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28 gennaio 2010 4 28 /01 /gennaio /2010 09:00
Platone: uno studente greco in Africa nera!



Scopriamo le numerose fonti autentiche, attestanti l'iniziazione africana di Platone. Questa trama importante della sua vita è generalmente falsificata, edulcorata o semplicemente passata in silenzio dagli storici attuali.


platon.jpg


 

1- Platone ed il dogmatismo storico universitario

Platone (428-348 a. C.) è un filosofo greco nato ad Atene, famoso per aver fondato nella sua città natale, l'Accademia, una scuola filosofica verso il 387 a.C. La sua particolarità era dovuta ad una riflessione dialettica e matematica. È l'autore di 28 dialoghi tra cui Il Simposio, Fedone, La Repubblica, FedroIl SofistaIl Timeo, Le Leggi, ecc.

Ha soprattutto elaborato, ci dicono, una filosofia idealistica nella quale egli distingue il sapere dall'opinione, il mondo delle idee e della verità dal mondo sensibile. La sua visione si articola anche con una teoria dell'essere, della natura, del linguaggio e della politica. Ma soprattutto, Platone è "tassato" da tutti gli storici occidentali, di padre spirituale della filosofia, e cioè la scienza la scienza che si vorrebbe amante della saggezza. È il primo, ci dicono anche, ad aver filosofato, cioè ad essersi interrogato sull'origine ed il divenire delle cose.

Ma ecco, per glorificare il personaggio, la maggior dei biografi attuali, passa generalmente sotto silenzio le fonti del suo sapere ed il suo viaggio iniziatico in Egitto, sulle vie della saggezza presso i sacerdoti, cosa eppure confermata dai suoi biografi greci.

La maggior parte delle sue idee, come l'Uno ed il Molteplice; l'Identico e l'Altro; i quattro elementi: acqua, terra, aria, fuoco; il divenire; l'immortalità dell'anima; la vita nell'aldilà; il dualismo materia-spirito; il corpo come tomba dell'anima; la nozione dell'anima del mondo, ecc., sono delle nozioni che egli ha scoperto per la prima volta nell'Africa nera durante il periodo faraonico. I suoi contemporanei, come Strabone o Erodoto (che conferma inoltre l'origine strettamente egiziana dell'idea dell'immortalità delle anime umane), ci aiutano a saperne di più sulle fonti africane del suo sapere.

2. Platone riportato alla verità storica

Sacerdote-egizio--epoca-tolomaica--Palermo-.jpgColoro che amano la saggezza, dovrebbero soprattutto, amare la fonte della saggezza. L'una non procede senza l'altra, eppure...
Si cerca di nascondere l'iniziazione ai saperi egiziani di Platone attraverso le sue relazioni con Socrate. Infatti, Platone fu anche inizialmente un allievo di Socrate (470-399 a. C.) Ma l'iniziazione stessa di Socrate ai saperi egiziani sembra essere un fatto reale. Infatti, la maieutica (cioè, l'arte di guidare il proprio interlocutore a scoprire egli stesso le risposte alle sue domande e le verità che egli reca in sé senza saperlo) non è altro che il metodo pedagogico impiegato dai sacerdoti neri di Kemet, secoli prima di Socrate, per formare i giovani spiriti egiziani.
Quest'ultimi potevano giungere sino a far dubitare i loro discepoli per dimostrar loro che alcune delle loro certezze potevano anche nascondere delle incertezze. Socrate credeva anche nell'immortalità delle anime. Ora Erodoto ci informa che sono gli Egiziani che hanno insegnato ciò ai Greci. Infine il giorno della sua morte, Socrate chiese di sacrificare un gallo nero ad Asclepio che non è altro che l'appellativo greco del sapiente nero egiziano Imhotep.
A dir il vero, la testimonianza dei Greci antichi svela che Platone ha veramente scoperto queste nozioni filosofiche con i sacerdoti neri Seknuphis del tempio di Eliopoli (Iunu, On) e Conuphis del tempio di Memphis (Menefer) in Egitto. Ha studiato per più di tredici anni in Egitto nel segreto dei templi egiziani.
Il suo discepolo. Ermodoro ha inoltre ammesso che il maestro aveva ricevuto gli insegnamenti dei più alto sacerdoti di Eliopoli, cosa confermata da Strabone.
Strabone.jpg
Infatti, dal ritorno dal suo viaggio in Egitto, il geografo greco Strabone (contemporaneo di Cristo) conferma da una parte, i 13 anni di apprendistato filosofico di Platone e di Eudosso in Egitto nella città di Eliopoli e dall'altra, lo sfruttamento in Grecia del sapere Egiziano [1]: "Abbiamo visto degli edifici destinati un tempo ad ospitare i sacerdoti, ma non è tutto, ci fu mostrato anche la dimora di Platone e di Eudosso: perché Eudosso aveva accompagnato Platone sino a li. Arrivato a Eliopoli, vi si stabilirono ed entrambi vissero là per tredici anni nella comunità dei sacerdoti (...). Questi sacerdoti, così profondamente versati nella conoscenza dei fenomeni celesti, erano allo stesso tempo delle persone misteriose, poco comunicativi e non è che con il passare del tempo ed abili accortezze, che Eudosso e Platone poterono ottenere di essere iniziati da essi  ad alcune delle loro speculazioni teoriche. Ma questi barbari conservarono per sé, nascosta, la parte migliore. E se il mondo deve loro di sapere oggi quante frazioni di giorni bisogna aggiungere ai 365 giorni pieni per ottenere un anno completo, i Greci hanno ignorato la durata vera dell'anno e molti altri fatti della stessa natura, sino a quando delle traduzioni in lingua greca delle memorie dei sacerdoti egiziani hanno diffuso queste nozioni tra gli astronomi moderni, che hanno continuato sino ad oggi ad attingere ampiamente in questa stessa fonte come negli scritti ed osservazioni dei Caldei".

Eudosso.gifSe Eudosso si era rivolto ai suoi amici per finanziare il suo viaggio in Egitto, Plutarco ci informa che Platone aveva dovuto trasformarsi in mercante [2]: "Platone sostenne  le sue spese di viaggio vendendo olio in Egitto". Infatti, come evidenzia il professor Abel Jeannière (Cfr. Platon,
édition Seuil), egli ha dovuto negoziare dei carghi d'olio prodotti dai suoi oliveti. A questo riguardo, il professor Godel, che conosce le fonti che trattano dell'iniziazione di Platone in Egitto (Cfr. Platon à Héliopolis d'Egypte, Paris, Belle Lettres, 1956), ammette che: "Se le guide dei tempi di Strabone poterono mostrare presso il tempio, la camera in cui egli (Platone) risiedette per diversi anni, è perché il soggiorno gli fu utile. I santuari egiziani disponevano da un secolo, di interpreti accreditati per conversare con i Greci. Si erano ricevuti, istruiti ed a volte iniziati dei viaggiatori qualificati: Solone, Pitagora, Erodoto, Democrito (...). A proposito dell'insegnamento del sacerdote egiziano (Sechnuphis) si può leggere: 'Platone ascolta come ascoltava Socrate, il suo compagno africano esaltare la giusta via davanti alle prospettive della morte (...)'. Se Platone giunse ad intrattenersi con i più alti dignitari di Eliopoli, come ha dichiarato per scritto il suo discepolo Ermodoro, le comunicazioni  che egli ricevette dovettero appartenere a questo fondo perfettamente unificato. Le comunità di Eliopoli offrivano ad un ricercatore immense risorse. A condizione di essere gradito e di ispirare fiducia, poteva consultare attraverso persona interposta delle biblioteche di un valore inestimabile, una raccolta di osservazioni astronomiche continue di millenni" (Cfr. Platon à Héliopolis d'Egypte, Parigi, Belles Lettres, 1956). 


Tempio-di-Luxor--Egitto.jpg 

solone.jpgPlutarco.jpgNella sua opera "Iside e Osiride", (Tr. it.: Adelphi, Milano, 1990), opera  lo scrittore greco Plutarco (50-125 d.C.) si è impegnato a dimostrare che Platone e molti altri ricercatori greci, hanno studiato in Egitto presso uomini di scienza neri. Prende come testimoni tutti i "Saggi" della Grecia, il che è del tutto esplicito: "È quanto attestano unanimamente i più saggi tra i Greci, Solone, Talete, Platone, Eudosso, Pitagora e secondo altri, Licurgo stesso, che viaggiarono in Egitto e vi conferirono con i sacerdoti del paese.

 

Si dice che Eudosso fu istruito da Conuphis, Solone da Sonchis di Saïs, Pitagore da Enuphis l'Eliopolitano. Pitagora soprattutto, pieno di ammirazione per questi sacerdoti, a cui aveva ispirato le sue opinioni, imitò il loro linguaggio enigmatico e misterioso e avvolse i suoi dogmi nel velo dell'allegoria. La maggior parte di questi precetti non differiscono affatto di ciò che in Egitto si chiamano i geroglifici. Eccone alcuni: Non mangiate in un carro; Non sedetevi  sopra uno staio; Non piantate palme; non attizzate il fuoco con la spada in casa vostra*. Credo anche che i pitagorici, assegnando ad alcuni dei loro Dei dei numeri particolari, ad Apollo la monade, a Diana la diade, a Minerva il settennario ed a Nettuno il primo cubo, abbiano voluto imitare ciò che si praticava o ciò che era rappresentato nei templi d'Egitto".

 

talete.jpgFacendo una dimostrazione sulle riflessioni spirituali di Platone, Plutarco prova che quest'ultimo ha effettivamente seguito l'insegnamento dei sacerdoti Egiziani: "mostrerò la conformità del sistema filosofico di Platone con la teologia degli Egiziani (...). Platone sostiene che lei (Iside, una divinità egiziana maggiore) è il recipiente universale, la nutrice di tutti gli esseri". La stessa constatazione può essere applicata ad Eudosso, poiché Plutarco aggiunge: "Eudosso dice che Iside presiedeva alla tenerezza". Diodoro siculo inoltre, ha egli stesso confermato i fatti [3]: "Licurgo anche, Platone, Solone hanno incluso molto delle regole prese in presitito all'Egitto nelle loro legislazioni".

 

Diodoro-siculo.jpgAbbiamo detto all'inizio che fu l'Egitto e non Sicrate ad aver veramente segnato il percorso intellettuale di Platone. Lo sostiene egli stesso d'altronde. Attraverso una discussione sulla natura dell'ignoranza originale dei Greci di fronte alle scienze del numero (matematica), della misura (geometria) e dell'astronomia, tra un vecchio ateniese che risponde a due altri vecchi, il Cretese Clinia ed il Lacedemone Megillo, Platone si svela con grande sincerità [4]: "O caro Clinia, è tardivamente che mi si è rivelata da sé la nostra abituale deficienza a questo proposito (...) ebbi vergogna non soltanto per me stesso ma per tutta la razza ellenica".

 

Nel Timeo, Platone che affronta ancora il viaggio del legislatore ateniese Solone (uomo di stato ateniese, 640-558 a. C., considerato uno dei sette saggi della Grecia) in Egitto, ci confessa lui stesso ancora che i sacerdoti neri consideravano i Greci come degli spiriti relativamente infantili, senza tradizione storica [5]: "Poiché egli (Solone) interrogava un giorno sulle antichità i sacerdoti più versati in queste materie, aveva scoperto che ne lui né che nessun altro Greco non sapeva per così dire quasi nulla su tali argomenti (...). Pregò i sacerdoti di esporgli passo passo ed in dettaglio tutto ciò che essi sapevano dei suoi concittadini di un tempo".

 

Archimede-di-Siracusa.jpgMa il professor Cheik Anta Diop rimprovera tuttavia ai Greci la loro assenza di onestà e di sincerità di fronte alle loro fonti [6]: "Sappiamo oggi in modo quasi certo che Talete di Mileto, Pitagora di Samo, Archimede di Sicilia, Platone, Solone, ecc... sono stati allievi dei sacerdoti egiziani che durante quest'epoca anche secondo la testimonianza di Platone, consideravano i Greci come degli spiriti relativamente infantili. Ora, è notevole che nessuno dei ricercatori greci così formati in Egitto, Pitagora il fondatore della scuola matematica greca in particolare, non abbia pensato a distinguere le cose da lui scoperte e quelle ricevute dall'Egitto. È tanto più inspiegabile che Plutarco in Iside e Osiride insiste sul fatto che tra tutti gli uomini di scienza greci che sono stati iniziati in Egitto, Pitagora sia il più amato dagli Egiziani, per via del suo spirito mistico (...). Tutte le invenzioni meccaniche attribuite ad Archimede presentano un carattere sospetto: esse esistevano in Egitto millenni prima della nascita di Archimede. I costruttori  di piramidi dell'antico impero conoscevano il principio della leva; essi impiegavano quest'ultima in vari modi per sollevare tonnellate di pietre in cima alle piramidi in costruzione. Ora, è impossibile servirsi di un tale strumento senza associare immediatamente il rapporto delle masse e delle distanze, senza teorizzare (...). Archimede avrebbe scoperto la vite senza fine che è all'origine di un immenso progresso meccanico. Ma Diodoto siculo è formale, Archimede non ha potuto fare quest'invenzione che dopo il suo viaggio in Egitto in cui la vite idraulica era già in uso e serviva a pompare l'acqua".

 

Conclusione

 

Ecco i fatti! Le conoscenze di Platone, come lo confermano i suoi compatrioti Greci, sono il risultato del suo percorso iniziatico in Egitto che durò 13 anni. Se gli storici occidentali restano ancora incapaci di parlarne degnamente per orgoglio fuori posto e ridlesso ideologico raziale, resta tuttavia anormale che i panafricani continuano ad ignorare questi fatti!

 

La verità storica è lì, implacabile e resta valida per tutti.

 

Rimane che i panafricani devono oggi tenerne conto nel loro sistema educativo e valorizzare come si deve, il genio africano. Ogni atteggiamento contrario torna a disapprovare il principio dell'eguaglianza intellettuale tra gli uomini.

 

 

 

Jean-Philippe Omotunde



[Traduzione di Ario Libert]



 

Riferimenti bibliografici:

 

[1] Cfr. Strabone, Geografia, libro XVII.

 

[2] Cfr. Solone, 2. 

 

[*] Nell'edizione della casa editrice milanese Adelphi, la nota al testo relativa a questo passo e recante il numero 33, spiega il senso di questi che possono sembrare dei precetti privi di senso: "Il significato dei passi riportati si può svolgere rispettivamente come segue: -Non fare due cose alla volta; -Pensa al domani, non appagarti dell'oggi; oscuro è il terzo, forse relativo ad un tabù; poi -Non provocare chi è già furioso, oppure:-Non metterti contro chi è potente" [N. d.T.].

[3] Cfr. Libro I. 
[4] Cfr. Platone, Le Leggi. 
[5] Platone, Timeo, 21e, 22a e 23d. 
[6] Cfr. Cheikh Anta Diop, l’Unité culturelle de l’Afrique Noire [L'unità culturale dell'Africa Nera],  éd. Présence Africaine, p. 198.

 

 


LINK al post originale:

Platon: un étudiant grec en Afrique noire!

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