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1 gennaio 2010 5 01 /01 /gennaio /2010 07:23

La prima Signora di Francia, la Signora Brassempouy, è una donna africana!


Una testimonianza preistorica di un valore inestimabile pone in evidenza la storia ancestrale della pettinatura a trecce.

  


Brassempouy.gif

La Signora di Brassempouy


La più antica rappresentazione femminile ritrovata in Francia è una piccola forma scolpita nell'avorio e chiamata La Signora di Brassempouy !

brassempouy--02.gif


La Signora di Brassempouy


Visibile oggi al museo della preistoria di saint Germain en Laye (Museo delle Antichità Nazionali), La Signora di Brassempouy è dunque il nome dato a questa statuetta d'avorio di 3,65 cm, trovata nel 1894 in un villaggio delle Landes (nel Sud-Ouest) chiamato Brassempouy e datata a circa 23 000 a. C. Quest'ultima daterebbe dunque al gravettiano (Paleolitico superiore).


La bellezza del volto e la finezza del lavoro compiuto dall'artista fanno di quest'opera scolpita, la più bella testimonianza conosciuta sinora. Tuttavia, l'interpretazione scientifica di quest'opera fa aleggiare un mistero che dobbiamo chiarire.



Brassempouy--4.jpg


Questa statuetta è anche stranamente chiamata "la donna dal cappuccio", perché gli specialisti, avendo preso coscienza che il tipo di capigliatura rappresentato, essendo molto lungi dal tipo classico europeo, hanno elaborato la tesi del cappuccio o del copricapo, per eludere la questione dell'origine etnica di questa donna.


Nessuno osa dire infatti, in quale materiale sarebbe stato fabbricato questo cappuccio, a partire da quale tecnica, quale sarebbe la sua funzione e perché avrebbe quella forma.


L’analisi di africamaat


Esaminando da vicino questa statuetta, constatiamo subito che questa donna porta semplicemente delle trecce africane. Se una collaborazione nazionale tra ricercatori bianchi e neri fosse stata creata per analizzare questa scoperta, la tesi dell'origine africana di questa donna sarebbe oggi evidente.


Vista dal retro


Hervé Marie Catta dice lei stessa sul suo sito che più probabilmente si tratta di una capigliatura pettinata [1]. Come si vede, la tesi del copricapo non convince nessuno. Si effettuano due passi in avanti riconoscendo la non solidità della tesi del copricapo e quella di un acapigliatura pettinata.


Ma, se si tratta in modo formale, non di una capigliatura pettinata ma di una capigliatura intrecciata. Se si ammette che il primo uomo moderno è nato in Africa nera circa 160.000 anni fa [2], si può giustamente affermare che la prima struttura di capelli mai essitita era di natura crespa (specifica del tipo africano, detto "capelli crespi"). La questione della bellezza, del mantenimento e della disposizione di questa capigliatura particolarmente densa, si è dunque posta, sin dalla preistoria.


Ed è molto probabilmente cercando di valorizzare la loro bellezza e facilitare il trattamento e le cure dei loro capelli, che le donne africane dell'epoca preistorica ebbero l'idea di ricorrere alle trecce. In seguito, la perdita progressiva della cheratina, durante il processo di differenziazione fisiologico dell'umanità a motivo dell'acclimatazione dei primi Homo Sapiens Sapiens Africanus al clima freddo del nord, ha fatto nascere il capello del tipo europeo (detto "capelli di seta"), che resta inadatto per le piccole trecce  del tipo di quelle della Signora di Brassempouy. Questa statuetta è dunque importante perché ci rivela l'esistenza di trecce africane durante l'epoca preistorica.


L'artista scultore ha dunque realizzato una donna che porta dei capelli lunghi intrecciati. Per simbolizzare le trecce africane, ha fatto come d'abitudine, cioè ha simbolizzato la capigliatura intrecciata con dei piccoli cubi regolari che partono dalla sommità del cranio sino al di sopra delle spalle. Orizzontalmente, i cubi sono allienati a forma d'arco di cerchio intorno al cranio, lasciando apparire un magnifico volto femminile i cui tratti sono tipicamente africani.

 

  

Come essere certi che si tratta di trecce africane?

Piccola dimostrazione attraverso A + B.

 

Prendiamo il tempo di apprezzare la capigliatura intrecciata della regina faraonica Ahmes, Nefertari, dite "Ahmôsis Néfertary". Fu la fondatrice della XVIII dinastia faraonica e ricevette il titolo supremo di Sposa Divina di Dio (Amon) il che dimostra la posizione elevata che essa occupa all'interno del clero. Nessuna donna al di fuori dell'Africa nera, non ha potuto occupare una tale posizione nell'antichità.

  

NEFERT_1.jpg

TRECCE DI AHMES NEFERTARI, mummia della regina.
  
Se guardiamo ora da vicino la scultura che l'artista ne ha fatto, si constata che ha scelto anch'egli di rappresentare la sua capigliatura a trecce per mezzo di cubi allineati.
  


 

ahmes_nefertari2.jpg

 Statuetta di Ahmes Nefertari

Anche i Greci rappresentavano così i capelli a trecce delle donne nere. Così, la treccia o intrecciamento armoniosi di tre ciocche di capelli crespi rispondeva dunque ad una funzione pratica (cura e durata), estetica (la bellezza del volto) e culturale (indicazione dello status sociale) nella società africana. 
[Traduzione di Ario Libert]

 

 

LINK:
La première Dame de France, la Dame de Brassempouy est une femme africaine! 

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