolano nei loro carri intorno al loro conducente, e al dissotto dei segni dello Zodiaco, nei quali essi avevano fissato i loro domicili. Il Sole, posto sotto l'Ariete, ci informa che questa Agata-Onice è stata scolpita poco prima dell'era volgare, tempo in cui il Sole apriva l'anno, montato sull'Ariete celeste.

Il rovescio di questa pietra presenta una testa di Medusa, di pregiata fattura. Questa riunione di corni di Ariete e di Serpenti sembra bizzarra, e non ha potuto ancora ricevere spiegazione soddisfacente. La Mitologia-Astronomica ci fa vedere l'Ariete che sale all'orizzonte con i suoi corni inseriti nei serpenti della testa di medusa, che  l'eroe Perseo porta in memoria della sua vittoria. Questa vicinanza dei corni dell'Ariete e dei Serpenti ha dato luogo ai pittori e agli scalpellini antichi di rappresentare Medusa con gli attributi dell'Agnello celeste, uniti a quelli del Drago. La speigazione di questa bella Agata ci fornisce il mezzo per interpretare la maggior parte delle pietre Astronomiche, relegate molto spesso tra gli Abraxas, considerati essi stessi come inintelligibili, ma che trovano spesso oggi la loro spiegazione nei principi della Mitologia Astronomica.

 

 

 

Charles François Dupuis

 

 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

 

LINK:

Atlas de l'Origine de tous les Cultes

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Published by Ario Libert - in Ricerche soppresse
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commenti

antonio 09/17/2015 09:49

Complimenti!!!

Ario Libert 09/17/2015 10:09

Bravo anche tu, ricerca e troverai altre cose interessanti su questi argomenti, anche se la maggior parte giacciono ancora non tradotti in questo mio blog sotto forma di bozze. Prima o poi li porterò a termine, almeno spero.

Full Tilt 02/16/2014 07:55

Grande blog. Grazie per le informazioni . Avete molto bello blog.

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