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22 dicembre 2010 3 22 /12 /dicembre /2010 20:58

Nerezza degli antichi Egiziani: "La messa è finita!"


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di Etilé René-Louis Parfait

La Melanità degli antichi Egiziani ammessa da specialisti del greco antico

Gli Africanisti e gli egittologi falsificatori della storia dei Neri stanno per prendere un duro colpo. L'onestà intellettuale sembra tornare in alcune traduzioni francesi dei testi greci che testimoniano delle origini negro-africane antiche, in particolare il celebre passaggio di Erodoto considerato il padre della storia dagli Europei [1].

 

INTRODUZIONE

Perché questo ritorno su fatti già consolidati e che hanno dimostrato scientificamente da alcuni ricercatori kamiti (di cui il primo fu Cheikh Anta Diop)? È semplicemente un articolo in più sulle origini nero-africane degli antichi Egiziani? No di certo! Per progredire nella giusta direzione, non siamo alla ricerca di letteratura europea; tuttavia stiamo attenti all'effetto prodotto dalle ricadute delle nostre diverse azioni nella societa europea (ed in particolare in Francia); soprattutto quando queste azioni riguardano la lotta che conduciamo contro la falsificazione storica. Perché va da sé che se non avessimo agito da molti anni (in tutta umiltà), vi sarebbe molta meno buona volontà presso i leucodermi. È il rapporto delle forze scientifiche, a nostro favore, che ha permesso di far passare la nostra giusta causa nella testa dei ricercatori aventi abbastanza grandezza per rimettere in questione delle tesi erronee ed opere razziste.

 

L'onestà intellettuale sembra ritornare soprattutto in certe traduzioni dei testi greci che testimoniano delle origini negro-africane degli antichi egiziani. Tanto meglio!

 

 

Atto I: Erodoto ed il suo Libro II

 

Chi è Erodoto?


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Greco nato ad Alicarnasso, in Asia Minore, detto il padre della storia, visitò l'Egitto verso il 450 a. C., e gli dedicò tutto il suo libro II, ritornandovi sopra spesso nelle altre parti della sua opera. Questo padre della storia e del giornalismo, rimane una fonte ineguagliata. Sa vedere e raccontare, grazie a lui, conosciamo dei tratti precisi della vita degli Egiziani.

 

 

Erodoto ci ha lasciato dei dettagli preziosi sulla vita quotidiana, la religione, le feste religiose popolari a cui egli ha assistito e sullo stesso paese. Le sue narrazioni, spesso confermate dalle rappresentazioni dei templi e delle tombe, sono utilizzate dagli egittologi.

 

- Il passaggio che ci interessa

Erodoto, storico greco, è dunque andato a Kemet. Ci dice che gli Egiziani antichi sono dei neri; impiega "melagkhroes" per dire "pelle nera" e "oulotrikhes" per "capelli crespi": "i colchidi sono di razza egiziana... inanzitutto, perché hanno la pelle nera ed i capelli crespi..." cfr. Libro II, 104.

Erodoto non lascia posto ad alcuna incertezza, nessuna approssimazione perché scrive: "sono andato ed ho visto con i miei occhi sino alla città di Elefantina", cfr. Libro II, 29.

 

All'inizio, come fa notare il linguista Jean-Marc Egouy, le traduzioni erano corrette: "Così, dal XVI secolo ai nostri giorni, non si smise di tradurre il padre della Storia in seno ad istituzioni erudite di fama. In Francia è l'Accademia Reale delle iscrizioni e belle lettere, riformata nel 1716 ma la cui creazione originale data al 1634 ed è dovuta a Richelieu, che forniva nel 1786 una traduzione rigorosa della "Ricerca", con uno dei membri onorevoli P. H. Larcher. È utile precisare che, anche se alcuni dei traduttori precedenti di Larcher contestavano in modo ostinato questa testimonianza del padre della Storia sull'aspetto etnico degli egiziani, quest'ultimi optarono sino alla fine del XIX secolo per una traduzione fedele ed autentica del testo greco di Erodoto. È il caso di un professore inglese di filosofia comparata, A. H. Sayce (1883). Per le traduzioni fedeli del passaggio che ci interessa, si può citare inoltre Larcher, Pierre Salia (1556), P. Du Ryer (1645), André-François Miot (1822), E. A. Betaut (1836), P. Giguet (1864), Henri Berguin (1932), J. Enoch Powell (1949)" [2].

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Atto II: La falsificazione:


Seguiamo sempre Jean-Marc Egouy:  "  Philippe Ernest LEGRAND era professore all'Università di Lione quando fu richiesto  attraverso la sua corrispondenza con l'Istituto di Francia, per una nuova traduzione del testo di Erodoto. Perché infatti, la sua qualità di ellenista competente glielo permetteva. Si vide dunque pubblicata, negli anni trenta del XX secolo, un'edizione tardotta da Legrand del tomo II della "Storia" di Erodoto, tomo dedicato all'Egitto, ma questa volta tradotto da Legrand: "[...]  essi avevano la pelle bruna".

 

"(...) Con questa nuova edizione, assistiamo ad una sostituzione del senso del termine greco, che fa stranamente passare il colore della pelle degli egiziani da nero (melas) a bruno (melanophaios)".

 

"(...) La traduzione di Legrand d'inizio secolo XX fu ripresa da altri (Jacques LACARRIERE, Andrée BARGUET),ed è essa che attualmente funge da traduzione ufficiale di riferimento ad Erodoto".

 


Atto III: Dalla "Bomba" di Cheikh Anta Diop al nostro sito Web AfricaMaat

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Cheikh Anta Diop

Nel 1954, una "bomba" esplodeva: Nations Nègres et Culture [Nazioni Negre e Cultura], libro dello scienziato Senegalese Cheikh Anta Diop. L’Egitto è veramente una civiltà negra. Sin dal primo capitolo intitolato "Cos'erano gli Egiziani", l'uomo di scienza Senegalese regola "la questione" Erodoto. Nella rubrica "Testimonianze degli scrittori e dei filosofi antichi", Cheikh Anta Diop écrit: "Tutti questi testimoni oculari affermano formalmente che gli Egiziani erano dei Neri".


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  "(...) Per dimostrare che gli abitanti della Colchide erano di origine egiziana e che bisognava considerarli come una frazione dell'esercito di Sesostri che si sarebbe installata in questa regione, Erodoto affermerà: "Gli Egiziani pensano che questi popoli sono dei discendenti di una parte delle truppe di Sesostri. Lo congetturai anche da due indizi : il primo è che essi sono neri e che hanno i capelli crespi...".

 
In breve, l'Egitto antico era un paese africano nero: gli Egiziani antichi lo sapevano essi stessi, i Greci ed i Latini lo avevano detto (testimoni occulari e questo per più di un millennio), degli egittologi lo hanno dimostrato con una grande erudizione: il professor Cheikh Anta Diop, seguito dal professor Théophile Obenga poi dai Professori A. M. Lam, M. Bilolo, B. Sall, A. Anselin, Oum Ndigi e oggi quelli dell'Istituto Africamaat.
"Mélas" , parola impiegata dai Greci per il colore degli egiziani, è il termine greco più forte per dire "nero" come sosteneva il grande uomo di scienza Cheikh Anta Diop.

 

Κελαινός , kélainos ("il sangue nero", Iliade, I, 303) ’ερεμνός , eremnos ("un turbine tenebroso", Iliade, XII, 375) αίθων, aithôn ("un toro rosso", Iliade, XVI, 488) μέλας , melas ("la nave nera", Iliade, I, 300) [4].

 

 

 

Atte IV: Il battello dei falsificatori imbarca acqua, o l'inizio della caduta


In realtà, l'inizio della caduta risale a Jean-françois Champollion, il celebre decifratore dei geroglifici, che ha riconosciuto la caratteristica nera degli egiziani antichi. Perché malgrado la moltitudine dei falsificatori, alcuni eruditi non si schierano con la montatura; altri lo fanno in parte.

 

Citiamo alcuni (vivi o morti) al di fuori di J-F Champollion: Volney, Amélineau, Blanchard hanno detto la verità. Jean Leclant (uno dei più grandi pilastri della Scuola di egittologia francese) ha concesso che il sud dell'Egitto era all'origine della civiltà faraonica. E sempre più, per non dire di recente, "un vento caldo proveniente dal sud" soffiava sul battello che imbarcava acqua.

 

nerezza--Tutankhamun.jpgTutankhamun, ricostruzione del volto del celebre faraone


Béatrix Midant-Reynes, archeologa, incaricata di ricerca al CNRS, scrive nel suo libro intitolato Aux origines de l’Égypte [Alle origini dell'Egitto] del 2003: "L’Egitto è in Africa. Evidenza troppo a lungo superbamente ignorata per focalizzare le grandi correnti civilizzatrici verso un brillante Oriente".


Nella prefazione del libro intitolato Egitto faraonico (2004) di Bernadette Menu, egittologa e storica del diritto, direttrice onoraria al CNRS, è scritto: "Lei (B. Menu) mostra infatti che la formazione dello Stato egiziano non è un caso ma l'effetto della volontà di alcuni grandi re (la "dinastia 0" e i due fondatori), sorti da clan o da lignaggi originari del sud, e puramente africani".

 

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Ma torniamo al nostro famoso passaggio di Erodoto:

 

Alcuni traduttori utilizzano una specie di astuzia che consiste nel commettere la menzogna nella traduzione dicendo "Pelle bruna" ma dicendo qualcosa di diverso nelle note. Esempio, il libro delle Edizioni Gallimard, FOLIO Classique (Hérodote, l’Enquête, Libri dal I al IV, Edizione di Andrée Barguet): il testo alla pagina 213, dice "pelle bruna" ma una nota 131 rinvia a pagina 503, e cosa leggiamo?: "L'esistenza di una piccola comunità di Neri è stata effettivamente notata vicino a Sukhoum; essi sarebbero allora i superstiti degli antichi Colchidi, che erano forse (sic) di origine africana...".

 

Sorprendente, vero!?

Atto V: La Torre infernale, o la caduta finale

Ma l'ora della fine della ricreazione è suonata. Ed ecco il momento di annientare i falsificatori razzisti.

Le Éditions PALEO hanno stampato l'ultima traduzione del famoso libro di Erodoto (2005). E la traduzione è valida. Questo libro mette a fuoco la Torre di Babele dei nostri falsificatori.

 

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Etilé René-Louis Parfait




[Traduzione di Ario Libert]

 

 

Bibliografia:


[1] Libro II, paragrafo 104.


[2] Vedere: Les Racines de l’Égypte ancienne, la supercherie médiatique, et Cheikh Anta Diop, Jean-Marc Egouy, Éditions Menaibuc, 2003.


[3] Vedere Engelbert Mveng, Les sources grecques de l’histoire négro-africaine, Présence africaine, 1972, page 85.


LINK al post originale:

 Noirceur des Egyptiens Anciens: "La messe est dite!"

 

LINK a saggi pertinenti all'argomento trattato:

 

Dio è nato in Africa nera

 

Testimonianza di Jean François Champollion sull'impossibile origine indo-europea degli antichi Egiziani

 

Testimonianza di Vivant Denon a proposito della Sfinge di Giza

 

 

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