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3 marzo 2010 3 03 /03 /marzo /2010 10:49
L’Opus Dei alla conquista del mondo






di Thierry Meyssan*


Escriva-de-Balaguer.jpgÈ sotto il regime del generale Franco, che Escrivá de Balaguer crea l'Opus Dei. Il Maestro spirituale di Franco intraprende grazie alla sua organizzazione  di selezionare e di formare le elite della dittatura sino a controllare l'essenziale del potere. Installato in seguito a Roma, si dedica ad estendere il suo potere in America latina. L'Opus Dei vi opera una gigantesca ripresa in mano dei preti latino-americani, colpevoli di condividere le analisi marxiste e di opporsi alle dittature cattoliche.

 

Ufficialmente l'Opus Dei non è che un'associazione cattolica internazionale. La sua attività si limiterebbe al consiglio spirituale dei suoi 79.303 aderenti (ossia 1.506 preti, 352 seminaristi e 77.445 laici). Dei membri che essa ha scelto nel Gotha latino-americano ed europeo. Tra di loro proprietari di multinazionali, magnati della stampa e della finanza, capi di Stato e di governo. Da ognuno, essa esige un'austera disciplina ed una completa obbedienza. Cos', benché essa finga di ignorare le loro attività politiche "personali", può attraverso loro imporre i suoi valori ai popoli.

 

Questa setta fu fondata il 2 ottobre 1928 da un giovane prete spagnolo di modeste origini, l'abate Escrivá. Si trattava per gli adetti di giungere alla santità partecipando all'instaurazione di un regime teocratico di cui Escrivá era il profeta. La guerra civile apparve loro come l'occasione insperata di stabilire lo Stato cattolico dei loro sogni. L'abate Escrivá divenne consigliere spirituale del generale Franco. Insieme, riabilitarono il vecchio principio "Cujus regio, ejus religio".

 

Franco.jpgL'Opus Dei intraprese a selezionare e formare le elite della dittatura sino a controllare l'essenziale del potere. Così, negli anni settanta, il governo dell'ammiraglio Carero Blanco fu qualificato di "monocolore": su diciannove ministri, dodici erano dell'Opus Dei. Benché non esercitasse  nessuna responsabilità diretta nel regime, il "padre" non cessò di consigliare il generalissimo. È lui che suggerì il rsitabilimento della monarchia di diritto divino di cui Franco fu proclamato reggente a vita.

 

Pinochet.jpgL'abate Escrivá pensò di farsi proclamare reggente quandi si sarebbe verificato il decesso del Caudillo. È per questo che si fece nobilitare nel 1968 con il titolo di Monsignor Mgr Escriva de Balaguer, marchese de Peralta. Ma questo fu modificato poiché l'anno seguente Franco designò il principe Juan Carlos I di Borbone per succedergli. A conti fatti Monsignor de Balaguer aveva altre ambizioni. Dalla fine della Seconda Guerre mondiale, si era installato a Roma e si impegnava ad estendere il suo potere in America Latina. Degli oratori dell'Opus furono stati installati nelle ambasciate spagnole che facilitarono i suoi contatti con le elite locali. Prodigò i suoi consigli spirituali a tutti coloro che avevano l'ambizione di lottare contro il comunismo e di consolidare la fede cattolica nei loro paesi. Così si precipitò a Santiago del Cile nel 1974 per celebrare un'azione di grazia con tre dei suoi "figli spirituali", il generale Pinochet, l'ammiraglio Mérino ed il generale Leigh.

 

alcide_de_gasperi.jpgMonsignor de Balaguer avrebbe voluto estendere la sua "opera" in Europa ma ne fu parzialmente impedito dall'isolamento diplomatico della Spagna. I suoi obiettivi erano di ricreare una internazionale anticomunista (comparabile all'alleanza Franco-Mussolini-Hitler durante la guerra civile del 1936-39), spezzare l'isolamento della Spagna franchista e di favorire la costruzione europea. Nel 1957, fece creare a Madrid, dall'arciduca Otto von Habsburg-Lothringen, il Centro europeo di documentazione e di informazione (CEDI) e, grazie a due altri dei suoi "figli spirituali", alcide de Gasperi e Robert Schuman, pesò sulla redazione del trattato di Roma che portò alla creazione della Comunità europea. Come il generale Franco , il "padre" decedette nel 1975. È a torto che si è creduto che l'Opus Dei sarebbe scomparso in inferno con essi. La ripresa avvenne tre anni fopo, nel 1978. Approfittando degli intrighi che paralizzavano il Sacro Collegio, l'Opus Dei riuscì a convincere i cardinali ad eleggere uno dei suoi predicatori come papa: l'arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyla. Da allora, la setta avrebbe potuto volgere a proprio profitto l'apparato diplomatico dello Stato del Vaticano e l'organizzazione religiosa della Chiesa cattolica.


Pinochet-e-Giovanni-Paolo-II.jpgGiovanni Paolo II costituì quasi esclusivamente il suo gabinetto di opusiani e si impegno nel vincere ogni resistenza in seno alla Chiesa. Per questo fece isolare- "per motivi di sicurezza"- il superiore dei gesuiti, Pedro Aruppe e nominare un amministratore provvisorio del loro ordine nella persona di un opusiano, il padre Dezza. Ma non osò dissolvere la compagnia di Gesù. Operò una gigantesca ripresa in mano dei preti latino-americani, colpevoli di condividere le analisi marxiste e di opporsi alle dittature cattoliche.


Due uomini servirono con zelo la sua politica: Monsignor Josef Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e Mpnsignor Alfonso Lopez Trujillo, presidente del Consiglio pontificio per la famiglia. Un centro di sorveglianza fu installato a Bogotà, dotato di un computer dalle capacità strategiche, i cui terminali sono installati a Città del Vaticano. Vi sono state inserite tutte le attività politiche dei religiosi latino-americane. È a partire da queste informazioni che furono assassinati dagli "squadroni della morte" padre Ignacio Rllacuria o Monsignor Oscar Romero. Infine, Giovanni Paolo II promulgò un nuovo codice di diritto canonico, il cui principale artefice fu un prelato dell'Opus Dei, Monsignor Julian Herranz-Casado, diventato presidente del Consiglio pontificio per la revisione dei testi legislativi.

 

Cardinale-Ratzinger.jpgInoltre, dotò l'Opera di uno statuto su misura, quello della "prelatura apostolica". Oramai i membri dell'Opus Dei sfuggono all'autorità dei vescovi sul territorio dei quali essi risiedono. Non obbediscono che al loro prelato ed a quello del papa. La loro organizzazione è diventata uno strumento di controllo delle Chiese locali al servizio del potere temporale del Vaticano. Un destino che non è senza ricordare quello di un'altra setta che regnò con il terrore religioso sulla Spagna del XVI secolo prima di imporre il suo fanatismo all'interno della Chiesa universale: l'Inquisizione.

 

Infine, il papa affidò l'amministrazione della "Congregazione per la causa dei santi" ad un opsuiano, Raffaello Cortesini. Giovanni Paolo II iniziò un processo canonico dell'abate Escrivá de Balaguer e proclamò la sua beatificazione il giorno del suo anniversario, il 17 maggio 1992. Questa buffonata sollevò vive polemiche nella Chiesa romana. Tutte le testimonianze opposte alla "causa del santo" furono respinte senza nemmeno essere ascoltate, mentre 6.000 lettere postulatorie furono allegate al dossier. Esse provenivano soprattutto da 69 cardinali, 241 arcivescovi, 924 vescovi e numerosi capi di Stato e di governo.


 

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L’Opus Dei à la conquête du monde

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commenti

Federico 03/03/2010 23:23


Mamma mia, articolo pieno di errori clamorosi... consiglio di scegliere meglio gli articoli da copiare.


MAX 03/10/2010 10:07



Federico,
l'articolo è stato da me tradotto e non copiato, gli errori che hai rilevato sono di sintassi, grammaticali, oppure cosa? di contenuto? di documentazione? di interpretazione?
Tabù parlare di Santa Madre Chiesa o dei suoi vari apparati distaccati come se fosse una cosca mafiosa o un'istituzione di questo mondo?
Mi dispiace per te, ma la Chiesa è soprattutto questo: affari, corruzione: materiale e morale, sostegno e aggravamento delle giustizie sociali e storiche, loro giustificazione ideologica, ecc. Se
cerchi meglio nel mio blog troverai altro materiale storico relativo a quanto sia stata utile e grande la religione cristiana variamente declinata ed in futuro non ne mancheranno altri,
anzi...
MAX



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